Attenti al paese di Sorcaverde e Bisciondoro
18 novembre, 2011 di Lameduck
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Quanti processi ha in corso Mario Monti? Nessuno. Quanto tempo si perderà in Parlamento, mentre la paziente Italia si aggrava, per cercare di far evitare al Premier i processi e la galera? Nemmeno un minuto. Questo è già un motivo per rallegrarsi del cambio di governo, anche se i troppo depressi italiani, dolenti per la dipartita del nanerottolo bunga bunga, non riescono a consolarsene in alcun modo.
§ Intermezzo § - I commenti dei lettori de “il Giornale” al nuovo governo Monti:
“OSCENO mettere un banchiere ministro dello sviluppo!!! Conflitto di interessi mostruoso! Silvio guarda cosa fanno questi!!!! Ritorna tu a governarci con braccio mite e giusto! Tu sei l’eletto del popolo non questa gente di bassa lega e moralità discutibile! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio! Silvio!”
L’Imbroglio di Mezza Estate dei Referendum Elettorali
30 agosto, 2011 di Massimo Marino
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Mentre gli italiani leggono con apprensione crescente i contenuti delle manovre di bilancio del governo e le eventuali mosse della cosiddetta opposizione parlamentare, per scoprire quanto e in che forme dovranno pagare il deficit accumulato dagli Attila che hanno governato il paese negli ultimi 15 anni, un ciclone silenzioso, ma altrettanto preoccupante, si sta abbattendo sul paese attraverso diversi tentativi di demolire ulteriormente quel poco che resta di sistema democratico e di rappresentanza attraverso la presentazione di modifiche del sistema elettorale parlamentare per via referendaria.
La crisi del bipolarismo, che si tenta di imporre dalla metà degli anni ’90 attraverso le modifiche di tutti i sistemi elettorali vigenti, è ormai evidente: i due principali partiti che dovrebbero contendersi l’egemonia politica sono talmente disastrati che, a seconda del livello elettorale non raccolgono più del 35-40% del voto degli elettori ed arrivano poco sopra il 50% con gli alleati-satelliti o più gentilmente con quelli che non hanno chance o il coraggio di avere “autonomia politica” come direbbe Giovanni Sartori: Lega, Destra e autonomisti del nord e del sud verso il PDL, Vendoliani, IdV e residui del vecchio ambientalismo verde verso il PD. Preoccupati tutti dall’ipotesi che alla prossima puntata Grillo o qualcun altro possa mandare qualche decina di guastatori-risanatori nei due rami del parlamento, e stufi di fare i conti con le imprevedibili mosse di quell’area di centro ( Casini, Fini, Rutelli e possibili transfughi dai due fronti ) che per quanto non esista in modo consolidato se non nelle tabelle dei sondaggisti è pur sempre un elemento permanente di ricatto su posti e poltrone che sono sempre più piccole e precarie per tutti.
Default Italia 87 Giorni al Fallimento: Pulcinella Dopo Due Giorni si Rimangia le Misure
15 agosto, 2011 di Giovanni Grobo
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Faccio una previsione, spero di essere contraddetto. Domani ci sarà un nuovo crollo in borsa e lo spread tra bund e btp si allargherà come il bucio di culo di Berslusconi che senza un sedere come quello che si ritrova sarebbe finito a fare il piazzista di pentole in televisione, altro che l’uomo di stato (che poi, per come lo fa lui, non c’è nessuna differenza. Anzi, almeno Roberto Artigiani può tagliarsi i capelli in tv con il Magic Harry. Lui no).
Io penso che ci sarà un nuovo tracollo perché “misure che fanno grondare sangue” al cuore del nostro Silvione, anche se già firmate dal presidente della repubblica, sono già state aggirate dalle stesse persone che le hanno proposte e redatte.
Ministeri al Nord, Processo Lungo e Class Action del PD, Mentre l’Italia Fallisce e Arriva la Patrimoniale
28 luglio, 2011 di dellefragilicose
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La prima pagina del corriere on line di oggi dà tutte le spiegazioni che servono per capire perché, se ci salveremo dal fallimento, sarà solo ed esclusivamente una questione di culo.
Napolitano si preoccupa dei ministeri al Nord, come se credesse veramente che mettere una targa davanti a un ufficio vuoto possa compromettere la situazione politica italiana. I ministeri, con ministri, ministeriali e tutto il gregge di mangiatori a ufo che campa grazie alla superflua burocrazia italiana è saldamente ancorato a Roma e da lì non li sposta nessuno. Secondo me, se venti anni fa qualcuno avesse chiesto a Calderoli cosa era disposto a fare per lasciare la sobria Bergamo per trasferirsi nella Roma caciarona, magnona e puttanona, oggi Roberto potrebbe cantare in un coro di voci bianche. La targhetta a Monza è solo il premio di consolazione per la sciura di Cassano Magnago che il pomeriggio telefona a Radio Padania per dire a Ortelli che non se ne può più di questi negher e della monnezza di Napoli. Siccome, dopo anni di proclami, negher e monnezza se li deve tenere lo stesso, ecco la targhetta. Possibile che Napolitano sia l’unico a non averlo capito? Possibile che un uomo della sua esperienza non sappia che portare la questione a livello nazionale è attribuirle un valore di molto superiore a quello che è? Lo sa, lo sa. E’ che ora anche l’esimio presidente della Repubblica vuole dare una spallata a Silvio, ma in Italia parlare chiaramente non usa ed ecco, in pole position, la questione delle targhette.
Default Italia: Mandiamo i Pulcinella al Confino
19 luglio, 2011 di dellefragilicose
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Il senso di questi giorni è tutto nelle discussioni del mattino. Il Fuzzy Mib, lo spread con i bund tedeschi, le vendite allo scoperto. Il destino di ciascuno di noi sembra legato a questi termini esoterici che ci raccontano di strepitose ed incontrollabili energie per le quali le nostre vite non hanno nessuna importanza e che potrebbero stritolarci in un secondo, senza pensarci due volte. In realtà le cose stanno veramente così. Le vicende dei singoli perdono di consistenza di fronte ai grandi movimenti storici. L’inclinazione dell’asse economico terrestre sta cambiando. Il baricentro del mondo si sposta ad Est ed il fenomeno tellurico conseguente farà vittime, devierà vite e stroncherà carriere.
Manovra Finanziaria 2011, BTP, Bund Tedeschi, TAV, Rifiuti. Di questo passo dove andremo a finire?
11 luglio, 2011 di fma
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Il popolo chiede più informazioni, cosa encomiabile, ma se i media gli rispondono proponendogli emozioni e gossip lui li accetta e non fa una piega. Non si dice che dovrebbe fare la rivoluzione, ma premiare i mezzi di informazione più sobri a scapito dei più cialtroni, questo almeno potrebbe farlo. No. Se mai il contrario.
E allora viene il dubbio che si chiedano più informazioni sull’onda dell’antico slogan “più informazioni più potere”, ma in realtà si cerchino emozioni e conforti. Che i media si comportino come si comportano non per protervia ma per diretta conoscenza dei propri fruitori finali, dei quali fino a prova contraria sono l’espressione.
La Truffa del17 Marzo: Le Otto Ore di “Festa” ce le Rimetti Tu di Tasca Tua
8 marzo, 2011 di Dino Carnevale
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Siamo ancora freschi delle violente polemiche che hanno caratterizzato l’istituzione “una tantum” della celebrazione per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Cinque o sei miliardi di euro di costi per le aziende, , costrette a retribuire una giornata di lavoro senza produzione, la delegazione ministeriale della Lega Nord che ed infine l’atto di forza del governo che, per decreto, .
Euforia nei circoli patriottardi e fra le file della sinistra, rabbia per gli industriali e per i leghisti. Un bel giorno di ferie che cade dal cielo per tutti i dipendenti italiani. Una volta tanto vince la “ggente“. In realtà, mentre si discute di patria, unità e dei massimi sistemi, la truffa si nasconde in un paio di righe che completano il decreto:
al fine di evitare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia
In pratica, i lavoratori dipendenti si vedranno decurtate 8 ore di permesso relativi alle “festività soppresse” (quelle del 4 novembre). Un monte ore che, normalmente, si può utilizzare in giorni a scelta o che può essere convertito in retribuzione se si decide di non fruirne.
Le aziende approfittano immediatamente del regalo fatto dal governo (e dalla silente opposizione). Un nostro gentile lettore ci invia una copia della comunicazione ricevuta dal suo ufficio del personale
Oggetto: Festa nazionale per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia – 17 marzo 2011.
Si rende noto che, con decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011, recante “Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011”, proclamata per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sono state emanate le norme atte ad assicurare alla celebrazione di tale ricorrenza la dovuta solennità e la massima partecipazione dei cittadini.
In base a quanto previsto dalla suddetta disposizione legislativa, per il solo corrente anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre si applicano, in sostituzione, alla giornata del 17 marzo 2011.
Per effetto di quanto sopra, il monte ore annuali di permesso “festività soppresse” viene ridotto di 8 ore o della minor quota proporzionale per il personale che osservi un orario inferiore alla durata normale dell’orario di lavoro settimanale.

In pratica, per “festeggiare” il 17 marzo, i lavoratori dipendenti dovranno sacrificare un giorno di permesso che altrimenti avrebbero potuto utilizzare in una data a loro scelta o rinunciare alla trasformazione di queste ore in retribuzione per coloro i quali avevano questa necessità (dai 50 ai 100 euro netti a cranio).
E’ soprattutto per questa seconda opzione che si può parlare di regalo fatto alla Marcegaglia. Da potenziale perdita di produttività, gli industriali si troveranno a disporre di un’inattesa liquidità e noi con meno soldi in tasca e con un giorno di ferie da fare obbligatoriamente in data stabilita dal governo.
Buon 17 marzo a tutti.
Il Cachet di Benigni a Sanremo e l’Effetto Serra
19 febbraio, 2011 di Comandante Nebbia
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In Italia si fa politica ovunque tranne che in parlamento: Porta a Porta, Ballarò, Annozero, le segreterie dei partiti, le camere da letto, il palco di Sanremo. E la politica la fanno tutti, tranne che i parlamentari: i conduttori televisivi, i giornalisti, Saviano, quella meringa ammuffita di Fabio Fazio (la fenomenologia relativa è qui), le puttane tristi, Beppe Grillo, Roberto Benigni.
A questo punto, non dovrebbe scandalizzare il fatto che il cachet di Benigni a Sanremo sia stato di 250.000 euro, in fondo ha fatto un doppio lavoro. A quanto pare, oltre a far ridere, grazie a Benigni, gli taliani hanno capito che siamo in Italia, che non esiste più il Regno delle Due Sicilie, che 2011-1861=150 e che Gelmini, Calderoli e Bossi, pur di coccolare le ambizioni separatiste del geometra Brambilla di Bergamo, sono disposti a sfoderare il rigore economico messo da parte in occasione .
Se non si Morirà di Berlusconismo, si Potrà Morire di Federalismo
28 gennaio, 2011 di gunnar
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Il fetore è immensamente acuto. Un effluvio puteolente di smisurata grandezza si diffonde con imperturbabile e inarrestabile clangore. Mani sudaticce applaudono, fischi da stadio erompono e fanno ala al passaggio di un’auspicata legge di riforma. La legge che dovrà sancire la nascita del federalismo, fiscale e sociale.
Come se se ne sentisse il bisogno. Come se fosse davvero la panacea per i mali strutturali dell’economia nazionale e locale.
Stiamo tutti morendo. Ma qualcuno chiede ancora, tra uno spasmo e l’altro, a che ora usciremo per andare al cinema. Ecco è questa l’immagine che mi sono fatto del federalismo.
Non certo edificante e neppure tanto furba. Leggi il resto
Italia fa Rima con Ipocrisia
18 maggio, 2010 di Comandante Nebbia
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L’autonomia in politica estera dell’Italia è ferma alla firma del patto d’acciaio sottoscritto con la Germania nel 1939. Scomparsi certi attribuiti virili di forma sferoidale (e mai avrei immaginato di rimpiangerli) è stato un continuo trascinarsi tra “due piedi in una scarpa”, “signorsì signore”, “vorrei ma non posso” e “siamo tutti amici volemose bene“. Una sorta di veltronismo ante litteram. In questi anni la cosa è ulteriormente peggiorata perché alla mancanza di una linea precisa si è aggiunta l’estinzione di qualsiasi dibattito.
Della missione in Afghanistan, per esempio, si parla solo quando qualche disgraziato in grigioverde ci lascia la pelle. Calderoli, il ministro col lanciafiamme, si chiede se e lo fa mentre qualcuno seppellisce i propri figli. Forse per consolarli della perdita facendogli pensare che sono morti inutilmente.

In realtà, io sono assolutamente convinto che non sia giusto stare lì, ma per dei motivi che precedono la politica estera. L’impegno militare italiano fuori dai confini è assolutamente sproporzionato al ruolo internazionale del nostro paese. Non si può pensare di essere una potenza che regola militarmente le sorti politiche del mondo quando non si è in grado di assicurare un minimo di pace e benessere ai propri cittadini. E’ tempo che ci si renda conto che far parte di certi club non è più alla nostra portata e che si faccia rientrare le truppe in Italia. Non è escluso che possano essere presto più utili qui.
Comunque, stiamo tranquilli. La cosa è nelle mani di La Russa che prima piange per il sangue versato, poi si mette a .
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Calderoli, sempre lui, in vista dei giorni caldi che richiederanno l’impiego del personale rientrato dall’Afghanistan, propone .
Apperò, voglio aderire pure io. Mi offro volontario per vedere decurtato il mio stipendio del 5%. Sono un centinaio di euro al mese (per adesso, ma in predicato di calare), ma poi che a nessuno venga in mente di chiedermi altro. Io, sto a posto. Ho già dato.
Alla fine è un affarone. Grazie al 5% divento un mezzo santo, do il buon esempio e posso continuare a farmi i fatti miei.
Grande Calderoli, non a caso la legge che ha seppellito la democrazia in Italia porta il suo nome.
Una Cura per i Medici in Politica
20 aprile, 2009 di Mario Albrizio
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Stamattina, mentre facevo tutt’altro ed ero piuttosto sovrappensiero, mi sono imbattuto in un manifesto che a suo modo spiccava tra i tanti altri, fino al punto da attirare l’attenzione, per così dire, del mio inconscio.
Non era un manifesto speciale. Ma c’era stampato sopra il viso di un amico, medico, candidato alle prossime elezioni provinciali.
Lo slogan era improntato al cambiamento, e questo mi ha fatto sorridere: il mio amico è in politica da quando aveva i pantaloncini corti. Ma tant’é…
Da ragazzi ci si incontrava in un noto club cittadino per delle proverbiali partite a biliardo. E ricordo che una volta, intorno al biliardo, un tale gli chiese: “Perché studi medicina. Per i soldi?”
La sua risposta è come se l’ascoltassi adesso: “Sì, per i soldi. Ma anche per migliorare il marciume di questi medici.”
Tutti apprezzammo sia la sincerità che il buon intento.
Referendum, Sono Chiare le Priorità: Fottiamo la Lega
17 aprile, 2009 di Comandante Nebbia
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La che si sta svolgendo intorno alla data di collocazione del è indigeribile persino a chi, dopo anni di disgustosi bocconi, pensava di avere lo stomaco di ferro.
Dopo l’esclusione definitiva della possibilità di associare referendum ed elezioni amministrative, si dibatte sull’ipotesi di proporre le schede insieme a quelle per i ballottaggi o, addirittura, di posticipare la consultazione referendaria (a babbo morto).
Il Sindaco e il Kebab
31 gennaio, 2009 di tenebra
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Abito a Lucca, bellissima città raramente agli onori della cronaca.
Finalmente Lucca è sulle prime pagine dei giornali, guadagna l’attenzione dei mezzi d’informazione e, soprattutto, dei comici di tutta Italia e non solo, insomma può, a buon diritto, aspirare ad entrare nel Guiness dei Primati per il primo caso mondiale di apartheid gastronomico.
Ci sono un razzismo e una xenofobia beceri, alla Calderoli, per intenderci, con i secchi d’urina di maiale sparsi sui luoghi dove dovrebbe sorgere una moschea e i vagoni dei treni frequentati dalle ragazze nigeriane disinfettati e ci sono quelli, invece, ipocriti e farisei, “alla lucchese”, appunto.
I Principali Fatti di Lunedì 16 Febbraio 2009
26 ottobre, 2008 di Preeve
Archiviato in Rassegna Stampa
* L’Air Force One ha subìto stamane alcuni lievi danni durante la procedura di atterraggio all’Aeroporto di Malpensa. Le voci secondo cui l’incidente sarebbe stato causato alla scarsa manutenzione della pista di atterraggio sono state prontamente smentite dall’AD di Alitalia Massimo Calearo durante una conferenza stampa convocata nella stessa mattinata. Illeso in ogni caso il Vicepresidente Hillary Clinton che senza eccessive preoccupazioni ha potuto continuare la sua prima visita nel nostro continente a nome del neoeletto Presidente John McCain. Leggi il resto
Berlusconi è Femmina e Pure Bona
26 giugno, 2008 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane
Ha ficcato la mano in gola all’Italia, le ha acchiappato la legalità, gliel’ha strappata, buttata per terra e calpestata con i tacchi a spillo. Ci ha sputato sopra, l’ha sbattuta dentro un forno e rosolata a fuoco lento. L’ha tagliata a pezzettini, schiaffata dentro un toast e ora vuole fargliela rimangiare, pretendendo che gli italiani dicano: “Grazie, tesoro, è delizioso.”
Tutto questo non si spiega razionalmente ma facendo ricorso ai misteri dell’inconscio e quindi sono giunta ad una conclusione clamorosa. Berlusconi non è un nano come dicono i malvagi e nemmeno uno statista come pensano coloro che lo votano ma un gran pezzo di figa. Per parlar chiaro: sarà anche uomo ma ce l’ha.

Tornate Indietro Appena Potete
21 giugno, 2008 di Lameduck
Archiviato in Chiamiamola Economia, Democrazia e Diritti
Confermando la loro indole di terroni del Nord, gli irlandesi hanno bocciato il Trattato di Lisbona, la versione reloaded dei principali trattati dell’Unione, ed hanno così causato grave nocumento agli altri paesi europei che non vedevano l’ora di aderire all’unanimità a questa meravigliosa iniziativa, in alcuni casi senza nemmeno averne letto i contenuti. Oltretutto gli irlandesi mangiapatate si sono avvalsi, per esprimere la loro opinione, di un vetusto strumento democratico come il referendum, ohibò. Urge inserire al più presto la verde isola nel novero degli stati canaglia.

Servizi Segreti Italiani: un Golpe È Per Sempre
18 giugno, 2008 di harlot
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
I servizi segreti, in Italia, sono sempre serviti fondamentalmente a quattro cose: depistare/ostacolare/bloccare le indagini della magistratura; coprire le trame eversive negli anni della strategia della tensione, e oltre; soccorrere ed aiutare golpisti, massoni e terroristi; dossierare chiunque illegalmente. Finite le stragi e caduto il muro di Berlino si temeva il peggio, la drastica flessione. Ed invece no: i servizi sono sempre molto attivi. Nel fare porcate, si intende, o quantomeno nel tentarle. Insomma, non è bello sapere che in un periodo di grande povertà esistono ancora delle certezze incrollabili?

