Stato e Chiesa
7 febbraio, 2011 di Marina Garaventa
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest, Oltre il Confine
Sempre in Italia, molto più che in ogni altro paese a maggioranza cattolica , si dibatte sull’opportunità che il clero esprima le proprie opinioni in merito alle leggi che regolano la vita dello Stato italiano. Le opinioni sia dei cittadini sia dei politici sono, spesso controverse e oppongono, anche in maniera forte, coloro che ritengono l’ingerenza della Chiesa opportuna, ai fini di un contenimento alla deriva dei valori cristiani, contro altri che ritengono la intollerabile, in uno stato sovrano e non confessionale. Tale dibattito ha radici lontane che nascono col nascere del potere temporale della Chiesa ()(1) e che neppure i Patti Lateranensi del 1929, che “pacificarono” i rapporti tra la Chiesa, offesa dalla presa di Roma attraverso la breccia di Porta Pia, e il Regno d’Italia. Con questi Patti si sanciva la nascita dello Stato della Città del Vaticano, unico caso nel mondo nel quale il primate di una religione, il Papa, diventava anche monarca assoluto di uno Stato, situato nel cuore della capitale di un altro Stato.
La distinzione fra i due piani diventa, quindi, indispensabile.
Note
- in realtà un falso conclamato [↩]
Oltre il Bunga Bunga: Suggerimenti per un’Alternativa Credibile a Berlusconi
27 gennaio, 2011 di fma
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe, Strange Days
Dice Bersani che adesso portano in piazza diecimila gazebo, raccolgono diecimilioni di firme, gliele scaricano tutte davanti a palazzo Chigi e lo mandano a casa. Dice che al prossimo giro ribaltano l’ordine dei fattori, vanno oltre Berlusconi, fanno un progetto, lo presentano alle forze politiche e gli fanno: oh, qui non c’è mica da scherzare, chi ci sta ci sta, chi si tira indietro si tira indietro: non siamo mica qui a pettinare le bambole!
Lo ha detto qualche sera fa a le “Invasioni Barbariche”(1).
E tuttavia, secondo i dati Ipsos, pare che Berlusconi possa continuare a dormire sonni tranquilli, a dispetto dei gazebo e delle sue puttane tristi.
Note
- [↩]
Quali Valori?
30 agosto, 2010 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Il governo francese ha deciso in questi giorni un piano di espulsioni e di rimpatri riguardante le comunità rom illegali. Secondo il ministro dell’Immigrazione, Eric Besson, entro agosto saranno rimpatriati forzatamente 850 rom.
Sulla questione è intervenuto Benedetto XVI, sostenendo, in francese ove vi fossero dubbi sul destinatario, che:
« … tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza. È questo anche un invito a saper accogliere le legittime diversità umane, seguendo Gesù venuto a riunire gli uomini di ogni nazione e di ogni lingua», invitando i francesi a «educare i giovani alla fraternità universale».
Pedofilia nella Chiesa: Lupi Travestiti da Agnelli
10 aprile, 2010 di Daniela Tuscano
Archiviato in Border Zone, Censura dell'Informazione, latest, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe
Pedofilia nella Chiesa: a tu per tu con Massimiliano Frassi e Vittorio Bellavite
- Massimiliano Frassi, fondatore e presidente dell’ per la lotta alla pedofilia, hai sostenuto che definire “” (card. Sodano) le accuse contro settori della Chiesa coinvolti negli abusi sessuali somiglia a un nuovo sfregio nei confronti delle vittime…
- L ’ho scritto e lo ripeto. Lo trovo volgare, irrispettoso, complice di una cultura omertosa. Perché protegge, copre, ma a cui il silenzio non basta. Prima di coprire deve dare una stoccata velenosa, altrimenti non è contenta. Mi viene in mente quella storiella zen della rana, e dello scorpione che le chiede di attraversare lo stagno sulla sua schiena. La rana è sicura che non lui la pungerà altrimenti, se lei morisse annegata, trascinerebbe sul fondo pure lo scorpione. Ma, giunti a metà del tragitto, quest’ultimo la ferisce mortalmente. E, prima che entrambi finiscano sul fondo, lui le confessa: “Sai, è la mia natura” .
- Lucetta Scaraffia, ex femminista storica convertitasi al cattolicesimo integralista, sul “Corsera” del 7 aprile scorso sposa in pieno la tesi del card. Sodano. Cito testualmente: “Sono cose vecchie di 50-60 anni e i casi veri, poi, sono molto pochi, anche se questo non vuol dire non siano gravissimi… Ma vorrei ricordare che lo stesso Benedetto XVI quando andò in visita negli Stati Uniti volle incontrare di persona le vittime chiedendo loro scusa” . Ha poi aggiunto che in America ci sono “avvocati pronti a tutto per intentare cause infondate” …
- Cause infondate? Pochi casi? A parte il fatto che quelli accertati sono, al contrario, migliaia, ma anche uno solo basterebbe, sia che risalgano a cinquant’anni fa sia a ieri mattina la gravità non diminuisce, anzi. Certi episodi continuano ad avvenire e a godere di protezione. Credo che la nemica più grande della Chiesa sia una parte della Chiesa stessa. Dimmi tu, è più anticlericale chi chiede sia fatta pulizia, vengano cacciati preti pedofili e sanate le ferite delle vittime, o chi tace su quei predatori e infanga chi subisce abusi, spostando di asilo in asilo o di oratorio in oratorio dei criminali?

-Nel e nel tuo libro, intitolato appunto I predatori di bambini , presenti alcune figure di preti pedofili…
- Nei Predatori , pubblicato cinque anni fa, narrai le “prodezze” d’un sacerdote che, dopo due condanne in altrettante parrocchie, venne spostato in un reparto di pediatria. Come chiamiamo questi fatti? Semplice imbecillità? Pericolosa connivenza? O un mix esplosivo tra le due cose?
- La tua Associazione venne aiutata dalle autorità ecclesiastiche quando si trovò di fronte a casi di pedofilia nel clero?
- Purtroppo, salvo rari casi, non si è agito né con tempestività né con rigore, se ci mettiamo ovviamente nell’ottica della tutela delle vittime; altrimenti l’intervento sarebbe stato pressoché immediato.
- Potresti, in poche parole, tratteggiare la psicologia d’un pedofilo?
- Impresa non facile. Purtroppo ha ragione il : alcuni pedofili hanno scelto la via del sacerdozio (o della vita consacrata), sapendo che, in tal modo, si sarebbero assicurata una doppia immunità: quella sociale di chi continua a pensare “Lui? Macché, lo conosco bene, e poi è un prete, mica fa queste cose…” , e quella interna, che si limita a trasferirlo di sede, lasciandolo però a contatto coi bambini. Si sono travestiti da angeli ma in realtà sono demoni. Hanno indossato, sporcandola per sempre, una veste che non appartiene loro. E hanno potuto pascolare tra tante anime innocenti, ignare del pericolo che correvano.
- “Non temere, sono le mani di Dio” : mi ha colpita molto questa frase, estrapolata dalla confessione di una delle vittime. Il pedofilo abusava dei bambini facendo leva proprio sulla dignità e sull’autorità della veste talare, esibita come un marchio di potenza, anzi, di onnipotenza: è un maschio, è consacrato, nulla e nessuno possono resistergli…
- I pedofili, se religiosi, distorcono sempre espressioni evangeliche in modo blasfemo e perverso. È un modo di agire tipicamente diabolico. Comunque, come già ebbi a dirti in , parlare di “pedofili” esclusivamente al maschile è scorretto. Se ne trovano di entrambi i sessi, di qualsiasi orientamento sessuale e dappertutto nella società, sia negli ambienti più degradati, sia in quelli ritenuti più sicuri e affidabili come, appunto, la Chiesa. Di solito non hanno preferenze per l’uno o per l’altro sesso, e un’eventuale “predilezione” è data più che altro dall’ambiente e/o dall’educazione ricevuti. La pedofilia, insomma, si annida ovunque.
- Qualcuno propone l’abolizione del celibato ecclesiastico…
- Non sono un teologo. Chiaro, un’educazione sessuofobica non giova a nessuno, men che meno a chi già vive disagi psicologici, talora nascosti. Ma questo non vale solo per i preti. Lo ribadisco: la pedofilia può contaminare chiunque e ovunque. Se bastasse potersi sposare per non commettere abusi, come si spiegano le migliaia di violenze in famiglia da parte di insospettabili padri (e madri)? Pertanto il problema non è il celibato; o meglio, lo può anche essere, ma non certo quando si parla di pedofilia.
- Sempre dal “Corriere”, anche Marcello Pera , come la Scaraffia , e chiama in causa omosessuali, femministe, pacifisti che, secondo lui, negherebbero l’esistenza del male, teologi “frustrati”, addirittura le altre religioni…
- Pera può dire quel che vuole. Ma qui non ci sono strumentalizzazioni che tengano, né siamo di fronte a un volgare anticlericalismo. Per lo meno, non solo a quello. Oggi, finalmente, parlano i fatti e i fatti, per la disgrazia della società che ancora si ritiene civile, sono inequivocabili.
- Come valuti ai cattolici d’Irlanda, il Paese in cui si sono verificati i più efferati crimini pedofili?
- La giudico un buon inizio. Ma non basta. Non più. Né vale la regola del “meglio di niente”. Occorre che vescovi e sacerdoti mettano in pratica, nella quotidianità, l’esortazione del Santo Padre. Ne va del bene dell’intera comunità cristiana. I cui figli, molti figli, sono stati feriti, a volte mortalmente. E se oggi non ci si inchina davanti a loro; se non si raccolgono le loro lacrime; se non si curano le loro ferite; ma, al contrario, li si offende, paragonando il male loro arrecato a “chiacchiericci” di poco conto… allora si sarà persa forse l’ultima occasione per riappacificarsi con quella croce che, per fortuna, ha un valore molto superiore a chi la rappresenta.
- Vittorio Bellavite, tu sei portavoce di , movimento per la riforma della Chiesa cattolica che s’ispira agli insegnamenti del Concilio Vaticano II.
- Sì.
- Non solo il card. Sodano. Anche padre Raniero Cantalamessa , in occasione del Venerdì Santo, sia tra le vittime degli abusi sia nella comunità ebraica. Poi si è scusato.
- Abbiamo pure sentito che gli attacchi al Papa ricordano quelli a Pio X quando si scagliò contro il Modernismo , ai “silenzi” di Pio XII sulla Shoah e alla di Paolo VI. Ma si rendono conto della portata di questi paragoni? Hanno citato proprio i tre momenti in cui la Chiesa è stata meno profetica e, quanto al , voglio ricordare che si è trattato d’un fenomeno complesso e variegato, con luci e ombre, ma l’auspicio alla conciliazione e al dialogo tra Chiesa e società contemporanea è stato poi uno dei cardini del Concilio Vaticano II. Se, invece, rimpiangono i tempi del Papa re e del …
- La Chiesa ha agito con tempestività e rigore o ne è stata sospinta dagli eventi?
- La Chiesa è stata costretta ad affrontare questo grave problema perché imposto dall’esterno, dai giornali, dall’opinione pubblica, dalle vittime. Non è questione di singole prese di posizione, alcune ci sono anche state; è questione di mentalità. I vertici della Cei, forse sorpresi e angosciati dagli avvenimenti in corso, sembrano oscillare tra autogiustificazioni e autoassoluzioni, denunce di “complotti” contro il Papato e il timore di aprire nella Chiesa cattolica italiana un dibattito dagli esiti incerti per l’ establishment ecclesiastico.
- Poco prima di Pasqua alcune chiese hanno commemorato mons. Romero, martire della giustizia. Ma si è trattato di cerimonie isolate, quasi in sordina, nulla a che vedere con le pavesate in onore di altri santi celebrati in Vaticano. Scarsa attenzione hanno pure ricevuto le dell’episcopato calabrese. E, in generale, la gerarchia ecclesiastica non ha dimostrato l’energia necessaria per opporsi alla violenza contro gli immigrati, anche bambini, alimentata da certi politici. È stata invece molto netta nel sostenere direttamente due nuovi Presidenti di regione che , contro le leggi dello Stato, di “lasciar marcire” nei magazzini la pillola Ru486; mons. Girotti ha dichiarato che “” ; e il Papa, nelle celebrazioni del Giovedì Santo, è tornato a condannare aspramente l’aborto (per cui, ricordiamo, scatta la scomunica latae sententiae non prevista per la pedofilia) e la legge194. Secondo un lettore di “Repubblica”, la Chiesa è intransigente solo riguardo a questo tema, alle unioni di fatto e alle questioni sessuali, mentre su tutto il resto è pronta a discutere…
- Lo dicevo poc’anzi, siamo di fronte a una mentalità dura a morire; che solo oggi, con una maggiore attenzione verso le persone abusate, si sta ammorbidendo. Restiamo dolorosamente stupiti di fronte a una sorta di “indulgenza” verso i colpevoli di gravissimi comportamenti sessuali (loro trasferimento da una parrocchia a un’altra, riluttanza nella denuncia all’autorità civile…), e l’ossessione rigorista della teologia morale “ortodossa”, quella dei seminari e dei documenti pontifici, su tutte le questioni riguardanti il sesso (aborto, contraccezione, convivenze, rapporti omosessuali…). Quindi intransigenza sì, ma a condizione di difendere, anzitutto, l’Istituzione-Chiesa e il suo onore. È, insomma, il “primato del sabato” sull’uomo, contro cui si scagliò ripetutamente Gesù di Nazareth.
- Rivolgo anche a te la domanda posta a Massimiliano Frassi: cosa pensi degli strali di Marcello Pera sul “Corriere”?
- Pera e altra gente smarrita, pervasa da un preoccupante analfabetismo sulla vera essenza del cristianesimo, non dovrebbe esser nemmeno presa in considerazione. Lo menziono perché me ne accenni tu e perché, comunque, le loro invettive hanno una certa eco sui giornali e riscuotono l’interesse anche di alcuni ecclesiastici. Non si spiegano certe deviazioni con la pura e semplice condanna della liberalizzazione dei costumi sessuali nella nostra epoca, che ha trovato impreparati presbiteri o religiosi alimentando in essi un senso di frustrazione. Né consideriamo accettabile “il superficiale rimando alle conseguenze della secolarizzazione e, anche peggio, a un malinteso permissivismo, conseguente alla cattiva interpretazione del Concilio” , di cui parla Benedetto XVI nella lettera ai cattolici d’Irlanda, che è severa, ma costituisce solo un primo passo per la comprensione del fenomeno.
- Ma è pur vero che un atteggiamento culturale negativo verso la Chiesa esiste. La cultura materialistica e consumistica (i cui rappresentanti politici, peraltro, ostentano un interessato ossequio nei confronti del Vaticano) propone una visione banalizzata della vita umana, costituita solo da bisogni immediati da soddisfare a qualunque costo. Si esalta un individualismo estremo, a scapito della comunione e del bene comune. L’Io è tutto. Anche il diffondersi della pedofilia, come di altri fenomeni devianti [cfr. il mio articolo ] mettono in risalto questa tendenza a negare l’alterità, la relazione matura, il confronto con un “diverso” responsabile e adulto. Se qualcuno osa proporre (e non imporre) l’antropologia cattolica sulla sessualità e il matrimonio, quand’anche si dimostri sinceramente rispettoso verso altre sensibilità viene, non di rado, deriso o additato come retrogrado…
- Non mettiamo sullo stesso piano fenomeni diversi. Nessuno nega i pericoli, concreti, di una visione edonistica e immanentistica dell’uomo; e ci rendiamo conto che esistono correnti di pensiero che individuano nella Chiesa cattolica la fonte d’ogni male e soffiano sul fuoco delle polemiche per condannare in blocco un’istituzione. Tuttavia, ripeto, gli scandali sono scoppiati realmente. Diamo un’occhiata ai documenti del 1962 e del 2001: entrambi confermano che ogni questione deve essere affrontata per canali interni. Non si menziona la tutela delle vittime e il deferimento alla magistratura qualora la vittima si sia rivolta al vescovo o a qualche esponente ecclesiastico; nulla si dice sul loro risarcimento. Ciò ingenera ambiguità, al punto che qualcuno è giunto a lamentare la cattiva traduzione in inglese del testo, che al contrario, secondo costoro, non inviterebbe al silenzio. Ma noi avremmo preferito parole più chiare, inequivocabili, meno curiali: questo tipo di linguaggio, o di non-linguaggio, ormai dall’opinione comune non è né compreso né accettato.
- E il celibato dei preti?
- Gli esperti tendono a escludere un rapporto diretto tra pedofilia e celibato obbligatorio del clero latino. Mi sembra fondamentale, piuttosto, rilevare una certa mancanza di educazione serena alla sessualità nella formazione di un sacerdote o d’un religioso. L’assenza o la scarsità della presenza femminile nell’iter formativo, la consapevolezza di non avere nella propria vita la prospettiva d’una normale vita di coppia possono costituire elementi che favoriscono, in alcune situazioni, gravi carenze nella formazione della personalità. Comunque la discussione sulla necessità della modifica del sistema del celibato obbligatorio nella Chiesa – che, ricordiamolo, non è un dogma – ha avuto un’accelerazione come conseguenza di tutta questa vicenda.
- Frassi osserva che non tutto può risolversi con l’abolizione del celibato, altrimenti non si spiegherebbero tante violenze in seno alle famiglie.
- Ha ragione. Occorre guardare più a fondo, anche nella selezione degli ammessi ai seminari, nei modelli di vita proposti, nelle cultura delle relazioni. È probabile che alcuni candidati al presbiterato abbiano ritenuto forse di risolvere il loro originario disagio affettivo/sessuale abbracciando lo stato ecclesiastico e celibatario: il problema però è rimasto intatto e si è presumibilmente aggravato.
- Proposte di Noi Siamo Chiesa per l’immediato futuro?
- Per esempio, strutture indipendenti che si occupino dei casi di pedofilia all’interno della Chiesa. Si potrebbe istituire in ogni Conferenza episcopale regionale un Collegio per l’ascolto e la trasparenza (di circa 3 persone, con obbligo della presenza femminile), scelto dall’autorità ecclesiastica in accordo coi Consigli pastorali ma indipendente da essa; costituito da persone senza alcuna responsabilità all’interno della Chiesa e possibilmente provenienti dalla magistratura; che collabori con servizi sociali, educativi e sanitari; e agisca con riservatezza e criteri garantisti nel ricevere segnalazioni d’ogni tipo per i casi di pedofilia in ambito ecclesiastico. Esso dovrebbe, se del caso, deferire i fatti alla magistratura, avvisando le autorità religiose, occupandosi pure del risarcimento morale e materiale delle vittime (quindi avrebbe bisogno di strumenti anche di tipo economico). L’esistenza di questo Collegio dovrebbe esser resa nota nelle parrocchie e in qualsiasi altro luogo attraverso mass-media, telefono e web.
- La Chiesa sarà più forte grazie a un aiuto che viene dall’alto, proclama il card. Bertone.
- Lo credo anch’io, e non potrebbe essere diversamente. La Chiesa è “esperta in umanità” , secondo la bella definizione di Paolo VI, perché può attingere a un tesoro infinito di risorse. Quel tesoro si chiama Gesù Cristo. Riconosca le sue colpe, chieda perdono pubblicamente alle vittime, incominci un cammino di purificazione al suo interno, si confronti in modo sereno, paritario e senza preconcetti con la giustizia e i “fedeli”. Tutti abbiamo nella mente e nel cuore quanto dice il Vangelo di Marco (9, 42) su chi scandalizza i piccoli, tutti siamo consapevoli della forza di Cristo, unica bussola in mezzo alle tempeste.
Date a Cesare quel che è di Cesare
23 febbraio, 2010 di fma
Archiviato in Il Bello della Politica, latest
“Come posso stare in un partito dove si prova ogni giorno a delegittimarmi? Dove si afferma che le mie idee non contano niente, quasi che il millantatore fossi io? Rappresento solo me stessa? Allora me ne vado.”
Questa volta la Binetti, a Dio piacendo, se n’é andata davvero.
Mi sono sentita un bersaglio – si sfoga – Un partito che sventola la bandiera del rispetto dei diritti umani, ma intanto nega il mio diritto alla parola e alla rappresentazione dei valori cattolici. Mi dispiace molto. Non serbo rancore per nessuno, ma una tappa della mia esperienza si é chiusa.” (1)
Tutto si potrà dire della Binetti, salvo che non avesse delle buone ragioni per andarsene. Le stesse che avevano i maggiorenti del partito per non trattenerla. Leggi il resto
Note
- Corriere della Sera, domenica 14 febbraio, pag. 14 [↩]
Anatema Contro i Gay: la Posta in Gioco
12 febbraio, 2010 di Daniela Tuscano
Archiviato in Cazzotti, Democrazia e Diritti, latest, Meccanica delle Cose, Vere Donne, Veri Uomini
Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito a un’escalation di anatemi antigay da parte di alti prelati della Chiesa cattolica. La miccia è stata accesa da mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna. Di fronte alla proposta di una regolamentazione delle coppie di fatto avanzata dalla Regione Emilia-Romagna, ha preso carta e penna per scrivere una lettera dai toni apocalittici e perentori (“Dio vi giudicherà, anche se non credete”) tra cui spicca la frase: “E’ ingiusto trattare in modo uguale i diversi”.
Lo stesso Caffarra, rigido censore dei “sodomiti”, che però, a quanto risulta, non ha mosso un dito (anzi…), per difendere una bambina dagli assalti d’un . Stesso comportamento tenuto dal vescovo ausiliario mons. Vecchi, anch’egli distintosi varie volte, in passato, per i suoi strali contro i gay, . Pochi giorni dopo il card. Lozano Barragan, già famigerato per aver dato dell’assassino a Beppino Englaro e per la sua somma indifferenza verso i veri crocifissi della Terra (immigrati, disoccupati ecc.), ha creduto di doverci ricordare, scomodando nientemeno che san Paolo, che ““.

Anno nuovo, mondo vecchio: all’indomani della vittoria di Nichi Vendola alle (inutilmente) sofferte primarie del Pd, mons. Babini, vescovo di Pistoia, ha rincarato la dose, invocando addirittura la scomunica latae sententiae. Dopo aver premesso di “provare ribrezzo a parlare di queste cose” e di considerare “aberrante” la pratica omosessuale, che “dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, è uno scandalo. All’omosessuale dichiarato e conclamato non va data mai la comunione”.
Non è forse ozioso sapere (“una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso.. L’Islam è unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni islamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall’Islam, prima di essere colonizzati”: nemmeno Fallaci e Calderoli avrebbero saputo dir meglio), e soprattutto della recente visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma: “Il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza è arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori [la definizione, come ognuno ricorderà, è di Giovanni Paolo II]. Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell’ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa è nata da Cristo e non dagli ebrei”.

Qualche giorno fa, stessa musica ancora dalla Toscana, per bocca dell’arcivescovo emerito di Grosseto, mons. Scatizzi: (come una malattia contagiosa?), perché “l’omosessualità è un disordine”. E, contemporaneamente, il Vaticano ha ammonito il governo: guai a finanziare campagne contro l’omofobia (altrimenti potrebbe sgretolarsi l’alleanza d’acciaio che pure i due soggetti hanno siglato).
E’ finita? No; sebbene non intendiamo addentrarci nelle sordide secche del caso Boffo, di don Farinella basta e avanza – notiamo come, per diffamare qualcuno, sia Feltri, sia il Vaticano non trovino di peggio che dargli dell’omosessuale. Non dell’assassino, del mafioso, del corrotto; tutto può essere perdonato, tranne l’omosessualità, naturalmente se “conclamata” (giacché, se nascosta, non infastidisce nessuno, non dà scandalo, soprattutto non se ne parla; quindi, il problema non esiste).
La Chiesa cattolica italiana, attualmente, si trova a esser governata da simili pastori. Non si vuol generalizzare, sia chiaro; resta il fatto che si tratta di personaggi potenti, influenti e molto attivi sui mass-media. Anziani “lefebvrizzati”, che nemmeno si accorgono di rasentare il ridicolo quando distinguono gli ebrei dall’ebreo Gesù; vecchi e arcigni custodi d’un inesistente Ordine Costituito, che invocano l’apartheid dei “diversi”; sepolcri imbiancati, teologicamente balbuzienti, i quali, sulla scorta dei fondamentalisti islamici che millantano di disprezzare, decontestualizzano Paolo dimostrando una paurosa ignoranza e superficialità sui testi sacri. Gli esegeti più autorevoli (anche in campo cattolico) da tempo ormai hanno ammesso, senza tema di smentite, che san Paolo , visto che ai suoi tempi la parola non esisteva nemmeno, per non parlare dei trans, che non mi risulta frequentassero i sacri palazzi nel primo secolo dopo Cristo. A parte che Paolo non può esser sbrigato in due maldestre righe, un dimenticato definì chiaramente grave errore “modernizzare un testo che aveva per contesto il paganesimo antico”. Paolo alludeva non agli omosessuali strutturali, ma a eterosessuali che, per vizio e/o curiosità, si abbandonavano a pratiche diverse da quelle con una donna/uomo senza esservi costretti (ed era il caso di taluni circoli intellettuali pagani, ma non solo, visto che Dante punisce tra i “sodomiti” esclusivamente “cherci e litterati di gran fama”, lasciando intendere che si trattava di una perversione riguardante le annoiate classi ricche).

Che poi Paolo disapprovasse anche l’omosessualità come tale, quando l’avesse conosciuta, è con ogni probabilità vero; come è vero che non tutte le rivendicazioni degli omosessuali sono moralmente accettabili; ma il discorso meriterebbe ben altro approfondimento e siamo noi a provare ribrezzo, e dolore, a dover ribadire queste ovvietà ai principi della Chiesa.
Lozano (e i suoi illustri confratelli) fingono pure di dimenticare sia il documento del ’75 , che già adombrava l’idea di un’omosessualità per dir così innata (oggi si sta tornando a considerarla vizio o malattia da guarire; le pubblicazioni cattoliche dànno molto spazio alle cosiddette “teorie riparative”, miranti a “convertire” gli omosessuali in eterosessuali), sia il Catechismo del ’92. Lo smemorato del Vaticano smarrisce poi in un cassetto della memoria un libro dell’illustre moralista Xavier Thévenot pubblicato in Italia nel ’92 con l’imprimatur, Omosessualità maschile e morale cristiana (Elle Di Ci), dove i passaggi su san Paolo sono molto ben analizzati (pur nel rispetto della tradizione più ortodossa). Si tratta di uno dei testi in materia più autorevoli e rigorosi, ancor oggi.
Né gl’importa di quel documento dei vescovi americani Forse perché destinato, appunto, a lontane contrade. La Chiesa universale sembra molto più interessata all’orticello italiano.

I nostri vescovi, dimentichi del Vangelo e dell’umana compassione, dimostrano però un intuito politico assai acuto. Essi sanno perfettamente che gli unici dai quali possano ricavare qualche mondanissimo profitto sono gli atei devoti, cui della religione poco cale, ma sono molto sensibili alle richieste temporali della Chiesa, e a cui non costa nulla sacrificare gli scandalosi “diversi” (se conclamati: gli stessi concetti, del resto, enucleati da Joseph Ratzinger in ). Tornino nel silenzio, smettano di essere conclamati e di suscitare scandalo; in cambio, il governo continuerà a elargire generose somme di denaro alle scuole cattoliche e a impinguare le tasche degli insegnanti di religione, mentre l’istituzione pubblica, sovversiva e “laicista”, può andare allo sfascio. Da parte sua, l’altra metà del Tevere non smetterà di accordare alle “autorità” la sua paterna benedizione. E le leggi inumane contro gli immigrati, la corruzione diffusa, la disoccupazione, le patenti ingiustizie, i decreti ad personam? E la perdita del senso di fiducia da parte di tanti giovani, privati del sogno di costruirsi una vita prima ancora d’averlo accarezzato?
Dottrinariamente, l’anatema contro gli omosessuali costituisce invece un altro passo (pretestuoso) per il definitivo affossamento del Vaticano II. Se questo è il passato che ci attende, c’è poco da stare allegri.
Nè Fiori, nè Opere di Bene
24 novembre, 2009 di fma
Archiviato in Cazzotti, latest, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe
C’é stato un tempo in cui eravamo sicuri, almeno la stragrande maggioranza, che il mondo marciasse verso “magnifiche sorti e progressive”.
Si trattava solo di avere pazienza e aspettare.
Vegnarà Bepi del giazo! si gridava a Nord Est. Addavenì Baffone! si rispondeva da Roma.
Si pensava che l’avvenire sarebbe stato più equo e solidale del presente. E se a qualcuno non stava bene, chissenefrega, tanto il futuro non ha mica bisogno di permessi per venire. Ne erano convinti persino quelli che non votavano PCI, che domandavano guardinghi, scuotendo la testa: ma di questo passo dove andremo a finire?
Eppure, malgrado la povertà e il bisogno fossero assai più diffusi di oggi, o forse proprio per questo, si donava molto di meno. Giusto l’elemosina in chiesa, alla domenica mattina.
Misericordia a Intermittenza
28 maggio, 2009 di Daniela Tuscano
Archiviato in Cronache Italiane, latest
D’accordo, ragazzi, d’accordo. Ne avete parlato in lungo e in largo, da tutti i punti di vista, e molto meglio di quanto stia accingendomi a fare io. Riappaio dopo un lungo silenzio per tacere immediatamente dopo. Ma permettetemi quest’ennesimo sfogo. Lo sfogo di una che si sforza di essere cristiana e cattolica.
L’altro pomeriggio, facendo zapping, sono incappata in un rotocalco di gossip su Raiuno. Nel salotto si trovava pure tal prete, Mario Pieracci, ben pasciuto e molto compiaciuto di trovarsi in quei paraggi, a lui del resto disinvoltamente familiari. Discettava sui divorziati risposati, che si trovano in “peccato mortale” e “non possono esser riammessi ai sacramenti”. Seguiva consueta passerella di vip convertiti sulla via dei lustrini, dalla Pivetti a Paolo Brosio che, da quando è apparso alla Madonna (Carmelo Bene non c’entra), non ha più avuto rapporti sessuali, né completi né incompleti, come ci ha scrupolosamente assicurato; giacché si sa che, per Santa Madre Chiesa, pure la fellatio è un crimine che urla vendetta al cospetto di Dio (ma per il peccato di mafia non è prevista nessuna scomunica, mentre quest’ultima scatta latae sententiae nel caso di aborto).
Berlusconi, Lario: l’”Avvenire” & la Cei
7 maggio, 2009 di eppursimuove
Archiviato in Cronache Italiane, latest
L’editore del quotidiano cosiddetto cattolico Avvenire – da cattolica mi sia consentito l’uso della parola “cosiddetto” – è la CEI: Conferenza episcopale italiana. Vescovi, per dirla in una sintetica parola.
Il direttore Dino Boffo sostiene, di fatto, di essere l’unico a non dover fare riferimento al suo editore. Il direttore Dino Boffo sostiene, di fatto, che il quotidiano che dirige è l’unico che non pubblica articoli in linea con l’editore.
Cartoni Porno: Quella Scena non s’ha da Vedere
23 febbraio, 2008 di nino
Archiviato in Consumo CriticaMente, Schermo dei Sogni
L’Italia è un paese che ha una lunga tradizione di censure televisive riguardo l’animazione giapponese. Tutto comincia su RAI2, precisamente il 4 aprile del 1978 alle sette di sera. La RAI si apprestava a mandare in onda uno dei più importanti giapponesi riguardanti il filone dei robot, per la prima volta in Italia veniva trasmesso Goldrake. Per la prima volta in Italia veniva trasmessa una storia animata che affrontava tematiche impegnate come la lotta per il bene, la dualità tra bene e male, amori e rancori.

Caos Calmo è una Cagata Pazzesca
13 febbraio, 2008 di Comandante Nebbia
Archiviato in Consumo CriticaMente, Media Mente Critica, Schermo dei Sogni
Quello che sto per scrivere è un pezzo veramente straordinario. Leggetelo con attenzione. E’ eccezionale essenzialmente per due motivi.
Prima di tutto, faccio raramente recensioni di film. E’ un genere letterario che non si confà alle mie caratteristiche. A me i film piace guardarli, non scriverne. Poi, e forse è questa la vera ragione per la quale questo è un pezzo fuori dal comune, scrivo questa recensione senza aver visto il film.

Senza Parole
13 febbraio, 2008 di doxaliber
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Informazione, MenteCritica, Oltre il Confine, Rassegna Stampa
ITALIA A.D. 2008
Campagna elettorale per le elezioni politiche del 13-14 Aprile 2008

Patti Lateranensi: E’ Ora di Rifargli il Tagliando e Rimettere le “Cose a Posto”
23 gennaio, 2008 di Vincenzo A. Romano
Archiviato in Border Zone, Cazzotti, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe
In concomitanza del tradimento di Mastella che chiede al Governo di consolarlo e coprire le marachelle di famiglia, la CEI , come il soldato sotto la croce, affonda la lancia nel costato di Prodi per accertarne e accelerarne la morte.
I Valori dell’Occidente Sono in Pericolo
16 gennaio, 2008 di doxaliber
Archiviato in Border Zone, Cazzotti
Inutile girarci intorno, il , “l’Europa si salverà soltanto difendendo i proprio valori”.
Leggi il resto
13 Gennaio 1998: la Storia del Rispetto che Chiedeva e Sognava
13 gennaio, 2008 di marco il buono
Archiviato in Cazzotti, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Informazione
13 Gennaio 1998, Roma.
L’agente di Polizia Maurizio C. si prepara in attesa dell’arrivo del collega, bella giornata a Roma, fredda, ma c’è uno splendido sole.
Subito vanno a prendere un meritato caffè, oggi devono fare pattugliamento in piazza San Pietro, giapponesi, macchinette fotografiche, suore e poco più, i due sperano almeno nel passaggio di qualche bella turista.
Leggi il resto
Un Provvidenziale “Aut-Aut” – Non Solo Gay Pride
29 giugno, 2007 di Daniela Tuscano
Archiviato in Democrazia e Diritti
In tempi miserrimi e calamitosi come gli attuali, su gay e lesbiche sembra essere piovuta una maledizione.
Testamento Biologico? Vista la Fine dei DICO, Dicono che Farà una Brutta Fine.
18 giugno, 2007 di spes74
Archiviato in Border Zone, Democrazia e Diritti
Tra il non possumus della Cei e il totale silenzio politico, il testamento biologico sta per essere definitivamente archiviato. Ma vediamo con calma un problema per volta.
Da qualche tempo l’anacronistica ed obsoleta locuzione latina (non possiamo) sta infestando i media in generale.
