Disgeli
27 agosto, 2011 di Emanuele
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Leggere
Mi commuove quando un bimbo passa dal gattonare ai primi passi. Mi commuove quando, per tutto l’impegno che ci mette, non riesce a mantenere l’equilibrio e ad arrivare fra le braccia di chi lo attende. Il sorriso dell’avventura intrapresa si spegne nello sforzo di rialzarsi e si legge chiaramente nei suoi occhi la delusione del gesto fallito.
Cerco sempre di riaccendere quella gioia distraendolo e facendogli dimenticare questi inevitabili incidenti nella strada del crescere, con qualche smorfia o qualche gioco, o più semplicemente un sorriso.
La nostra condizione di adulti (parolona talvolta) rispecchia in parte il principio del camminare, la differenza è che, in caso di caduta, nessuno ci distrae o ci fa dimenticare, solo il tempo e una buona dose di forza interiore e consapevolezza ci riescono e non sempre con risultati accettabili. E a camminare, in ogni caso, non impariamo mai perfettamente.
Lise – Parte seconda. Sotto il Vestito.
Sulla pista dell’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok il Boeing 777 era in attesa dei passeggeri.
Power755 si trovava in un bunker di Dallas negli USA ad una profondità di 5 piani sotto terra. L’immenso locale C3 della computer farm era illuminato da luci di sicurezza che spandevano una luce flebile. La temperatura fredda del condizionamento garantiva il funzionamento di alcune centinaia di server che ronzavano sommessamente. Cavi inondavano il pavimento.
Lise era nella stanza. Nuda. Il suo corpo era femminile e seducente la sua pelle morbida appena spruzzata da riflessi rossi dava l’impressione di una recente esposizione al sole. Aprì un comparto e cominciò a vestirsi, ogni movimento metteva in risalto la sua grazia e la sua sensualità dolce senza aggressività di una bellezza amichevole e positiva.
Si vestì con una camicetta scollata che metteva in risalto la sua pelle dorata e un paio di jeans. Finì di vestirsi e prese a truccarsi leggermente. Aprì il comparto e prese la borsa da viaggio e si apprestò ad uscire.
Berlusconi-Libia: Non Chiamo per non Disturbare, Passo più Tardi per Bombardare
18 marzo, 2011 di Giovanni Grobo
Archiviato in latest, Oltre il Confine
Messe da parte le coccardine tricolori, si torna alla realtà. L’ONU , pur escludendo esplicitamente ogni forma di occupazione. L’Italia, che in politica estera è famosa per l’evanescenza delle sue prese di posizione, si dichiara disposta a con la benedizione del segretario di stato americano che, causa Wikileaks, ha tanto da farsi perdonare. Gheddafi, tanto per cambiare, minaccia:
Ogni intervento militare contro di noi metterà a rischio il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo [...] tutte le strutture civili e militari diventeranno legittimo obiettivo del nostro contrattacco
In arrivo nuovi guai per Lampedusa, probabilmente. Tutto bene per i giornali on line che, dopo aver appena annusato il decotto argomento dei 150 anni dell’Unità d’Italia e abbondantemente spolpato la grassa ciccia del terremoto giapponese con tanto di fuga radioattiva, si ritrovano servito su un piatto d’argento un altro succoso argomento anche se, con ogni probabilità, non durerà molto a lungo.
Lise – Parte prima. Il viaggio
Un’altra partenza. Il passare delle ore e improvvisamente il tempo che sembra contrarsi: sempre troppo poco per fare tutte quelle cose che non si erano previste precedentemente e allora forsennatamente si cerca di fare tutto di corsa. Poi la partenza verso l’aeroporto, il taxi, il check in e poi finalmente si tratta solo di aspettare l’imbarco. L’attesa con persone anonime che mai si ricorderanno di me come mai mi ricorderò di loro.
Finalmente si sale sull’aereo, la gente si accalca per giungere al posto chissà perché poi visto che sono tutti prenotati.
Nun te Piace, ‘o Presepe?…
24 dicembre, 2010 di Daniela Tuscano
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, latest, Strange Days
Mica vero che “non fa male a nessuno”. Anzi, nuoce gravemente alla salute. Chi? Meglio domandare “cosa”, ma in verità è proprio quel “chi” a disturbare. Il presepe fa male. E, dietro e dentro di lui, la statuina di quel bimbo seminudo. Ciò ch’essa simboleggia.
Il collegio docenti della scuola materna di via Forze Armate, a Milano, aveva infatti stabilito di celebrare un . Via stelle comete, grotte o capanne, pastori e pecorelle, San Giuseppe, Madonne e quel povero cristo di Gesù Bambino. Al loro posto renne dal naso rosso, Babbi Natale paffuti e gaudenti, canti e cori inneggianti alla festa, ma, per carità, senza il minimo accenno alla religione. Per rispetto dei bambini, si capisce. Perché l’asilo di via Forze Armate è multietnico e multireligioso. Perché una festa cristiana scandalizzerebbe ed emarginerebbe i piccoli musulmani, indù, buddisti frequentatori di quell’istituto.
E pensare che, per anni, questi difensori a oltranza della pluriconfessionalità avevano bellamente irriso il Natale – e coloro che lo celebravano come zotici e ignoranti – non mancando mai di puntualizzare che in origine si trattava di tutto, tranne che di “festa cristiana”. Era nient’altro che la festa del Sol Invictus, nella quale si annunciava il solstizio d’inverno e ci si scambiavano doni e si preparavano ricchi banchetti, che talora sconfinavano in orge. Più di recente, i divulgatori hanno trovato legami col culto tardoantico del dio Mitra e antiche celebrazioni egizie e mesopotamiche (cui potremmo aggiungere, per le analogie con l’uomo-dio, il Poema di Gilgamesh). Non si trattava tanto d’informare, quanto di screditare il 25 dicembre cristianizzato in nome di un’oggettiva e rispettosa laicità.
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Stabilità Mentale
4 settembre, 2010 di Marechiaro
Archiviato in Storie Italiane
Non so se è solo una mia impressione o la stabilità mentale sta degenerando non solo per l’età e in condizioni di stress. Dalle liti in sala parto, in Parlamento, alle ragazze ingaggiate per assistere allo show del rais, allo strapotere dei gestori delle utenze pubbliche, alle stragi per futili motivi e ai vari incidenti dovuti a distrazioni che la cronaca segnala abbiamo solo una piccola parte del fenomeno, che non è dannoso solo quando destabilizza i vertici o provoca decessi ma per la sua continuità subdola.
Sto scrivendo mentre quello di fronte urla di tutto alle ragazzine, discolette per la verità, mentre la madre tace e il padre vero si è rifatto una famiglia. Pochi minuti fa ha smesso di funzionare un martello pneumatico che ci ha disturbato tutto il pomeriggio, proprio oggi che si cominciava a quietare dopo un’estate passata a dover assistere alle urla continue di un altro cinquantenne alla propria madre ottantenne, a volte piena di lividi che giustifica con cadute a cui non crede nessuno.
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Contorno di Patatine
30 agosto, 2010 di Daniela Tuscano
Archiviato in Caffè Amaro, Cazzotti
Tanto per cambiare, non c’entra un cippalippa. Cosa? Ma la religione, ovviamente. Il proclama di Gheddafi “l’Islam deve diventare religione d’Europa” fa fremere di orrore e tremore solo qualche legaiolo di Pizzighettone, bizzarramente unito a sparute pattuglie di ateisti razionalisti darwinisti copernicani, quelli cui il crocifisso in aula procura incubi ben maggiori dei crocifissi della Terra, siano essi bimbi rom arrostiti vivi o puerpere semisventrate in sala operatoria.
Internet e l’Amicizia
Elton John, che internet:
- non fa uscire le persone di casa
- non fa socializzare più la gente
- rovina la creatività
- rovina l’industria musicale
- “spera che il prossimo movimento musicale lo demolisca definitivamente”
- fa morire i gattini (questo è un passo che, francamente, non riesco a capire…)
- fa venire l’herpes
Mi viene da pensare alle amicizie e conoscenze varie che dal 2005/2006 ho fatto in giro per quel mondo virtuale. Vi racconto la mia storia. Ho conosciuto gente diversa. Contattata su Internet a non lunga distanza di tempo l’una dall’altra. Si parte sempre con l’entusiasmo della novità. Forse un po’ morboso. Poi ci si scrive per un po’. Eventualmente ci si conosce di faccia con files jpg. Poi può proseguire tutto bene oppure finire oppure ancora finire male (qualche volta). Le cronache e le notizie televisive insegnano.
Eutanasia
15 novembre, 2009 di fma
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Leggere, Oltre le Righe
Domenica, 11 ottobre
É una giornata di sole. Mi segue strascicando il passo fin sotto il nocciolo, dove c’é il suo pallone tra l’erba. S’accovaccia senz’allegria. In qualche modo deve accorgersi che lo fisso, perché alza la testa dal pallone e mi guarda. Senza l’espressione gioiosa con cui mi ha guardato tante altre volte, probabilmente sta troppo male, ma pur sempre con un punto interrogativo negli occhi: che hai?
Non glielo posso dire. Se anche potessi non glielo direi. Non sono affatto sicuro d’avere diritto all’arbitrio di cui ho deciso di farmi carico. Ma la superbia per iniziative che non ci competono, da Adamo ed Eva in poi, pare sia nella nostra natura: “Ma misi me per l’alto mare aperto”.

Quanto Vorrei non Essere Fuori dal Mondo
2 novembre, 2008 di Carmine F.
Archiviato in Caffè Amaro, Diritto di Replica, La diversa Opinione
Da qualche tempo ho una strana sensazione. Più che strana direi paranoica. Non me la spiego, non riesco proprio a capire da cosa possa essere determinata. Eppure c’è. E’ la sensazione di chi sente tagliato fuori dalla vita vissuta, di chi sente estromesso perché in qualche maniera diverso.

Un Amico Vero
16 agosto, 2008 di Fully
Archiviato in Meccanica delle Cose
Se vuoi dire la tua e ti aspetti che io la condivida a prescindere, solo perché ti sono amico, allora non cerchi un amico: cerchi uno yes-man. Cioè proprio il contrario di un vero amico.
Un amico ti offre i suoi occhi per vedere qualcosa che può esserti sfuggito. Può darsi che i suoi occhi non riescano ad esserti utili (nessuna esperienza è mai identica ad un’altra), ma, dandoti col suo punto di vista, ti offre comunque un’opportunità in più.

Il Sogno, l’Utopia, la Verità
24 ottobre, 2007 di Daniela Tuscano
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Border Zone, Democrazia e Diritti
Si chiamava Luz Santamonica e ha attraversato le nostre vite con la potenza rapinosa della cometa. Come quelle comete, che lambiscono una sola volta i firmamenti umani, e paiono lì, fisse e dense nella calotta del cielo, uno sbaffo a olio tra le impalpabilità siderali, Luz aveva portato la sua luce sonora nelle nostre contrade.
