Chissà perché salta Equitalia
4 gennaio, 2012 di Rita Pani
Archiviato in Storie Italiane
Per un momento, vedendomi sola dentro un supermercato, ho pensato: “Devo fare in fretta, forse stanno per chiudere.” Solo dopo ho fatto i conti con l’orario, e non erano nemmeno le sei del pomeriggio.
Forse ci stanno ancora avanzi da scongelare dentro il freezer, o forse s’è fatto tutto quel che si doveva per le feste, quelle che vengono solo una volta all’anno, che ci hanno insegnato, di anno in anno, a vivere in “tono minore” come se fosse elegante fingere di non voler sprecare, e non dover ammettere che abbiamo capito di dover fare a meno.
Perché quelle strane lacrime sul corpo di Elsa?
7 dicembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Vere Donne
“Ma c’è in giro una donna tosta che mi dica quanto scarso servizio abbiano reso alla sacrosanta battaglia delle donne in politica le lacrime della Fornero? O siamo tutti accodati alla commovente solidarietà umana per una studiosa che da trent’anni ci spiega ‘come si dovrebbe fare’, e il giorno in cui può finalmente ‘fare’, frigna?”
Credo che la migliore risposta che si possa dare al commento postato ieri sera su Facebook da sia questo testo di .
Per il resto, volendo aggiungere qualche considerazione personale, non penso proprio che una donna politica debba essere rimproverata di “frignare” – verbo assolutamente improprio per descrivere la situazione Fornero dell’altra sera – quando le capita di crollare emotivamente in una situazione ad alto tasso di emotività come una diretta televisiva, a causa della pressione a cui è stata sottoposta nei giorni precedenti, per il carico di responsabilità ed impegno professionale. E che il rimprovero debba implicare perfino l’attribuzione della colpa di tradire la “battaglia delle donne in politica”.
E’ arrivata la befana
6 dicembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani
Sembrerebbe che la crisi abbia ristretto tutto, persino la categoria tempo: quest’anno la befana è arrivata con un mese d’anticipo con un bel carico di carbone per i cattivi (soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati) e ricchi doni per i buoni (i più abbienti in genere, a partire dagli evasori). Dalle mie parti si dice: le chiacchiere fanno le chierchie, ma i maccheroni riempiono la pancia (nessuno sa cosa voglia dire esattamente chierchie, ma il concetto resta estremamente chiaro lo stesso).
Ieri sera mi sono ciucciato con l’ingordigia di un affamato bimbo di pochi mesi le copiose chiacchiere di Monti e della sua magnifica, perché magnificata, tecnostruttura, comprese le patetiche lacrimucce della Fornero, una via di mezzo fra libro Cuore e Pinocchio.
Una noia mortale, persino maggiore di quella procurata dai discorsi di fine anno, declinati regolarmente sulla retorica più trita dl Presidente della Repubblica di turno. L’Italia sta per affondare, ecco il decreto salva-Italia. Che l’Italia stesse per affondare lo sapevamo tutti, così come sapevamo che il nostro debito pubblico ammonta a circa 1.900 miliardi di euro e che da 10 anni vivacchiamo nella stagnazione a causa di una crescita pressoché ancorata allo zero.
No, Non è Pasolini: La telefonata Berlusconi Lavitola
16 settembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Cronache Italiane
Nella telefonata tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola l’Accattone, probabilmente non c’è alcun elemento che possa indurre il sospetto di un reato. Eppure, quei sei minuti ed undici secondi di conversazione ci raccontano del degrado civile e politico di questo paese meglio di qualsiasi trattato sociologico.
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Piccolo Dio
5 gennaio, 2011 di Daniela Tuscano
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Oltre il Confine
Ma quant’era bella, Maryam Fekry detta Mariouma (Marietta), anni 22, di Alessandria d’Egitto. Il e ce la mostra raggiante, esplosiva, multiforme, nutrita di sé. Mille Mariouma in una: i capelli trionfanti da Medusa sulle spalle nude, oppure raccolti in un candido velo, attorniata da oggetti in alabastro, giada, colonnine tortili, un artigianato che profuma di prezioso, di lindo e di misterico. Felice; con quel suo incarnato più bello del mondo, schiettamente mediterraneo. Fiera con toga e tocco, il giorno della laurea; e trasognata con amici e amiche, sulla passeggiata a mare della cocente estate egiziana. Vapori aurei; gioventù straziate ma tenaci nel sorriso; la guardo e immagino le descrizioni di Cortile a Cleopatra di Fausta Cialente. E, anche, Il giardino dei Finzi-Contini di Bassani. La vedo giocare a tennis, in abiti bianchi, ridere e scherzare con amici sbilenchi e allampanati, gentile con tutti, inafferrabile al fondo. La vedo benestante, in una casa di pietra chiara, cosciente della sua appartenenza a una terra e a una storia. Mariouma è diventata il simbolo dello . Cristiani . Ancora una donna che s’incarna nella persecuzione dell’umanità nuova.
Epifania 2010
2 gennaio, 2010 di Marechiaro
Archiviato in latest, Storia e Memoria, Vere Donne
I re magi, come i tre moschettieri, non sono tre, ma quattro: Gaspare, Melchiorre, Baldassare e la cosiddetta Befana, bistrattata per invidia maschile ma in realtà un’astrofisica con la testa non solo nelle stelle come i suoi colleghi maschi ma con un profondo senso pratico, molto agile e scattante, inventrice della scopa volante, bella come sono gli incroci fra diverse razze ben riuscite e quindi “bastarda” , con molto senso dell’ironia e poca voglia di perdere tempo per le voglie degli uomini e quindi vestita di stracci. Vista la stella cometa, i tre magi decidono di andare a trovare il nuovo Messia.
“Ma no, perché andare adesso? C’è l’allerta della protezione civile per la tempesta di sabbia e poi mettiamo in imbarazzo la Madonna che sarà ben stanca dopo il parto, con i pannolini da lavare e la capanna in disordine per il bue e l’asinello che stanno fermi solo nei presepi! Andiamoci più in là, magari quando Gesù impara a camminare e ha bisogno pure di qualcuno che gli stia dietro mentre va a fare la spesa!”
Niente da fare, nessuno ascolta la Befana, anzi preparano i doni: oro, incenso e mirra

Caro Babbo Natale, Cara Befana
25 dicembre, 2008 di Marechiaro
Archiviato in Caffè Amaro, latest
Caro Babbo Natale, cara Befana,
vi scrivo come sempre anche sapendo benissimo che se non me lo regalo io quello che voglio voi non me lo porterete mai, ma è bello far finta che ci siete, o chi per voi a leggermi.
Vorrei avere un computer, anche se non per Natale, che tanto poi tutto costa meno in saldo, anche per dopo il 6 gennaio. Prometto che non lo userò per scaricare musica e film, che tanto di tempo per sentirla e vederli non ne ho, che non giocherò d’azzardo che tanto non vinco, ne’ tanto meno per guardare le tette, che per questo basta che mi metta davanti a uno specchio e nemmeno per vedere la dichiarazione dei redditi di chi possiede ville e yacht e non dichiara niente perché il dottore mi ha detto che non devo farmi del nervoso. Leggi il resto
