Carlo delle città
1 novembre, 2009 di Daniela Tuscano
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Don Gnocchi era l’infanzia. Non l’infanzia mutilata, lacera e macilenta. L’infanzia, e basta. La mia, innanzi tutto, perché la sua figura mi ha accompagnata fin dai testi scolastici. Perché la via a lui dedicata, a Bresso, sorge sul limitare della grande metropoli, nella periferia ancora disadorna, brulla e ingrigita. Perché le immagini che lo ritraggono, già circonfuso di un’aura sfuggente, hanno qualcosa di fanciullesco. Lo sguardo. Completamente libero, trasparente, senza sopraccigli, sconfinato sulla fronte spaziosa e infinita.
La Chiesa e i Divorziati Risposati
27 maggio, 2009 di Carlo Rossi
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E’ molto discusso l’ atteggiamento della Chiesa cattolica verso i divorziati risposati.
Mentre nelle altre chiese cristiane si tende a riammetterli nella comunione dei fedeli, in quella cattolica i sacerdoti generalmente negano la possibilità di ricevere l’ Eucarestia.
Certo si tratta di casi di fatto diversissimi tra loro. Ma nell’opinione comune la Chiesa sembra così non osservare quel dovere di vivere secondo carità che essa stessa presenta come fondamentale.
Palle di Natale
24 dicembre, 2008 di la Donna Cannone
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Ieri sera mi è accaduto un fatterello – quasi un nonnulla nella dinamica e nell’economia della serata. Stavo tornando verso la macchina con un paio di amici quando, in senso opposto, ho incrociato una signora che ultimamente ho visto spesso in Piazza Fiera. È – credo – una senza dimora. Circa 60 anni, gira in sandali e senza calze anche in inverno, il viso scuro, sporco e accartocciato, l’espressione arcigna.
Si chiama Maria
19 settembre, 2008 di la Donna Cannone
Archiviato in Border Zone
Vi ricordate ‘Il sorriso più bello’ di cui vi ho parlato qualche giorno fa?
Ieri l’ho incontrata di nuovo. Cioè, sono passata in Via Mazzini e lei era lì, con le mani giunte, gli occhi bassi, con il suo bicchierino. Non volevo essere invadente, e non sapevo se fermarmi o meno. Allora ho tirato dritto; sono andata in panificio e le ho comprato dei biscotti.
Poi sono tornata da lei e ho fatto quattro chiacchiere. Anche oggi ho chiesto a Maria, – questo è il suo nome -, come stava, se stava bene, se aveva bisogno di qualcosa. ‘Come vuoi’ mi ha detto anche oggi con il suo tono dolce.
Il Sorriso più Bello
2 settembre, 2008 di la Donna Cannone
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Oggi pomeriggio camminando in centro ho visto una cosa allucinante. C’era una donna, giovane, forse indiana, incinta. Stava accucciata a terra, con un bicchierino di plastica per l’elemosina.
Mi è parso allucinante che nessuno si fermasse a chiedere come stava, se aveva bisogno di qualcosa. Non so se il fatto che fosse incinta mi ha fatto sembrare la cosa più grave.



