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Sincronicizzate gli orologi

20 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Quando ho letto, in uno di quegli impareggiabili post scritti con il complottista automatico da Paolo Franceschetti, che uno degli eventi televisivi che ho maggiormente amato, ovvero “X-Files”, non sarebbe stato altro che uno strumento della propaganda massonica finalizzata al compimento dell’odioso Nuovo Ordine Mondiale attraverso l’introduzione subliminale del volgo alla mitologia rosacrociana, non ho potuto fare a meno di sorridere. Ma si, perché il gioco di trovare coincidenze tra la realtà e le opere di fantasia attraverso il linguaggio simbolico può essere straordinario ed avere effetti misteriosi ed inquietanti solo per chi non sa quanto siano infiltranti, pervasive ed importune, con il loro venir fuori all’improvviso in ogni momento della nostra giornata ed in maniera assolutamente fisiologica, le coincidenze o manifestazioni di sincronicità, come ci ha insegnato il buon C. G. Jung. Ve lo dimostro con esempi pratici, se volete.
Come primer ci vuole un evento forte e siginificativo. Concentrandosi, ad esempio, sull’ultima sciagura italiana, quella della nave Concordia, ci si può sbizzarrire quasi all’infinito con le coincidenze, basta lasciarle fluire liberamente. Vado? Ok.
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Solitudine preventiva

Come ho smesso di amare la bomba e iniziato a preoccuparmi.

C’era un freddo -c’è ancora adesso- hai presente come quando qualcuno entra in un posto e tu sei dentro già da un po’, ecco, senti che se lo porta dietro, questa cosa impalpabile. Perché mi ritrovo molte volte a cercare delle persone, ed è curioso il fatto che mi porta, nel momento in cui più vorrei parlare a qualcuno, a ritrovarmi ancora più solo, accompagnato da un insistente inesistente, i famosi Piccoli Fastidii Quotidiani, lo scendere a buttare i rifiuti e farci andar dietro le chiavi di casa, come ad accompagnare la balistica del gesto, il percorso. Li tenevo nella stessa mano (il verde melograno/ dai bei, etc.). Ci sono un mucchio di cose che danno fastidio, e questo è un dato. Forse proprio un mucchio no, ma dipende se le sparpagli in giro o le raccogli, quelli sono fatti che dipendono da come ti vuoi organizzare i fastidi. Alcuni lo fanno in macchina, per dire.

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Amore Passeggero

14 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Il mio è un lavoro sporco. Di quelli che qualcuno deve pur fare. Oggi sono salito su un treno per osservare la mia preda, aspettando il momento giusto per agire. Aveva dei bei riccioli morbidi color mogano, un nasino sottile e un cerchietto d’argento sul sopracciglio sinistro che rifletteva la luce del sole al tramonto. Parlava al telefono.

Non puoi immaginare cosa m’è successo! … no, no… no, non c’entra niente. Ascolta: stavo camminando mentre leggevo il libro… sì quello di Baricco… (ride) sì infatti ad un certo punto vedo la punta di queste scarpe, allstar, e penso “ecco adesso vado a sbattere!” invece (guarda fuori) invece vedo che c’è questo ragazzo che sta leggendo anche lui e si sposta… Lì per lì non ci penso ma dopo qualche passo mi giro. S’è girato pure lui! Stavamo leggendo lo stesso libro, lo stesso sì! Anche allo stesso punto, ti rendi conto? … no, non ci ho parlato… sì, allo stesso punto, più o meno, ho visto quante pagine… no, non lo conosco… sì.. era carino, piuttosto alto con gli occhialetti da intellettuale… … … e che cosa abbiamo fatto poi? niente. Cosa dovevamo fare? Io non riesco ancora a crederci… non lo so… sì, non è della mia facoltà, credo. Però sicuramente viene all’università… come? va bene, va bene, ci sentiamo dopo. Dovevo troppo raccontarti questa cosa! ciao ciao.

Ha infilato il telefono nella borsa e tirato fuori il libro, che non ha aperto. Come per cacciare un improvviso brivido lo ha stretto al petto guardando il mondo oltre il vetro sporco. Il sole era sparito definitivamente dietro ad un palazzo, la metropolitana vomitava altri passeggeri nella nostra carrozza. Avrei dovuto agire in fretta ma sono rimasto come paralizzato a guardarla.  Era raggiante, l’unica figura a colori in un mondo grigio. Avrei dovuto fermare il suo giovane cuore ma non ce l’ho fatta. Sarò punito duramente per questo ma non mi importa. Già so che quando i miei occhi ciechi si inabisseranno nelle profondità dell’Acheronte la profondità di quello sguardo d’amore mi darà la forza di sopportare il mio supplizio.

Publio Virgilio Marone (Bucoliche X, 69) L’amore vince ogni cosa, anche noi cediamo all’amore.

dark-encounters

art by Gandreidh

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