Risparmi: Strategie di difesa in tempo di crisi. Intervista a “Il Grande Bluff”
24 gennaio, 2012 di Lameduck
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Standard e Poor’s: Italia Retrocessa in BBB
14 gennaio, 2012 di dellefragilicose
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Anzi in BBB+ per la precisione, che un “+” non si nega a nessuno. Il motivo principale sarebbe quello che le politiche di austerity bloccano la ripresa in Europa. Ma non c’è da preoccuparsi troppo, ora arriva la fase 2, il “Cresci Italia” e a Standard & Poor’s glielo ficchiamo dritto su per il culo.
Nel caso specifico dell’Italia, Standard & Poor’s esprime il timore che le riforme strutturali, quali le liberalizzazioni, ad esempio, possano essere bloccate dalle corporazioni che, in questo momento, detengono privilegi non giustificati dalle attuali condizioni di mercato. Notai, tassisti, farmacisti, commercialisti, avvocati e compagnia bella non c’entrano nulla, ovviamente. Loro pensano solo alla qualità del servizio, alla tutela del cliente ed al rispetto delle regole. Ci mancherebbe che qualcuno pensasse che sono solo interessati ai cazzi loro.
Liberalizzazioni e Unicredit: Monti e la Ragnatela del Potere
10 gennaio, 2012 di redazione
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Su segnalazione di , riceviamo e pubblichiamo questo pezzo di Giovanni Chiambretto (Lombardia)
Alcuni di un mio precedente intervento ( “Monti non è Bruce Willis e non siamo ad Armageddon” ) ventilano benevolmente una mia tendenza al “complottismo”, forse sposando l’idea che se Monti ha sostituito il cattivo Berlusconi qualcosa di buono lo avrà. Se non altro, per cominciare, si presume che non vada a donne e che peggio del Berlusca è impossibile fare, quindi qualcosa di meglio da qualche parte si otterrà. E’ esattamente il contrario ma anni di disinformazione mediatica (tv e giornali) hanno lavorato ai fianchi il nostro cervello e non c’è da stupirsi.
Quindi dall’accusa di complottismo devo difendermi.
Una Bomba Chiamata Unicredit
7 gennaio, 2012 di dellefragilicose
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Cento miliardi di capitalizzazione nel 2006, 7 miliardi nel 2011. Una perdita secca del 93%. Il 37% di perdita . Per chi non ha ancora capito cosa significa, forse ci vuole un disegno, uno di quelli alla IKEA, universalmente adatto anche agli idioti. Unicredit è la bomba ad orologeria piazzata sotto il culo della repubblica italiana e, di conseguenza, nel ventre dell’Europa, di cui la nostra penisola rappresenta da tempi insospettabili la parte più molle e non solo dal punto di vista economico.
Le bufale sulla rivoluzione islandese nascono in Italia
29 dicembre, 2011 di mazzetta
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Sembra incredibile, ma anche nel 2011 con la piena disponibilità di potentissimi canali per chiunque voglia informarsi, c’è ancora gente che capisce poco o niente di quello che accade e immediatamente sale in cattedra per istruire chi sia messo anche peggio.
Così da tempo circola una ricostruzione di fantasia che vuole che l’Islanda abbia rinnegato il suo debito, rifiutandosi di rimborsarlo. Circola diffusamente e fa danni come tutte le bufale che portano l’opinione pubblica a costruirsi false credenze e a vivere in realtà di fantasia, non meno di quanto accada, ad esempio, ai sedotti dalle sirene del berlusconismo.
La Banca della Magliana
24 dicembre, 2011 di Lameduck
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La Truffa del BTP Day, Seconda Puntata
12 dicembre, 2011 di Comandante Nebbia
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Nell’omertoso silenzio dei media, oggi si celebra il secondo BTP Day dopo quello del 28 novembre scorso. Oggi nessun titolone patriottico sui giornali, nessuna sollecitazione implicita o esplicita al pubblico risparmio. Eppure, visto che oggi si poteva acquistare direttamente in asta prenotando venerdì, le condizioni sarebbero state più convenienti oltre che a dare una vera e propria mano allo stato invece che alle banche ansiose di alleggerire i propri portafogli sovraccarichi di titoli italiani.
Dopo la sceneggiata delle campane a festa per la manovra, sempre più persone si stanno riprendendo dall’incantesimo di Mario Monti. Lo spread che scende per merito di Monti, ma risale per colpa dei cattivi, è tornato a livelli di allarme porpora. La situazione è così grave che nemmeno più i “consulenti d’investimento” hanno il coraggio di sparare le solite palle guardando negli occhi i loro clienti.
Intervista sulla crisi
8 dicembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia
Giorni fa, cercando informazioni un po’ più specialistiche di quelle da fast-food mainstream sulla situazione economica, sono capitata su , un blog che nel giro di pochi mesi ha conquistato molte letture e le prime pagine di Google. L’autrice, Carmenthesister, economista social oriented, traduce dall’inglese articoli di economisti, bloggers, commentatori e, allargando la visuale, cerca di dare delle risposte alle molte domande che la gente si pone sulla crisi attuale.
Note
- Qui su Mentecritica, per omogeneità di contenuto, si è pensato di proporla in un’unica soluzione [↩]
Rivisto e corretto, atto 2 – S&P’s, a rischio le 6 triple A
6 dicembre, 2011 di serpiko
Archiviato in Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia, Informazione, Meccanica delle Cose
Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.
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La notizia è questa:
S&P’s, sotto osservazione 15 Paesi di Eurolandia. A rischio le 6 triple A, comprese Germania e Francia
L’agenzia internazionale Standard & Poor’s mette sotto osservazione i rating di 15 Paesi di Eurolandia. A rischio downgrade anche le triple A di Germania e Francia, oltre a quelle di Olanda, Lussemburgo, Austria e Finlandia (in sostanza tutte le 6 triple A dell’area euro). Il rating dell’Italia è di nuovo nel mirino dell’agenzia americana e anche il giudizio sul Belgio potrebbe subire un taglio di un gradino. Confermato l’outlook negativo su Cipro mentre viene esclusa una revisione la Grecia. S&P’s cita cinque fattori di rischio tra cui quello di «recessione economica» nel 2012 e conclude che l’esame verrà concluso «il prima possibile», dopo il summit europeo dell’8-9 dicembre.
Il dato (in)comprensibile
3 dicembre, 2011 di serpiko
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L’economia è fatta di leggi fisse: vi sono teoremi, corollari e lemmi che ne governano l’andamento e che rendono i trend di mercato prevedibili a lungo termine. Questa materia è molto più simile a una scienza che a una dottrina. Molto vicina al metodo della meteorologia, se vogliamo, che utilizza la fisica per elaborare simulazioni aventi un ottimo margine di approssimazione.
Tra queste leggi si possono inserire, in determinati momenti, alcune variabili che hanno il potere di turbare le sinusoidi per frazioni di tempo. Variabili che tutto sommato si riducono a due sole eventualità: la mancata o parziale immissione sul mercato di informazioni e il verificarsi di eventi naturali. Le prime sono guidate dall’uomo per fini ben determinati; le seconde no, di conseguenza non sono quasi mai prevedibili.
In questo contesto semiperfetto, dove l’assenza di eventi imponderabili e la presenza delle informazioni fondamentali dovrebbe consentire una determinazione piuttosto accurata dei numeri, ci sono dati che parlano da sè e che sono tristemente preoccupanti, per quanto possano apparire strani.
Posto un’immagine orribile. Agli occhi di un economista sta come l’immagine delle vivisezioni a quelli di un animalista.
Rivisto e corretto, l’informazione interpretata per voi – atto 1
2 dicembre, 2011 di serpiko
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La notizia è questa:
Passera: suddivideremo benefici e sacrifici. Titoli di Stato alle Pmi per pagare i debiti arretrati della Pa
«Siamo in un momento molto difficile, stiamo sicuramente rischiando di rientrare in recessione». L’allarme è arrivato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, intervenendo alla tappa romana degli Stati generali di Confcommercio. «Questo è quello ci sta succedendo – ha
proseguito il ministro – e dobbiamo fare di tutto per recuperare il più
velocemente il segno positivo».Mentre ieri, in un incontro tra il ministro Passera, imprese, banche, assicurazioni e cooperative, era emersa l’ipotesi di pagare la montagna di debiti arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese – circa 90 miliardi – con titoli di Stato.
«Li ho solo ascoltati: sono nella fase di ascolto», ha replicato oggi il titolare dello Sviluppo economico.fonte:
Interessante.
Ma poco chiaro.
Proviamo a fare la parafrasi. Le parti “tradotte” sono quelle in corsivo.
Passera: prima l’uccello di fuoco, poi l’anestesia. Carta da culo alle Pmi per pagare i debiti arretrati della Pa
«Siamo veramente nella merda, almeno fino alle ginocchia, stiamo sicuramente rischiando di giocarci i pochissimi progressi che abbiamo fatto finora». L’allarme è arrivato dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, intervenendo alla tappa romana degli Stati generali di Confcommercio. «Questo è quello ci sta succedendo – ha proseguito il ministro – e dobbiamo arrangiarci con quello che passa il convento per non finire nella merda fino al bacino».
Mentre ieri, in un incontro tra il ministro Passera, imprese, banche, assicurazioni e cooperative, era emersa l’ipotesi di pagare la montagna di debiti arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese – circa 90 miliardi – con carta da culo.
«Mi hanno urlato istericamente contro il concetto che non ci sono più soldi nemmeno per comprare il pane ma non ho ancora potuto dire alle PMI che non vedranno il becco di un quattrino e che verranno pagate con una serie di rotoli di carta da culo», ha replicato oggi il titolare dello Sviluppo economico.
Altrettanto interessante.
Ma decisamente più chiaro.
Default Italia? Se Soffri d’Ansia non Leggere Questo Post
29 novembre, 2011 di Giovanni Grobo
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Molti di noi pensano di cavarsela con l’ICI, l’aumento dell’IVA e chi ha la fortuna di dichiarare più di 300.000, con una patrimoniale leggera che detta così sembra una specie di piatto vegetariano che si digerisce in fretta e fa pure andare di corpo. In realtà, le ipotesi che circolano negli gli ambienti specializzati sono ben altre.
I problemi sono piazzare il debito italiano e, soprattutto, internalizzarlo, cioè spostarne l’asse sul territorio nazionale invece che sugli investitori esteri.
Cerchiamo di capire prima di tutto perché conviene nazionalizzare il debito. Un primo motivo è l’eventuale uscita dall’euro o il ritorno generalizzato alle valute nazionali. Che sia un’opzione possibile non lo dicono i complottisti o Alessio Rastani, ma le maggiori banche internazionali che, secondo il New York Times, .
Scandaloso, La Truffa del BTP Day
28 novembre, 2011 di MikClaudia
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane
Oggi si sta celebrando il BTP Day. Il giorno nel quale gli Istituti di credito rinunciano graziosamente alle loro commissioni pur di sostenere la nazione nel tentativo di vendere il suo debito sui mercati internazionali. Ci sono tre elementi per definirla una truffa su scala nazionale con l’aggravante di farla passare per un aiuto al paese.
Organizzare manifestazioni di questo tipo è esplicita “sollecitazione al pubblico risparmio”, attività delicata e perché deve essere effettuata secondo regole precise, individuando il profilo di rischio dell’investitore e a fronte dell’esplicitazione di tutte le caratteristiche dell’investimento. Qui si tratta di quattrini, non delle mele comprate per fare beneficenza. Non si possono vendere obbligazioni in questo modo. E’ illegale. Non a caso Radio 24, la radio di confindustria, sta ripetendo questo concetto in ogni trasmissione, anche quelle sportive.
L’annuncio dell’imprenditore Giuliano Melani, pubblicato a tutta pagina sul Corriere della Sera, invitava gli italiani a “ricomprarsi il debito” per allentare la tensione finanziaria. Ne è seguito un dibattito piuttosto acceso sul tema, che ha portato all’iniziativa dei “Btp day”, due giorni in cui i cittadini sono invitati a mobilitarsi acquistando i Titoli di Stato: il 28 novembre sul mercato secondario e il 12 dicembre in occasione di un’asta per nuove emissioni. Aderiscono Abi, Borsa Italiana, associazioni degli analisti e degli operatori finanziari e molti istituti bancari. Ma non tutti sono convinti da questa forma di moderno “patriottismo”, e c’è chi invita a non sottovalutare il rischio cui il risparmiatore si sottopone con l’acquisto di Bot e Btp. Fonte
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Spread Europei, Cambi e Indici di Borsa
23 novembre, 2011 di redazione
Archiviato in Chiamiamola Economia
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Unica sul web italiano, questa pagina offre in un unico colpo d’occhio una serie di indicatori fondamentali per valutare lo stato reale della crisi economica finanziaria europea. Con un ritardo massimo di 30 minuti vi offriamo:
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L’indice della borsa di Milano, l’indice della borsa di Londra,l’indice della borsa di Francoforte, l’indice della borsa di Parigi, l’indice della borsa di New York.
Il cambio euro/franco svizzero, il cambio euro/dollaro.
Lo spread Italia Germania (BTP/Bund), lo spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), lo spread Francia Germania (spread OAT/Bund), lo spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), lo spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), lo spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)
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Indici di Borsa
| Milano |
Londra |
Francoforte |
Parigi |
New York |
Cambio Euro/Franco Svizzero Cambio Euro/Dollaro
| Ultimo: 1,2114 | Ultimo: 1,3286 |
| Variazione: 1,2064 | Variazione: 1,3185 |
| Ore: 1,2109 | Ore: 1,3275 |
fonte Yahoo Finanza

Spread rendimento su Obbligazioni di Stato decennali rispetto ai Bund tedeschi
spread Italia Germania (BTP/Bund), spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), spread Francia Germania (spread OAT/Bund), spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)
| Italia |
Spagna |
Francia |
| VALUE: 3.704 | VALUE: 339.745 | VALUE: 1.010 |
| 6.860% | 7.459% | 15.324% |
| Grecia |
Belgio |
Irlanda |
| VALUE: 31.000 | VALUE: 1.671 | VALUE: 630.165 |
| 1.291% | 8.488% | 1.791% |
Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.
Default Italia: Lo Spread Governa Dove Latita la Politica
15 novembre, 2011 di rosso malpelo
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Monti è salito sul Colle ed ha ricevuto un incarico annunciato da tanto tempo da potersi chiamare ormai d’argento, come le nozze di una vecchia canzone di De André.
In queste ultime ore mi è venuto in mente il remoto ricordo scolastico sulle contraddizioni dialettiche e su quelle reali, Hegel e Kant, insomma.
In sostanza, è vero che i mercati e gli stranieri ci hanno imposto un nuovo governo in violazione del dettato elettorale, ma è vero che quello del Cavaliere ha fatto di tutto per giungere a tale risultato (specialmente per la disistima unanime guadagnatasi dal Nostro).
Siamo una bomba ad orologeria per i mercati e per l’area dell’Euro, ma è anche vero che questa bomba reca molto esplosivo fabbricato all’estero, da banche irresponsabili e governi compiacenti.
Week-end con il morto
14 novembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Il re è morto, viva il re
12 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Che la festa cominci: libertà e perline colorate per tutti. Una volta si diceva “adda venì baffone”, ma gioivano solo i nostrani comunisti babbionizzati da una propaganda mistificatrice; adesso che sta arrivando Full Monty, tutti, ma proprio tutti, sembrano inebriati dall’estasi (o dall’extasy).
Non ho intenzione di venire alla festa, troverò una scusa, dirò che ho la febbre; sono disposto anche a fingere che sono in lutto stretto per la morte politica di un amico, ma alla festa non ci vengo. E, comunque, respingo fermamente l’accusa di essere prevenuto nei confronti del demiurgo, che non ha ancora preso il comando della nave, giacché questa, che dovrebbe essere logicamente una condizione sospensiva, viene disinvoltamente abrogata anche da quelli che festeggiano. Resterò da solo a casa “con le quattro capriole di fumo del focolare”, come “una cosa posata in un angolo e dimenticata”.

