Grillo e le elezioni a Pomezia
25 maggio, 2011 di Storie Italiane
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Pomezia è una città strana: nata da una costola dell’Agro Romano, e non Pontino, come pensano molti, è identificata quasi sempre con le immagini della fondazione e del celebre discorso del Duce. Esattamente una settimana fa su quelle espressioni e su quel mito ha giocato anche il comico Beppe Grillo, riproducendo, in un passaggio, i toni e la prossemica di Mussolini nel suo celebre discorso della fondazione di oltre 70 anni fa. A Pomezia, nonostante una vaga aura nostalgica tra i palazzi colonici dalle linee nette e di scarsa ispirazione architettonica, le elezioni comunali hanno sempre visto la vittoria alterna di sindaci di centrodestra e centrosinistra, a differenza di quanto accade nella poco distante Latina. Alla vigilia delle elezioni comunali 2011, in una città invasa da manifesti e gigantografie ( tra questi un eloquente richiamo a “lui”, Benito, fortemente voluto dal candidato Caprasecca all’insaputa, pare, della sua capolista Maricetta Tirrito e di Renata Polverini, che appoggia la lista Città Nuove), è arrivato anche Beppe Grillo. L’irruenza vocale che certamente si presta ad una degna imitazione si è però legata all’incedere dinoccolato e disordinato che lo contraddistingue, mentre presentava sul palco di Piazza indipendenza i suoi candidati per il Movimento 5 stelle.
A Ciascuno il Suo
5 ottobre, 2007 di dellefragilicose
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Oggi a Capri parte il convegno dei giovani imprenditori italiani. Basta dare una rapida occhiata dell’associazione per avere un’idea, anche vaga, del tasso di ricambio della casta dei prenditori italiani (dove la mancanza dell’im non è un refuso). Per i giovani che non sono stati così avveduti nella scelta dei genitori ed hanno svogliatamente preferito affidarsi al caso, le opportunità di passare un fine settimana a Capri a cazzeggiare con metà del gotha italiano ( e ) sono decisamente poche. Meglio affidarsi ad un classico dell’italian dream: il vecchio, caro concorso.
Chi si Accontenta Gode
28 settembre, 2007 di doxaliber
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Pochi giorni fa si è concluso l’ennesimo concorso di Miss Italia. Questo concorso di bellezza, nato nel lontano dopoguerra, è diventato ormai evento nazional popolare, più o meno come il festival di Sanremo; ovvero: i giornali scrivono pagine intere sull’evento (inclusi i finti critici da salotto, che usano la loro penna moscia per ripetere, ogni anno, le solite critiche all’acqua di rose), la maggioranza degli italiani guarda la trasmissione pur annoiandosi a morte, come se si trattasse di un dovere di patria, ed ogni anno, puntualmente, si scoprono , polemiche da e, naturalmente,
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