Carneade non Vuole Fare i Conti con gli Anni che Passano…
28 febbraio, 2009 di lupoalburnino
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Carneade non è stato bene in questi ultimi tempi. Da prima di Natale. L’ho visto quasi improvvisamente perdere la sua vivacità, il suo spirito critico, la sua lucidità. Si rintanava nella sua cuccia e vi rimaneva in silenzio, quasi non esistesse. Le mie discese in giardino che avevano lo scopo di informarmi sulla sua salute erano del tutto inutili: Carneade non mi rispondeva, raggomitolato nella sua cuccia. Mi sono davvero preoccupato e l’ho fatto visitare più volte dal veterinario, il quale ogni volta mi diceva, pensando di non essere capito da Carneade:
“Perché si preoccupa tanto, professore (ancora mi chiamano prof. invece di signore o di maestro). Essendo avanzato negli anni com’è, è naturale che le sue difese immunitarie si siano abbassate e basta un po’ di cimurro a procurargli “acciacchi” di un certo peso. E’ giù di forma. Piano piano si riprenderà. Adesso gli diamo una bella cura e ritornerà attivo e pimpante (!?) come prima”.
L’Orrore è in Vetrina. E’ Minuscolo e Scodinzola / Seconda Parte
16 ottobre, 2008 di settantasette
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Il traffico di cuccioli dai cosiddetti “canifici dell’est” è una prassi ormai datata, che prospera nelle pieghe di una normativa insufficiente e di sanzioni inadeguate. La facilità con cui è possibile falsificare documenti e autorizzazioni sanitarie, e la carenza di controlli del dopo-Schengen, fa sì che questo vergognoso mercato nero di piccole vite sia e rimanga ricco e fiorente. Ungheria, Romania e Polonia sono i “produttori” maggiori.

L’Orrore è in Vetrina. E’ Minuscolo e Scodinzola / Prima Parte
15 ottobre, 2008 di settantasette
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Metà novembre 2008, campagna intorno a Pecs (Ungheria). Notte.
Fa freddo, nel vecchio capannone di fianco alla cascina. Fa tanto freddo, ma quello che colpisce è l’odore. Dentro uno degli scatoloni di cartone, allineati sul pavimento sporco, una giovane mamma si lamenta piano. E’ sfinita, non solo per il recente, ennesimo parto, ma soprattutto perché ha avuto poco da mangiare. Non ha quasi più latte, e cerca di calmare leccandoli i tre piccoli che cercano disperatamente calore e nutrimento. Gli altri quattro hanno smesso di muoversi già da un po’, e stanno diventando rigidi. Tutto intorno, sotto il tetto di lamiera, si sente uggiolare sommessamente nel buio. La giovane mamma non è da sola, ce ne sono molte altre come lei.
Cani, Fagiani e Polpette Avvelenate
30 settembre, 2008 di Paolo Arena
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La signora che abita in fondo alla mia stradina mi ha chiesto un paio di settimane fa (9/2008) se per caso avessi visto il suo “canetto”; un mio amico, invece, ad agosto ha visto due dei sue cani soffrire moltissimo e rischiare di perdere la vita per avvelenamento, se non fosse stato per il veterinario che per coincidenza era in visita alla sua fattoria. Purtroppo credo che ci sia un rapporto molto stretto fra le due vicende e lo analizzerò al punto uno; il secondo punto, altrettanto grave, è parallelo alle vicende di cui sopra, ma può succedere anche che ad esse si intrecci.



