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Clamoroso: 6 Occupati Italiani su Cento Vivono di Politica, gli Altri 94 li Mantengono

Vi piacerebbe possedere un’auto che brucia benzina e consuma olio e pneumatici anche quando è parcheggiata? No, probabilmente no.  Se poi, quando mettiamo in moto la macchina, questa non si muove o va avanti a tre cilindri (nella migliore delle ipotesi) è facile incominciare a pensare pensare che si è vittime di una grossa fregatura.

Eppure, che vi piaccia o no, è proprio quello che succede a tutti noi in Italia. In Italia ci sono un milione e mezzo di persone che vivono di politica. Su quasi 23 milioni di occupati in Italia, il 6% trae il proprio sostentamento da attività politiche o “dall’indotto”, per utilizzare impropriamente un termine industriale.

E quanto costa l’ambaradan? Quasi 20 miliardi di euro all’anno, l’importo di un’importante manovra finanziaria, praticamente quanto si spende per mantenere esercito, marina e aviazione messe insieme in un anno,  l’equivalente di un punto di PIL. Clamoroso. I numeri, già di per se’ impressionanti, diventano inaccettabili quando li si parametrizza al prodotto di questa “industria” in termini di programmazione, innovazione della società e progresso sociale.

I dati shock non vengono da un’organizzazione anarchica o da un’inchiesta giornalistica, ma da uno studio del sindacato UIL (l’originale è a questo link),. Un’organizzazione organica al sistema e che, probabilmente, ha stimato per difetto le sue valutazioni,  anche tenendo conto del fatto che nel rapporto (stranamente) non si parla di sindacati i quali contano decine di migliaia di addetti a tempo pieno che,ovviamente, gravano sul sistema.

Di seguito potete leggere il rapporto, così quando vi mangerete il fegato lo farete sulla base di dati di fatto e non solo sul sentito dire. Buona lettura.

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Ministro Sacconi: Sono Commossa

Stamani(1), ascoltando RaiNews24, mi sono commossa: calde lacrime, degne di una vera telenovela, sono sgorgate copiose mentre venivo a conoscenza del fatto che lo Stato italiano e il suo Governo hanno tanto a cuore i poveri disabili indifesi. Ho saputo, infatti, che, preoccupati che i poveri ammalati possano porre fine alle loro sofferenze, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha emesso un atto d’indirizzo, inviato ieri alle Regioni, che prescrive che, ospedali, cliniche, e qualsiasi struttura del Servizio sanitario nazionale, sia essa pubblica, convenzionata o privata autorizzata, non possa sospendere la nutrizione e idratazione ai pazienti in stato vegetativo permanente. La sottosegretaria Rocella, ci ha tenuto a sottolineare, come del resto l’On. Binetti del Pd, che questo era un atto dovuto per tutelare la vita e la dignità dei disabili.

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Note
  1. articolo originale del 18 dicembre 2008 []
Fine delle Note

La Sanità Italiana è Malata?

La sanità del nostro Paese è malata, questo lo sappiamo da tempo. Quello che invece non sempre teniamo presente è che non si può dare la colpa di tutto ciò ai medici: sebbene l’accostamento sanità-camici bianchi sia spontaneo ed immediato, tuttavia i medici sono spesso le prime vittime di un sistema inefficiente che da tempo li ha esclusi dalla propria gestione.
La diagnosi è abbastanza facile, anche se molti preferiscono creare confusione per spostare l’attenzione della gente e dei media su fatti di cosiddetta malasanità, che spesso di mala non hanno proprio un bel niente e l’imperizia e la negligenza dei presunti responsabili vengono gridate ad arte per dare alla pubblica opinione un motivo per lamentarsi del servizio pubblico e per screditare la classe medica, che pure conta tanti onesti e capaci rappresentanti tra i suoi iscritti. Vogliamo allora cominciare a guardare là dove si annida il marcio del sistema che dovrebbe gestire la salute dei cittadini?

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