Italia Fallita, Se Questi Sono i Nostri Paladini…
2 novembre, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Cronache Italiane, Oltre il Confine
Ieri sera sentivo in TV uno di questi sondaggisti (non ricordo il nome né la rete, ma non è importante) dire che in momenti di crisi le persone si attaccano ad alcune figure capaci di dare sicurezza, e che di solito questi personaggi sono al di fuori dai tradizionali schieramenti politici. Sicuramente vero, mi sembra una cosa normale. La conclusione era che gli italiani in questo momento vedono in Napolitano e Draghi le due personalità più affidabili, quelli a cui sarebbero capaci di consegnare il proprio destino.
Napolitano? Draghi?
I casi sono due: o il sondaggista in questione non sa fare il suo lavoro, oppure gli italiani si sono rincoglioniti definitivamente. Sinceramente mi piacerebbe credere alla prima ipotesi e chiudere qui la faccenda. Purtroppo temo che sia vera la seconda, e questo richiede alcuni approfondimenti.
Il Dubbio di Gubbio
11 settembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Diritto di Replica, Oltre il Confine
A 19 Anni con la Paura per il Futuro: Aereoporto di Bologna, 23-03-11
29 marzo, 2011 di Gilda
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Premessa: questo scritto non porta a nessuna conclusione concreta, è solo una riflessione per sfogare un disagio che altrimenti non se ne sarebbe andato. Poteva esser scritto cento volte meglio ed esprimere cento concetti di più, ma l’unica cosa che mi è sembrato importante comunicare al momento della stesura è la confusione e un po’ d’irrazionalità.
Cronaca di un Giovedì Inutile
17 marzo, 2011 di dellefragilicose
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Oggi sono a casa per decreto ministeriale. Una dozzina di cazzoni strapagati hanno temporaneamente interrotto le loro attività trombatorie e profittatorie per riunirsi e decidere che oggi è festa e devo essere felice, per legge. Ovviamente a spese mie, con un mio giorno di ferie, perché mica i loro amichetti imprenditori ci potevano rimettere per farmi stare a casa in un giorno di merda come questo (non lo sapevi? Leggi qui stronzo, leggi)
Grazie, soprattutto da parte della mia bambina. Magari potevo usare questa giornata di ferie in estate, per farla stare con i nonni che sono vecchi e non possono viaggiare o magari ficcarmi cento euro in tasca (lordi) che male non fanno. Ma La Russa & Co. mi hanno inculato per l’ennesima volta e quindi me ne resto qui in mezzo al nulla, a mille chilometri di distanza, in una giornata piovosa e fredda, mentre a casa mia è già estate. Fottiti e zitto e non cacare il cazzo, vecchio stronzo di merda. E zitto. E non cacare il cazzo. Vecchio di merda, non cacare il cazzo. Vecchio. Di merda.
Quattro Anni di MenteCritica
11 marzo, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in latest, MenteCritica
11 marzo del 2007, una domenica grigia, se non ricordo male, fra le 9.31 e le 9.55, queste pagine, fino a quel momento fredde e semivuote, si animano improvvisamente con l’uscita dei primi quattro pezzi di MC: New York Come Hiroshima e Nagasaki? di Spes74, Due i Pesi e Due le Misure 2 di MC (allora non avevo ancora scoperto di essere anche il Comandante Nebbia) oltre che dfc, Produci Consuma Crepa di Marco e Cronache Crepuscolari, sempre mio, che può essere considerato il vero e proprio manifesto su cui è stata fondata MenteCritica. Da allora, fino ad oggi, per quattro lunghissimi anni, questo sito ha diffuso in rete oltre 2500 contenuti originali , 600 riproposizioni di contenuti di alto valore provenienti da altri siti, quasi 51.000 opinioni sono state espresse su MC che è stata letta circa 3.400.000 volte. , uno snapshot funzionante della prima pagina di MC. Sotto, un’immagine.
La Truffa del17 Marzo: Le Otto Ore di “Festa” ce le Rimetti Tu di Tasca Tua
8 marzo, 2011 di Dino Carnevale
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, Il Lavoro degli Italiani, latest
Siamo ancora freschi delle violente polemiche che hanno caratterizzato l’istituzione “una tantum” della celebrazione per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Cinque o sei miliardi di euro di costi per le aziende, , costrette a retribuire una giornata di lavoro senza produzione, la delegazione ministeriale della Lega Nord che ed infine l’atto di forza del governo che, per decreto, .
Euforia nei circoli patriottardi e fra le file della sinistra, rabbia per gli industriali e per i leghisti. Un bel giorno di ferie che cade dal cielo per tutti i dipendenti italiani. Una volta tanto vince la “ggente“. In realtà, mentre si discute di patria, unità e dei massimi sistemi, la truffa si nasconde in un paio di righe che completano il decreto:
al fine di evitare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia
In pratica, i lavoratori dipendenti si vedranno decurtate 8 ore di permesso relativi alle “festività soppresse” (quelle del 4 novembre). Un monte ore che, normalmente, si può utilizzare in giorni a scelta o che può essere convertito in retribuzione se si decide di non fruirne.
Le aziende approfittano immediatamente del regalo fatto dal governo (e dalla silente opposizione). Un nostro gentile lettore ci invia una copia della comunicazione ricevuta dal suo ufficio del personale
Oggetto: Festa nazionale per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia – 17 marzo 2011.
Si rende noto che, con decreto legge n. 5 del 22 febbraio 2011, recante “Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011”, proclamata per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sono state emanate le norme atte ad assicurare alla celebrazione di tale ricorrenza la dovuta solennità e la massima partecipazione dei cittadini.
In base a quanto previsto dalla suddetta disposizione legislativa, per il solo corrente anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre si applicano, in sostituzione, alla giornata del 17 marzo 2011.
Per effetto di quanto sopra, il monte ore annuali di permesso “festività soppresse” viene ridotto di 8 ore o della minor quota proporzionale per il personale che osservi un orario inferiore alla durata normale dell’orario di lavoro settimanale.

In pratica, per “festeggiare” il 17 marzo, i lavoratori dipendenti dovranno sacrificare un giorno di permesso che altrimenti avrebbero potuto utilizzare in una data a loro scelta o rinunciare alla trasformazione di queste ore in retribuzione per coloro i quali avevano questa necessità (dai 50 ai 100 euro netti a cranio).
E’ soprattutto per questa seconda opzione che si può parlare di regalo fatto alla Marcegaglia. Da potenziale perdita di produttività, gli industriali si troveranno a disporre di un’inattesa liquidità e noi con meno soldi in tasca e con un giorno di ferie da fare obbligatoriamente in data stabilita dal governo.
Buon 17 marzo a tutti.
150 Anni: Decisamente Troppi. E Troppo Pochi
7 marzo, 2011 di la Donna Cannone
Archiviato in Cronache Italiane, latest, Storie Italiane
150 anni dall’unità dell’Italia sono decisamente troppi perché io mi senta emotivamente e idealmente partecipe alla “nostra” storia.
Banner per l’Unità d’Italia
26 ottobre, 2010 di Marina Garaventa
Archiviato in latest, Storia e Memoria
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Ieri, mi è venuta l’idea di mettere, nel blog, un banner che ricordasse il 150° anniversario dell’Unità d’Italia: la ricerca è stata lunga e, purtroppo vana. Nel siti governativi, il 150° non viene neppure menzionato, la ricorrenza trova spazio su siti regionali (p.e. ) sia per pubblicizzare vari eventi sia per riproporre le solite polemiche, trite e ritrite. Finalmente, dopo lunga e perigliosa navigazione, trovo il sito dedicato e, in patriottica predisposizione d’animo, certa che non possa mancare, cerco l’agognato banner…. Niente! Scopro invece che il bellissimo logo, , è strettamente vincolato da incomprensibili divieti che limitano il suo utilizzo, in manifestazioni pubbliche, a una lunga e dettagliata procedura.
Desisto ma, ripensandoci, mi dico:
< Questa è la festa di un paese, di un popolo, di noi tutti e se noi vogliamo unirci a questi festeggiamenti, sventolando una bandiera o applicando un banner sui nostri siti, non saranno certo quattro scartoffie, o le rimostranze isteriche e avvinazzate di qualche politico a farci desistere>
In men che non si dica, ho preparato il banner, che rimanda :
Questo e il codice per inserirlo nel vostro spazio web:
1 2 | <p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiaunita150.it/home.aspx"></a> <a href="http://www.italiaunita150.it/home.aspx"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4145/5092886898_4f8751dd11_t.jpg" border="0" alt="" width="100" height="95" /></a></p> |
Credo che questa piccolo omaggio al nostro paese e alla sua unità possa essere un segnale e un ammonimento per tutti quelli che, oggi più che mai, vogliono ridurci al silenzio le coscienze e il pensiero.
Guccini – Il Maestro della Porta Accanto
14 giugno, 2010 di Daniela Tuscano
Archiviato in latest, Suoni & Musica
Guccini compie 70 anni
Non era né , né L’avvelenata. Il “mio” Francesco Guccini si ritrovava nella e, ancor più, ne e , sua ideale prosecuzione.
Le osterie, al tempo in cui ascoltai il brano per la prima volta, non le avevo mai viste in vita mia, salvo qualche sparuta stamberga sul Ghisallo, e ne conservavo un’immagine alquanto fantasiosa, remota, libresca: da Promessi Sposi, insomma. Eppure le percepivo in qualche modo anche vicine, reali; forse perché le associavo ai colori autunnali, e per me autunno significava ottobre, quindi scuola.
1096
11 marzo, 2010 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, MenteCritica
L’11 marzo del 2007 usciva il primo pezzo di MenteCritica. Da allora sono passati 1096 giorni. 1096. Li sento tutti, dal primo all’ultimo, su queste vecchie ossa.
Il progetto era nato per dare un indirizzo collettivo e razionale ad una specie al quale mi ero abbandonato per sfuggire alla tentazione di ripristinare antichi costumi e ridare forma letale alla mia rabbia.
Dal punto di vista della socialità, MenteCritica è stata un fallimento, inutile negarlo. Su queste pagine ha scritto il meglio della rete, veri e propri artisti il cui ego si è dimostrato, quasi sempre, direttamente proporzionale al grande talento(1). Le persone le cui potenti qualità espressive sono accompagnate da una sincera e disinteressata passione civile non sono tantissime, spesso non hanno molto tempo a disposizione e, probabilmente, hanno già partecipato a progetti collettivi ricavandone un’impressione deludente.
Prima che queste pagine, che per merito o fortuna avevano raggiunto la ribalta nazionale, si trasformassero in una sorta di passerella espositiva, ho dovuto prendere delle decisioni che sono costate molto a me e a MenteCritica. Ormai è fatta, alla via così.

Da un punto di vista personale, invece, MenteCritica è stato uno strumento straordinario per la mia crescita intellettuale. Non c’è stato uno di questi 1096 giorni nel quale io non abbia dedicato un po’ di tempo a questo sito.
Volente o nolente ho dovuto conoscere persone, ascoltare storie difficili, leggere, studiare, approfondire centinaia di argomenti nei campi più disparati: politica, economia, lavoro, diritti, salute, scienza, arte. Ho dovuto cercare riferimenti, fonti, verificare informazioni e scovarle nei meandri più nascosti della rete.
Lentamente, MenteCritica ha assunto il ruolo di un vero e proprio percorso di studio che ha fatto di me una persona più completa avendo unito alla preesistente esperienza e alla competenza accademica la formazione necessaria a rendermi un cittadino critico e consapevole.
Col passare degli anni mi sono accorto che intorno a me la percezione del tempo è radicalmente cambiata. L’esperienza di un uomo comune che oggi ha settant’anni è praticamente inutile. Per la maggior parte della sua vita non ha potuto nemmeno immaginare la rete informativa planetaria, la telefonia personale e la pervasiva potenza del calcolo automatico. Nello stesso tempo quanti di noi pianterebbero degli alberi e li curerebbero per tutta la vita sapendo che i primi frutti potranno essere colti solo dai propri nipoti?
Sembra che in questo Paese si sia persa la percezione della profondità temporale dell’esistenza e che passato e futuro siano collassati in un unico, eterno presente. I giorni si succedono come fotogrammi di una pellicola sulla quale si imprime una sola ed unica data, oggi. Nessun ricordo di ciò che è stato, nel bene e nel male, e nessun programma per ciò che sarà.
L’esperienza mi ha insegnato che ciascuno di noi si sente eletto nei confronti del destino. Sono gli altri a perdere il lavoro, gli altri ad andare in ospedale, gli altri a scontrarsi con la cieca ferocia del caso, gli altri a morire. E’ come se si avesse l’assurda certezza che certe cose a noi non possono succedere e che, quando verrà il nostro turno, proprio per noi sarà fatta un’eccezione. La realtà è che se solo per un attimo smettessimo di guardare il film, ci accorgeremmo che a noi è già successo e che sicuramente accadrà ancora di trovarci di fronte a cose che non siamo in grado di affrontare e che ci espongono alla mercè di una comunità sociale che non esiste più.
La verità fondamentale è che da soli non siamo nulla. Nessuno di noi, nemmeno il più ricco o il più forte, può fare a meno degli altri e la degenerazione del paese in cui si vive diventa la corruzione e la consumazione del nostro stesso corpo e della nostra stessa vita.
Le ragioni per le quali la comunità nella quale siamo nati si è dispersa sono tante. Il mondo, come già detto, è diventato diverso. Le culture e i popoli tendono a confrontarsi e nessuno può pretendere che tutto sia uguale a quello che si vede in “Poveri ma Belli”. Però, la mia impressione è che in questo processo la nostra identità sia andata perduta e questo non consentirà mai nessuna integrazione perchè se una cultura non esiste più, non può integrarsi con le altre, può solo disperdersi ed essere dimenticata. Per sempre.
La prova è che il confronto civile delle idee non esiste più. La rissa e le urla hanno sostituito il dibattito e l’esposizione degli argomenti in televisione e sulla stampa. Il nostro Paese si è trasformato in un unico immenso stadio dove gruppi di ultrà si scontrano tra loro per motivi incomprensibili e dove la violenza cieca e brutale è l’unico strumento di confronto.
E’ per questo che io e i abbiamo voluto MenteCritica. Io conosco il mio passato. Non tutto quello che ho scritto mi piace e sono sicuro che avrei potuto trovare modi miglior per dire quello che penso, ma l’ho scritto ed ho accettato il confronto civile con tutti. Gridare in televisione o litigare allo stadio vuol dire dimenticare ciò che è stato e precipitarsi nel futuro come farfalle impazzite. Se esiste una soluzione al nostro problema non è a Roma. Il nostro futuro, la pace nella quale vivranno i nostri bambini sono scritti nel cuore di ciascuno di noi. Ognuno ne possiede un pezzetto e litigare e rifiutare il confronto vuol dire rinunciare a quel pezzo di verità. Su MenteCritica diciamoci tutto, ma diciamocelo in modo da capirci. Le regole sono semplici, leggetele. La squadra per la quale tifate non ci interessa, le vostre opinioni personali sì.
E parliamo, solo per un attimo, del futuro. Ho titolato questo editoriale “Cronache Crepuscolari”. Uno dei miei desideri più grandi sarebbe che, trascorso il tempo necessario, ne potessi scrivere un altro riferendomi, questa volta, alla luce della nascita del giorno che ha lo splendido colore del principio.
E se questo non sarà, speriamo che il destino sia clemente con ognuno di noi.
Sono queste le parole con le quali tre anni fa ho inaugurato queste pagine. Rileggendole mi rendo conto che la speranza è stata mal riposta. Il destino non è stato clemente. La rete offre grandi opportunità, ma gli italiani della rete sono afflitti dalla stessa mediocre litigiosità di quelli della televisione dei quali, ben lungi da distinguersi, finiscono per scimmiottare, in maniera dilettantesca, parole, atteggiamenti e slogan.
Anche per questo, oggi vivo più solo di allora, in un paese peggiore che non credo si possa più cambiare solo con le parole. Sono di tre anni più vecchio, il lavoro va male, anzi malissimo e dello splendido colore del principio non c’è traccia perché al crepuscolo è seguita, come c’era da attendersi, la notte.
Mi rimane la consolazione di non dovermi contentare delle sole mani nude. Ho quel che serve per rendere la vita difficile a chi toccherà venire a prendermi e lo so usare bene.
Non me ne andrò in silenzio nella notte.
Questo è sicuro, maledettamente sicuro.
Note
- Escluderei me. Il mio ego prevale largamente sul talento, non tanto per dimensione dell’ego, quanto per scarsità di talento [↩]
Quaranta Anni di Silenzio
12 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Storia e Memoria
Oggi, con tutto il rispetto possibile, mi chiedo cosa provino le persone la cui vita è stata radicalmente cambiata quaranta anni fa senza che nessuno si sia preoccupato di spiegargli il perché e di rendergli giustizia.
Immagino il sorriso beffardo che si disegnerà sui loro visi quando sentono parlare di democrazia, trasparenza, società civile e istituzioni, mentre pensano alla deflagrazione che portò tutti noi nella strategia della tensione e loro a subire la violenza reiterata dei depistaggi, dei processi fasulli, delle illusioni ed infine la beffa quando l’ennesimo processo, il settimo, sulla strage si chiuse in Cassazione con la conferma delle assoluzioni degli imputati e l’obbligo, da parte dei parenti delle vittime, del pagamento delle spese processuali.
Sono vicende come queste a darci la misura esatta della nostra dimensione civile, dell’infamia che macchia la nostra bandiera come una sorta di peccato originale e della nostra sopravvalutata dignità nazionale.
Eppure, come ogni peccato, anche questo potrebbe essere emendato con un atto di buona volontà. Rimuovendo il segreto di stato, aprendo gli archivi che custodiscono la vergogna tricolore, si darebbe a tutti noi l’occasione di metterci di fronte ad uno specchio e guardarci finalmente negli occhi.
No, non parlo di condanne, non parlo di vendetta, per quanto non spetti a me il diritto di rinunciare a questa forma di giustizia. Troppo tempo è passato. Molti saranno morti, altri potrebbero beneficiare della prescrizione. Parlo di conoscenza e di consapevolezza, perché come ogni malato che mantiene un minimo di dignità, mi piacerebbe sapere quanto grave è il mio male e quanto sono lontano dal giorno nel quale potrò lasciare questo capezzale ed avviarmi, finalmente guarito, per le strade del mondo.
Il Male
4 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
E’ un po’ di tempo, almeno da quando scrivo sul web, che in occasione del 4 novembre pubblico qualche riga per ricordare la prima guerra mondiale, la grande sofferenza che è costata e le vite interrotte di milioni di uomini bruciati, gassati e sepolti nel fango delle trincee.
Mi sono reso conto che la mia personale affinità con quei destini derelitti è una cosa che non tutti possono condividere. I soldati parlano ai soldati e quello che si dicono è storia di sangue, sacrificio e sofferenza che gli altri non vogliono ascoltare.

28 Maggio
28 maggio, 2009 di staff
Archiviato in latest, Storia e Memoria

Critica della Liberazione
25 aprile, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in latest, Storia e Memoria
Da alcuni anni la ricorrenza del 25 aprile è occasione per aspri dibattiti. In realtà, secondo la mia opinione, gran parte delle argomentazioni sono superficiali, sterili, pretestuose ed hanno l’unico scopo di trasformare ogni discussione in polemica, l’unico sistema retorico che il pubblico italiano è in grado di capire e di apprezzare.
A Proposito di Desaparecidos: Storia di Polda
19 febbraio, 2009 di tenebra
Archiviato in latest, Vere Donne
Il 25 Novembre 2008 è morta, all’età di 86 anni, Polda Barsottini che avevo conosciuto alcuni anni fa.
Polda era emigrata 70 anni fa in Argentina per tentare di uscire dalla miseria e dalla fame che affliggevano i paesi di montagna in quegli anni.
Era nata a Levigliani, in Versilia, a pochi chilometri da S.Anna di Stazzema, là dove i tedeschi spalleggiati dai fascisti locali, solo pochi anni dopo avrebbero fatto una delle stragi più efferate della storia della seconda guerra mondiale in Italia con 560 donne, vecchi, bambini trucidati a sangue freddo.
Cesare Battisti e i Marines
29 gennaio, 2009 di tenebra
Archiviato in Cazzotti, Cronache Italiane, latest, Storia e Memoria
Non ho alcuna simpatia per i brigatisti rossi, vecchi e nuovi, e sono convinto che sono stati tra i peggiori nemici della sinistra e delle classi lavoratrici nel nostro paese: tra i miei punti di riferimento c’è e ci sarà, per sempre, Guido Rossa, genovese, operaio, comunista, sindacalista della Fiom-Cgil ucciso dalle BR il 24 Gennaio 1979, giusto trent’anni fa, e questo basti per disegnare il limite invalicabile che mi divide da questi assassini.
Clamoroso: Finalmente Leggi Speciali per i Fannulloni
17 novembre, 2008 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane
La notizia non è ancora ufficiale, la voce serpeggia da giorni nei corridoi dei soliti bene informati, ma crediamo che, trattandosi di una splendida novità, non ci sia nulla di male a rompere la nostra consueta riservatezza ed ad anticiparvela. Il parlamento avrebbe allo studio un provvedimento d’urgenza per la promulgazione di leggi speciali per i Fannulloni.


