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Piccolo Dio

5 gennaio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Oltre il Confine

Ma quant’era bella, Maryam Fekry detta Mariouma (Marietta), anni 22, di Alessandria d’Egitto. Il profilo su Facebook è ancora attivo e ce la mostra raggiante, esplosiva, multiforme, nutrita di sé. Mille Mariouma in una: i capelli trionfanti da Medusa sulle spalle nude, oppure raccolti in un candido velo, attorniata da oggetti in alabastro, giada, colonnine tortili, un artigianato che profuma di prezioso, di lindo e di misterico. Felice; con quel suo incarnato più bello del mondo, schiettamente mediterraneo. Fiera con toga e tocco, il giorno della laurea; e trasognata con amici e amiche, sulla passeggiata a mare della cocente estate egiziana. Vapori aurei; gioventù straziate ma tenaci nel sorriso; la guardo e immagino le descrizioni di Cortile a Cleopatra di Fausta Cialente. E, anche, Il giardino dei Finzi-Contini di Bassani. La vedo giocare a tennis, in abiti bianchi, ridere e scherzare con amici sbilenchi e allampanati, gentile con tutti, inafferrabile al fondo. La vedo benestante, in una casa di pietra chiara, cosciente della sua appartenenza a una terra e a una storia. Mariouma è diventata il simbolo dello sterminio di cristiani in Egitto. Cristiani copti. Ancora una donna che s’incarna nella persecuzione dell’umanità nuova.

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Pedofilia nella Chiesa: Lupi Travestiti da Agnelli

Pedofilia nella Chiesa: a tu per tu con Massimiliano Frassi e Vittorio Bellavite

- Massimiliano Frassi, fondatore e presidente dell’ Associazione Prometeo per la lotta alla pedofilia, hai sostenuto che definire “chiacchiericci” (card. Sodano) le accuse contro settori della Chiesa coinvolti negli abusi sessuali somiglia a un nuovo sfregio nei confronti delle vittime…
- L ’ho scritto e lo ripeto. Lo trovo volgare, irrispettoso, complice di una cultura omertosa. Perché protegge, copre, ma a cui il silenzio non basta. Prima di coprire deve dare una stoccata velenosa, altrimenti non è contenta. Mi viene in mente quella storiella zen della rana, e dello scorpione che le chiede di attraversare lo stagno sulla sua schiena. La rana è sicura che non lui la pungerà altrimenti, se lei morisse annegata, trascinerebbe sul fondo pure lo scorpione. Ma, giunti a metà del tragitto, quest’ultimo la ferisce mortalmente. E, prima che entrambi finiscano sul fondo, lui le confessa: “Sai, è la mia natura” .

- Lucetta Scaraffia, ex femminista storica convertitasi al cattolicesimo integralista, sul “Corsera” del 7 aprile scorso sposa in pieno la tesi del card. Sodano. Cito testualmente: “Sono cose vecchie di 50-60 anni e i casi veri, poi, sono molto pochi, anche se questo non vuol dire non siano gravissimi… Ma vorrei ricordare che lo stesso Benedetto XVI quando andò in visita negli Stati Uniti volle incontrare di persona le vittime chiedendo loro scusa” . Ha poi aggiunto che in America ci sono “avvocati pronti a tutto per intentare cause infondate” …
- Cause infondate? Pochi casi? A parte il fatto che quelli accertati sono, al contrario, migliaia, ma anche uno solo basterebbe, sia che risalgano a cinquant’anni fa sia a ieri mattina la gravità non diminuisce, anzi. Certi episodi continuano ad avvenire e a godere di protezione. Credo che la nemica più grande della Chiesa sia una parte della Chiesa stessa. Dimmi tu, è più anticlericale chi chiede sia fatta pulizia, vengano cacciati preti pedofili e sanate le ferite delle vittime, o chi tace su quei predatori e infanga chi subisce abusi, spostando di asilo in asilo o di oratorio in oratorio dei criminali?

-Nel tuo blog e nel tuo libro, intitolato appunto I predatori di bambini , presenti alcune figure di preti pedofili…
- Nei Predatori , pubblicato cinque anni fa, narrai le “prodezze” d’un sacerdote che, dopo due condanne in altrettante parrocchie, venne spostato in un reparto di pediatria. Come chiamiamo questi fatti? Semplice imbecillità? Pericolosa connivenza? O un mix esplosivo tra le due cose?

- La tua Associazione venne aiutata dalle autorità ecclesiastiche quando si trovò di fronte a casi di pedofilia nel clero?
- Purtroppo, salvo rari casi, non si è agito né con tempestività né con rigore, se ci mettiamo ovviamente nell’ottica della tutela delle vittime; altrimenti l’intervento sarebbe stato pressoché immediato.

- Potresti, in poche parole, tratteggiare la psicologia d’un pedofilo?
- Impresa non facile. Purtroppo ha ragione il pm Forno : alcuni pedofili hanno scelto la via del sacerdozio (o della vita consacrata), sapendo che, in tal modo, si sarebbero assicurata una doppia immunità: quella sociale di chi continua a pensare “Lui? Macché, lo conosco bene, e poi è un prete, mica fa queste cose…” , e quella interna, che si limita a trasferirlo di sede, lasciandolo però a contatto coi bambini. Si sono travestiti da angeli ma in realtà sono demoni. Hanno indossato, sporcandola per sempre, una veste che non appartiene loro. E hanno potuto pascolare tra tante anime innocenti, ignare del pericolo che correvano.

- “Non temere, sono le mani di Dio” : mi ha colpita molto questa frase, estrapolata dalla confessione di una delle vittime. Il pedofilo abusava dei bambini facendo leva proprio sulla dignità e sull’autorità della veste talare, esibita come un marchio di potenza, anzi, di onnipotenza: è un maschio, è consacrato, nulla e nessuno possono resistergli…
- I pedofili, se religiosi, distorcono sempre espressioni evangeliche in modo blasfemo e perverso. È un modo di agire tipicamente diabolico. Comunque, come già ebbi a dirti in una precedente intervista , parlare di “pedofili” esclusivamente al maschile è scorretto. Se ne trovano di entrambi i sessi, di qualsiasi orientamento sessuale e dappertutto nella società, sia negli ambienti più degradati, sia in quelli ritenuti più sicuri e affidabili come, appunto, la Chiesa. Di solito non hanno preferenze per l’uno o per l’altro sesso, e un’eventuale “predilezione” è data più che altro dall’ambiente e/o dall’educazione ricevuti. La pedofilia, insomma, si annida ovunque.

- Qualcuno propone l’abolizione del celibato ecclesiastico…
- Non sono un teologo. Chiaro, un’educazione sessuofobica non giova a nessuno, men che meno a chi già vive disagi psicologici, talora nascosti. Ma questo non vale solo per i preti. Lo ribadisco: la pedofilia può contaminare chiunque e ovunque. Se bastasse potersi sposare per non commettere abusi, come si spiegano le migliaia di violenze in famiglia da parte di insospettabili padri (e madri)? Pertanto il problema non è il celibato; o meglio, lo può anche essere, ma non certo quando si parla di pedofilia.

- Sempre dal “Corriere”, anche Marcello Pera , come la Scaraffia , evoca il “complotto laicista” e chiama in causa omosessuali, femministe, pacifisti che, secondo lui, negherebbero l’esistenza del male, teologi “frustrati”, addirittura le altre religioni…
- Pera può dire quel che vuole. Ma qui non ci sono strumentalizzazioni che tengano, né siamo di fronte a un volgare anticlericalismo. Per lo meno, non solo a quello. Oggi, finalmente, parlano i fatti e i fatti, per la disgrazia della società che ancora si ritiene civile, sono inequivocabili.

- Come valuti la lettera di Benedetto XVI ai cattolici d’Irlanda, il Paese in cui si sono verificati i più efferati crimini pedofili?
- La giudico un buon inizio. Ma non basta. Non più. Né vale la regola del “meglio di niente”. Occorre che vescovi e sacerdoti mettano in pratica, nella quotidianità, l’esortazione del Santo Padre. Ne va del bene dell’intera comunità cristiana. I cui figli, molti figli, sono stati feriti, a volte mortalmente. E se oggi non ci si inchina davanti a loro; se non si raccolgono le loro lacrime; se non si curano le loro ferite; ma, al contrario, li si offende, paragonando il male loro arrecato a “chiacchiericci” di poco conto… allora si sarà persa forse l’ultima occasione per riappacificarsi con quella croce che, per fortuna, ha un valore molto superiore a chi la rappresenta.

- Vittorio Bellavite, tu sei portavoce di Noi Siamo Chiesa , movimento per la riforma della Chiesa cattolica che s’ispira agli insegnamenti del Concilio Vaticano II.
- Sì.

- Non solo il card. Sodano. Anche padre Raniero Cantalamessa , in occasione del Venerdì Santo, ha usato espressioni che hanno destato scalpore e indignazione sia tra le vittime degli abusi sia nella comunità ebraica. Poi si è scusato.
- Abbiamo pure sentito che gli attacchi al Papa ricordano quelli a Pio X quando si scagliò contro il Modernismo , ai “silenzi” di Pio XII sulla Shoah e alla Humanae Vitae di Paolo VI. Ma si rendono conto della portata di questi paragoni? Hanno citato proprio i tre momenti in cui la Chiesa è stata meno profetica e, quanto al Modernismo, voglio ricordare che si è trattato d’un fenomeno complesso e variegato, con luci e ombre, ma l’auspicio alla conciliazione e al dialogo tra Chiesa e società contemporanea è stato poi uno dei cardini del Concilio Vaticano II. Se, invece, rimpiangono i tempi del Papa re e del Sillabo

- La Chiesa ha agito con tempestività e rigore o ne è stata sospinta dagli eventi?
- La Chiesa è stata costretta ad affrontare questo grave problema perché imposto dall’esterno, dai giornali, dall’opinione pubblica, dalle vittime. Non è questione di singole prese di posizione, alcune ci sono anche state; è questione di mentalità. I vertici della Cei, forse sorpresi e angosciati dagli avvenimenti in corso, sembrano oscillare tra autogiustificazioni e autoassoluzioni, denunce di “complotti” contro il Papato e il timore di aprire nella Chiesa cattolica italiana un dibattito dagli esiti incerti per l’ establishment ecclesiastico.

- Poco prima di Pasqua alcune chiese hanno commemorato mons. Romero, martire della giustizia. Ma si è trattato di cerimonie isolate, quasi in sordina, nulla a che vedere con le pavesate in onore di altri santi celebrati in Vaticano. Scarsa attenzione hanno pure ricevuto le iniziative antimafia dell’episcopato calabrese. E, in generale, la gerarchia ecclesiastica non ha dimostrato l’energia necessaria per opporsi alla violenza contro gli immigrati, anche bambini, alimentata da certi politici. È stata invece molto netta nel sostenere direttamente due nuovi Presidenti di regione che promettevano, contro le leggi dello Stato, di “lasciar marcire” nei magazzini la pillola Ru486; mons. Girotti ha dichiarato che “è più facile assolvere un pedofilo pentito che una donna che abortisce” ; e il Papa, nelle celebrazioni del Giovedì Santo, è tornato a condannare aspramente l’aborto (per cui, ricordiamo, scatta la scomunica latae sententiae non prevista per la pedofilia) e la legge194. Secondo un lettore di “Repubblica”, la Chiesa è intransigente solo riguardo a questo tema, alle unioni di fatto e alle questioni sessuali, mentre su tutto il resto è pronta a discutere…
- Lo dicevo poc’anzi, siamo di fronte a una mentalità dura a morire; che solo oggi, con una maggiore attenzione verso le persone abusate, si sta ammorbidendo. Restiamo dolorosamente stupiti di fronte a una sorta di “indulgenza” verso i colpevoli di gravissimi comportamenti sessuali (loro trasferimento da una parrocchia a un’altra, riluttanza nella denuncia all’autorità civile…), e l’ossessione rigorista della teologia morale “ortodossa”, quella dei seminari e dei documenti pontifici, su tutte le questioni riguardanti il sesso (aborto, contraccezione, convivenze, rapporti omosessuali…). Quindi intransigenza sì, ma a condizione di difendere, anzitutto, l’Istituzione-Chiesa e il suo onore. È, insomma, il “primato del sabato” sull’uomo, contro cui si scagliò ripetutamente Gesù di Nazareth.

- Rivolgo anche a te la domanda posta a Massimiliano Frassi: cosa pensi degli strali di Marcello Pera sul “Corriere”?
- Pera e altra gente smarrita, pervasa da un preoccupante analfabetismo sulla vera essenza del cristianesimo, non dovrebbe esser nemmeno presa in considerazione. Lo menziono perché me ne accenni tu e perché, comunque, le loro invettive hanno una certa eco sui giornali e riscuotono l’interesse anche di alcuni ecclesiastici. Non si spiegano certe deviazioni con la pura e semplice condanna della liberalizzazione dei costumi sessuali nella nostra epoca, che ha trovato impreparati presbiteri o religiosi alimentando in essi un senso di frustrazione. Né consideriamo accettabile “il superficiale rimando alle conseguenze della secolarizzazione e, anche peggio, a un malinteso permissivismo, conseguente alla cattiva interpretazione del Concilio” , di cui parla Benedetto XVI nella lettera ai cattolici d’Irlanda, che è severa, ma costituisce solo un primo passo per la comprensione del fenomeno.

- Ma è pur vero che un atteggiamento culturale negativo verso la Chiesa esiste. La cultura materialistica e consumistica (i cui rappresentanti politici, peraltro, ostentano un interessato ossequio nei confronti del Vaticano) propone una visione banalizzata della vita umana, costituita solo da bisogni immediati da soddisfare a qualunque costo. Si esalta un individualismo estremo, a scapito della comunione e del bene comune. L’Io è tutto. Anche il diffondersi della pedofilia, come di altri fenomeni devianti [cfr. il mio articolo Il serpente antico ] mettono in risalto questa tendenza a negare l’alterità, la relazione matura, il confronto con un “diverso” responsabile e adulto. Se qualcuno osa proporre (e non imporre) l’antropologia cattolica sulla sessualità e il matrimonio, quand’anche si dimostri sinceramente rispettoso verso altre sensibilità viene, non di rado, deriso o additato come retrogrado…
- Non mettiamo sullo stesso piano fenomeni diversi. Nessuno nega i pericoli, concreti, di una visione edonistica e immanentistica dell’uomo; e ci rendiamo conto che esistono correnti di pensiero che individuano nella Chiesa cattolica la fonte d’ogni male e soffiano sul fuoco delle polemiche per condannare in blocco un’istituzione. Tuttavia, ripeto, gli scandali sono scoppiati realmente. Diamo un’occhiata ai documenti Crimen Sollicitationis del 1962 e De delictis gravioribus del 2001: entrambi confermano che ogni questione deve essere affrontata per canali interni. Non si menziona la tutela delle vittime e il deferimento alla magistratura qualora la vittima si sia rivolta al vescovo o a qualche esponente ecclesiastico; nulla si dice sul loro risarcimento. Ciò ingenera ambiguità, al punto che qualcuno è giunto a lamentare la cattiva traduzione in inglese del testo, che al contrario, secondo costoro, non inviterebbe al silenzio. Ma noi avremmo preferito parole più chiare, inequivocabili, meno curiali: questo tipo di linguaggio, o di non-linguaggio, ormai dall’opinione comune non è né compreso né accettato.

- E il celibato dei preti?
- Gli esperti tendono a escludere un rapporto diretto tra pedofilia e celibato obbligatorio del clero latino. Mi sembra fondamentale, piuttosto, rilevare una certa mancanza di educazione serena alla sessualità nella formazione di un sacerdote o d’un religioso. L’assenza o la scarsità della presenza femminile nell’iter formativo, la consapevolezza di non avere nella propria vita la prospettiva d’una normale vita di coppia possono costituire elementi che favoriscono, in alcune situazioni, gravi carenze nella formazione della personalità. Comunque la discussione sulla necessità della modifica del sistema del celibato obbligatorio nella Chiesa – che, ricordiamolo, non è un dogma – ha avuto un’accelerazione come conseguenza di tutta questa vicenda.

- Frassi osserva che non tutto può risolversi con l’abolizione del celibato, altrimenti non si spiegherebbero tante violenze in seno alle famiglie.
- Ha ragione. Occorre guardare più a fondo, anche nella selezione degli ammessi ai seminari, nei modelli di vita proposti, nelle cultura delle relazioni. È probabile che alcuni candidati al presbiterato abbiano ritenuto forse di risolvere il loro originario disagio affettivo/sessuale abbracciando lo stato ecclesiastico e celibatario: il problema però è rimasto intatto e si è presumibilmente aggravato.

- Proposte di Noi Siamo Chiesa per l’immediato futuro?
- Per esempio, strutture indipendenti che si occupino dei casi di pedofilia all’interno della Chiesa. Si potrebbe istituire in ogni Conferenza episcopale regionale un Collegio per l’ascolto e la trasparenza (di circa 3 persone, con obbligo della presenza femminile), scelto dall’autorità ecclesiastica in accordo coi Consigli pastorali ma indipendente da essa; costituito da persone senza alcuna responsabilità all’interno della Chiesa e possibilmente provenienti dalla magistratura; che collabori con servizi sociali, educativi e sanitari; e agisca con riservatezza e criteri garantisti nel ricevere segnalazioni d’ogni tipo per i casi di pedofilia in ambito ecclesiastico. Esso dovrebbe, se del caso, deferire i fatti alla magistratura, avvisando le autorità religiose, occupandosi pure del risarcimento morale e materiale delle vittime (quindi avrebbe bisogno di strumenti anche di tipo economico). L’esistenza di questo Collegio dovrebbe esser resa nota nelle parrocchie e in qualsiasi altro luogo attraverso mass-media, telefono e web.

- La Chiesa sarà più forte grazie a un aiuto che viene dall’alto, proclama il card. Bertone.
- Lo credo anch’io, e non potrebbe essere diversamente. La Chiesa è “esperta in umanità” , secondo la bella definizione di Paolo VI, perché può attingere a un tesoro infinito di risorse. Quel tesoro si chiama Gesù Cristo. Riconosca le sue colpe, chieda perdono pubblicamente alle vittime, incominci un cammino di purificazione al suo interno, si confronti in modo sereno, paritario e senza preconcetti con la giustizia e i “fedeli”. Tutti abbiamo nella mente e nel cuore quanto dice il Vangelo di Marco (9, 42) su chi scandalizza i piccoli, tutti siamo consapevoli della forza di Cristo, unica bussola in mezzo alle tempeste.

Epidemia Tutte le Feste Porti Via

30 aprile, 2009 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Cronaca: Primi effetti della vittoria di Ferdi al Grande Fratello. Alla zingara del casello ieri sera ho replicato “Chiedili a Ferdi!” con un gran sorriso.

Franceschini: “non bisogna equiparare fascisti e partigiani del ’45″. Non era mica il Parlamento di oggi.

Berlusconi si augura che presto la festa della Liberazione diventi la festa della Libertà. Prossimo passo: il 2 giugno diventi “Milano 2 giugno”.

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Spirito di Patata

22 febbraio, 2009 di  
Archiviato in latest, Rassegna Stampa, Strange Days

Il premier israeliano Olmert conferma: “A maggio ci sarà una visita importante, quella di Benedetto XVI. Ce la meritiamo”.

Il Papa durante l’Angelus: “confessate i peccati, altrimenti l’anima muore”. E poi è difficile tenerla in vita artificialmente.

Festival di Berlino. Trionfa il film peruviano su una ‘patata antistupro’. E’ quella di Rosy Bindi.

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Le Benedizioni di Benedetto

In questi giorni non posso dedicarmi al blog come vorrei. Ed è un vero peccato, perché di cosette interessanti ce ne sarebbero parecchie, e sarebbe anche il caso di soffermarvisi un poco. Dacché, appunto, non mi è del tutto possibile, mi limito a qualche lapidario commento.

Innanzi tutto sul neopresidente Barack Hussein. Il quale, per aver semplicemente manifestato di voler rispettare la volontà delle donne che abortiscono (ché questo è il VERO senso dell’abolizione delle norme oscurantiste del suo predecessore W.) si è beccato le infiammate reprimende del Vaticano.

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I Soldi Sono Nulla

7 dicembre, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Consumo CriticaMente

“I soldi sono nulla” dice il Papa aprendo il sinodo sulla Bibbia Lunedì 6 Ottobre.

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Noi e gli Altri in un Immaginario Gay TG

Buonasera e ben trovati al gaytg delle tredici, anche questa sera daremo le gaynotizie della settimana:

Image chosen by dM

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Il Santo Padre e Sua Santità

Non molto tempo fa il Dalai Lama, massima autorità spirituale dei Buddisti, venne in Italia per una visita ufficiale. Probabilmente il Dalai Lama avrebbe avuto molte cose da dire, non solo dal punto di vista religioso, ma soprattutto dal punto di vista politico.

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I Valori dell’Occidente Sono in Pericolo

16 gennaio, 2008 di  
Archiviato in Border Zone, Cazzotti

Inutile girarci intorno, il regista Martinelli aveva ragione, “l’Europa si salverà soltanto difendendo i proprio valori”.
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13 Gennaio 1998: la Storia del Rispetto che Chiedeva e Sognava

alfredo.jpg13 Gennaio 1998, Roma.
L’agente di Polizia Maurizio C. si prepara in attesa dell’arrivo del collega, bella giornata a Roma, fredda, ma c’è uno splendido sole.
Subito vanno a prendere un meritato caffè, oggi devono fare pattugliamento in piazza San Pietro, giapponesi, macchinette fotografiche, suore e poco più, i due sperano almeno nel passaggio di qualche bella turista.
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Ancora sulle Vittime del Santo Subito

21 settembre, 2007 di  
Archiviato in Border Zone

papa21.jpgCome tutti i grandi personaggi, anche Giovanni Paolo II ha avuto luci ed ombre. Ho amato molto l’uomo Wojtyła, che è stato indubbiamente un grande uomo, dal carisma indiscutibile e dal “vissuto” sofferto e credibile.

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Le Vittime Del Papa Scorso

19 settembre, 2007 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Diritto di Replica, Informazione

Karol WojtylaIl Papa in carica ha affermato che, senza Dio, l’uomo è privo di orientamento e la scienza può costituire una grave minaccia per l’umanità. Se un laico volesse seguire lo stile ed i contenuti espressi in questa affermazione potrebbe dire che le persone di fede sono rincoglionite dalle loro credenze e la religione può costituire una grave minaccia per l’umanità.
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Benedetto XVI e l’Evangelizzazione delle Americhe

5 giugno, 2007 di  
Archiviato in MenteCritica, Storia e Memoria

incas1.jpgHo sempre sostenuto che i crimini del colonialismo dovessero essere ben distinti dalle implicazioni religiose: ovvero da quelle spinte ideali meritevoli di un più condiscendente giudizio storico sia perchè funsero da mera giustificazione formale di processi economico-politici al servizio di specifici interessi materiali, sia perchè si tradussero anche in autentici slanci missionari animati dalle migliori intenzioni.

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