Ambiente e Giustizia: Muti e rassegnati
15 aprile, 2009 di ilBuonPeppe
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Mi capita di frequentare un certo numero di siti web, e ogni tanto mi capita di scoprire notizie di cui non c’è traccia in nessun altro posto; così mi chiedo “ma sarà vero?”. Non credo infatti che qualcosa sia vero solo perché “l’ho letto su Internet”, espressione che, seppur priva di senso, cresce rigogliosa sulla bocca di tanti idioti. Così come non è in alcun modo significativo sostenere che “l’ha detto la TV” e pretendere con questo di attribuire una patente di veridicità a questa o quella notizia.
Si fa confusione tra la fonte informativa e il mezzo di trasmissione, perché così si semplifica l’approccio e si possono evitare domande a cui non è sempre ovvio dare una risposta; purtroppo il rincoglionimento della nostra società avanza a passi da gigante, e la capacità critica è una merce sempre più rara.
Come Diventare Ricchi (non) Importando Coccodrilli
11 febbraio, 2009 di tenebra
Archiviato in Cronache Italiane, Il Pianeta che Ride, latest
UNA STORIA VERA
Ci sono storie che hanno una forza tragicomica travolgente ma che, proprio per la loro intrinseca ambivalenza, ci dicono più di qualsiasi analisi sociologica o politologica di come vanno le cose in questo Paese.
Dunque, l’involontario e malcapitato protagonista di questa storia è il signor X, cittadino esemplare che paga le tasse e rispetta le leggi e che se può rendersi utile, gratuitamente, per l’Italia lo fa e non va neanche a raccontarlo in giro.
Il nostro signor X è anche un amante della natura e di questo ne ha fatto una professione, inseguendo per boschi di mezza Italia lupi ai quali aveva applicato radiocollari e facendo altre cose di questo genere.
Per questa sua passione ma soprattutto per la grande competenza che ha dimostrato in queste attività, viene nominato, tredici anni fa, nella Commissione di esperti presso il Ministero dell’Ambiente che deve dare una consulenza scientifica sulle richieste d’importazione di animali esotici così come previsto dalla Convenzione di Washington (CITES) che disciplina il commercio internazionale di specie di fauna e di flora in via di estinzione.
In pratica questi egregi 8 signori che fanno parte della Commissione devono dare o negare il placet all’importazione di animali esotici.
Tra le varie richieste che pervengono alla Commissione ce n’è una quantomeno bizzarra: un signore campano (non diremo il luogo esatto del fantasioso importatore) chiede di poter far venire in Italia coccodrilli per allevarli, ucciderli e farne borsette, scarpe e altri accessori per aspiranti necrofili/e.
La Commissione esamina la strana richiesta e la respinge.
Tutto finito? Neanche per sogno, passano gli anni, cambiano governi e ministri e il nostro signor X non fa più parte, ormai da dieci anni, di questa Commissione e si è perfino scordato che c’era, incredibile ma vero!, chi voleva allevare coccodrilli in Campania.
Un giorno si presenta a casa del nostro signor X un ufficiale giudiziario che gli comunica che deve risarcire lo Stato per € 630.000.
Il signor X cade dalle nuvole, lui ha sempre pagato le tasse e perfino tutte le multe, senz’altro c’è un errore e dunque si precipita a Roma per chiarire quello che gli sembra un orribile scherzo.
Ma non è uno scherzo: il fantasioso importatore di coccodrilli ha fatto causa allo Stato per i danni derivanti dalla mancata attività di scuoiatore di rettili e, senza colpo ferire, ha ottenuto il risarcimento di €5.000.000 che lo Stato, in genere abbastanza taccagno, si è affrettato a versargli.
Qualche tempo dopo l’inopinato arricchimento dell’allevatore di coccodrilli la Corte dei Conti esamina la vicenda e individua i colpevoli del cospicuo esborso: gli 8 gentiluomini della Commissione che, nel frattempo, avevano trascorso questi 13 anni ignari del macigno che incombeva sulle loro teste.
5 milioni di euro diviso 8 fa appunto € 630.000 cadauno, spicciolo più, spicciolo meno.
Il nostro signor X è ora in mezzo ad avvocati e non dorme la notte anche perché, a mettere radiocollari ai lupi, non si mettono da parte € 630.000 e non sa come fare.
Fine della storia, per ora.
Vorrei che mi credeste: questa storia è vera dalla prima all’ultima riga, quello che è surreale è il nostro Paese.

Una Discarica Per le Coscienze
6 novembre, 2008 di Cambiamo Pianeta
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Allora il Silvio è riuscito nell’impresa. Ce l’ha fatta. L’emergenza rifiuti a Napoli e dintorni è rientrata ed il problema è definitivamente risolto. Non si sente più nulla, nessuno che ne parli, non più lamenti né lagnanze, niente di niente. Calma piatta e disarmante.

Cani, Fagiani e Polpette Avvelenate
30 settembre, 2008 di Paolo Arena
Archiviato in Il Pianeta che Ride
La signora che abita in fondo alla mia stradina mi ha chiesto un paio di settimane fa (9/2008) se per caso avessi visto il suo “canetto”; un mio amico, invece, ad agosto ha visto due dei sue cani soffrire moltissimo e rischiare di perdere la vita per avvelenamento, se non fosse stato per il veterinario che per coincidenza era in visita alla sua fattoria. Purtroppo credo che ci sia un rapporto molto stretto fra le due vicende e lo analizzerò al punto uno; il secondo punto, altrettanto grave, è parallelo alle vicende di cui sopra, ma può succedere anche che ad esse si intrecci.

Scelta Nucleare Italiana. Dopo 22 Anni Chernobyl è Ancora una Minaccia per Tutto il Continente. I nuklearisti dell’Ultima Ora lo Sanno?
25 giugno, 2008 di Vortexmind
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Era la primavera del 1986. Io ero piccolo allora, avevo 5 anni. Eppure mi ricordo quel giorno strano, durante il quale mia madre (con la premura tipica di un genitore) mi proibì di uscire di casa perché a suo dire “era pericoloso”. Ricordo anche che per qualche tempo non mangiammo più gli ortaggi che crescevano nell’orto e non bevemmo latte. Io all’epoca non capivo molto, specialmente quando alla TV sentivo parlare di un luogo dal nome strano come Chernobyl, che sembrava collegato a quelle strane disposizioni.
Se un Chicco vi Pare Poco
22 maggio, 2008 di Fully
Archiviato in Consumo CriticaMente, Il Pianeta che Ride
Era da un po’ che volevo scrivere di Chicco Testa.
Come, non vi ricordate chi è? Maddai, non è possibile! Uno che a cinquant’anni suonati si fa ancora chiamare Chicco resta impresso.
A quei pochi che proprio non ce l’avessero presente basta andare su Wikipedia: lì troveranno anche una sua bella foto sorridente.
Avete letto tutto?
Bene. Allora avrete capito che Chicco non è un personaggio da poco, nonostante il nome minimalista.



