Standard e Poor’s: Italia Retrocessa in BBB
14 gennaio, 2012 di dellefragilicose
Archiviato in Caffè Amaro, Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Anzi in BBB+ per la precisione, che un “+” non si nega a nessuno. Il motivo principale sarebbe quello che le politiche di austerity bloccano la ripresa in Europa. Ma non c’è da preoccuparsi troppo, ora arriva la fase 2, il “Cresci Italia” e a Standard & Poor’s glielo ficchiamo dritto su per il culo.
Nel caso specifico dell’Italia, Standard & Poor’s esprime il timore che le riforme strutturali, quali le liberalizzazioni, ad esempio, possano essere bloccate dalle corporazioni che, in questo momento, detengono privilegi non giustificati dalle attuali condizioni di mercato. Notai, tassisti, farmacisti, commercialisti, avvocati e compagnia bella non c’entrano nulla, ovviamente. Loro pensano solo alla qualità del servizio, alla tutela del cliente ed al rispetto delle regole. Ci mancherebbe che qualcuno pensasse che sono solo interessati ai cazzi loro.
Articolo 18, una Presa per il Culo
21 dicembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Censura dell'Informazione
Su questo sito scrivono persone in gamba. Gente che non solo ha idee solide, ma che le sanno anche esporre con metodo, eleganza e erudizione. Scrivono così bene che io ogni volta che leggo un articolo mi persuado anche se c’è scritto esattamente il contrario di quello che ho letto cinque minuti prima.
La realtà è che sono un sempliciotto ignorante. Mi piace banalizzare, ridurre tutto a termini comprensibili per me e per quelli come me che si sono sempre chiesti perché cazzo Leopold Bloom passasse tanto tempo a farsi la barba.
Aspettando Monti Arriva il Default
28 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Che palle. Televisione e giornali ci annoiano ogni giorno preannunciandoci scenari apocalittici per il prossimo futuro, avvertendoci, però, affettuosamente che se sapremo accettare con il giusto spirito patriottico i sacrifici in cottura nel magico forno Monti, le cose si aggiusteranno. Ne consegue che nella maggior parte degli Italiani incomincia a montare un certo fastidio per il ritardo delle agognate misure salvifiche. E’ una questione di esperienza: tutti sappiamo che la sacrosanta preoccupazione del malato è destinata ad attenuarsi con l’arrivo del medico e l’inizio della cura, perché da quel momento il tempo gioca felicemente a tuo favore. E poi, non si era detto che i sacrifici saranno improntati all’equità? Allora, è evidente che riguardano soprattutto gli altri, perché non c’è nessuno che non ritenga in cuor suo di aver già dato molto più di quanto fosse giusto.
Full Monti
11 novembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane
Pensioni e Maggioranza: Non fatemi vedere il tricolore, che mi viene da ridere.
24 ottobre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra
Da qualche secolo a questa parte, i grandi condottieri italiani hanno la capacità di liquefarsi come neve al sole appena le contingenze li mettono seriamente alla prova. Non sono passati ancora 70 anni da quando l’intera classe dirigente italiana si è letteralmente dissolta di fronte alla sconfitta nella seconda guerra mondiale, mentre le strutture di stato germanica e giapponese rimanevano intatte fino all’arrivo dei russi a Berlino e anche dopo due città distrutte da un bombardamento nucleare.
Gheddafi non Portava la Parrucca
20 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Oltre il Confine
Gheddafi è morto, almeno così sembra. “Sic transit Gloria Mundi” dice Berlusconi, anche se probabilmente pensa che per lui si farà un’eccezione. Bossi, che da come parla e ragiona sembra prossimo a regalarci presto altri titoloni su tutti i quotidiani italiani, va sul pragmatico e il suo primo pensiero è per i clandestini libici. Borghezio, invece, non ce la fa proprio a stare zitto. ()
Ma a proposito di titoloni e di cattivo gusto, memori della porcata organizzata in occasione della morte di Steve Jobs, non siete curiosi di confrontare la sobrietà delle testate italiane con quelle straniere? Ecco per voi un flash alle 0re 16:30 di oggi, 20 ottobre 2011.
Nostalgia e Rabbia: Una Classe Dirigente di M.
25 settembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Storia e Memoria
“Come si dice à Urzulina?”
Urzulina allargò le lunghe gambe con la pacata naturalezza delle donne anziane e prese a fissare la linea d’ombra sul muro bianco che delimitava il lungo cortile in quell’ultimo scorcio d’estate. Dietro di lei il carro contadino che tutta la famiglia utilizzava per andare e tornare dalla campagna sembrava riposarsi adagiato con la parte posteriore a terra e le stanghe proiettate verso l’alto, quasi a replicare la simmetria delle corna del bue che le abitava di giorno. Lentamente un piccolo rivolo giallastro si fece strada col favore di una leggera pendenza, aggirò il piccolo cumulo di sterco e si dileguò nella sentina. Avevo tre o quattro anni, ma mi furono sufficienti per convincermi che Urzulina non indossava le mutande.
Questa scoperta dovette evidentemente colpirmi significativamente, giacché quando mi spingo il più indietro possibile con la memoria è una delle prime e più nitide immagini che mi torna alla mente. Capisco che non è uno sport praticato dai giovani, ma quando si ha la sensazione che la clessidra si stia necessariamente svuotando si tenta con inconscia malizia di accrescere il tempo passato. E’ uno sport dolcissimo quello della nostalgia da praticare in perfetta solitudine, perché a coinvolgere, fosse anche le persone più care, si rischia inesorabilmente di scivolare nel patetico. Diceva Oscar Wilde che la sigaretta è il tipo perfetto del perfetto piacere: è squisita e lascia insoddisfatti. Ecco, la nostalgia procura il piacere della sigaretta e ne incorpora anche la straordinaria caratteristica della facile reiterazione. Leggi il resto
Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Una Nuova Norimberga
4 settembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra
Sono passate da poco le 18 e qui, nel profondo Nord Est italiano, piove e c’è la nebbia. E’ un pomeriggio che sa già di autunno. Sole, caldo e vita distano migliaia di giorni e migliaia di chilometri.
Leggo, più per masochismo che per necessità, dove, per l’ennesima volta, si riassumono i punti salienti della manovra 3.0 o 4.0 (cit.), non ricordo più.
Più o meno a metà, non mi sembra più di leggere, ma di assistere ad una puzzolente e nauseabonda evacuazione corporale. Come pezzi di merda che cascano nel cesso, la deiezione fecale travestita da manovra finanziaria si compone di stronzi grandi e piccoli. Carnosi, morbidi, pesanti. Si vede che chi li sta cacando sono anni che mangia bello grasso.
Bossi: Solo il Potere
22 agosto, 2011 di francescov
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La padania è una semplice affermazione lessicale!
Fonte notizia: .
“L’Italia finisce male”, dice Bossi in un comizio a Schio, “bisogna essere pronti per il dopo e, per noi il dopo è la padania. I popoli del nord uniti sarebbero lo stato più forte d’Europa”. E ancora, “la gente ha capito nel profondo del cuore che il progetto è passato e che l’idea di vincere insieme è partita”. E ancora, “la padania vuol dire unito e libero mentre il centro sud munge il nord”. Che l’Italia stia finendo male è sotto gli occhi del mondo. Con un corpo politico che da decenni pensa solo al suo benessere c’è poco da sperare in tempi migliori. Però, una delle cause dello sfascio dell’Italia è proprio la lega. Bossi dice “meno male che siamo partiti tanti anni fa”, si, vero, e in questi anni non ha fatto che operare, appunto, per la disgregazione dell’Italia. Quello che Bossi imputa alla crisi attuale, in realtà è da imputare al suo gruppo politico. Partendo dal federalismo, cavallo di battaglia della lega.
Trichet Scrive la Manovra Bis: Irresponsabilità Nazionale o Interessi Privati?
13 agosto, 2011 di ilBuonPeppe
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Allora, vediamo di capirci. Se è la BCE che impone di tagliare la spesa pubblica, aumentare le tasse, dilazionare le pensioni, privatizzare le aziende pubbliche e via discorrendo, allora che lo faccia la BCE. Trichet viene in Italia, si organizza una conferenza stampa in cui presenta il suo piano, firma il decreto, va da Napolitano e se lo fa controfirmare, lo fa pubblicare, poi avvia l’iter parlamentare di conversione.
Ecco, si fa così. Se veramente questo bagno di lacrime e sangue che ci aspetta è voluto dal signor Trichet, e se è una persona appena appena seria, si prende le sue responsabilità e ci mette la faccia. Altrimenti è un buffone.
Oppure non è vero che il diktat arriva dalla BCE, e allora il buffone è un altro ed è molto più vicino a noi. Ed è meglio che non se la meni tanto con “” che tanto non è sangue suo, e a qualcuno potrebbero anche venire in mente strane idee: così, tanto per dare un senso di concretezza alle parole.
Italiani: Vivere e Morire Senza capire una Mazza
16 luglio, 2011 di dellefragilicose
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Un dirigente di un’industria locale, una di quelle del Nord Est che fanno fatturati grandi come il PIL della Grecia, un capitalista puro, geneticamente di centrodestra, mi racconta scandalizzato, a voce bassa,quasi che si trattasse di una di quelle storielle imbarazzanti, di quando qualche mese fa si è recato in visita dal ministro Brunetta. Durante la lunga anticamera ha modo di osservare il corridoio, sontuosamente arredato, dove ogni paio di metri in corrispondenza di alte e decorate porte chiuse di legno antico, lungo la parete, c’è un usciere o un commesso, non saprei come definirlo. In piedi, sull’attenti, con una sontuosa divisa decorata da bottoni dorati e cordoncini, come un ussaro. Ogni tanto, ma solo ogni tanto, un uscio degli uffici si schiude, ne sortisce un segretario che consegna un biglietto al commesso di competenza. Costui prende il biglietto, fa pochi metri, lo consegna all’altro commesso che bussa alla porta dell’ufficio che sovrintende, lo consegna al segretario e ritorna in posizione di riposo. Quattro sontuosi stipendi al posto di un email o, se proprio era necessario trasferire un cartaceo, al posto di un culo che si alza e fa sei passi. Nell’ufficio di Brunetta, il ministro dei certificati medici elettronici e dei tornelli.
TAV: La Battaglia per un Paese che non c’è
4 luglio, 2011 di Comandante Nebbia
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Lo confesso: non ho un’idea chiara sulla questione della TAV in Val di Susa. E’ un’opera con impatti devastanti sull’ambiente? Sicuramente sì. L’equilibrio naturale è delicato e qualsiasi alterazione può indurre conseguenze irreversibili. Serve? Forse sì. Si tratta di un raccordo parte di un progetto a livello europeo. Difficile credere che sia stato possibile mettere su un ambaradan di queste dimensioni senza che tante entità non abbiano condiviso ipotesi di sviluppo ed utilizzo almeno plausibili. Probabilmente non è un’opera necessaria, ma solamente utile. Qualcuno è in grado di dare un giudizio definitivo ed inappellabile? No, oltre ogni dubbio. L’elevato numero di variabili in gioco, l’orizzonte temporale, la fluidità del contesto economico impediscono una risposta ineccepibile. Si può discutere all’infinito, ma non si arriverà mai ad una conclusione scientifica. E’ una cosa che va fatta o non fatta sula base di un sentiment, parola che gli specialisti del settore finanziario utilizzano per definire una sensazione solo parzialmente basata su fatti, ma integrata con una visione del futuro che rimane personale.
Il Video di Bin Laden Morto: Ecco la Verità (dead bin laden photos, the revenge – enjoy)
4 maggio, 2011 di dellefragilicose
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La lega ce l’ha duro. Sarà contenta la moglie della Lega che, per una questione di simmetria, si chiamerà Lego. La Lega, il pene eretto, i mattoncini. Meglio della meccanica quantistica e senza nemmeno sniffare crack. Ci torniamo dopo.
Niente video di Osama Bin Laden Morto.Obama dice no. In attesa, il corriere e la repubblica ci propongono e . “Attenzione, queste immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità” dice il corriere. In effetti, fa cacare e urta la mia sensibilità estetica. , poi, o quel che ne rimane, mi turba profondamente. Chissà quanto sarà costato e come saranno tornati a casa i marines, i navy seal, la delta force, chuck norris o come cazzo si chiamano? Con l’autostop?
Le Mutande di Ferrara: Intimo Italiano
16 febbraio, 2011 di Marina Garaventa
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Ammetto, che l’idea di scrivere questo discutibile pezzo, mi è venuta vedendo Giuliano Ferrara circondato da mutande, opportunamente stese alle sue poderose spalle, durante la manifestazione pro Cavaliere, voluta e tenuta da Ferrara , a Milano, sabato 12 Febbraio.
Se non si Morirà di Berlusconismo, si Potrà Morire di Federalismo
28 gennaio, 2011 di gunnar
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Il fetore è immensamente acuto. Un effluvio puteolente di smisurata grandezza si diffonde con imperturbabile e inarrestabile clangore. Mani sudaticce applaudono, fischi da stadio erompono e fanno ala al passaggio di un’auspicata legge di riforma. La legge che dovrà sancire la nascita del federalismo, fiscale e sociale.
Come se se ne sentisse il bisogno. Come se fosse davvero la panacea per i mali strutturali dell’economia nazionale e locale.
Stiamo tutti morendo. Ma qualcuno chiede ancora, tra uno spasmo e l’altro, a che ora usciremo per andare al cinema. Ecco è questa l’immagine che mi sono fatto del federalismo.
Non certo edificante e neppure tanto furba. Leggi il resto
Il Costume e la Morale
20 gennaio, 2011 di gunnar
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Costernato da tanto esemplare cinismo ci ripenso in continuazione e alla fine raggiungo, mio malgrado, alla stessa conclusione. Non solo fatti romani.
Ma fatti nazionali.
Nella nuova Provincia di Monza e Brianza, , un giovane e rampante assessore leghista è finito sotto inchiesta della procura monzese, denunciato da suoi amici leghisti come lui, per reati sessuali.
E’ stato eletto dal popolo leghista e padano per alcuni motivi che nulla hanno a che fare con le capacità politiche, né con l’esperienza intellettuale, né la saggezza culturale. Egli è un ottico di professione, consigliere comunale a Seregno, un paesone di mobilieri brianzoli, e assessore alla sicurezza e alla protezione civile della provincia di Monza e Brianza. E’ di bell’aspetto, gradevole, faccia pulita e occhi cerulei come si conviene ad un buon leghista. Con una sintassi approssimativa e una altrettanto approssimativa capacità logico espressiva egli tuonava dai microfoni di radio padania di mandare al rogo i “neger” e i “pedofili”. Si è sgolato in campagna elettorale contro ogni bruttura che sporca l’amata Brianza e ha vantato un’inestimabile amicizia con il senatur Bossi. Ha voluto varare un programma di sicurezza che fosse in grado di contrastare la mafia dilagante tra le colline brianzole.
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Marchionne, il Pene Lungo e le Grandi Tette
12 gennaio, 2011 di Comandante Nebbia
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A noi italiani l’esibizione priapica di virilità e le grandi tette piacciono. Se qualche lettrice dal seno da cerbiatta si è sentita raccontare da un Ganimede che lui preferisce il seno a coppa di champagne, sappia che il losco figuro mente con il solo intento di trombarla. Se così non fosse, la signora Marika Fruscio sarebbe corsa a farsi fare una mastoplastica riduttiva per prevenire prevedibili disagi alla colonna vertebrale.
Per l’ammirazione dell’uomo forte, non è nemmeno il caso di riesumare il mascellone buonanima. Basta pensare, per esempio, al pallido emulo di Arcore, a Umberto Bossi che della consistenza del pene eretto ha fatto una questione politica o a Antonio Di Pietro che nell’immaginario di tanti ha recitato il ruolo del Giustiziere della Notte con la terza elementare. Il che, in molti, ha largamente agevolato l’identificazione.
