Monti: Dopo il Culo la Bocca. Inizia la Fase Due
29 dicembre, 2011 di dellefragilicose
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Prima c’era il Salva Italia, ora è il Cresci Italia. Niente a che fare con il lievito o con il criscito. E’ roba seria, roba di politica. Firmato Monti. Mica cose di panettieri. Merde.
Certo, e , con tutta la buona volontà non hanno capito un beneamato cazzo. Bla, bla, bla, bla … nessun fatto, solo aria compressa. Monti non racconta una manovra, ipotizza, suggerisce, anticipa, per vedere l’effetto che fa. Il senso delle cose è sempre lo stesso. Dopo aver aperto il culo per consentire l’ingresso della prima fase della manovra, ora tocca aprire la bocca, perché come nella migliore tradizione dei film porno di serie B, il climax possa esplicitarsi nel cavo orale in un fastoso susseguirsi di gemiti e spruzzi.
Trenabbestia
24 luglio, 2011 di Lameduck
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Capita che, una domenica d’estate, per evitare l’imbottigliamento sull’Adriatica e la difficoltà di parcheggio a destinazione, si scelga di andare al mare in treno.
All’andata tutto bene. Treno in ordine, climatizzato, posto a sedere, parte e arriva puntuale. Troppo bello però, doveva essere un sogno svizzero perché, nel pomeriggio, si ripiomba in Italia, dove i viaggiatori, da esseri umani, possono trasformarsi all’improvviso in trenabbestia, ovvero in esseri scalmanati, maleodoranti ed incazzatissimi atti a riempire ogni spazio disponibile delle carrozze perché Trenitalia ‘gna fa.
Ultimi Censori a Caccia D’autore
8 febbraio, 2011 di Gaspare Serra
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Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la mia vita affinché tu lo possa
dire…
(Voltaire)
Autori scomodi al potere: in arrivo un indice dei libri proibiti?
Nel Veneto hanno iniziato a circolare liste di proscrizione di autori sgraditi al centrodestra, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica!
Primo in lista? Ovviamente Roberto Saviano!
Un recente servizio del Tg3, infatti, ha rivelato come nella biblioteca civica del comune di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) Gomorra (best-seller venduto in 2 milioni di esemplari solo in Italia e tradotto in 43 lingue nel mondo) è stato ritirato dagli scaffali!
La motivazione ufficiale del bando veneto sarebbe la necessità di una presa di distanza dai cd. autori pro-Battisti, firmatari nel 2004 di un appello per la liberazione di Cesare Battisti.
Autori che, in realtà, non hanno certo inneggiato al terrorismo, limitandosi piuttosto a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, sommario- a carico del terrorista rosso e ad invocare un atto di clemenza in favore dello stesso per chiudere la pagina nera degli anni di piombo senza l’ostinata ricerca di capri espiatori.
Saviano, la Dolce Euchessina
16 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Negli ultimi anni, ogni evento della storia della italiana non può definirsi tale se non viene battezzato da una “riflessione”, da un precone o da una lettera agli apostoli di Roberto Saviano.
Il meccanismo è sempre lo stesso. Si verifica il fenomeno x. La Repubblica on Line allestisce lo spazio y, Saviano vi giustappone l’oggetto z, con z che assume valori nell’insieme discreto “articolo, lettera agli apostoli, riflessione, precone, raccolta di firme”.
Dopo gli incidenti di Roma, si scatena immediatamente il meccanismo testé descritto cosicché oggi chi si collega al sito repubblica.it può leggere, con moderata sorpresa, una lettera agli apostoli di Saviano: ““.
Umberto Eco da grande scrittore e emerito semiologo, in uno dei suoi innumerevoli saggi, fornisce una regola aurea per titolare un racconto, un romanzo, uno scritto qualsiasi. Secondo Eco, il titolo non deve mai anticipare il contenuto. Anzi, deve disorientare, spiazzare il lettore che si deve avvicinare allo scritto con un’idea che deve essere stravolta dalla lettura. Ecco quindi che chi si accinge a leggere “Il Nome della Rosa” come se si trattasse di un saggio di botanica, si trova catapultato in un oscuro romanzo medievale saturo di citazioni latine e greche.
Del Mondo che Verrà
23 agosto, 2010 di fma
Archiviato in Cazzotti, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe, Strange Days
“Buongiorno. Sono le ore otto e quarant’uno minuti. Secondo le proiezioni dell’US Census Bureau, questa mattina la popolazione del pianeta ammonta a vent’uno miliardi ottocentocinquant’otto milioni novantasettemila trecentotrentanove individui. Ricordiamo ai nostri ascoltatori che oggi potranno uscire di casa e circolare soltanto i cognomi che iniziano con le lettere C,D,F. Buona giornata a tutti!”
Galbusera, scuro in volto, guardò la moglie seduta all’altro capo del tavolo:
- Quattrocentomila più di ieri, quattrocentomila meno di domani.– sospirò.
Lei allargò le braccia.
- Lo so cosa vuoi dire, – disse Galbusera, – che c’entriamo noi? Ma insomma, cazzo, se cento o duecento anni fa avessimo dato retta alla demografia, anziché all’etica, magari avremmo contravvenuto alla volontà di Dio, magari non ci sarebbero stati i soldi per pagare la pensione ai vecchi, ma almeno, adesso, potremmo uscire di casa quando ci pare … -
Lo interruppe una nenia che saliva dal giardino. Scostò la tenda, guardò giù. In mezzo al prato, all’ombra dell’unico albero superstite, una famiglia di migranti si preparava la colazione.
La donna rimestava in un paiolo appeso a un trespolo fatto con dei rami stretti in cima con un pezzo di corda. Due bambini, acculati, cagavano poco discosto dal fuoco. L’uomo, seduto con le spalle all’albero, cantava, percuotendo un piccolo bongo.
Galbusera lasciò ricadere la tenda.
- Dovrò tornare dal maresciallo.- sospirò
- Mangia qualcosa. –
- Mi andrebbe di traverso. – poi, dopo una pausa, – Credi che si chiamino Caganovic, con la ci? Capaci di chiamarsi Kaganovic con la kappa: Signur che repüblica! -
Tornò a guardare giù. Quel che restava del prato condominiale era uno spiazzo polveroso, maculato di fuochi spenti, ingombro di cartacce, di lattine, di bottiglie di plastica.
- Lo so già cosa mi dirà il maresciallo Morales: Querido, debe considerarse afortunado quiénes no entran en su casa! Fanculo! Non lo dice, ma ci gode!-
Martedì, mentre era di strada, recandosi dai carabinieri, si fermò al “Circolo degli Insubri”.
Nel vasto stanzone regnava una luce fioca. La gran parte dei soci (lettere G,H,I) stava attorno al fuoco, dal quale le ombre si partivano a raggiera per salire poi verticalmente lungo le pareti.
La caverna delle idee archetipe doveva essere così, quando Platone se l’immaginò, pensò Galbusera.
In compenso adesso faceva un freddo cane.
Gli Insubri, stretti in cerchio, sembravano fissare il fuoco con apprensione, come se quello dovesse spegnersi da un momento all’altro, tant’era fioco. Tuttavia non c’era un cane che buttasse legna sul fuoco. L’occupazione principale pareva essere quella di spingersi l’un l’altro, cercando di non darlo a vedere, per guadagnare di soppiatto la prima fila, quelli di dietro; per restarci, quelli davanti. Senza smettere un attimo di lamentarsi e di recriminare contro chi avrebbe dovuto provvedere e non aveva provveduto.
Non si capiva bene chi potesse essere.
Soprattutto non si vedeva legna in giro.
- El Comun l’ha minga fada giò la rubinia, quest’an? – domandò Galbusera, cercando di allungare le mani verso il fuoco.
- L’han fada giò sì… – borbottò quello davanti, senza spostarsi di un millimetro.
- E se n’han fa cusè?
– L’han baratada cui cinès de Venegono Superiore!
- E i cinès s’han dàa in cambi?
- Han fàa l’iluminasiun del stadi!
- Uh Signur! Nüm serum minga bun?
- Serum bun una volta! Da quand che ‘l scandio e l’ittrio ghi han dumà i cinès, ciao ninèta!
- E i sindacaat s’han dì? Sciopero generale?
- Do han firmàa, vün no.(1)
- Me l’aspettavo! – impettì Galbusera, per dire che dei sindacati non ci si può fidare.
Salutò la compagnia, si rialzò il bavero, uscì in strada.
Malgrado fosse Agosto la giornata era fredda.
Le mezze stagioni erano sparite da un pezzo e ora mancavano pure quelle intere. Nevicava a ferragosto e i cocomeri si mangiavano a Natale, da quando la Corrente del Golfo aveva invertito la rotta alle Azzorre, lasciando a bocca aperta i climatologi dell’Intergovernmental Panel on Climate Change. Che pure, quanto a predizioni catastrofiche, non s’erano mai fatti mancare nulla.
In strada il solito spettacolo.
I marciapiedi pullulavano di ragazze che parevano androidi e di androidi che parevano ragazze. Gli androidi costavano la metà, ma si rompevano subito Moltissimi i giovani in cerca di prima occupazione. Tutti col doppio GCD al collo, uno davanti, l’altro dietro, su cui scorrevano ininterrottamente i curriculum personali: laurea in Scienza della Comunicazione, in Sociologia Sperimentale Comparata, in Filologia Medioevale e Romanza, in Glottologia Afro-sannitica … master in Realtà Mediatica Polimorfica a Grottaferrata … stage di quarto livello quale aggiunto di secondo rango nello staff dell’onorevole Cazzolopone …
Mancavano gli idraulici. Nessuno sapeva riparare un rubinetto, nessuno sapeva costruirlo. Da quando gli esperti avevano stabilito che l’epoca industriale cedesse il passo al terziario avanzato, i rubinetti si facevano solamente in Cina. Un fatto altamente positivo, un’opportunità, avevano spiegato gli esperti a destra e a manca. Purtroppo s’erano sbagliati.
Ora è facile riderci su, ma allora pareva l’uovo di Colombo, la panacea di tutti i mali.
Metti che io venga nel tuo centro estetico e mi faccia fare tre lampade, pagandoti mille renmimbi, l’equivalente di cento euro d’allora. Coi mille renmimbi tu vai dalla parrucchiera e quella ci paga la rata dell’intervento alle chiappe, che s’è dovuta fare per poter andare a una di quelle trasmissioni che vede tutto il pianeta e dunque ti fanno sentire qualcuno. Il chirurgo dal canto suo ci può pagare l’avvocato, che lo difende nella causa che gli ha intentato la signora Alba … In questo modo il nostro PIL è già lievitato di quattromila renmimbi. A dimostrazione che si può far girare l’economia solo rendendoci dei servizi tra di noi, senza faticare troppo. Si troverà sempre qualcuno meno evoluto che produrrà il tondino, gli aeroplani, le patate al posto nostro. Lavori che si suda solo a pensarci. Gli daremo in cambio bozzetti, reggipetti, pagherò, voucher, Bot, Boc, cds. La finanza creativa servirà pure a qualcosa. Questa era la tesi.
Come si poteva pensare che quelli del tondino sarebbero stati così cafoni e ingrati da rifiutarsi di barattare un rubinetto con un CCT?
- È esattamente ciò che successe.- si disse Galbusera.
Era fermo a un crocicchio.
Una piccola folla seguiva col naso per aria le immagini sullo schermo che attraversava la strada, da un lato all’altro, sopra il semaforo.
Il novantasettesimo tentativo cinese di teletrasporto su Proxima Centauri era fallito, così come tutti quelli che l’avevano preceduto.
Altri tremilasettecento volontari italiani spariti nel nulla. Questa volta, tuttavia, lasciando dietro di sé una debolissima traccia di fumo.
Un passo avanti, secondo la scuola di pensiero che si rifaceva alla relatività generale. Un passo indietro, secondo i seguaci della fisica quantistica. Un atto dovuto secondo gli epigoni di Elon Lindenstrauss, medaglia Fields nel lontano 2010, propugnatore della teoria ergodica secondo cui tutto ciò che può accadere prima o poi accade.
Mentre secondo l’eminente sinologo Bordeson de Soto, si trattava di un evidente tentativo politico per screditare la presidenza dell’Illuminato. I politici di sinistra, sia pure con molti eleganti distinguo, erano d’accordo. Contrari quelli di destra. Possibilista l’UDC.
Quanto alle loro eminenze, i cardinali di Roma, secondo costoro a non rispettare la volontà di Dio, i cinesi sono atei confessi, non poteva finire altrimenti.
Non ci sono prove, ma qualcuno giura d’aver sentito Galbusera mormorare:
Uh Signur, se gh’avessen dà a trà a la demografia!(2)
Note
- Il Comune non l’ha tagliata la robinia, quest’anno?
- Certo che l’hanno tagliata…
- E cosa ne hanno fatto?
- L’hanno barattata coi cinesi di Venegono Superiore!
- E i cinesi cos’hanno dato in cambio?
- Hanno fatto l’illuminazione dello stadio!
- Uh Signore! Noi non eravamo capaci?
- Eravamo capaci una volta! Da quando lo scandio e l’ittrio li hanno solamente i cinesi, ti saluto ninetta!
- E i sindacati cos’hanno detto? Sciopero generale?
- Due hanno firmato, uno no. [↩] - Oh Signore, se avessero dato retto alla demografia! [↩]
Come Progettare un Orto in Balcone (Senza Troppo Stress)
29 maggio, 2010 di redazione
Archiviato in Consumo CriticaMente, latest, Tempo di Relax
Come progettare un orto in balcone (senza troppo stress)
Avete un balcone e siete stanchi di utilizzarlo come semplice ripostiglio? Bene, metteteci un orto! Piccolo, ovviamente.
Se l’idea vi attira ma sentite, dentro di voi, una vocina che vi ripete: “Non ce la farò mai”, provate a fermarvi un attimo e a guardare il vostro balcone con occhi diversi.

