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No, non mi convincono

22 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

No, cari amici. Sapete quanto vi voglio bene ma, che questi forconi siano protesta popolare genuina al 100%, ”non mi faccio persuasa”, come direbbe il commissario Montalbano.
E’ primariamente un fatto di pelle, istintivo, che però ha a che fare con corsi e ricorsi storici e che sollecita una semplice considerazione finale.
La Sicilia ne ha viste tante di queste rivolte. Sinceri malcontenti popolari e proteste che troppo spesso finivano per essere manipolate da banditi asserviti al potere superiore. Ricordate Portella della Ginestra, con Salvatore Giuliano arruolato nella Guerra Imperiale Contro il Comunismo e mandato a far strage dei contadini in rivolta?
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Silvio Berlusconi: l’“ultimo comunista”…

11 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Cronache Italiane

STORIA D’UN PAESE IMPROVVISAMENTE SVEGLIATOSI “CONTRO NANO”…

Il dato è tratto: Silvio Berlusconi è morto! (politicamente, s’intende…)

Il 12 novembre, rassegnando le dimissioni, il Cavaliere ha irrimediabilmente inciso la parola “fine” su di una stagione politica protrattasi quasi un ventennio, inaugurata e conclusasi praticamente allo stesso modo: con un videomessaggio agli Italiani, coerente fino all’ultimo con il suo inimitabile stile da “tele imbonitore”.

Era il ‘94 quando il magnate italiano delle tv commerciali “scendeva in campo” annunciando una “rivoluzione liberale”, riuscendo in un’impresa dai più giudicata temeraria: smontare pezzo per pezzo l’impetuosa “macchina da guerra” dell’allora Pds, segnando di fatto l’avvento della seconda Repubblica.

Un’era geologica nel frattempo è trascorsa, segnata dal trapasso dall’età delle “monetine” (di Craxi) a quella delle “papine” (di Silvio), ultime comparse di quel “teatrino” (si direbbe ormai “festino”) della politica di cui il Cavaliere si era presentato come acerrimo avversario (almeno prima di assumere anch’egli in esso una parte da protagonista!).

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Frecciarossa trionferà

9 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Chi avrebbe mai pensato che uno stesso treno di undici carrozze sarebbe stato diviso in ben quattro classi con l’istituzione dell’apartheid tra i compartimenti dei ricchi: Premium, Business ed Executive e quello Standard per i poveri? Guardate il filmato, se non ci credete.

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Una Bomba Chiamata Unicredit

7 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Cento miliardi di capitalizzazione nel 2006, 7 miliardi nel 2011. Una perdita secca del 93%. Il 37% di perdita negli ultimi tre giorni. Per chi non ha ancora capito cosa significa, forse ci vuole un disegno, uno di quelli alla IKEA, universalmente adatto anche agli idioti. Unicredit è la bomba ad orologeria piazzata sotto il culo della repubblica italiana e, di conseguenza, nel ventre dell’Europa, di cui la nostra penisola rappresenta da tempi insospettabili la parte più molle e non solo dal punto di vista economico.

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Suffragio demenziale

30 novembre, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Presidente Berlusconi,prenda la chiave e apra quella porta,restituisca a noi, suoi elettori,la libertà di andare al voto e rivincere,su questo non ci sono dubbi.
Siete sicuri che l’aver concesso il diritto di voto a tutti, cani e porci, a partire dai diciotto anni d’età, senza controllare che le scatole craniche degli elettori fossero tutte fornite di apposito cervello funzionante anche nella parte delle funzioni superiori e non soltanto in quelle rettiliane, sia stato un bene? Secondo me no. Il suffragio universale è una sciagura. E’ ciò che permette la dittatura della maggioranza ignorante, la spettacolarizzazione della politica, il trionfo dell’incoscienza e del pressapochismo. E’ il viatico per ogni tipo di delinquente, profittatore ed illusionista che volesse farsi una carriera politica per avvantaggiarsene.
Perché il popolo, come entità collettiva, è idiota, è intrinsecamente popolaccio e lo voterà entusiasta, fregandosene delle conseguenze, anzi, felice di poter giocare con una cosa così preziosa come la democrazia, sporcandola e riducendola a cosa immonda.
Come se non bastasse, il sistema bipolare, che sembrava andar così bene per i paesi anglosassoni, una volta importato alle latitudini italiane ha ridotto la politica a puro tifo da stadio, a guelfoghibellinismo di ritorno, dove non contano le idee e i programmi dei partiti ma vincere, vincere mussolinianamente per vedere la faccia di coloro che perdono e godere. Vincere per poter gridare, sbracare e sentirsi parte di un grande fans club.

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Uno spettro si aggira per l’Italia

E’ lo spettro del berlusconismo. Credevamo che, rimosso il satraprìapo che ci ostacolava la respirazione e ci stringeva in una morsa i cabbasisi, potessimo accingerci ad iniziare una nuova vita, finalmente liberi dalla Dittatura della Protesi Peniena. Invece, tutto il populismo fascista genetico di questa nazione sta spurgando dalla ferita narcisistica del Papi insultato, del padre pedofilo della Patria ridotta a troietta in perizoma, dell’anarchia provocata dall’ossessione per il proprio particulare e del chissenefrega delle conseguenze dei propri atti, del muoia Katzone con tutti i Filistei.

Invece di gioire, hanno una paura fottuta di Monti, hanno riesumato direttamente dagli anni del ventennio il termine inequivocabilmente fascista di “demoplutocrazia” e si sentono perfino intellettuali di sinistra parlare come Blondet ed altri parlavano di Prodi e Tononi ai tempi del secondo governo di centrosinistra guidato dal professore. Anche loro, avendo avuto a che fare con Goldman Sachs, agenti del gomblotto demoplutogiudaicomassonico. Si sentono cose tipo “tedeschi geneticamente nazisti” ed altre facezie.

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Il re è morto, viva il re

Che la festa cominci: libertà e perline colorate per tutti. Una volta si diceva “adda venì baffone”, ma gioivano solo i nostrani comunisti babbionizzati da una propaganda mistificatrice; adesso che sta arrivando Full Monty, tutti, ma proprio tutti, sembrano inebriati dall’estasi (o dall’extasy).

Non ho intenzione di venire alla festa, troverò una scusa, dirò che ho la febbre; sono disposto anche a fingere che sono in lutto stretto per la morte politica di un amico, ma alla festa non ci vengo. E, comunque, respingo fermamente l’accusa di essere prevenuto nei confronti del demiurgo, che non ha ancora preso il comando della nave, giacché questa, che dovrebbe essere logicamente una condizione sospensiva, viene disinvoltamente abrogata anche da quelli che festeggiano. Resterò da solo a casa “con le quattro capriole di fumo del focolare”, come “una cosa posata in un angolo e dimenticata”.

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Fenomenologia di Er pelliccia

30 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

A me der Pelliccia non m’indigna l’estintore, ma proprio lui come individuo.
Lo so che i giovani non sono tutti così, 24 anni, primo anno di psicologia online. Ci mancherebbe. Lo so che i genitori non sono tutti come i suoi genitori, che dicono che lui non farebbe mai male a una mosca, che non gli interessa la politica, se mai le ragazze. Gente normale, che non gli passa neppure per la testa che il loro figliolo avrebbe potuto-dovuto fare di meglio e di più di quel niente che ha fatto sin qui; che il diritto alla cittadinanza viene sì dalla nascita, ma poi se non combini un cazzo devi avere il pudore di non rompere i coglioni.
Tanto meno tirare gli estintori

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Il peggio femminino

26 settembre, 2011 di  
Archiviato in Veri Uomini

“Questo patto [dichiarazione di voto, n.d.a.] vogliamo stipularlo con Lei e non col prof. Prodi: la sua campagna fatta di ‘serietà’ e ‘sacrifici’ non ci piace, ci intristisce e ci fa un po’ spavento. E noi signore lo lasciamo volentieri perdere. ‘La bellezza salverà il mondo’.” (Dalla Lettera aperta delle donne a Silvio Berlusconi, marzo 2006) 



Quando tutto sarà finito e ci aggireremo tra le macerie fumanti di questo disgraziato paese, bisognerà fare un discorsetto come si deve alle donne che hanno popolato, appoggiato, sfruttato ed acclamato il maledetto regime del Drago Flaccido per tutto questo tempo. Qualche testolina da rapare metaforicamente a zero per intelligenza – anzi incoscienza – con il nemico, insomma, non guasterebbe.

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Breve storia incazzata d’Italia

21 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Sono anni difficili dicevano i nonni. Eppure da quando posso ricordare non è la prima volta in cui viene portata all’attenzione dei tartassati il periodo contingente, la necessità di sacrificio, l’aggiunta del famoso ulteriore buco alla cinta: sempre ovviamente come necessità da lasciare alla moltitudine indistinta e passiva a vantaggio della minoranza, che tanto piccola comunque non è, dei membri di caste, castine, logge e loggette…non parliamo dei vantaggi degli evasori: quelli non essendo identificati dobbiamo matematicamente far finta che non esistano.

Si fa un bel dire, e concordo, quando si afferma che se TUTTI pagassero le tasse TUTTI potrebbero pagare la metà delle tasse che attualmente pagano i TUTTI-EVASORI. Prima occorre trovarli, o meglio occorre trovare la volontà di trovarli e farsi restituire, propongo con le cattive, il maltolto. Ma scimmiottando la pubblicità del noto caffè italiano non si ha la minima idea di quanti siano questi tutti che se non son troppi perché no? Leggi il resto

Non ci sono più gli amerikani di una volta

14 settembre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Giovanni Galloni e Corrado Guerzoni sostengono che, nel corso di una visita negli Stati Uniti nel 1974, il ministro degli esteri Aldo Moro ebbe uno scambio molto duro con Henry Kissinger, il quale arrivò a minacciarlo di gravi conseguenze personali se avesse perseguito nell’intento di aprire ai comunisti.
Secondo i collaboratori di Moro la frase fu di questo tenore: “Lei deve smettere di perseguire il suo piano politico per portare tutte le forze del suo Paese a collaborare direttamente. Qui, o lei smette di fare questa cosa, o lei la pagherà cara. Veda lei come la vuole intendere”.
Come è finito Moro, di lì a quattro anni, lo sappiamo. Forse Kissinger portava solo sfiga, chissà.
Ora, io comprendo la situazione. A differenza di Moro – e la buonanima mi perdoni per l’accostamento blasfemo – il vecchio godzilla in fondotinta e cipria ci ha salvato dal comunismo e per questo ha accumulato migliaia di punti-fedeltà atlantici. Tanti da ottenere il massimo premio: il culo di una sessantina di milioni di italiani da sverginare a piacimento.
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Vitalizi Camera e Senato: Nomi e Cifre. Oltre 5000 Euro al Mese Netti Prima dei 50 Anni 1/2

18 agosto, 2011 di  
Archiviato in Storie Italiane

La Casta taglia le pensioni degli italiani, ma non tocca le proprie. Per i parlamentari il diritto al vitalizio scatta dopo soli cinque anni di mandato. Con contributi molto bassi. E con compensi incassati anche prima dei 50 anni. Così 2.307 tra ex deputati ed ex senatori si mettono in tasca ogni mese fino a settemila euro netti.

Giovanotti con un grande avvenire dietro le spalle che si godono la vita dopo gli anni di militanza parlamentare. Come Alfonso Pecoraro Scanio, ex leader dei Verdi ed ex ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente. Presente alla Camera dal 1992, nel 2008 non è riuscito a farsi rieleggere e con cinque legislature nel carniere è stato costretto alla pensione anticipata. Ma nessun rimpianto. Da allora, cioè da quando aveva appena 49 anni, Pecoraro Scanio riscuote il vitalizio assicuratogli dalla Camera: ben 5.802 euro netti al mese che gli consentono di girare il mondo in attesa dell’occasione giusta per tornare a fare politica.

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Berlusconi Come Breznev

Penso che Berlusconi sia politicamente finito. Forse, addirittura, è morto e quella che vediamo in televisione è solo la sua mummia, spupazzata in giro dagli eredi politici, in attesa di un’equa ripartizione del legato elettorale. Qualcosa del genere, del resto, si dice, sia già accaduta in Unione Sovietica negli ultimi mesi dell’era Breznev (pace all’anima sua).
Penso che dopo Berlusconi avremo un governo (indipendentemente dal fatto che possa denominarsi centro-destra, centro-sinistra o, come più probabile, grosse- koalition) non molto dissimile da quello precedente. I costumi di una nazione non cambiano all’ora X di un giorno fatale: di certo, i nostri potenti saranno più accorti, per quanto possibile, a nascondere i vizi privati, ma, al punto in cui siamo arrivati, sembra piuttosto ingenuo immaginare una tregua della proficua pratica del dossier.

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New York Times: Berlusconi? Portatelo Giù e Castratelo!!

20 febbraio, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Il 27 gennaio scorso, il New York Times on line pubblica un articolo su Berlusconi e gli italiani. Più che il pezzo in sé, sono interessanti i commenti dei lettori del giornale i quali ci restituiscono un’idea dell’Italia agghiacciante. Veritiera o meno che sia questa visione del paese, è utile conoscerla.

L’articolo del New York Times del 27 gennaio 2011:

Decadenza e democrazia in Italia

La carriera e la vita personale del primo ministro italiano Silvio Berlusconi hanno suscitato indignazione da quando la sua vita è stata esposta al pubblico. L’ultimo scandalo riguarda alcune conversazioni telefoniche intercettate che lascerebbero pensare che il signor Berlusconi abbia avuto una relazione con Karima el-Mahroug, una ballerina di night club, da quando era minorenne. E’ stata aperta un’inchiesta sull’ipotesi che Berlusconi abbia pagato la signora Mahroug e le altre donne per prestazioni sessuali.
Tuttavia, secondo un recente sondaggio, meno del 50 per cento degli italiani chiedono le sue dimissioni. Il suo futuro politico sembra, almeno per il momento, sicuro. Perché gli italiani – soprattutto le donne – hanno tollerato le buffonate di Berlusconi per così tanto tempo? E’ possibile un punto di svolta per gli italiani?

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Mirafiori F.A.Q.

14 gennaio, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Lavoro degli Italiani, latest

Scrivo in anticipo di 12 ore rispetto allo spoglio delle schede in Mirafiori. Non è infatti mia intenzione commentare il risultato del voto di oggi, nel breve periodo non lo trovo determinante.

Mi pongo invece il problema della legittimità di una simile consultazione e, per questo motivo, trovo ben più interessante rispondere a una serie di domande che mi sono posto delle condizioni in cui essa s’è svolta. Domande secche, che implicano risposte oggettive. Nessun commento, nessuna conclusione da tirare. A ognuno la sua idea.

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Marchionne e Il Maiale con la Pistola

Oggi a Mirafiori si vota per l’accettazione del nuovo contratto di lavoro imposto da Marchionne. Se vinceranno i NO vorrà dire che è cominciata la rivoluzione. Vinceranno i SI.
Vinceranno i SI perché con una pistola puntata alla tempia i lavoratori non hanno molta scelta: “se accetti il nuovo contratto continui a lavorare, altrimenti chiudo la fabbrica e tu non hai più di che sfamare la famiglia“. Non credo siano molti quelli in condizioni di poter respingere un simile ricatto. Perché di ricatto si tratta ed è inutile girarci attorno o tentare di indorare la pillola; Marchionne impone le sue condizioni fregandosene degli operai, dei sindacati, della Confindustria, del Governo, dei contratti precedenti, di decenni di conquiste sociali. Del resto lui è su quella poltrona per fare gli interessi della FIAT e degli azionisti.

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Ministro, si Metta sull’Attenti: La Ritirata di La Russa

9 gennaio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest, Oltre il Confine

E a dire che qualcuno poteva anche crederci! “Mai più si ripeterà quello che è accaduto con la morte del caporalmaggiore Miotto”. Il ministro aveva fatto una figura di merda con i familiari del soldato ucciso in guerra. Aveva riferito che era morto per il colpo isolato di un cecchino. Il padre invece ne sapeva di più. Non era stato un colpo isolato di un cecchino, ma il risultato di una battaglia, di una scaramuccia. Il ministro allibito ha ribadito” Mi informerò!”

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