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Undici Settembre 2001: Che Fine ha Fatto la Giustizia Americana?

14 ottobre, 2009 di Alfredo Facchini  
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E’ dal 2002 che mi chiedo che cosa avvenne veramente l’Undici Settembre e negli anni ho imparato ad osservare solo e soltanto i fatti. Non ho mai trovato appassionanti le dispute senza fine fra sostenitori della versione ufficiale e cosiddetti complottisti. Come se ne esce da controversie come quelle scaturite, per esempio, intorno al foro del Pentagono? C’è chi afferma che è bello largo e chi al contrario è troppo stretto per l’impatto di un Boeing. Ma chi di noi ha mai avuto accesso alla scena del crimine?

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Obama Come Mozart

6 giugno, 2009 di Marina Garaventa  
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Ecco la semplice e mistica illuminazione che si è affacciata alla mia mente, mentre ascoltavo, in diretta da Il Cairo, il discorso di Barak Obama al mondo islamico. La prima, piacevolissima, sensazione è stata d’abbandono e d’estatica soddisfazione come quella che si provo ascoltando un brano di W.A. Mozart: con piglio autorevole, con il giusto equilibrio tra la disponibilità al dialogo e la convinzione delle proprie idee, con quel tanto di retorica occorrente, mitigata da grandi innovazioni, Obama ha disegnato un’America nuova per un rapporto nuovo, non solo con l’Islam ma con tutto il mondo.

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Il Paese dei Teletubbies

Il sole tramonta, gioca a nascondino,
ciao ciao Teletubbies è l’ora del lettino

Sul paese dei teletubbies brilla un sole splendente con il viso di un bambino biondo sorridente con gli occhi azzurri.
L’erba è verde e morbida, il cielo è blu, i fiori sono grandi e colorati e sul prato saltellano tanti coniglietti.
I teletubbies sono quattro. Maschietti, femminucce, bianchi, neri, grandi e piccoli. Parlano una lingua elementare. Nella pancia hanno una specie di monitor nel quale, di tanto in tanto, fanno vedere qualche filmato su bambini che non fanno altro che dire “ciao ciao”.

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La Politica Senza Progetto

Diciamolo pure, la politica raramente accende gli animi. E quando lo fa, sono gli animi di pochi. Gli altri, tutti gli altri, si limitano a seguire il vento. Al massimo , “si interessano”.

Eppure è ben strano, se pensiamo che la politica in gran parte decide le nostre vite. O almeno, il loro aspetto sociale. Non è solo una questione di medici in politica. E’ importante; ma non basta.

Né basta l’amara constatazione che continuiamo a pagare l’esistenza delle Facoltà di Scienze Politiche in realtà ridotte a Centri Studi del tutto teoretici e inoffensivi, quasi senza alcun impatto sulla realtà, se si eccettua il mandare ogni tanto in tv un “esperto” che discetterà più o meno appassionatamente, più o meno competentemente, di cose che i politici continueranno tranquillamente ad ignorare.

Gliele segnalo, ministro Gelmini, a Lei o ad altro incompetente che con ogni probabilità la seguirà. Potremmo abolirle e risparmiare qualcosa. Leggi il resto

La Guerra Etica

L’esistenza di migliaia di armi nucleari è l’eredità più pericolosa della guerra fredda. Intere generazioni hanno vissuto con la consapevolezza che il mondo potesse essere distrutto in pochi istanti. Città come Praga avrebbero potuto cessare di esistere in un attimo. La guerra fredda è finita, ma le armi ci sono ancora. Il rischio di attacchi nucleari, anzi, è aumentato: più Paesi si sono dotati di armi atomiche, c’è il mercato nero, i terroristi sono orientati a comprare e rubare armi nucleari. Ci sono ancora nazioni e popoli che violano leggi contro la proliferazione. E si potrebbe arrivare al punto in cui non ci si potrà più difendere da loro [...] Dobbiamo agire per vivere liberi dalla paura nel 21esimo secolo – ha esortato il capo della Casa Bianca -. Gli Stati Uniti sanno di avere una responsabilità nel guidare questo processo. Lo faremo e chiederemo agli altri di fare altrettanto. Guideremo il mondo verso una pace senza armi nucleari. Fino a che queste armi ci saranno, gli Usa manterranno un proprio arsenale necessario per garantire la difesa di tutti gli alleati. Ma con la Russia negozieremo un nuovo trattato di riduzione delle armi già a partire quest’anno

Barack Obama – Praga 5 aprile 2009 (fonte)

Queste le parole di Barack Obama con le quali presidente in carica degli Stati Uniti descrive l’impegno della prima potenza militare mondiale alla costruzione di una pace planetaria non minacciata dalle armi nucleari.
Le parole di Obama, persona che è riuscita a raggiungere la posizione di uomo più potente del mondo, non possono essere liquidate velocemente e meritano un’analisi meno superficiale.

Armis bella non venenis geri debere

Valerio Massimo – Lib. 3, cap.4

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Ministro Sacconi: Sono Commossa

Stamani(1), ascoltando RaiNews24, mi sono commossa: calde lacrime, degne di una vera telenovela, sono sgorgate copiose mentre venivo a conoscenza del fatto che lo Stato italiano e il suo Governo hanno tanto a cuore i poveri disabili indifesi. Ho saputo, infatti, che, preoccupati che i poveri ammalati possano porre fine alle loro sofferenze, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha emesso un atto d’indirizzo, inviato ieri alle Regioni, che prescrive che, ospedali, cliniche, e qualsiasi struttura del Servizio sanitario nazionale, sia essa pubblica, convenzionata o privata autorizzata, non possa sospendere la nutrizione e idratazione ai pazienti in stato vegetativo permanente. La sottosegretaria Rocella, ci ha tenuto a sottolineare, come del resto l’On. Binetti del Pd, che questo era un atto dovuto per tutelare la vita e la dignità dei disabili.

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Note
  1. articolo originale del 18 dicembre 2008 []
Fine delle Note

Obama Dei

1 febbraio, 2009 di Randomante  
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Alla cerimonia di insediamento, passando in mezzo a migliaia di persone, George W.Bush ha accompagnato Obama al Campidoglio viaggiando in auto con lui. Insomma lo ha usato come scudo umano.

Obama aveva prima reso omaggio a Mc Cain: “un grandissimo patriota e un esempio da imitare”. E’ vero. Tutti i repubblicani dovrebbero perdere le elezioni.

Obama ha poi partecipato a una cena in onore del senatore repubblicano dell’Arizona. Piatto principale: Palin all’arancia.

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Le Benedizioni di Benedetto

In questi giorni non posso dedicarmi al blog come vorrei. Ed è un vero peccato, perché di cosette interessanti ce ne sarebbero parecchie, e sarebbe anche il caso di soffermarvisi un poco. Dacché, appunto, non mi è del tutto possibile, mi limito a qualche lapidario commento.

Innanzi tutto sul neopresidente Barack Hussein. Il quale, per aver semplicemente manifestato di voler rispettare la volontà delle donne che abortiscono (ché questo è il VERO senso dell’abolizione delle norme oscurantiste del suo predecessore W.) si è beccato le infiammate reprimende del Vaticano.

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Obama: New Deal o Same Old Story?

Da molto tempo stiamo assistendo alle modalità di espansione dell’American Way of life, detto anche consumismo: in qualche modo si porta la guerra nella nazione/continente dove si intende esportare il sistema americano. La guerra distrugge valori, tradizioni, cultura. Sorgono movimenti pacifisti, cambiano presidenti, l’America si ritira/interviene. Apparentemente perde/vince il conflitto, in realtà l’unica cosa che conta è che esporta il proprio modello di vita, la propria cultura.

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Distanze Siderali

14 novembre, 2008 di Cambiamo Pianeta  
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L’Amico Americano

13 novembre, 2008 di Cambiamo Pianeta  
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Si Fa Presto a Dire ‘Sessantotto’

Raramente lo sento parlare di politica. Marco, simpatico ventisettenne, ha sempre avuto altro per la testa. Così sono rimasto sorpreso quando mi ha detto di aver partecipato alla manifestazione organizzata dal PD al Circo Massimo, qualche settimana fa: singolare, per uno come lui. “Come mai?” gli chiedo. E lui: “Per curiosità”. Appunto: Marco impegnato in politica proprio non ce lo vedevo. E infatti la sua curiosità, come poi mi ha spiegato, era soprattutto di tipo “sociologico”: aveva sentito parlare di un nuovo Sessantotto e voleva provare a starci in mezzo per qualche ora.

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Questo Non è un Paese per Giovani

10 novembre, 2008 di Daniela Tuscano  
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Sospetto sempre più che dietro le spregevoli battute di Berlusconi su Obama, precedute dalla sortita del suo compare Gasparri, si nasconda qualcosa di ben diverso, e assai più inquietante, della dissennatezza d’un “ganassa” brianzolo e del delirio d’un (ex?) neofascista. Razzismo a parte.

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Presidenti

8 novembre, 2008 di Chiara di Notte  
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Sono tutti lì, circondati dai loro leccaculo; parrucconi con i capelli tatuati, cadaveri eccellenti rosi dall’invidia ed affetti da demenza senile. Ma non possono non rendersi conto che questo vento nuovo che spira potrebbe davvero riaccendere fuochi che credevano ormai di aver spento con la droga mediatica che, fino a ieri, usavano per addormentare le coscienze.

fonte

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L’Abbronzatura e la Pallida Sinistra: Come Costruire una Baracca su di una Miniera d’Oro

7 novembre, 2008 di Luigi De Benedictis  
Archiviato in Cronache Italiane

Ho letto da più parti le aspre critiche al saluto del Presidente del Consiglio al neo Presidente Obama. Sono di sinistra, non ho votato Berlusconi,  e lo considero l’espressione vivente dell’ignoranza umana di fronte alla realtà più profonda dell’esistenza, l’esatto contrario di quello che egli vorrebbe incarnare:un uomo  pienamente realizzato.
Allo stesso modo però mi rendo conto che una lettura totalmente e sempre negativa del personaggio non fa che provocare in me un sentimento di fastidio.

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In America Nulla E’ Impossibile

5 novembre, 2008 di CogitoergoVomito  
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Carneade, Oltre al Resto, Rompe Pure…

5 novembre, 2008 di lupoalburnino  
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Questa notte è stata una notte di tregenda: tuoni, fulmini, pioggia scrosciante, vento molto forte, sonno continuamente interrotto. Finalmente intorno alle quattro, cessata la paura, mi sono addormentato.

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La Speranza si Chiama Obama

5 novembre, 2008 di Fully  
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Ore 5.45 italiane del 5 novembre 2008

Poco fa McCain ha riconosciuto la sconfitta telefonando ad Obama.
Obama è il 44° Presidente degli USA, ed è stato eletto plebiscitariamente, con un’affluenza al voto inusuale per quella grande democrazia.
Sono contento per gli Stati Uniti e per il mondo intero.

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Il Difficile New Deal di Barack Obama

5 novembre, 2008 di dellefragilicose  
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Dobbiamo ammetterlo, molti non ci credevano. Ancora una volta gli Stati Uniti stupiscono il mondo con la loro capacità di smentire se stessi e la propria brevissima storia.

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Te lo Do io il Presidente Negro

28 ottobre, 2008 di dellefragilicose  
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Eccoli. Sono Daniel Cowart di 20 anni del Tennessee e Paul Schlesselman di 18 di West Helena nell’Arkansas. Secondo l’FBI sono due neo nazisti che stavano mettendo a punto un piano per uccidere Barack Obama, il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti nelle prossime elezioni del 4 novembre. Anche per chi non è un sostenitore delle tesi di Cesare Lombroso, basta guardare le foto per farsi venire la voglia di recuperare il manganello e la tanica di acqua e sale, ma quella da venti litri però che quella da dieci finisce subito.

Eppure, queste due emerite facce da coglione hanno almeno un merito. Quello di farci riflettere una volta e per sempre sul significato che ha un uomo di colore come comandante in capo della prima potenza mondiale.

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