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Articolo 18, una Presa per il Culo

Su questo sito scrivono persone in gamba. Gente che non solo ha idee solide, ma che le sanno anche esporre con metodo, eleganza e erudizione. Scrivono così bene che io ogni volta che leggo un articolo mi persuado anche se c’è scritto esattamente il contrario di quello che ho letto cinque minuti prima.
La realtà è che sono un sempliciotto ignorante. Mi piace banalizzare, ridurre tutto a termini comprensibili per me e per quelli come me che si sono sempre chiesti perché cazzo Leopold Bloom passasse tanto tempo a farsi la barba.

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Dimissioni Berlusconi, Sussulti e Rantoli della Democrazia

D’accordo, stanno per mandar via Berlusconi, molto probabilmente per sempre. No, non l’opposizione, come avviene in tutti i Paesi normali, ma una indistinta fragaglia parlamentare, una miscellanea di piccoli e piccolissimi pesci senza nome, il cui destino più nobile e naturale sarebbe quello di finire fritti in padella. Ma forse la metafora non è azzeccata, perché più che di pesciolini si tratta di paguri (tanto per rimanere in ambiente ittico), molluschi che hanno sin qui usato  una miserabile conchiglia vuota per arraffare tutti i vantaggi personali possibili, serenamente insensibili alla decomposizione morale ed economica del Paese. Fanno parte di quelli che hanno trasformato il Parlamento in una sorta di holding dei molteplici e variegati interessi della conchiglia, prezzando con disinvoltura scrupoli e pudore. Si sono proclamati pensosi (e responsabili) dei destini dell’Italia ed hanno sostenuto ed argomentato con grande fervore che Ruby era la nipote di Mubarak, senza lasciar trapelare  un’ombra di riso sui loro volti mirabilmente atteggiati a novelli padri della Patria.

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Terza guerra mondiale: i nodi vengono al pettine

8 settembre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia

Ci provo. Voglio tentare di fare un po’ d’ordine, che in mezzo a questo casino non ci si capisce più niente. E sì che l’Italia ne ha passati di momenti duri, ma ho l’impressione che il senso di smarrimento e la paura del futuro non siano mai stati tanto forti.
Dunque, come ogni azienda grande o piccola che sia, ma anche come tante famiglie, ogni anno lo Stato fa il bilancio preventivo: stabilisce quello che andrà ad incassare l’anno successivo e decide come utilizzare quei soldi. Il tutto si traduce nella legge di bilancio, la cosiddetta “finanziaria”. Quella di quest’anno era la legge 220 del 13/12/2010.
Poi a luglio, quindi dopo soli sette mesi, si è resa necessaria una manovra correttiva di circa 30.000 euro che poi, nel corso di un paio di settimane, sono progressivamente cresciuti fino a diventare quasi 70.000. Questo significa una cosa piuttosto semplice: a dicembre avevano sbagliato tutti i conti. Ma c’è la crisi. Certo, ma la crisi c’è da tre anni, quindi dov’è la novità? C’è un debito enorme che pesa. Ma va? Quello invece è lì da molto più di tre anni. La verità (ad essere buoni e non voler fare dietrologia) è che non hanno capito un tubo e hanno toppato alla grande. E, a giudicare da come l’importo della manovra di luglio è variato in pochi giorni, hanno continuato a non capire niente dei propri conti. E’ rassicurante…

 

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L’Imbroglio di Mezza Estate dei Referendum Elettorali

Mentre gli italiani leggono con apprensione crescente i contenuti delle manovre di bilancio del governo e le eventuali mosse della cosiddetta opposizione parlamentare, per scoprire quanto e in che forme dovranno pagare il deficit accumulato dagli Attila che hanno governato il paese negli ultimi 15 anni, un ciclone silenzioso, ma altrettanto preoccupante, si sta abbattendo sul paese attraverso diversi tentativi di demolire ulteriormente quel poco che resta di sistema democratico e di rappresentanza attraverso la presentazione di modifiche del sistema elettorale parlamentare per via referendaria.

La crisi del bipolarismo, che si tenta di imporre dalla metà degli anni ’90 attraverso le modifiche di tutti i sistemi elettorali vigenti, è ormai evidente: i due principali partiti che dovrebbero contendersi l’egemonia politica sono talmente disastrati che, a seconda del livello elettorale non raccolgono più del 35-40% del voto degli elettori ed arrivano poco sopra il 50% con gli alleati-satelliti o più gentilmente con quelli che non hanno chance o il coraggio di avere “autonomia politica” come direbbe Giovanni Sartori: Lega, Destra e autonomisti del nord e del sud verso il PDL, Vendoliani, IdV e residui del vecchio ambientalismo verde verso il PD. Preoccupati tutti dall’ipotesi che alla prossima puntata Grillo o qualcun altro possa mandare qualche decina di guastatori-risanatori nei due rami del parlamento, e stufi di fare i conti con le imprevedibili mosse di quell’area di centro ( Casini, Fini, Rutelli e possibili transfughi dai due fronti ) che per quanto non esista in modo consolidato se non nelle tabelle dei sondaggisti è pur sempre un elemento permanente di ricatto su posti e poltrone che sono sempre più piccole e precarie per tutti.

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Le Mutande di Ferrara: Intimo Italiano

Ammetto, che l’idea di scrivere questo discutibile pezzo, mi è venuta vedendo Giuliano Ferrara circondato da mutande, opportunamente stese alle sue poderose spalle, durante la manifestazione pro Cavaliere, voluta e tenuta da Ferrara , a Milano, sabato 12 Febbraio.

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Nuove Intercettazioni Minetti, Faggioli e Verbale Maria Makdoum. Rapporti Plurimi, Cocaina e Appartamenti. E Tu Zitto.

27 gennaio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest

L’immonda ondata di fango che sta travolgendo Silvio Berlusconi, i suoi prosseneti e le sue puttane, incomincia a diventare uno tsunami. Prostituzione, rapporti con minori, cariche pubbliche utilizzate come marchette, rapporti plurimi, gemelle trombate a doppietta, telefonate alle procure per far rilasciare zoccole minorenni, liste elettorali falsificate per consentire l’elezione sicura di igieniste dentali, feste di compleanno a Casoria con tanto di padri cornuti, elicotteri e scorte, macchine di carabinieri, polizia e guardia di finanza col lampeggiante acceso che portano le puttane al trombatoio come se fossero ambulanze, impresari che si trasformano in ricottari (lenoni per i puristi), direttori di telegiornale che di mattino fanno opinione, di pomeriggio fanno la cresta sui prestiti e di notte si fanno gli scarti del vecchio dal culo flaccido, magari ancora gocciolanti di presidenziale seme, chili di cocaina, macchine intestate a consiglieri regionali utilizzate per spacciare droga, legioni di parlamentari assoldati per alzare il braccio (e magari qualcos’altro) a telecomando, avvocati difensori trasformati in presidenti del senato, una nazione abbandonata a se stessa mentre il debito pubblico e l’evasione fiscale la precipitano verso il default.

E mi fermo perché mi sono stancato ed ho bisogno di respirare. Non posso fare a meno di chiedermi quanto sia profondo il buco del culo di noi italiani e quanto a fondo si debba spingere la presidenziale varra perché si incominci ad avvertire non dico dolore, ci mancherebbe, ma almeno fastidio, bruciore, una lieve irritazione.

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Fini, Berlusconi, Carità e Bromazepam

22 aprile, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Il Partito dell’Amore … Tradito

A leggere della storia delle divergenze tra Fini e Berlusconi più che alla politica viene da pensare al travaglio di un rapporto sentimentale giunto, infine, al capolinea.
Da una parte lei, quella che nel matrimonio ha investito tutto, ha sacrificato la carriera e portato una bella dote. La distinta ragazza di belle speranze che si è occupata del decoro della casa e ha cercato, inutilmente, di avere un figlio, fare famiglia e creare una speranza per il futuro.

Dall’altra parte lui, che si vede che si è sposato per soldi, che ha continuato a scopare con la vecchia fidanzata di Cassano(1) con la quale litiga sempre, ma il sesso è fantastico. Il vecchio sporcaccione che le ha messo le corna con tutte e che ora che la moglie è un po’ invecchiata e diventata petulante, fa il duro e cerca di cacciarla via, conscio che una donna di mezza età si ritrova sempre sola, senza amici e ha terrore di invecchiare dimenticata come un Follini qualsiasi.

E pensare che addirittura quella bonazza di Casini l’aveva capita e non c’era cascata. Il problema è che la signora Fini aveva creduto di avercela solo lei ed è stata clamorosamente smentita.
Quella cosa tra le gambe, in politica, ce l’hanno tutti. Maschi e femmine, senza esclusione, alcuni anche due o tre.

E tutti le danno via senza pensarci, con leggerezza, senza rimorso.

Edit delle 19:19 del 22 aprile 2010: Aldo Cazzullo legge MenteCritica. Avevo già avuto questa impressione, ora mi sembra confermata.  Mi fa piacere.

Mah

John Elkann riceve il doveroso tributo dalla platea degli analisti che stanno partecipando al Fiat Investor Day a Torino. L’annuncio della sua Presidenza ed il suo arrivo sono stati infatti accolti dalla platea degli ascoltatori con un grande scroscio di applausi. Poi, l’AD della Fiat, Sergio Marchionne ha dichiarato: “Con John siamo cresciuti molto in questi anni ed oggi c’è la giusta maturità per assumere la carica di Presidente di Fiat”(2)

Chissà cosa ha fatto John Elkann perché il tributo dalla platea degli analisti risulti “doveroso”. Forse, oltre a nascere dai genitori giusti, è stato bravo a non farsi beccare mentre trombava con due prostitute transessuali strafatto di coca. Certe facce e certi destini sono la dimostrazione più clamorosa che il capitalismo è un’evoluzione tecnologica del feudalesimo.

La carità cristiana

Ore 18.30, l’autobus che mi porta a casa. Lui sui cinquanta, calvo, fisico da fanatico della palestra ma con panza di età. Lei sui trentacinque, bionda di acqua ossigenata, jeans stretti, tacchi alti, non male. Russa, ucraina, moldava, non saprei. Comunque, del ceppo linguistico niet.
Lui: E allora tu che fai?
Lei: Badante a casa di signora anziana.
Lui: Io conosco molte persone. Posso trovarti un lavoro migliore.
Lei: Ah!
Lui: Io penso che noi italiani abbiamo il dovere di accogliere voi immigrati perché voi avete bisogno di aiuto. E’ una questione di carità cristiana.
Lei: Siete muolto gentile.
Lui: Comunque, se mi dai il tuo numero di telefono, io ti chiamo appena sono libero. Prendiamo un caffè e vediamo che si può fare.
Lei: 331………
Lui: Ti chiamo. Vieni da me, ci beviamo una cosa. Stai tranquilla che ti sistemo io.

Bromazepam

Cinquanta cartucce blindate e una 357 magnum. Quanto basta per fare una bella festa.

Di questi tempi è maledettamente dura. Dura anche perché ci sono arrivato stanco. Quando proprio mi sembra di non farcela più, mi racconto quello che so fare. Una filastrocca, per non dire un mantra,  che dovrebbe tirarmi su.

Ho una figlia. Ho conosciuto Valeria. Sono un bravo motociclista. So pilotare un aereo.  Sono un buon marinaio. So scrivere bene. Ho educazione e cultura. Sono un uomo intellettualmente autonomo, …

Comunque, alla fine,  quello che funziona per davvero è solo l’ultima strofa e la minaccia oscura che sottende. Non si cresce. Si invecchia.



Note
  1. vedi []
  2. La Repubblica []
Fine delle Note

Italiani Respirate con la Bocca: Vivere Turandosi il Naso

17 settembre, 2008 di  
Archiviato in Caffè Amaro

In un celebre editoriale del 1976 Indro Montanelli invitava i suoi lettori del Giornale (non ancora berlusconiano) a “turarsi il naso” e votare Democrazia Cristiana contro il pericolo di una possibile affermazione del PCI di Enrico Berlinguer alle elezioni politiche dello stesso anno. Il grande giornalista sintetizzava così il concetto secondo il quale solo il voto al grande partito cattolico di massa, pur con tutti i suoi difetti ben noti già allora, avrebbe potuto contrastare efficacemente l’ascesa al governo del Paese da parte dei “nipotini di Stalin”.

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Casini Cerca Firme per Reintrodurre le Preferenze.

Ho letto che l’UDC di Casini sta raccogliendo firme per reintrodurre le preferenze alle elezioni.
In questa estate che politicamente si declina tutta intorno alla crisi Russia-Georgia ed ai suoi risvolti geopolitici cui non sono estranee motivazioni di ordine energetico, la notizia dell’iniziativa è rimasta quasi sepolta nei giornali e nei TG.

A me sembra un’iniziativa da sostenere.

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Mentecritica e Doxaliber presentano in anteprima il vincitore di queste elezioni.

14 aprile, 2008 di  
Archiviato in Il Bello della Politica

Oggi alle 15:00 queste elezioni giungeranno finalmente a conclusione. Inizierà poi la lunga maratona mediatica degli exit-poll e dello spoglio in diretta. La volta scorsa lo spoglio delle schede è stato seguito con il fiato sospeso da milioni di italiani, questo perché, prima della chiusura dei seggi, il risultato elettorale si credeva scontato, anche gli exit-poll avevano dato un grosso margine alla coalizione guidata da Prodi, ma, man mano che lo spoglio delle schede proseguiva, incredibilmente il vantaggio dell’Unione si assottigliava sempre di più ed è stato necessario aspettare i dati definitivi del viminale per scoprire con certezza il vincitore del tenzone elettorale. Questa volta temo che non sarà così, sono convinto di sapere in anticipo chi sarà il vincitore di queste elezioni, e voglio condividere questa sensazione con voi.
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Talpe DDA, Assolto Cuffaro a 5 Anni

19 gennaio, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica

Il vocabolario B consisteva in parole che erano state create deliberatamente per scopi politici, vale a dire parole che avevano non solo, in ogni caso, un significato politico, ma che erano per l’appunto intese a imporre un atteggiamento mentale, in una direzione desiderata, nella persona che ne faceva uso. [...] Le parole del vocabolario B costituivano una sorta di stenografia verbale, che riusciva spesso a concentrare un intero sistema di idee in poche sillabe, ed era allo stesso tempo più accurata e flessibile che non la lingua ordinaria.

I principi della Neolingua, 1984, George Orwell

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“Dalla Cina con furore” e altre cazzate sul V-day

11 settembre, 2007 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Sulla homepage di libero.it di oggi è linkato in bella vista un articolo della rubrica politica; il pezzo è dedicato al V-Day e porta la firma di Alberto Fattori, che dice di commentare il tutto dalla Cina.

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