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La Grande Bufala degli Animali Morti per i Botti

Non erano 5.000, ma 500 e quest’anno secondo la stessa associazione sono molti di meno. E poi: “Solo nei prossimi giorni comunque – evidenzia l’Aidaa- sarà possibile fare il quadro completo della situazione in relazione anche alle altre specie di animali (specialmente piccoli animali domestici e del bosco) rimasti uccisi o fuggiti“. Ma ovviamente nessuno ha corretto la prima affermazione, che è ancora lì dov’era.

Frase che, insieme alla fretta di cavalcare la notorietà, odora di farsa, visto che è abbastanza inverosimile che nei boschi muoiano gli animali per i botti e che qualcuno possa contarne i cadaveri riconducendone la causa della morte ai botti.

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Le bufale sulla rivoluzione islandese nascono in Italia

Sembra incredibile, ma anche nel 2011 con la piena disponibilità di potentissimi canali per chiunque voglia informarsi, c’è ancora gente che capisce poco o niente di quello che accade e immediatamente sale in cattedra per istruire chi sia messo anche peggio.

Così da tempo circola una ricostruzione di fantasia che vuole che l’Islanda abbia rinnegato il suo debito, rifiutandosi di rimborsarlo. Circola diffusamente e fa danni come tutte le bufale che portano l’opinione pubblica a costruirsi false credenze e a vivere in realtà di fantasia, non meno di quanto accada, ad esempio, ai sedotti dalle sirene del berlusconismo.

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Misure impressionanti? Ma chi ti credi di essere, Rocco Siffredi?

7 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Aumento dell’IVA, reintroduzione dell’ICI, tagli alle pensioni, aumento delle accise, riduzione del numero dei consiglieri provinciali, defiscalizzazione degli utili reinvestiti, tassazione dei capitali rientrati in Italia, aumento delle addizionali IRPEF regionali, imposta di bollo sui titoli, sostegno alla ricapitalizzazione delle imprese, promessa di accorpare gli istituti previdenziali.
Davvero delle idee originali, non c’è che dire. Eppure mi sembrano cose già sentite: non sarà che per caso erano anche nell’ultima manovra di Berlusconi? E in quella precedente? E in quella precedente ancora? E in ogni cazzo di manovra che si fa in Italia da decenni a questa parte?
Già. Magari con nomi e modalità diverse, ma la sostanza è la stessa di sempre. E allora qualcuno mi deve spiegare perché, per fare la solita manovra, c’è stato bisogno di un colpo di stato. Perché dobbiamo sorbirci un governo illegittimo per avere sempre le stesse ricette?
Sto esagerando? Può darsi. In effetti qualcosa di nuovo c’è, anche se non nei contenuti.

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Europa in Marcia a Sovranità limitata

2 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Quello che penso del governo Monti e di come è nato l’ho già detto e ad oggi non vedo motivi per rivedere la mia posizione: il precedente governo era la cosa più indecente e vergognosa che potessimo immaginare, ma quello attuale è un governo illegittimo costruito con un colpo di stato. Come se la cosa non fosse già abbastanza grave così, i partiti italiani presenti in Parlamento (con la sola eccezione della Lega a caccia di un recupero di consensi) hanno fatto ponti d’oro a questa operazione, spacciandola per un alto senso di responsabilità da parte loro, necessario per il bene dell’Italia.
Cazzate!
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La Germania sta Ristampando Marchi? Una Bufala

Grazie ad una segnalazione del nostro collaboratore Emanuele

L’indiscrezione, piuttosto clamorosa, incomincia a diffondersi in rete sempre più velocemente e nasce da un editoriale del 14 novembre del segretario del Nuovo PSI, on. Lucio Barani.

Una notizia clamorosa e nello stesso tempo molto preoccupante, aleggia nelle ultime ore. Da ieri si è letto, infatti, su fonti aperte, che la Cancelliera tedesca ha avviato uno studio sulle “conseguenze dell’uscita di alcuni Paesi, Germania compresa, dall’Eurozona”. Fonti di intelligence internazionali sembrerebbero invece avere notizia che la Germania, su incarico della Banca tedesca e del ministero dell’Economia, avrebbe avviato alacremente la stampa di nuovi marchi. Ad occuparsi della tiratura del vecchio conio sarebbe una società tedesca di stanza in Svizzera. La mossa potrebbe rappresentare nuove munizioni per condurre la guerra commerciale che è in corso nel mondo senza i problemi e le angosce che provengono dagli squilibri finanziari che caratterizzano i paesi che si affacciano sul mediterraneo. continua su Socialistalab.it

Oggi, AffariItaliani.it, rimbalza ulteriormente la notizia presentandola in termini molto simili a quelli esposti da Barani:

Il piano B sarebbe quello dell’immediato ritorno al marco tanto che Berlino si sarebbe in gran segreto portata avanti, tornando a stampare la vecchia moneta con l’aquila teutonica in Ticino, in due tipografie, una delle quali già stampa anche rubli russi e dong vietnamiti. La scelta della Svizzera sarebbe dettata dal fatto che, stando ai trattati istitutivi dell’Unione Monetaria (Uem), i Paesi che aderiscono all’euro non possono tornare a battere il vecchio conio.

Per ora, si tratta soltanto di un’indiscrezione che se confermata, però, getterebbe i mercati finanziari nel panico più totale. Intanto le voci sono giunte anche a Strasburgo dove Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega Nord ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione “affinché sia fatta chiarezza al più presto sull’argomento”.

“Il fallimento dell’euro è ormai sotto gli occhi di tutti, e la cosa che stupisce di più è che un Paese come la Germania, vero pilastro della moneta unica, stia già pensando di scaricare l’Unione Europea. Secondo economisti e addetti ai lavori, infatti, Berlino avrebbe già incaricato due aziende svizzere di stampare marchi in quantità consistenti”, ha aggiunto la Bizzotto. continua su affariitaliani.it

Alle due precedenti “rivelazioni” si aggiunge un’ulteriore notizia proveniente da Mario Borghezio, parlamentare europeo in quota Lega Nord

“So che un ente collegato al ministero della Difesa tedesco, in ordine a un piano ‘B’ sul probabile crollo dell’euro, sta predisponendo la stampigliatura con inchiostro indelebile sulla nuova produzione della moneta unica con la scritta euro-tedesco. In realtà si tratta di un ritorno al vecchio marco. L’euro-tedesco sarebbe l’unico accettato in Germania e servirebbe a garantire la genuinità tedesca”. Lo rivela ad Affaritaliani.it l’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio

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Default Italia? Se Soffri d’Ansia non Leggere Questo Post

Molti di noi pensano di cavarsela con l’ICI, l’aumento dell’IVA e chi ha la fortuna di dichiarare più di 300.000, con una patrimoniale leggera che detta così sembra una specie di piatto vegetariano che si digerisce in fretta e fa pure andare di corpo. In realtà, le ipotesi che circolano negli gli ambienti specializzati sono ben altre.

I problemi sono piazzare il debito italiano e, soprattutto, internalizzarlo, cioè spostarne l’asse sul territorio nazionale invece che sugli investitori esteri.

Cerchiamo di capire prima di tutto perché conviene nazionalizzare il debito. Un primo motivo è l’eventuale uscita dall’euro o il ritorno generalizzato alle valute nazionali. Che sia un’opzione possibile non lo dicono i complottisti o Alessio Rastani, ma le maggiori banche internazionali che, secondo il New York Times, stanno già effettuando esercitazioni in proposito.

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Dialoghi con Galbusera – Indignati: Il Pesce, Oppure la Canna e l’Amo?

16 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane

- Di cosa ci accusano, sostanzialmente? – mi domanda Galbusera, indicandomi la foto sul giornale.

- D’esserci goduta la vita fintanto che siamo stati giovani, senza preoccuparci di loro. D’aver pensato a noi stessi, piuttosto che agli altri, al presente piuttosto che al futuro. Di continuare, ora che siamo vecchi, a tenerci stretti la pensione e i soldi, insensibili al grido di dolore che sale dalle giovani generazioni.- dico io, felice di rigirare il coltello nella piaga.

- C’è del vero.- eppure non pare convinto. – Ma anche evidenti peccati di omissione. – obietta – Per esempio non si considera il ruolo del caso nelle vicende umane.

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Nonciclopedia fa Veramente Cacare

5 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Sono settimane che su queste pagine io e un gruppo di volontari (fma, Eduardo Quercia, ilBuonPeppe, Lameduck) cerchiamo di rappresentare onestamente e con metodo lo sfascio economico, finanziario, politico e sociale del nostro paese. Abbiamo parlato di default della Grecia, di manipolazione della crisi, di bufale, di abrogazione di diritti fondamentali, di necessità di rivedere l’approccio col benessere, dei rischi che la situazione estrema nella quale ci troviamo ci porta a correre.

In meno di due mesi, oltre duecentomila lettori sono un buon risultato per un piccolo sito come MenteCritica, non ci possiamo lamentare. Però non era mai successo che 10 righe, scritte appositamente quando la polemica era già sedata, portassero oltre tremila persone in meno di venti minuti su queste pagine. E non solo letture, ma decine e decine di commenti scandalizzati solo perché abbiamo espresso liberamente l’opinione che “nonciclopedia” è, secondo noi, un sito scadente scritto da quattordicenni per quattordicenni.

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Default Italia, 43 Giorni al Fallimento. Alessio Rastani, il Trader Sincero, è una Bufala

28 settembre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Su segnalazione di un’attivissima e attenta amica di Facebook, vengo a conoscenza dell’intervista di Alessio Rastani. Le affermazioni sono di quelle inquietanti, apocalittiche, soprattutto perché diffuse dal telegiornale della BBC, una delle fonti informative più autorevoli del mondo occidentale:
I politici non governano il mondo, è Goldman-Sachs a governarlo (Rastani ha letto MC). Io la notte sogno un default perché è una nuova opportunità. I piani di salvataggio non interessano i trader, a noi interessa fare soldi.
In un meno di un anno spariranno i risparmi di milioni di persone, senza che né mercati né governi possano farci nulla. Chi può, agisca adesso.

In poche ore, l’intervista del “trader sincero” fa il giro del mondo. In Italia è rilanciata da La Repubblica on line, su Facebook è condivisa da decine di migliaia di persone. Tripudio per i complottisti che intravedano finalmente uno spiraglio nel muro di omertà che governa le sacre cose gestite dai Superiori Invisibili. Da questo link, abbiamo tratto una trascrizione più corposa dell’intervento:

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Gioco di squadra e di compasso

30 agosto, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti

Ho appena scoperto di essere massona. A quanto pare questa sorella ha visto la luce in qualche loggia P3, P4 o P5 con un bel grembiulino corto corto e il cappuccio di raso nero che fa pure fetish ma proprio non se lo ricorda quando. Magari, senza saperlo, sono pure affiliata alla Loggia del Drago.
Eh si perché, secondo la disinteressata ed obiettiva stampa cattolica, mai così inviperita e toccata con il trapano nel nervo vivo come in questi giorni, chi la mena con la questione delle esenzioni ed agevolazioni fiscali alla Chiesa, manifestando un giusto sdegno per questi anacronistici privilegi, mantenuti alla faccia di chi le agevolazioni non le vede nemmeno dal buco della serratura e paga tutto fino all’ultimo centesimo in busta paga, oltre a non essere figlio di Maria, avrebbe dietro di sé nientepopodimeno che il Grande Oriente con uno dei suoi malvagi complotti. Anticlericalismo viscerale, insomma. Mangiapretismo d’antan in divisa da libero muratore.
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Berlusconi-Libia: Non Chiamo per non Disturbare, Passo più Tardi per Bombardare

18 marzo, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Messe da parte le coccardine tricolori, si torna alla realtà. L’ONU autorizza di fatto l’intervento militare in Libia, pur escludendo esplicitamente ogni forma di occupazione. L’Italia, che in politica estera è famosa per l’evanescenza delle sue prese di posizione, si dichiara disposta a mettere a disposizione basi, ma non aerei con la benedizione del segretario di stato americano che, causa Wikileaks, ha tanto da farsi perdonare. Gheddafi, tanto per cambiare, minaccia:

Ogni intervento militare contro di noi metterà a rischio il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo [...] tutte le strutture civili e militari diventeranno legittimo obiettivo del nostro contrattacco

In arrivo nuovi guai per Lampedusa, probabilmente. Tutto bene per i giornali on line che, dopo aver appena annusato il decotto argomento dei 150 anni dell’Unità d’Italia e abbondantemente spolpato la grassa ciccia del terremoto giapponese con tanto di fuga radioattiva, si ritrovano servito su un piatto d’argento un altro succoso argomento anche se, con ogni probabilità, non durerà molto a lungo.

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Il Terremoto in Giappone e le Centrali Nucleari in Italia

12 marzo, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, Consumo CriticaMente, latest

In queste ore, giornali on line e social network hanno scoperto che i terremoti possono distruggere una centrale nucleare. Ma no! Possibile? Eppure ero convinto che una centrale nucleare fosse indistruttibile ed eterna. Non è così? Apperò, ma guarda lì che sorpresa.

Sempre sui social network, facebook giusto per fare i nomi (ormai facebook è diventato una sorta di sondaggio permanente su quello che turba, preoccupa, entusiasma, arrapa, incazza l’opinione pubblica. Se sei uno di quelli che ancora si ciba dei sondaggi di Mannheimer & Co. facci un pensierino) qualche settimana fa è stata molto popolare la scena di Berlusconi che baciava la mano a Gheddafi. I commenti erano i più disparati: che umiliazione, che vergogna, che schifo, ecc. ecc.
Ora sembra che Gheddafi non sia tanto vicino alla fine, anzi, uno dei suoi figli ha detto che dopo il ritorno della pace in Libia, l’Italia pagherà il fio della sua fellonia ( i figli di Gheddafi hanno un debole per l’italiano medioevale) con la negazione ad perpetuum delle forniture di petrolio e gas.
Ovviamente, se Berlusconi ribaciasse la mano a Gheddafi per ottenere il suo perdono, su facebook ci sarebbe la rivoluzione (a chiacchiere, sempre a chiacchiere).

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Riforma della Giustizia: un Golpe che fa Comodo a Tutti

La giustizia italiana non funziona. I tempi sono così lunghi da invalidare l’effetto delle sentenze. Prescrizioni, condoni, amnistie, benefici per buona condotta e abuso della detenzione domiciliare per ovviare ai costi della prigionia rendono le pene un rischio accettabile quando si valuta l’opportunità di compiere un reato. Gli effetti dei tribunali civili, specialmente nell’ambito del diritto del lavoro, sono praticamente nulli viste le infinite possibilità di ricorso e trucchi contabili che riducono sentenze definitive a mere riprovazioni morali. Una sorta di rimbrotto che non crea nessun danno al condannato.
E’ oggettivo: in Italia delinquere, truffare, non pagare i debitori o fregarsene del diritto del lavoro conviene. Chi non lo fa, per rettitudine o vigliaccheria, è un fesso.

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Sopra la Panca la Capra Campa

5 dicembre, 2010 di  
Archiviato in latest, Leggere, Oltre le Righe

Sono stato per alcuni giorni col notebook imballato: funzionava troppo lentamente e quindi subito ho adottato le solite contromisure: controllo antivirus eccetera. Ma il maledetto non ha voluto saperne e tutto è rimasto come prima. Alcuni giorni fa, mi sono trovato a fare il terzo riavvio del notebook (scoppiavo di rabbia). Finalmente dopo il BIP è cominciato il caricamento.

Quando il video si è acceso invece della solita schermata per il normale uso si è aperto un pannello mai visto prima. Il pannello a piena pagina in qualche secondo è diventato prima nero poi ho visto un’immagine in movimento.

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Intorno a Bufale e Verità

21 settembre, 2010 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Informazione

Di bufale ci siam nutriti in queste settimane! La prima, e ancora non si sa se bufala è la prima versione o la seconda. Parlo della condanna a morte per la donna del cui volto ( ancora un’altra bufala) sono stati tappezzati i muri di quasi tutte le città del mondo e la sua smentita da parte di Ahmadinejad ( che se la gioca con il nostro Berlusconi in fatto di fanfaronate e credibilità).
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Contratto a Progetto e Pensioni: Le Bugie che ci Raccontano e il Baratro del Precariato

“Sai? Ho l’AIDS” … “Beato te, io c’ho l’INPS”

E già. Così recita la spietata barzelletta (quale barzelletta poi non lo è?) dei due impiegati che si incontrano.

Era parecchio tempo che non seguivo Report su RAI3 perché al termine di ogni puntata me ne andavo a dormire con travasi di bile, budella ritorte e voglia di bazooka che notoriamente non è un digestivo.

Domenica scorsa, vuoi l’argomento vuoi la curiosità, mi sono messo ad ascoltare il servizio d’apertura: INPS ed INPDAP così da far contenti sia il sottoscritto che la consorte statale.

Sono anni, più di un decennio ormai, dai tempi della riforma Dini (che fine avrà fatto?), che ci raccontano che le pensioni della nostra generazione e di quelle successive sono a rischio per via della crisi demografica, dell’invecchiamento della popolazione e via discorrendo. Sono anni che sfottiamo i nostri genitori dicendo loro che se ricevono la pensione è perché stiamo lavorando noi. Ebbene, domenica ho traumaticamente scoperto che sono anni che ci prendono per il culo. Ma va?

Contrattisti a Progetto in Pensione

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Previsione Terremoto in Campania?

11 marzo, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Sono diverse ore che questo sito intercetta migliaia di visite dai motori di ricerca con chiavi del tipo:

previsione terremoto in campania
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L’unica spiegazione che possiamo darci è che si stia diffondendo sulla rete, per via di qualche fonte sconosciuta, la notizia che sia stato previsto un terremoto in Campania nei prossimi giorni.
Per quello che ne sappiamo, non esiste nessuna notizia ufficiale, nessun bollettino, nessun allarme della protezione civile.

A quel che ci risulta, non è possibile prevedere i terremoti ( vedi questo articolo ) e, probabilmente, si tratta solo dell’ennesima bufala sparsa in rete.

A suo tempo, nei commenti di questo articolo abbiamo espresso la preoccupazione che la diffusione di notizie false su previsioni di terremoti, specialmente in Campania, potessero generare allarmi incontrollati. E’ appunto quello che sta accadendo.
Credete solo a quello che leggete sulle fonti ufficiali.

Aggiornamento:  Giuliani, smentisce l’esistenza di una qualsiasi sua previsione in merito.

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