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Stabilità Mentale

4 settembre, 2010 di  
Archiviato in Storie Italiane

Non so se è solo una mia impressione o la stabilità mentale sta degenerando non solo per l’età e  in condizioni di stress. Dalle liti in sala parto, in Parlamento, alle ragazze ingaggiate per assistere allo show del rais, allo strapotere dei gestori delle utenze pubbliche, alle stragi per futili motivi e ai vari incidenti dovuti a distrazioni che la cronaca segnala abbiamo solo una piccola parte del fenomeno, che non è dannoso solo quando destabilizza i vertici o provoca decessi ma per la sua continuità subdola.

Sto scrivendo mentre quello di fronte urla di tutto alle ragazzine, discolette per la verità, mentre la madre tace e il padre vero si è rifatto una famiglia. Pochi minuti fa ha smesso di funzionare un martello pneumatico che ci ha disturbato tutto il pomeriggio, proprio oggi che si cominciava a quietare dopo un’estate passata a dover assistere alle urla continue di un altro cinquantenne alla propria madre ottantenne, a volte piena di lividi che giustifica con cadute a cui non crede nessuno.
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Prendevo Sempre Nove

7 novembre, 2008 di  
Archiviato in Diritto di Replica, Il Futuro è nei Giovani, Sul Web

Io, in condotta, prendevo nove. Nove, non dieci. Dieci era da supersecchioni mosci: se prendevi dieci i tuoi amici ti consideravano un broccolo. Nove invece era da tipi tranquilli ma ben svegli. Da Otto erano gli scavezzacollo: la trasgressione massima era uno spinello di nascosto. Da Otto erano pure le ragazzette sveglie abbastanza …ma non troppo.
Col Sette in condotta potevi venire bocciato. Era il voto che si dava a quelli proprio tremendi (gli “incorreggibili”), quelli che disturbavano di continuo la lezione facendo gli spiritosi, quelli propensi a menare le mani o che per scandalizzare le ragazzine facevano “cose proibite” in classe.

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Sto dalla Parte dei Bambini

3 settembre, 2008 di  
Archiviato in Informazione

Non conosco il Ministro Gelmini se non dalle pagine recenti dei giornali, relative alla sua riforma della scuola. Roba da far venire i brividi!
E se penso che sono cresciuta in una scuola che mi ha educata proprio come in buona parte rivuole oggi il Ministro, mi sento assalire da una forte angoscia.

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Scuola, un Ripasso di Passato Prossimo

Come ho già avuto modo di dire in diverse altre occasioni, l’istruzione pubblica dovrebbe ricoprire un ruolo di primo piano all’interno di una qualsiasi società evoluta ed ambizioso. Un paese che voglia emergere come protagonista in un mondo sempre più competitivo e, spesso, aggressivo e spietato non potrà fare altro che passare attraverso un efficace sistema formativo, in grado di fornire alle generazioni emergenti tutti gli strumenti, le competenze e le conoscenze necessarie per divenire protagonisti consapevoli del futuro di questo pianeta.

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Mi Chiamo Marco e Qualcuno Piscia sulla mia Tomba

16 ottobre, 2007 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Informazione

mib2.jpgNell’aprile del 2007 Marco, un ragazzo di Torino, si è infilato un coltello all’altezza del cuore e, contemporaneamente, si è buttato dal quarto piano della palazzina dove abitava. Ha lasciato due lettere dove spiegava il come e il perché; in una delle due spiegava che non aveva studiato perché stava premeditando il suo suicidio.
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Se Ricominciassimo a Prenderli a Ceffoni?

21 settembre, 2007 di  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani

ven_rulers_main.jpgLo so, è brutto rievocare i tempi in cui i maestri menavano con il righello o ti facevano inginocchiare sui ceci o, alla meno peggio, ti mandavano dietro la lavagna (io ci sono stata qualche volta). Gli psicologi di solito in questi casi gridano che i bambini e i ragazzini non si toccano nemmeno con un fiore. Con un fiore no, ma penso che qualche bello schiaffone a tarantella ogni tanto possa fare solo bene.
Altrimenti a menarti saranno sempre di più loro. Noi adulti dovremo imparare a difenderci e non so se il Jeet Kune Do di Bruce Lee sarà sufficiente.

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Magari lo Studente Fosse Davvero al Centro

19 settembre, 2007 di  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani

In questi giorni inizia ufficialmente la scuola, ma questa volta non sarò presente a salutare i ragazzi promossi alla classe successiva, nè a prendere in giro le nuove vittime dei primi anni. Sono passati 6 mesi dal mio abbandono, anche se penso ai miei studenti praticamente tutti giorni.

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Lettera a uno Studente Bullo

10 giugno, 2007 di  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani

calamaio.jpgCaro studente,
gli avvenimenti degli ultimi tempi ci insegnano che c’è aula e aula. In quella scolastica si previene, si reprime, si punisce, in quella parlamentare si insabbia, si condona, si degenera.
Prendi di buon grado la lotta al bullismo intrapresa dal Ministero della Pubblica Istruzione. Trattieni il tuo impeto banditesco per qualche anno, ché dopo gli studi è una pacchia: potrai scatenarti senza freno a delinquere e a commettere soprusi senza che nessuno emani quelle antipatiche direttive che oggi, quando sgarri, ti costringono a pulire le aule o a fare lavori di manovalanza per espiare la colpa.
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La Violenza nei Videogiochi

15 maggio, 2007 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente

carmageddon.jpg

USA. Paul Hwang, diciassettenne americano iscritto alla Clements High School viene espulso dalla propria scuola dopo aver diffuso in internet una mappa di gioco di Counter-Strike. La mappa infatti è una fedele riproduzione tridimensionale dell’edificio della Clements, e qualche genitore allarmato ha pensato che il ragazzo si stesse “allenando” in virtuale, aumentando il proprio senso tattico della zona prima di rendere operativa una classica missione “search & destroy” nell’istituto.

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Mi Chiamo Marco

18 aprile, 2007 di  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani

solitudine.jpgMi chiamo Marco,
ho sedici anni e frequento la seconda superiore di un istituto tecnico. Mi chiamo Marco ho sedici anni ed ho scritto una lettera in cui racconto ogni dettaglio, spero di averla scritta bene, che almeno mia mamma possa capirla. Mi chiamo Marco ho sedici anni e sono molto bravo a scuola, tutti i professori sono contenti del mio rendimento e sono il vanto di mia mamma, forse l’unico della sua vita. Lei è partita dalle Filippine venti anni fa, ha conosciuto mio padre in Italia ed hanno avuto me ed altri due figli, io sono il secondo. Adesso mio padre e mia madre sono separati, io vivo con mia madre ma papà abita qui vicino e possiamo vederci spesso. Mi chiamo Marco sono magro,educato,dolce e sensibile. Non alzo mai la voce e non litigo mai con nessuno, forse perché ho sempre sofferto o forse perché ho sempre sentito di dover dimostrare più degli altri.
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