Silvio Berlusconi: l’“ultimo comunista”…
11 gennaio, 2012 di Gaspare Serra
Archiviato in Cronache Italiane
STORIA D’UN PAESE IMPROVVISAMENTE SVEGLIATOSI “CONTRO NANO”…
Il dato è tratto: Silvio Berlusconi è morto! (politicamente, s’intende…)
Il 12 novembre, rassegnando le dimissioni, il Cavaliere ha irrimediabilmente inciso la parola “fine” su di una stagione politica protrattasi quasi un ventennio, inaugurata e conclusasi praticamente allo stesso modo: con un videomessaggio agli Italiani, coerente fino all’ultimo con il suo inimitabile stile da “tele imbonitore”.
Era il ‘94 quando il magnate italiano delle tv commerciali “scendeva in campo” annunciando una “rivoluzione liberale”, riuscendo in un’impresa dai più giudicata temeraria: smontare pezzo per pezzo l’impetuosa “macchina da guerra” dell’allora Pds, segnando di fatto l’avvento della seconda Repubblica.
Un’era geologica nel frattempo è trascorsa, segnata dal trapasso dall’età delle “monetine” (di Craxi) a quella delle “papine” (di Silvio), ultime comparse di quel “teatrino” (si direbbe ormai “festino”) della politica di cui il Cavaliere si era presentato come acerrimo avversario (almeno prima di assumere anch’egli in esso una parte da protagonista!).
Gioco di squadra e di compasso
30 agosto, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti
Apologo dei Conti di Rampogna
23 agosto, 2011 di fma
Archiviato in Cazzotti, Storia e Memoria
Il conte Peppino viveva con la vecchia balia in quattro povere stanze, le uniche dotate di tetto, a ridosso del mastio duecentesco che da una modesta altura dominava il corso delle risorgive. Il suo antenato Giovannino, uomo d’arme, cadetto dei conti di Rampogna, intorno alla metà del tredicesimo secolo, passando dai Duchi d’Austria al servizio del Patriarca di Aquileia, aveva ottenuto in feudo per sé e per i propri discendenti i paesi di Torre e di Brugnato.
Peppino sulla carta era ancora il signore di Torre e di Brugnato, ma siccome gli abitanti dei due paesi avevano cessato da tempo immemorabile di corrispondergli canoni, tassi, gabelle, decime, censi e pascolatici, s’era ridotto a vivere col crescione che la balia traeva dalle acque, peraltro limpidissime, del fiume, accompagnandolo con qualche uovo che veniva dal pollaio. Quel pezzetto di fiume e quel pollaio, sistemato sulla sommità del muro di scarpa per tenerlo fuori dalla portata dei malintenzionati, era ciò che restava, quando io ero ragazzo, del feudo dei Rampogna.
A 19 Anni con la Paura per il Futuro: Aereoporto di Bologna, 23-03-11
29 marzo, 2011 di Gilda
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Premessa: questo scritto non porta a nessuna conclusione concreta, è solo una riflessione per sfogare un disagio che altrimenti non se ne sarebbe andato. Poteva esser scritto cento volte meglio ed esprimere cento concetti di più, ma l’unica cosa che mi è sembrato importante comunicare al momento della stesura è la confusione e un po’ d’irrazionalità.
Esternalizzazioni: Il Sistema Telecomitalia
6 maggio, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
Nessuno può pretendere ragionevolmente di entrare nel merito di come venga gestita un’impresa a meno di non esserne, in qualche modo, parte. Il nostro, mi dicono, è un paese capitalista e la produzione è essenzialmente al servizio del profitto e non funzionale alla realizzazione del piano quinquennale per la vittoria del socialismo.
Nello stesso modo è evidente che il liberismo debba in qualche modo conciliarsi con la necessità di tutelare il tessuto sociale, fosse solo per preservane la capacità di produrre reddito.
E’ per questo che il regime d’impresa ed i rapporti tra l’imprenditore e le persone che con la loro attività contribuiscono alla produzione non sono (o non dovrebbero essere) lasciati completamente deregolamentati.Questo perché la legge possa offrire un supporto alle figure tradizionalmente più deboli in fase di contrattazione: i prestatori d’opera.
Se è utile al profitto del singolo retribuire un servizio a seguito di un’asta al ribasso tra lavoratori, non è certamente funzionale all’equilibrio della comunità. Stiamo insieme per migliorare la nostra vita e questo non può avvenire attraverso una competizione basata sulla rinuncia invece che sulla qualità di ciò che si offre.
Senza Parole
13 febbraio, 2008 di doxaliber
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Informazione, MenteCritica, Oltre il Confine, Rassegna Stampa
ITALIA A.D. 2008
Campagna elettorale per le elezioni politiche del 13-14 Aprile 2008

