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Lunedì sera, su La7 nel corso della trasmissione L’infedele, Gad Lerner ha proiettato un video che già mi aveva indignata alla sua prima diffusione su youtube che, al solito, ha preceduto i Media (che, comunque, non hanno speso molte parole, se si escludono i soliti noti).

Si tratta di una delle performance di Gentilini (il giullaresco primo cittadino della città di Treviso) a proposito degli immigrati. Ma al di là del video in sé (inquietante, oltre che per l’evidente e impunita posizione razzista anche per una neppure troppo velata apologia del fascismo), credo che una riflessione vada fatta in merito a queste sue parole:
Quello che io dico è la somma di quello che mi dicono i cittadini. Io sono un grande megafono. Non ho paura di nessuno e dico quello che voglio.”

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… e il Mondo Ride

Sarà che io sono di quelli che scrivono ancora Patria con la ‘p’ maiuscola…
Sarà che quando ascolto il nostro inno e vedo alzarsi la bandiera tricolore ad indicare una ricorrenza importante oppure a celebrare una bella vittoria sportiva provo un certo magone…

Sarà che mi infastidisce sentire un italiano riferirsi all’Italia dicendo “questo paese” anziché “il mio” o “il nostro paese”, perché vorrei che il pronome possessivo indicasse un senso di appartenenza che il “questo” al contrario, allontana…
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Fiumicino, esterno giorno, primi mesi del 2008. E’ in corso la trattativa con Air France per trovare un acquirente per la compagnia di bandiera italiana sull’orlo del fallimento. Il governo Prodi privilegia la pista francese perché l’asta per il salvataggio è andata fino a quel momento deserta ed Air France è l’unico gruppo che abbia presentato una proposta concreta.

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On Wall Street he and a few others—how many? —three hundred, four hundred, five hundred?—had become precisely that . . . Masters of the Universe. There was … no limit whatsoever!

Tom Wolfe, Il Falò delle Vanità

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La vicenda Alitalia dell’ultima ora mi suggerisce una riflessione in controtendenza rispetto a tutte le dichiarazioni ascoltate in TV e lette sui giornali cosiddetti indipendenti: quelli di partito hanno assunto posizioni diversificate!

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Che l’Italica memoria ricordi, non c’è stata alcuna trattativa senza preventivo consulto sindacale. Da che esistono, i sindacati, hanno sempre preso parte a qualsiasi trattativa in corso.

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Riuscite a comprendere un semplice testo scritto?
Capite cosa state leggendo in questo momento?
Siete dei privilegiati.
Per 1 italiano su 3 è una difficoltà insormontabile.

Attilio Paparazzo, responsabile nazionale Cgil scuola, riferisce che:

«spesso i bidelli che arrivano in provveditorato per iscriversi nelle graduatorie scolastiche fanno fatica a inserire i propri dati o a leggere il modulo “sono cittadino italiano, dichiaro di aver assolto gli obblighi di leva”».

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Non ce l’ho più di tanto con Brunetta, ma quando si atteggia a fare “il piccolo dittatore” non riesco a nascondere la mia irritazione…
Qualche tempo fa scrissi una sorta di filippica contro i sindacati, parlando della mia esperienza personale che è stata gratificante e sgradevole nello stesso tempo: troppi personalismi e troppa lotta intestina. Non mi sono permesso mai di dire: “Buttiamo a mare i sindacati!” Sostenni, al contrario, che se non ci fossero bisognerebbe crearli, perché nessuno deve dimenticare le lotte che hanno combattuto per acquisire e tutelare i diritti dei lavoratori che erano considerati poco più che schiavi dai loro cosiddetti datori di lavoro. Molta strada è stata fatta nel frattempo nell’acquisire diritti, tutele, difesa della condizione di lavoro, ma oggi i lavoratori stanno ritornando indietro, perché non sono pochi i personaggi della nostra politica nazionale ed internazionale e non sono pochi gli imprenditori piccoli e grandi che assumono atteggiamenti da “padroni delle ferriere”.

Vignetta di Emmepi

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Lo confesso: ho paura.
Ne abbiamo passate tante di situazioni difficili, anche di gravissime; ma mai come questa volta, io credo, la situazione ha raggiunto il livello di criticità e di pericolo cui ci troviamo di fronte. Quello che stiamo vivendo non è, come invece è successo altre volte, qualcosa che arriva dall’esterno; e non si tratta di fatti sporadici o comunque isolati, facili da identificare e circoscrivere.

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