Eluana e l’Indignazione a Telecomando
10 luglio, 2008 di diabolicomarco
Archiviato in Caffè Amaro, Informazione, MenteCritica
I giudici della Corte Civile d’Appello di Milano hanno autorizzato il padre di Eluana Englaro ad interrompere il trattamento di idratazione ed alimentazione forzata. Sembra abbiano pesato molto le dichiarazioni di Eluana che, davanti ad un suo amico ridotto nella condizione in cui lei stessa si trova da 16 anni, affermò che avrebbe preferito morire piuttosto che “vivere” così.
Parte l’indignazione della Chiesa e di coloro che parlano di eutanasia. Io, che sto da quest’altra parte potrei gioire, potrei salutare questa sentenza come “storica” e sperare in un primo piccolo cambiamento che possa presagire ad un cambio di rotta sulle questioni etiche.

Zingari, Rom e Fascismo. Quando il Passato non Conta Nulla…
13 giugno, 2008 di lupoalburnino
Archiviato in Cronache Italiane
Qualche tempo fa scrissi che nella mia lontana infanzia vivevano nel mio paese natio gli zingari. Oggi sono chiamati rom! Lavoravano il ferro e commerciavano in asini e cavalli. Avevano un non so che di “fascinoso” per noi bambini: la mia invidia sarà nata allora! Nessuno, neppure per un attimo, si permetteva di cacciarli e neppure lontanamente di trattarli con sufficienza. Mia madre non trovava nulla in contrario che io giocassi insieme ai loro figli e spesso in casa loro. Anzi, mia madre non me lo diceva neppure che erano zingari: erano persone come gli altri e i figli frequentavano la scuola come gli altri bambini del paese.

Andiamo Oltre il Banner per la Birmania. Siamo Capaci di Solidarietà Diretta?
30 maggio, 2008 di Gilgamesh
Archiviato in Oltre il Confine
Scrivere queste righe mi costa fatica, una cosa insolita per me, che normalmente scrivo di getto e con facilità e spesso pubblico senza rileggere, e vi avviso che non sarò breve, ma ritengo il messaggio molto importante. Parto con la frase citata da un’amica, da lei attribuita a Mao Zedong:
“Dieci morti in Occidente sono una strage, diecimila morti in Oriente una notizia”

Due settimane fa mi aveva particolarmente colpito e fatto riflettere la lettura di un articolo di JP qui su Mente Critica, in particolare questo passaggio:
Birmania: Questa Non È Un’Uscita
14 maggio, 2008 di harlot
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine
Quando le tonache zafferano sfilarono all’ombra delle dolorose pagode birmane, lo scorso settembre, il mondo intero ebbe un sussulto. “Lo fanno per la democrazia! Viva la libertà! Supportiamo la rivoluzione mettendo un bel ribbon sui nostri blog, servirà tantissimo ai monaci!” Il risultato è noto: il moto popolare affogato nel sangue (come già era successo nel 1988), il flusso informativo paralizzato – si, persino nell’era di internet – e la Birmania schiacciata in maniera ancora più opprimente sotto il tallone d’acciaio della junta criminale.

Birmania & Cina: One World One Dream?
6 ottobre, 2007 di Sara
Archiviato in Oltre il Confine, Strange Days
Ho appena guardato Uno Mattina, si parlava di Birmania. Ospiti in studio un sacerdote cattolico direttore dell’agenzia stampa Asia News e un Lama. Non c’era ovviamente uno dei tanti musulmani che appoggia i monaci, loro sono cattivi, brutti brutti cattivi! Del resto ormai si funziona col bianco e col nero, buoni o cattivi, bello o brutto, a favore o contro, è sempre un dualismo quello che si tenta di costruire, non si sa mai che si sforzino troppo i nostri neuroni e che magari riusciamo anche a diventare indipendenti!
L’Arbitro non fa il Monaco
1 ottobre, 2007 di cruman
Archiviato in Oltre il Confine
Internet è il male e io non sono la curia. Se lo fossi farei un esorcismo, ma dato che sono uno zero posso al limite fare un esorcino. Internet incarna (o insilicia), digerisce e rutta l’essenza stessa del male. Tutti i cosiddetti media, dove secondo i latini sta la virtù, inquisiscono il nuovo anticristo. Un pedofilo adesca minorenni on line? Internet alimenta la violenza verso i bambini.
Caffè amaro del 29/09/07 – Qualità Rossa
29 settembre, 2007 di diabolicomarco
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti
Davanti all’armadio decido se dare il mio insignificante contributo alla giornata tutti in rosso per dire no alla repressione. Di rosso ho solo un t-shirt leggera e accesa. Inadatta al clima, al ruolo, al resto dei vestiti che già indosso. E poi trovo che tutta questa sia semplicemente una grande cazzata.
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