Che la crisi Alitalia abbia avuto risvolti politici è fuori di dubbio. Tanto per il governo Prodi che per l’attuale governo Berlusconi. Non voglio stare qui a far della polemica su chi abbia gestito meglio la situazione, non è questa la sede. Soltanto vorrei comprendere come abbia inciso questa storia tipicamente e tragicamente italiana sull’andamento delle elezioni politiche dell’Aprile 2008.
Continua a leggere »
Stai scorrendo gli articoli con tag berlusconi
Sul disegno di legge timbrato “Carfagna”, in questi ultimi giorni, si sta scrivendo un pò di tutto. Nei vari forum ognuno vuol dire la sua, ciascuno a suo modo, seguendo le proprie convinzioni.


Riuscite a comprendere un semplice testo scritto?
Capite cosa state leggendo in questo momento?
Siete dei privilegiati.
Per 1 italiano su 3 è una difficoltà insormontabile.
Attilio Paparazzo, responsabile nazionale Cgil scuola, riferisce che:
«spesso i bidelli che arrivano in provveditorato per iscriversi nelle graduatorie scolastiche fanno fatica a inserire i propri dati o a leggere il modulo “sono cittadino italiano, dichiaro di aver assolto gli obblighi di leva”».

(Nella foto, tratta da Repubblica, la scritta apparsa a Roma nel quartiere Salario-Trieste sul muro dell’abitazione di due vittime delle Fosse Ardeatine. Anche le lapidi commemorative sono state sfregiate.)
Così Fini, ancora una volta, è costretto a dissociarsi dai camerati che sbagliano e, rivolgendosi ai giovani di AG afferma che “anche a destra bisogna essere antifascisti“. “A Salò erano in buona fede ma erano dalla parte sbagliata”. Per dire che fra di loro c’erano veri e propri criminali ci vorrà ancora del tempo. Apprezziamo intanto lo sforzo perchè il suo discorso è stato encomiabile.
“Strano Paese il nostro. C’era un’attesa per questa separazione, un’aspettativa…” . Sapete chi ha pronunciato queste parole? Le ha confidate in un’intervista a Maria Latella, sul settimanale che dirige, Veronica Lario, proprio lei, la moglie di Berlusconi Silvio, aggiungendo: “Nessuno si augura che la gente rimanga insieme, che trovi un equilibrio. Tutti tifavano per la rottura. Certo, non è facile mantenere unita una famiglia complessa come la nostra, ma è bello veder arrivare una terza generazione, è qualcosa che trasmette gioia, anche a mio marito”.

Prendo spunto da quanto sta riempiendo la bocca e le menti di tanti miei concittadini in questi giorni per puntare il dito contro una delle tante brutte debolezze italiche. Molti, infatti, sono recentemente venuti a conoscenza di un “grave” peccato di gioventù della Ministra Gelmini. Pare infatti che abbia sostenuto gli esami per l’abilitazione alla professione forense a Reggio Calabria poiché in quella città, al tempo in cui Mariastella fu costretta a sbrigare questa pratica, la percentuale di coloro che superavano lo scritto venendo quindi ammessi all’orale si aggirava attorno al 93%, quindi, in sostanza, la possibilità di superare l’ostacolo, puramente burocratico, era decisamente superiore alla media. Non voglio ora soffermarmi sull’episodio specifico, molti già lo hanno fatto ed hanno speso fiumi di inutili parole sulla vicenda dirò solamente che si perde in un oceano di migliaia e migliaia di altre vicende del tutto analoghe.

Avete mai fatto caso, in TV, che in qualsiasi programma aperto alle telefonate degli ascoltatori, la prima domanda è SEMPRE “da dove chiami?”
A seconda della risposta, di solito, seguono diverse “battute” (metto le virgolette perché fanno ridere solo i pazienti del nosocomio per l’igiene mentale e gli elettori di Forza Italia) sulla regionalità del tapino teleascoltatore.

I principali organi di informazione in Italia parlano della riforma Gelmini in termini di grembiulino, educazione civica e voto in condotta, così come ho fatto io l’altro giorno. Pochissimi (e di certo non i TG) dicono la verità, cioè che quella che tutti chiamano la “razionalizzazione” della scuola italiana è di fatto LA MORTE DEL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE. Che è garantito costituzionalmente, ma vabbé, tanto la Costituzione è fuffa per questi signori.
Criterio della selezione?
I soldi.

Sono quattordici (14) anni che Berlusconi, quando gli fa più comodo, ripete la litania della persecuzione giudiziaria da parte dei giudici (giacobini, comunisti, rossi, politicizzati, pazzi e/o antropologicamente diversi). Secondo il signor Berlusconi, questi cattivoni ce l’avrebbero con lui solo perché è “sceso in campo”. E Berlusconi sarebbe entrato in politica con l’altruista e nobile intento di aiutare il paese che ama e di ripulirlo da quei fagocitatori di bambini che sono i comunisti.

C’è un problema. Anzi… c’era.
C’era il problema, per le pubbliche amministrazioni, “di dover rispettare alti standard di efficienza e correttezza nei confronti del cittadino, della società civile e delle altre istituzioni”; mica una cosetta da niente. Questo “ha determinato (in numerosi contesti nazionali e internazionali) l’esigenza di creare strutture tecniche specializzate nella prevenzione e nel contrasto della corruzione e di altre forme di illecito perpetrate nel settore della pubblica amministrazione”.











Ultimi Commenti