Default Italia: Proteggere Se Stessi e i Propri Risparmi (Seconda Parte)
6 novembre, 2011 di dellefragilicose
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Vedi la prima parte qui.
Poche chiacchiere, andiamo al sodo. Provo a ipotizzare il comportamento da tenere in vari casi. Ipotesi, ovviamente, non sono un economista, non sono un esperto. nel caso che mi riguarda, mi sono regolato esattamente come scriverò:
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Italia Fallita con 9 Giorni di Anticipo sulle Nostre Previsioni: Ci scusiamo con i Lettori
1 novembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane, Cuore di Tenebra
Spread BTP-BUND:
366.77
Variazione:
+6.40
Ore:
00:55
fonte
La situazione dello spread BTP a 10 anni/ Bund tedeschi a 10 anni la vedete in tempo reale in testa a questo articolo. Mentre scriviamo, alle ore 10.45 del 1 novembre 2011 quota 426.65 punti base. 26 punti oltre la soglia che, statisticamente, segna il fallimento per una nazione.
Lo abbiamo scritto 90 giorni fa nell’articolo Meno di 100 Giorni al Fallimento
E’ Ufficiale la Grecia è Fallita. I Prossimi in Lista Siamo Noi
28 ottobre, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia
Si affannano tutti ad abbellire la cosa, a trovare espressioni diverse e, più in generale, a mantenere il tutto sotto tono per evitare che le persone si rendano realmente conto di ciò che è successo. La verità nuda e cruda però è tanto grave quanto semplice: la Grecia è fallita.
Dopo una trattativa che, a quanto pare, è stata piuttosto dura, . Il che non significa, ovviamente, che la Grecia lo ha rimborsato e quindi estinto, ma che i creditori lo hanno dichiarato perso, per cui accettano un rimborso parziale dei titoli che possiedono.
E quando un soggetto non paga i propri debiti, c’è poco da fare giri di parole: é fallito.
Default Italia: L’Euro è Salvo, mò ci Dobbiamo Salvare Solo Noi
27 ottobre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia
Nella notte, mentre tutti voi dormivate come dei cazzoni, i nostri grandi capi sono rimasti svegli. Non per trombare, almeno stavolta hanno lavorato, come dicono, .
Bene, bene. L’Euro è salvo, beato lui. Certo, si tratterà di mettere un po’ in moto le rotative della zecca della BCE per stampare Euro, ma come diceva il mascellone “il numero è potenza”. Chi ha comprato a 100 i bond di Atene si vedrà restituito 50, forse, ma va bene. Uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro dell’ ‘uccello di fiamma, così tutti capiscono che anche io ho letto il Bignami di Storia della Filosofia.
Grecia: Si sta, Come d’Autunno, sugli Alberi, le Foglie
3 ottobre, 2011 di dellefragilicose
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Lì, sotto le lacrime di Amanda Knox, sotto le dichiarazioni di Raffaele Sollecito, mezza coperta dalla lettera di Marchionne agli apostoli, preceduta dall’alto ed inutile dibattito sulla legge elettorale, silenziosa come un leggero venticello che precede la tempesta, la notiziola: Atene non rispetterà gli obiettivi imposti dall’Europa per il suo salvataggi., Nel 2011-12 deficit all’8,5%. Il governo, su input Fmi-Bce-Ue, .
Default Italia, 42 Giorni al Fallimento: La Lettera Segreta della BCE
29 settembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Se non fosse un disastro ci sarebbe quasi da ridere. Stamattina che la BCE avrebbe inviato al nostro governo il 5 agosto scorso.
Leggerla è uno spasso. Da una parte si capisce che, a parte le cosette gentili dette ufficialmente, la BCE sa bene che la situazione italiana è disperata non per motivi contingenti, ma per motivi strutturali. Le misure “suggerite” nella lettera sono una vera e propria rivoluzione. Se se ne applicasse la metà, questo sarebbe un paese completamente differente da quello che è oggi: libertà nei licenziamenti, ma misure di sostegno sociale per aumentare la mobilità dei lavoratori; maggiore concorrenza, quindi abolizione degli ordini professionali, delle licenze a numero chiuso (taxi compresi) o di figure inutili e sorpassate come i notai. Insomma, la Svezia.
E’ evidente che l’Italia non è pronta ad una rivoluzione culturale di questo tipo e che, per esclusiva colpa degli italiani e della loro classe dirigente, è destinata a soccombere in tempi brevissimi.
E’ tempo che i cammelli passino dalla cruna dell’ago
16 settembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Chiamiamola Economia, Oltre il Confine
Default Italia, 58 Giorni al Fallimento: La Grecia alla Canna del Gas
13 settembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia, Oltre il Confine
Sulla Grecia si fanno tante chiacchiere che non dicono nulla. Vediamo qualche fatto: il titolo di stato greco a un anno promette, alle ore 12.26 MET del 13 settembre 2011 un interesse del 130%. Vedere lo snapshot per credere.
In pratica, se presti oggi alla ai greci 1000 euro, loro ti promettono di restituirtene 2300 dopo un anno. ieri era il 117%, stamattina il 120%. Per seguire l’evoluzione della cosa in diretta, collegarsi .
Bisogna veramente aspettare un anno per capire che chi diede soldi in prestito con un interesse del 130% è fallito? No. Non credo. Nonostante i tentativi europei per tenerla in vita, la Grecia è morta economicamente. A partire dal prossimo mese non avrà più i soldi per pagare i propri dipendenti statali, i servizi si bloccheranno, cesseranno i rifornimenti ai supermercati, i conti correnti verranno congelati, non ci saranno più soldi per pagare il petrolio e si rimarrà al buio. Con l’arrivo dell’inverno la gente incomincerà a morire di fame e freddo, ci saranno rivolte e saccheggi, il caos. Non c’è bisogno di inventarsi niente. La crisi argentina .
Sono il nuovo premier, risolvo problemi
1 settembre, 2011 di Lameduck
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Default Italia: 99 Giorni al Fallimento – Cosa Vuol Dire Fallire per un Paese
3 agosto, 2011 di dellefragilicose
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L’Italia è Ufficialmente Fallita oggi Primo Novembre 2011
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Default, la parolina straniera che tanti pronunciano con leggerezza, è considerata generalmente una malattia leggera che prima o poi tutti devono fare, come il morbillo, gli orecchioni o la scarlattina.
Niente di più falso. Il livello di sviluppo di una nazione non si misura solo col PIL o con la tecnologia che è in grado di progettare/produrre, ma anche dalla pace sociale, dalla sicurezza che è in grado di assicurare ai propri cittadini. Non solo in termini di repressione della criminalità, ma in termini di certezza delle istituzioni: la legge, l’ordine, l’assistenza sanitaria, la chiarezza nei rapporti di lavoro, la stabilità dei redditi e l’affidabilità che lo stato è in grado di garantire quando fa una promessa ai suoi cittadini.
Fallire non è solo dire: non sono in grado di pagare i miei debiti, ma anche rinunciare di colpo al livello di sviluppo raggiunto con il lavoro di tante generazioni. In queste ore si parla di tutto: iva sociale, prelievi coatti della tredicesima e di un’altra mensilità per tutti i dipendenti e pensionati, eliminazione dell’assistenza sanitaria diretta, abrogazione dell’articolo 18 per garantire una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, posticipo dell’erogazione dei trattamenti di fine rapporto (le liquidazioni, per intenderci).
Default Italia: Meno di 100 Giorni al Fallimento
2 agosto, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Gli analisti di Credit Suisse () hanno messo a confronto l’andamento dei rendimenti di questi paesi nei 200 giorni che hanno preceduto il loro salvataggio. Nel caso di Atene i tassi hanno toccato per la prima volta la quota del 6% 95 giorni prima del mentre il “punto di non ritorno” del 7% è stato raggiunto esattamente 65 giorni prima del salvataggio. Nel caso dell’Irlanda la soglia del 6% è stata toccata 145 giorni prima del salvataggio, mentre il balzo al 7% c’è stato 32 giorni del piano. Anche nel caso di Lisbona il rendimento al 6% è arrivato 145 giorni prima degli aiuti per poi toccare il punto di non ritorno del 7% 100 giorni dopo. I casi di Irlanda e Portogallo dimostrano che il nostro paese ha ancora almeno 100 giorni di tempo per invertire la tendenza prima che la dinamica dei tassi diventi insostenibile.
Ogni generazione ha la sua guerra. Noi, stiamo vivendo la nostra. Se non fosse irriguardoso paragonare Benito Mussolini a Berlusconi(1) direi che siamo alla fase del Ridotto della Valtellina(2). Domani Berlusconi si presenta alle Camere per prendere in mano la situazione. I soliti politici raccomandati. Loro solo in mano, noi invece ci tocca prenderla nel culo la situazione.
Sono sinceramente curioso di ascoltare quello che dirà questo grande imprenditore, l’invitto condottiero che ha fondato un impero (suo) e che negli ultimi quindici anni ha, con l’approvazione di tutti gli italiani, posto un’intera nazione (la nostra) al suo servizio. In fondo, le contingenze economiche, la grande finanza, le scelte imprenditoriali, sono il suo forte. Non perde occasioni . Questo dovrebbe essere, più della riforma della giustizia, il suo campo.
Note
- non mi riferisco a valori assoluti, ma allo “spread” che c’è tra le due figure [↩]
- Il Ridotto Alpino Repubblicano, conosciuto anche come Ridotto della Valtellina, era il luogo dove i fascisti avrebbero dovuto organizzare la difesa finale della Repubblica sociale italiana. L’idea emerse undici giorni prima della Liberazione, il 14 aprile 1945, in una riunione nella residenza di Mussolini, presso Villa Feltrinelli a Gargnano, tra i rappresentanti tedeschi e i massimi dirigenti di Salò. Tale incontro fu l’ultimo ad alto livello.fonte [↩]
Crisi Economica: Lacrime, Sudore e Sangue, ma non per Tutti
5 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
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La mia competenza di economia è minima. Non potrei sostenere un discorso serio. Mi limito a chiacchierare come se fossi al bar a prendere un caffè con gli amici. Perdonatemi.
Iniziamo con un racconto, reale.
X ha poco più di cinquant’anni. Suo padre, un contadino lucano si trasferì a Napoli negli anni cinquanta per combattere l’estrema indigenza nella quale versava la sua famiglia. Nella città trovò un lavoro fisso ed ebbe sei figli. Il papà di X, poi, sì ammalò gravemente, perse il lavoro e la famiglia fu sostenuta dalla madre che faceva la sarta. Ciò nonostante, X oggi ha due figli che studiano, è un bravo musicista, ha una importante laurea tecnica ed un lavoro dignitoso equamente retribuito.
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Jules & Jane
10 ottobre, 2008 di Fully
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Border Zone, Oltre il Confine, Veri Uomini
Jules ed è il signore della foto. Mi viene difficile chiamarlo “barbone”. E’ un uomo così dolce e bello. Ed è libero come l’aria. Ad Atene vive nei pressi di una panchina posta appena fuori della Torre dei Venti. Ha una maglietta con su stampati i primi versi dell’Odissea, ha una bella barba bianca ed un volto scolpito. Non credo ricordi esattamente dove è nato, ma non gliene importa un fico secco, sa di essere nato, gli basta e si vede.

