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Da Kant a Monti (via Scilipoti)

Assistevo in televisione ai contorcimenti del potere sulle decisioni da prendere. Si sfogliano i petali della margherita: Monti o non Monti. Monti da solo o con il presidio di figure nuove e intonse, quali Amato e Dini. Chi tutela meglio la casta, chi va alla Giustizia ecc. ecc.
Intanto i pensatori castali pensano: ci conviene appoggiarlo?, ci conviene l’appoggio esterno? , guai a lui se si permette di scegliere i ministri senza consultarci. Ne va della dignità del partito!!.
Del centro destra non parlo. Non ho tempo da perdere. Non parlo del Centro e neanche del PD parlo perché la sua scelta l’ha fatta da tempo, molto prima che l’Europa imponesse, via Napolitano, il Professor Monti, uomo senz’altro dabbene a dispetto delle accuse lanciategli ieri sera da un tizio nella trasmissione di Santoro.La scelta del PD è stare con l’Europa, con questa Europa.
Tornerò su Monti. Ora mi preme sottolineare le posizioni dei vari sinistri.

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Gl’indignati: i buoni e i cattivi

Per quanto tempo ci trascineremo il dibattito sulle violenze della manifestazione del 15 ottobre? Credo ancora per molto, come di consuetudine fra politici e media italiani ogni qual volta riescono a confezionare un polpettone para-ideologico di nessuna utilità pratica, ma capace di distrarre opportunamente i cittadini dai problemi reali per spingerli a comportarsi come orgogliose e squallide tifoserie, che, per definizione, privilegiano le emozioni rispetto ai ragionamenti. Ma chi sono veramente gl’indignati? Cosa vogliono? Cosa propongono? In che si differenziano gli uni dagli altri?

Gl’indignati, buoni.

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Default Italia, 18 Giorni al fallimento: l’Ultimatum di Francia e Germania Scade Mercoledì

23 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane

Dopo i messaggi a mezzo stampa sono arrivate le richieste faccia a faccia. Al summit europeo convocato per proteggere la zona euro da una ulteriore drammatizzazione della crisi dei debiti sovrani, l’Italia è infatti stata sollecitata da Francia e Germania a introdurre le riforme economiche necessarie per evitare uno scenario simile a quello della Grecia, sull’orlo di un default [...] entro mercoledì.
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Il Video di Spider Truman fa Cacare

12 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Diritto di Replica

I segreti della casta, alla fine, non ce li ha svelati. A parte il casino mediatico generato quando faceva la parte del precario di Montecitorio e a parte tre o quattro scoop di annata, nel senso che si riferivano a notizie di anni prima, “i segreti della casta”, il blog di spider truman (che sembrerebbe Francesco Caruso) si limita a commentare i fatti politici del giorno (come fanno un po’ tutti i blogisti, noi compresi) e a cercare contenuti in rete e a riproporli sul proprio sito.

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Breve storia incazzata d’Italia

21 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Sono anni difficili dicevano i nonni. Eppure da quando posso ricordare non è la prima volta in cui viene portata all’attenzione dei tartassati il periodo contingente, la necessità di sacrificio, l’aggiunta del famoso ulteriore buco alla cinta: sempre ovviamente come necessità da lasciare alla moltitudine indistinta e passiva a vantaggio della minoranza, che tanto piccola comunque non è, dei membri di caste, castine, logge e loggette…non parliamo dei vantaggi degli evasori: quelli non essendo identificati dobbiamo matematicamente far finta che non esistano.

Si fa un bel dire, e concordo, quando si afferma che se TUTTI pagassero le tasse TUTTI potrebbero pagare la metà delle tasse che attualmente pagano i TUTTI-EVASORI. Prima occorre trovarli, o meglio occorre trovare la volontà di trovarli e farsi restituire, propongo con le cattive, il maltolto. Ma scimmiottando la pubblicità del noto caffè italiano non si ha la minima idea di quanti siano questi tutti che se non son troppi perché no? Leggi il resto

Sono il nuovo premier, risolvo problemi

Chissà se Quentin Tarantino avrebbe mai immaginato, dirigendo “Pulp Fiction” nel  1994, di preconizzare involontariamente la situazione politica italiana di questa tarda estate del 2011. Si potrebbe dire anzi che ciò a cui stiamo assistendo supera qualunque fantasia del più fantasioso degli autori di canovacci cinematografici.
Ci sono due personaggi ridicoli e fuori come balconi, i nostri B&B che passano il tempo a commettere crimini contro il patrimonio della collettività per salvaguardare il loro. Mentre pensano a nuovi colpi, la loro specialità comica è il battibecco. Quello che dice uno non va bene all’altro e viceversa. Litigano e minacciano di mandarsi reciprocamente a dar via i ciapp. Non si sa ancora per quanto andrà avanti l’avanspettacolo del Duo Cialtroni, con sempre meno gente che ride sera dopo sera ma intanto le repliche quotidiane continuano.
Il più vecchio dei due è un azzimato gangster sul viale del tramonto, oppresso da eserciti di ricattatori e puttane mandategli dai ricattatori. Pare che se gli strisci il bancomat tra le chiappe sputi sempre qualche migliaio di euro dalla bocca per mettere a tacere qualcuno.
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L’Imbroglio di Mezza Estate dei Referendum Elettorali

Mentre gli italiani leggono con apprensione crescente i contenuti delle manovre di bilancio del governo e le eventuali mosse della cosiddetta opposizione parlamentare, per scoprire quanto e in che forme dovranno pagare il deficit accumulato dagli Attila che hanno governato il paese negli ultimi 15 anni, un ciclone silenzioso, ma altrettanto preoccupante, si sta abbattendo sul paese attraverso diversi tentativi di demolire ulteriormente quel poco che resta di sistema democratico e di rappresentanza attraverso la presentazione di modifiche del sistema elettorale parlamentare per via referendaria.

La crisi del bipolarismo, che si tenta di imporre dalla metà degli anni ’90 attraverso le modifiche di tutti i sistemi elettorali vigenti, è ormai evidente: i due principali partiti che dovrebbero contendersi l’egemonia politica sono talmente disastrati che, a seconda del livello elettorale non raccolgono più del 35-40% del voto degli elettori ed arrivano poco sopra il 50% con gli alleati-satelliti o più gentilmente con quelli che non hanno chance o il coraggio di avere “autonomia politica” come direbbe Giovanni Sartori: Lega, Destra e autonomisti del nord e del sud verso il PDL, Vendoliani, IdV e residui del vecchio ambientalismo verde verso il PD. Preoccupati tutti dall’ipotesi che alla prossima puntata Grillo o qualcun altro possa mandare qualche decina di guastatori-risanatori nei due rami del parlamento, e stufi di fare i conti con le imprevedibili mosse di quell’area di centro ( Casini, Fini, Rutelli e possibili transfughi dai due fronti ) che per quanto non esista in modo consolidato se non nelle tabelle dei sondaggisti è pur sempre un elemento permanente di ricatto su posti e poltrone che sono sempre più piccole e precarie per tutti.

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Premio Brioscina d’Oro

27 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Questa settimana si contendono l’ambito riconoscimento prerivoluzionario, riservato alle mirabolanti imprese dei membri della Casta, due pezzi da novanta del governo di centrodestra: il ministro Fitto e Gianni Letta. Se siete indecisi si può sempre assegnare il premio ex-aequo. Votate numerosi.
Il ministro Fitto, in occasione di un suo recente viaggio privato in treno con famiglia appresso, si è visto offrire con fantozziano servilismo da Trenitalia, come documentato da una email interna aziendale: “Massima attenzione alla pulizia e al servizio offerto, compreso equipaggi, loco, puntualità e sicurezza patrimoniale”

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Vitalizi Camera e Senato:Non è tagliando i nostri vitalizi che si risolvono i problemi economici dell’Italia 2/2

18 agosto, 2011 di  
Archiviato in Storie Italiane

“Non è tagliando i nostri vitalizi che si risolvono i problemi economici dell’Italia”, dicono in coro gli ex parlamentari pizzicati dall’inchiesta dell’Espresso. Pochissime le autocritiche e qualcuno si rifiuta di rispondere.

2307 vitalizi erogati, un esercito di pensionati che costa ogni anno allo Stato 200 milioni di euro. un esercito di pensionati che costa ogni anno allo Stato 200 milioni di euro. Parlamentari che riscuotono la pensione già a cinquant’anni, anche per un solo anno di legislatura. Calciatori, industriali, giornalisti, professori universitari, principi del foro con uno stipendio che oscilla dai 1.700 ai 7 mila euro al mese, nonostante molti di loro continuino a lavorare. “E’ sbagliato”, ” se l’aboliscono sarebbe una bella cosa”, fanno sapere alcuni suggerendo “una sostituzione con i contributi figurativi”. Ma per altri “è giusto” ed “è una cazzata pensare che cancellando il vitalizio si riducano i costi della politica”. Insomma nessun privilegio, anzi. Perché ridurli comporterebbe persino il rischio “di proletarizzare i parlamentari”.

Ecco alcune delle reazioni all’articolo inchiesta de l’Espresso sull’eldorado pensioni:

Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani, ex ministro della Giustizia, uscito di scena nel 2008 dopo il tonfo elettorale della sinistra, a soli 55 anni percepisce 5.305 euro netti. Una pensione che si va aggiungere al suo stipendio da professore universitario di diritto romano all’Università La Sapienza, ma per lui: “è sbagliato che ci sia il vitalizio. Dovrebbe essere sostituito con i contributi figurativi, in modo da non perdere gli anni dedicati alla politica quando si va in pensione”. Non sappiamo come Diliberto utilizzi gli oltre cinque mila euro di vitalizio, ma ci tiene a far presente la sua magnanimità: “Con la liquidazione dell’indennità parlamentare, 150 mila euro, ho creato una biblioteca a Roma di diritto romano e cinese”.

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La crisi è solo una scusa

Ha ragione Giulietto Chiesa. Questa è una guerra dichiarata dal potere finanziario al mondo intero, voluta da chi vorrebbe far pagare le crisi che si susseguono a ripetizione negli ultimi anni ad interi popoli che non ne sono responsabili. E’ una guerra iniziata non meno di dieci anni fa, visto che il grande pretesto, la nuova Pearl Harbor dell’11 settembre servì per mettere una bella pezza al possibile botto finanziario americano previsto già nel 2001. Seguirono le varie bolle speculative, i noti fatti di Lehman-Brothers e Obama che correva in soccorso ai banchieri a spese del contribuente americano.
Mi sorge una domanda a questo punto: e se queste stramaledette banche d’affari le avessimo lasciate fallire come meritavano sarebbe stato un male o un bene? In fondo, salvandole, abbiamo stabilito uno sciagurato precedente, e cioè che le manovre speculatorie e terroristiche dolose – perché ci credo poco che siano errori di valutazione, quella è gente che non sbaglia – delle banche d’affari possono essere ripianate con i soldi pubblici, cioè a spese dei cittadini. Con il senno di poi questo salvataggio statalista dell’interesse privato appare sempre più una sciagura. A meno che non fosse parte del big plan.

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Default Italia 89 Giorni al Fallimento: Etica e Manovra Bis

13 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

La cicala e la formica.
La manovra c’è. O quasi: nel senso che a giudicare dalla conferenza stampa di Tremonti e Berlusconi sembrerebbe di capire che alcune poste, pur valorizzate nel loro ammontare finale, debbano essere ancora definite nella composizione e, forse anche determinazione dei loro addenti, probabilmente questa notte stessa dai funzionari del Ministero dell’Economia, guidati dallo stesso Ministro e dai suoi più stretti collaboratori. (Con ogni probabilità mancherà il prezioso contributo dell’on. Milanese, ma, insomma, si farà di necessità, virtù).

La manovra c’è, anche se una manovra c’era già, varata da appena qualche giorno e già scaduta, manco fosse una confezione di latte fresco. La manovra c’è, ma non è detto che non sia semplicemente di passaggio, nel senso che fra qualche giorno o qualche mese ve ne potrebbe essere un’altra ancora più robusta e, soprattutto, più capiente, in grado cioè di recepire altre misure, non alternative a quelle precedenti, ma aggiuntive. Il cliente ha sempre ragione: se ordina del prosciutto e non ne specifica la quantità, il povero pizzicagnolo non può fare altro che affettare e aggiungere, almeno finché il cliente non gli dirà che va bene così.

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Default Italia e Costi della Politica: Bobo? E Perché non Emma?

28 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest

Cosa ci vorrebbe per guarire dal berlusconismo acuto, una volta che Berlusconi togliesse le tende, magari dopo avergli concesso quel cavolo di salvacondotto ma fuori dall’Italia, con armi, bagagli, bagasce e famiglie al seguito e che a Maronn l’accumpagn?
Non sarà facile guarire da una malattia così perniciosa ma, per l’immediata convalescenza, ho una proposta, per nulla modesta. Sembra un piano di rinascita democratica reloaded e la cosa mi inquieta tanticchia ma non m’importa.

Parliamoci chiaro. Per il nostro paese sarà indispensabile presto un governo autorevole e in grado di gestire la cosa pubblica con serietà e rigore, finalmente senza distrazioni personalistiche, a maggior ragione se ci sarà veramente il default degli Stati Uniti per colpa degli stramaledetti repubblicani, cosa che speriamo non accada, perché vorrebbe dire che tutto il mondo può aspettarsi economicamente momenti bui e sicuramente nuove guerre.
Questo governo dovrà essere, per forza di cose, di unità nazionale, senza bilancini a misurare il peso politico di ciascuna componente, apparire autorevole all’estero e dovrà avere un mandato con scadenza a sei mesi, dopodiché bisognerà indire nuove elezioni politiche per ottenerne la legittimazione democratica a proseguire nel lavoro o lasciare il campo ad un nuovo governo scelto dagli elettori. L’esecutivo potrebbe cominciare a lavorare già da settembre su alcune priorità assolute. Prima di parlare del presdelcons adatto, e capirete perché, secondo me, 2Maroni non lo è, individuiamo le priorità di questo governo.

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Utoya e Spider Truman: Disinformazione e Subornazione

25 luglio, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Informazione, latest

Utoya
Non è possibile farsi un’idea di quello che è successo realmente in Norvegia senza una descrizione plausibile dei fatti. Novanta persone uccise, secondo quanto scrivono i giornali, da un unico uomo armato di pistola e mitraglietta. Anche supponendo che siano state utilizzate pallottole a punta cava, più letali ma meno precise di quelle convenzionali, è ragionevole pensare che ad essere attinte dal fuoco siano state non meno di 200 persone. Le mitragliette non sono armi da cecchino e le pistole sono operative solo a corta distanza. Vanno considerate, statisticamente, circa cinque cartucce per ogni vittima. Almeno 1000 cartucce, oltre 30 caricatori di seguito senza un inceppamento o una malfunzione. Straordinario.
Uccidere novanta persone in movimento veloce, o nascoste, in un’ora e mezza è un’impresa da film di Sylvester Stallone. Qualcosa non quadra. Manca all’appello qualche complice o sono state usate delle granate. Molte. Altro peso da sommare ai dieci chili degli oltre trenta caricatori. I conti continuano a non tornare.

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Default Italia: Tre Dure Misure per Superare la Crisi. Approvate dal Precario di Montecitorio

17 luglio, 2011 di  
Archiviato in latest, Storie Italiane

1) Tagliare i Rami Secchi
Come controllare la spesa pensionistica e ridurre quella sanitaria? Semplice, non curare i vecchi. Quando uno va in pensione non serve più a un cazzo. Per non assorbire energie economiche deve farsi il viaggio(1) il prima possibile. Impartendo opportune istruzioni ai medici della mutua si potranno curare malattie complesse come le cardiopatie, i tumori e l’artrite con rimedi naturali quali la camomilla, purgoni di magnesia e sciacqui con la tintura di iodio. La chirurgia sarà consentita solo a chi non avrà superato i 60 anni.
L’applicazione intensiva di questa politica sanitaria comporterà immediati vantaggi sia sul fronte previdenziale che della spesa sanitaria. Si prevede anche un sensibile aumento del PIL con conseguente aumento dei posti di lavoro nel settore Onoranza Funebri, da tempo in crisi causa allungamento della vita media. Si calcola che con questi risparmi sarà possibile garantire una rivalutazione dei vitalizi agli ex parlamentari del 20% e una copertura medica totale per loro, i loro parenti fino al terzo grado, le loro amanti, i vicini di casa dello stesso pianerottolo, del piano di sotto e di quello di sopra.

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Note
  1. perire []
Fine delle Note

Todos Indignados

23 maggio, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest, Oltre il Confine

Secondo l’Asian Development Bank nel 2050 il Pil asiatico raggiungerà la cifra di 148 trilioni di dollari, pari al 51% del prodotto planetario, in Asia si concentrerà la metà del commercio e degli investimenti globali. Sempre quell’anno il Pil pro-capite sarà di 38.600 dollari, duemila in più della media del resto del mondo. Entro la metà di questo secolo circa tre miliardi di asiatici godranno di un tenore di vita più alto. (1)
E per l’immediato? Per il 2015 si prevede che il costo del lavoro in Cina sarà pari al 17% di quello negli Stati Uniti: nel 2000 era del 2%. Le conseguenze saranno un incremento dei consumi interni e un decremento della quota di produzione destinata all’export, che produrranno a loro volta un’impennata dei prezzi delle merci sui mercati internazionali, che porterà inflazione laddove non sarà compensata da un corrispondente aumento di produttività.
Già oggi alcune multinazionali prevedono di spostare la propria produzione dalla Cina nei paesi limitrofi. Addirittura un ritorno negli USA, per i quali sono previsti un robusto incremento della produttività e una significativa svalutazione del dollaro rispetto allo yuan.

Per l’Europa nessuno prevede aumenti di produttività significativi, salvo che per la Germania. Dunque i capitali continueranno ad andarsene dalla maggior parte dei paesi d’Europa, con l’effetto di ridurre ulteriormente i posti di lavoro.
La cosa non piacerà ai lavoratori, che protesteranno.

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Note
  1. fonte []
Fine delle Note

Lettera Aperta al prof. Trento: Chiariamo la Posizione del Partito sulle Privatizzazioni

23 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Caro prof. Trento,

le scrivo per dirle che non sono d’accordo con quanto da lei scritto nell’articolo “Privatizzazioni contro parentopoli e scarsa efficienza”, pubblicato il 18 dicembre sul sito www.italiadeivalori.it.

Nell’ottica del dialogo costruttivo, credo sia necessario che ci confrontiamo su questi temi: diritto ed economia sono due facce della stessa medaglia.

In Italia centinaia di migliaia di lavoratori sono sotto ricatto a causa delle privatizzazioni, moltissimi hanno perso il posto di lavoro e tanti altri sono costretti ad accettare condizioni di lavoro meno favorevoli rispetto ai dipendenti del settore pubblico, perché ovviamente il privato fa ciò che vuole nella sua impresa, ferme restando le ipotesi di accertamento di violazioni delle norme di legge che non sono in grado di ripristinare una reale “Giustizia Sociale”.

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Dell’Utri Crede Molto nel Giudizio della Corte di Cassazione

20 novembre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest

Secondo me è vero. Nel senso che sono convinto che non si tratti di una frase buttata lì, ma che Marcello Dell’Utri sia davvero pienamente confidente nel sistema giudiziario italiano(1).

Anche io, al suo posto, sarei sereno. Il corso degli ultimi anni ha ampiamente dimostrato che, non solo la legge non è uguale per tutti, ma che molti sono al di sopra della legge e, di fatto, intangibili.
Non è solo una questione di possibilità economiche che avvantaggiano chi può procurarsi difese più efficaci, ma, ed è sicuramente peggio, una questione di casta. Facendo parte di un certo gruppo si è al riparo, se uno ne è fuori è in balia dell’alea.

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Note
  1. Corriere della Sera On Line []
Fine delle Note

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