Vecchi Stizzosi: DelleFragiliCose vs. Comandante Nebbia
21 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Dellefragilicose
Che vecchiaia d’inferno
Che vecchiaia d’inferno. Nonostante i milioni, le trombate, i viaggi, gli orologi da centomila euro, le ville in Sardegna, gli aerei privati e la torma di leccaculo che ti circondano a me dai l’impressione di essere un vecchio solo, stizzoso ed infelice. Spero di sbagliarmi.
Mi ti immagino attaccato a quel telefono mentre chiami uno per raccomandare un paio di zoccole, quelli dell’Agcom per lamentarti di Santoro, il comandante dell’Arma dei Carabinieri per chiedergli di denunciare Santoro, di nuovo quelli dell’Agcom per parlar male della Dandini e poi il direttorissimo per suggerigli cosa dire al TG1. Ore e ore al telefono, a lamentarti, chiedere, convincere.
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E non è difficile raffigurarsi le facce di quelli che si vedono arrivare la chiamata sul cellulare. Appena riconosciuto il numero, lo lasceranno suonare per un po’ guardando il display e chiedendosi se non sia il caso di far finta di non aver sentito lo squillo (mi scusi Presidente, lo avevo lasciato in vibrazione) e poi rispondere sbuffando, facendo segno a chi è intorno che è quel rompicoglioni di Silvio (che palle, però) e via con uno falsissimo: “Signor Presidente, mi dica, in che posso servirla!”
Quando hai mangiato una pernice l’hai mangiata. Un paio di rutti, una seduta al cesso ed è come se non fosse mai successo. Non parliamo poi di una trombata. Sì, era una bomba, quelle tettone erano un miracolo della natura, ma poi? La trombata non lascia nemmeno un rutto per ricordo. Se non fai un filmino o se lei non registra tutto sul suo microregistratore nascosto potresti anche esserti sognato tutto. Sì le case, va bene, ma te le devi godere. Se passi il tempo in aereo saltando da una parte all’altra e quando ti fermi ti metti a vedere Annozero in Tv (e che palle, però) oppure a telefonare, che tu ti trovi in una villa in Costa Azzurra o in un mastrillo a Nocera Inferiore, che differenza fa?
Avere una vecchiaia felice è un gran miracolo, Silvio. Tu te ne stai lì a parlar male di mezzo mondo, a raccontare d’amore quando stilli odio da ogni poro, con cinque figli che ragionano già su come scannarsi quando tirerai le cuoia, con una moglie che ti considera un malato di mente e con delle donne che ti stanno vicino solo perché poi gli regali il braccialetto con la farfallina. Per non parlare di quelli che ti reggono il pitale quando pisci. Quelli che se qualche goccia gli bagna la mano durante l’operazione la leccano subito e dicono:”con la glicemia tutto a posto Signor Presidente”. Tu pensi che ti adorino, meno male che Silvio c’è.
Forse è vero, ma malignamente io penso che ci sia una non remota possibilità che ti stiano intorno e ti lecchino il culo per sfruttati. Hanno capito che tu sei solo, arrabbiato, deluso e con una fottuta paura di crepare. Beccano il tuo cadavere ancora prima che tu muoia.
E a proposito di morte. Non ti bastava una fossa. Ti sei fatto il mausoleo grande, con la volta celeste scolpita da Cascella e quando verrà il momento se vorrai farti imbalsamare ci vorrà un attimo. Si tratterà di solo di completare un’opera già da tempo iniziata.
A che serva amare tanto il proprio cadavere non lo so.
Io ho scelto di farmi cremare. Vedi tu.

Comandante Nebbia
Der Alte
Ora che ha messo giù il telefono, nella stanza è calato il silenzio. Saranno i grandi quadri alle pareti, saranno i folti tappeti oppure gli alti soffitti decorati finemente, ma il silenzio nella stanza che da sul grande parco è profondo, quasi innaturale.
Fino ad ora, al telefono, ha implorato, minacciato, convinto, adulato, ma alla fine la puttana del senatore l’ha sistemata, il garante per le comunicazioni è stato allineato, al comandante dell’arma dei carabinieri ha segnalato e, finalmente, il direttorissimo sa cosa dire al telegiornale senza sforzare troppo quella sua clamorosa e ridicola testa pelata.
Mentre si avvia per il lungo corridoio scuro immagina le facce di quelli che si vedono arrivare la sua chiamata sul cellulare. Appena riconosciuto il numero, lo lasciano suonare sempre per un po’. Probabilmente guardano il display e si chiedono se non sia il caso di far finta di non aver sentito lo squillo: mi scusi Presidente, lo avevo lasciato in vibrazione. Non è difficile raffigurarseli rispondere sbuffando, facendo segno a chi è intorno che è il rompicoglioni (che palle, però) e via con uno falsissimo: “Signor Presidente, mi dica, in che posso servirla!”
Quando arriva nel bagno e chiude la porta, lo specchio lo guarda senza mentire, almeno lui. Privo del trucco, delle ampie spalle imbottite, dei tacchi rialzati e senza i capelli che indossa come fossero un cappello, il suo viso e il suo corpo richiamano decadenza, abbandono, stanchezza.
Mentre con le dita percorre la profonda ruga che gli divide in due la fronte, non può fare a meno di chiedersi che tipo di persone siano quelle che si porta a letto. Lui stesso si trova orribile. Eppure basta una promessa, un braccialetto con la farfallina e gli si apre la strada verso il fresco giardino di delizie dove profumi e tenerezze si spandono senza parsimonia.
Ma ne vale la pena? Anche se un corpo femminile è agile e superbo o un piatto è delizioso e raro, concretamente non ti rimane nulla. Dopo poche ore hai digerito e se non fosse per un filmino o qualche registrazione presa di nascosto (quella stronza) delle ore di sesso non rimarrebbe nessuna traccia se non nel blister semivuoto della pillola azzurra. Guardando il lusso dei marmi lucidi del bagno, gli viene da pensare alle mille case che possiede ovunque. Sarebbe bello godersele se non passasse il tempo viaggiando da una parte all’altra del mondo, dormendo in camere d’albergo che il lusso rende ancora più anonime e passando il poco tempo che gli rimane guardando rabbiosamente quello che si dice di lui in televisione e leggendo quello che scrivono i giornali sui suoi processi.
Sulla grande finestra del bagno incominciano a picchiettare piccole gocce di pioggia. La apre e vede il cielo scuro ricoprire il parco, l’erba bagnarsi e luccicare sotto la leggera pioggia. Lontano, sulla parte alta della collina, un uomo con gli occhiali scuri ed un fucile in spalla si accende una sigaretta riparandosi sotto un albero.
Non è felice, lo sa. Ha il potere, ma nessuno lo rispetta ed è quello che lui ha sempre cercato, rispetto. I magistrati lo odiano, i giornalisti pure. I suoi cinque figli ragionano già su come scannarsi quando morirà. La moglie, un tempo l’ha amata veramente, lo considera un malato di mente. Nessuno lo rispetta, nemmeno l’infermiere che in ospedale, mentre gli reggeva il pappagallo, si è bagnato leggermente la mano, rapidamente l’ha leccata e con uno sguardo sottomesso gli ha detto: “con la glicemia tutto a posto Signor Presidente”. Sono solo dei servi che gli girano intorno per mangiare del suo cadavere ancor prima che muoia. Nessun rispetto, nessun amore, solo paura e avidità. Lui li odia, li odia, li odia.
Redde rationem villicationis tuae: iam enim non poteris villicare. La ricorda ancora a memoria la frase che mandò per scherzo a Fedele. Un biglietto bianco, senza firma. Solamente queste nove parole. Pensava che Fedele capisse, che gli rispondesse a tono, ma gli arrivò immediatamente una telefonata terrorizzata, nel pieno della notte. Fedele (ma quanto fedele?) balbettava, chiedeva spiegazioni. Ci volle mezz’ora per tranquillizzarlo, ma il resto della notte lui la passò in bianco.
Lui. Lui sa cos’è veramente. Si è raccontato mille volte di essere un genio, un uomo superiore, ma solo, alla finestra di quella stanza che da sull’autunno, lui sa di essere un uomo meschino, pavido, vile che non ha saputo fare di meglio che circondarsi di gente peggiore di lui.
Giù, ai limiti della boscaglia resinosa, biancheggia la volta celeste che ricopre il mausoleo che ha voluto per conservare il suo corpo. Ora capisce che è inutile, perché il suo corpo è già corrotto prima che la vita lo lasci e per quanto grande sia il mausoleo, non potrà mai proteggerlo dalla morte.
Chiude la finestra sul parco e ritorna nel corridoio buio. I suoi passi sono pesanti, la schiena è curva, gli occhi bassi. Nessuno, nemmeno lui, può vincere contro la vita.
Al Festival di San Silvio Nuovo Trionfo di Maria De Filippi
22 febbraio, 2010 di Daniela Tuscano
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Malika Ayane vince il premio “Mia Martini”, la consolazione (si fa per dire) di tutti i trombati. Perché a lei, a Cristicchi e a Irene Grandi è stato preferito il trio Pupo-Filiberto-Canonici, e a nulla sono serviti gli spartiti volati sul palco, i fischi, le plateali contestazioni. Anzi, i destinatari se ne sono probabilmente gloriati. Il loro secondo posto è stato ben più significativo d’una vittoria. Troppo spudorata quest’ultima, momento topico, ma anche logico, essersi invece piazzati dietro un vecchio camuffato da giovane. Nel frattempo, per quattro giorni consecutivi ci hanno martellati con gli annunci delle loro prossime apparizioni tv, grazie anche al decisivo appoggio di Marcello Lippi, perfetta incarnazione (plasticata) di un’Italia pizza-mandolino-patria-famiglia cara all’iconografia fascista riverniciata per l’occasione, e oggi ammannita dai calciatori-intellettuali da Grande Fratello, da Lele Mora (che si aggirava per il festival dichiarandosi “fascista, anzi, mussoliniano”) e Fabrizio Corona. Tutti “anime nere” (in ogni senso) del Festival, tutti ad aggirarsi vistosi e squillanti dietro le quinte.

Avviamento al Lavoro. Di Corsa e per Legge
26 gennaio, 2010 di Giacomo
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Due novità nel panorama politico nostrano. Non mi riferisco né al matrimonio notturno della Gelmini né al fiorire di candidature vecchie e nuove per le prossime regionali. Sto invece pensando a quanto è stato detto di recente a proposito dei giovani, o meglio, dei giovanissimi: gli adolescenti.
In primo luogo un ritorno al passato, all’avviamento al lavoro degli anni 40, 50 e 60. Visto che, ci dicono, l’obbligo di istruzione fino a 16 anni tiene sui banchi un numero altissimo di giovani, tanto vale dar loro la possibilità di andare a lavorare,o meglio, fare apprendistato durante l’ultimo anno al posto della frequenza a scuola.
Secondo me i soliti cervelloni avranno fatto due calcoli: visto che ci sono migliaia di insegnanti precari che presto resteranno addirittura senza neanche le supplenze riduciamo ancora il numero dei ragazzi e cioè l’esatto contrario di quanto servirebbe.
Che Fine Hanno Fatto?
11 giugno, 2009 di Comandante Nebbia
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Walter Veltroni
Già, che fine ha fatto l’uomo che ci ha tenuto a dire di non essere mai stato comunista oggi che il suo investimento a base di latte, miele e lorazepam incassa la cedola più consistente?
Che dice l’ipogonadico (( si fa per ridere, una cosa alla Fabio Fazio, ma con Fazio strafatto di anfetamine però )) che fu riformato alla visita medica della Democrazia Cristiana e si risolse a entrare nel P.C.I. che lì, per ordine di Mosca, arruolavano tutti? Qual’è la sua opinione? Perché non abbiamo visto il suo faccione tenero di gommapiuma dire le solite cose giuste e moderate da Fazio, quello che fa ridere, ma senza far arrabbiare nessuno?
Meccanica dei Rapporti Piccanti
29 maggio, 2009 di Comandante Nebbia
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Piccante.
Sono anni che uso questo aggettivo solo ed esclusivamente in relazione al provolone. Alla gastronomia a base di peperoncino, da buon campano, è riservato l’aggettivo “forte” che nella nostra vulgata si associa al salame, al soffritto (un piatto a base di cuore, polmone e frattaglie varie con pomodoro, alloro e peperoncino), agli spaghetti aglio e olio e così via.
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Il CLVB dei Riformati
19 maggio, 2009 di Comandante Nebbia
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Su segnalazione di un amico ho recuperato questo articolo del 4 aprile di Unita.it dove si parla della Guardia Nazionale Italiana. La notizia mi era sfuggita.
Leggo, mi preoccupo, ma poi vado sul sito guardianazionaleitaliana.org e mi distendo.
Le pagine del sito mi ricordano, stranamente, le due visite che ho fatto al Vittoriale degli Italiani, l’ultima dimora di Gabriele D’Annunzio, suo mausoleo personale, oltre che sepolcro degli anni italiani che hanno preceduto l’avvento del fascismo.
Banzai! A Colpi di Katana giù la Testa di Giordan…o
15 maggio, 2009 di Giacomo
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Ho voluto innanzi tutto catturare la schermata (clicca per ingrandire) direttamente dal sito del “il Giornale” prima che magari qualche furbacchione vada a cancellare o censurare l’oscenità e per fornire la prova che tale pagina esiste.
L’articolo, genericamente firmato “Redazione” (Mario Giordano?) è di per sé poco interessante: Lamberto Dini ha ricevuto un’onorificenza (Gran Cordone dell’ordine del Sol Levante, riservato a cittadini stranieri) ma la prima frase è da brivido:
“Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli”.
Musi gialli?
Maroni, Nessuno Glielo fa Notare?
22 gennaio, 2009 di prefe
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… questa poi è grandiosa.

Niente più manifestazioni davanti ai luoghi di culto. Lo ha deciso il ministro dell’Interno Roberto Maroni sulla scia delle polemiche seguite alla preghiera islamica in piazza Duomo
Grandiosa pensata di Maroni: non si può manifestare davanti alle chiese.
Un’idea così stupida è sinceramente difficile da partorire, vediamo perchè:
Non si può manifestare davanti a un luogo di culto?
Allora figuriamoci davanti a una basilica come questa:

Arcibasilica Laterana, meglio nota come San Giovanni in Laterano, cattedrale della diocesi di Roma e la sede ecclesiastica ufficiale del Papa, contenendovi la cattedra papale o Santa Sede (Da wikipedia)
Italiani Brava Gente (di Merda)
11 novembre, 2008 di dellefragilicose
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QUESTO CONTRIBUTO E’ SCRITTO CON LINGUAGGIO OFFENSIVO E VIOLENTO. SE NON LO TOLLERI, NON CONTINUARE E CLICCA QUI.
Berlusconi Smentisce. Niente Polizia nelle Scuole. Il Presidente del Consiglio Perfetto Per un Paese di Pagliacci
23 ottobre, 2008 di dellefragilicose
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Un nostro affezionato lettore lo aveva previsto. Venti minuti fa il presidente del consiglio ha detto di non aver mai invocato l’intervento delle forze dell’ordine nelle scuole. Si tratterebbe di una montatura dei giornalisti. Probabilmente, quello che parla in questo filmato è un androide progettato e realizzato da quelli di Repubblica e del Corriere della sera. Tutto questo dopo una giornata di agitazione dove poteva benissimo scapparci il morto.
La Questione Cuore Nero. Il Nazismo da Noi è Legale
12 settembre, 2008 di prefe
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Immagini- Cose del genere non dovrebbero esistere, semplicemente.
Colpi di Sole
2 settembre, 2008 di Angelika
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Me ne sto tranquilla a casa mia a valutare quando, dove e come trascorrerò il prossimo anno scolastico (c’è anche da aggiungere “se”), quando una notizia mi fa letteralmente balzare dalla sedia. E’ vero che ormai sono diventata un’ habitué di questi salti, ma quello che sto leggendo adesso mi provoca anche un conato di vomito.
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Un Popolo di Coglioni
17 agosto, 2008 di Fully
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“In Italia non c’è un’opinione pubblica”
L’ha dichiarato Nanni Moretti a margine (si dice così in intellettualese?) della presentazione di una sua retrospettiva al Festival cinematografico di Locarno.
Ho letto solo ieri sera tardi questa dichiarazione ed istintivamente mi è venuto di darmi una grattatina sul cranio (è quel finto prurito che in me segnala un momentaneo disagio).

Immunità per le Alte Cariche: La Logica Secondo Polito
8 luglio, 2008 di doxaliber
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Leggo su il Giornale:
Scusi, direttore, quante copie ha perso il suo Riformista con la presa di posizione a favore della legge di immunità per il premier?
(Antonio Polito ride) «A dire il vero nessuna. Anzi, stiamo aumentando le vendite».
Qualcuno dovrebbe dire a Polito che passare da 5 copie al giorno a 6 copie non è da considerarsi un dato statisticamente rilevante. Anche perché la copia in più molto probabilmente è stata acquistata dal giornalista del Giornale che ha dovuto intervistare Polito ma non riusciva proprio a ricordare cosa diavolo fosse questo “Riformista”.

Ho avuto addirittura l’impressione che l’intervistatore non avesse capito che Antonio Polito è l’ex senatore della Margherita ospite fisso da “Porta a Porta” e “Matrix”. Solo durante l’intervista il malcapitato si deve essere reso conto che in realtà i due sono la stessa persona. Leggi il resto
Delle Ridicole Cose
7 luglio, 2008 di mc
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La situazione sembra essere chiarita. Ieri, il nostro collaboratore JP mette on line sul suo sito una finta intercettazione scrivendo a chiare lettere che si tratta di un opera di fantasia.
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Una Colletta per Salvare Beppe Grillo dalla Criminalità Organizzata
6 maggio, 2008 di mc
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Clamoroso. La notizia è di poche ore fa. Come Beppe aveva profeticamente anticipato in questo suo pezzo, la messa on line dei redditi degli italiani si è rivelata una gravissima falla di sicurezza. I carabinieri hanno beccato due noti capi mafia, Peppe o Curtu e Carmine a Rogna, mentre cercavano di installare Emule per scaricare le dichiarazioni dei redditi degli italiani allo scopo di individuare chi fosse più idoneo ad un rapimento o ad un ricatto. Alcuni brani dell’intercettazione che ha preceduto l’arresto (Fonte ANSIA):
o Curtu: Ma che mminchia fai, s’hadda premmere u daunlod.
a Rogna: U daunlod già u premisti, mo u programmo sta into o computer, si deve insalare.
o Curtu: l’insalai, l’insalai, ma che robba è chesta che arrivò. E nu mpegghe, no un fail azzippato.
a Rogna: Bedda Matri, ma è non è possibbile. U diceano ca i nivuri lo o tengono più grosso, ma chistu sceccu è.
Nell’indagine è risultato coinvolto l’agente Catarella della polizia di stato, esperto d’informatica. Il commissario Montalbano ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Il Delirio di Fuksas ad Anno Zero
18 aprile, 2008 di Fully
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Io sono rimasto basito.
Ho visto ieri sera alcuni pezzi di “AnnoZero” e ho ascoltato con le mie orecchie alcune dichiarazioni dell’architetto Massimiliano Fuksas (per chi non lo sapesse ex uomo di destra in gioventù, ora ex simpatizzante di Rifondazione) che mi hanno lasciato interdetto. Spero che si trovi qualcosa su YouTube perché mi piacerebbe poterle risentire, così, per vedere se per caso sono io che ho capito male.
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Perla Pavoncello Candidata nella Lista di Alemanno al Comune di Roma
14 marzo, 2008 di redazione
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Echicazz’è?
Secondo il nostro cervellone sarà questa la prima cosa che penserà il 73% dei lettori di MC leggendo il titolo di questa breve nota.
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Amici di Maria De Filippi: No, We Can’t
10 marzo, 2008 di doxaliber
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Qualche tempo fa sul web è apparso un video realizzato dal regista Jesse Dylan (figlio di Bob Dylan) e dal musicista Will.i.am, membro del gruppo Black Eyed Peas. Il video ha avuto un notevole successo nella cosiddetta “blogosfera” italiana, tanto da essere ripubblicato su Youtube in una versione completa di sottotitoli nel nostro idioma.
Fottuti, Sfottuti e Fottitori
14 dicembre, 2007 di Comandante Nebbia
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Fottuti: Le Somiglianze Sospette
Fa sensazione il fatto che un quadro metaforico della pittrice Daniela Papadia sia stato escluso da una mostra sulle morti bianche che si tiene in questi giorni a palazzo Marini, sede del parlamento della Repubblica. Sembra che la motivazione ufficiale risieda nelle dimensioni della tela. In realtà la pittrice è stata accusata di aver dato al Cristo raffigurato nella sua deposizione l’aspetto minaccioso di Renato Curcio, già leader combattente delle Brigate Rosse.



