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Trichet Scrive la Manovra Bis: Irresponsabilità Nazionale o Interessi Privati?

Allora, vediamo di capirci. Se è la BCE che impone di tagliare la spesa pubblica, aumentare le tasse, dilazionare le pensioni, privatizzare le aziende pubbliche e via discorrendo, allora che lo faccia la BCE. Trichet viene in Italia, si organizza una conferenza stampa in cui presenta il suo piano, firma il decreto, va da Napolitano e se lo fa controfirmare, lo fa pubblicare, poi avvia l’iter parlamentare di conversione.
Ecco, si fa così. Se veramente questo bagno di lacrime e sangue che ci aspetta è voluto dal signor Trichet, e se è una persona appena appena seria, si prende le sue responsabilità e ci mette la faccia. Altrimenti è un buffone.
Oppure non è vero che il diktat arriva dalla BCE, e allora il buffone è un altro ed è molto più vicino a noi. Ed è meglio che non se la meni tanto con “il cuore che gronda sangue” che tanto non è sangue suo, e a qualcuno potrebbero anche venire in mente strane idee: così, tanto per dare un senso di concretezza alle parole.

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Default Italia, 94 Giorni al Fallimento: Della Necessita’ Storica di Infliggere un Durissimo Castigo alla Classe Politica Italiana

8 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

Osservando quello che accade stamattina, con gli indici di borsa letteralmente impazziti e la contrazione dello spread fra bund e btp a seguito della decisione (anticipata ieri sera da Le Monde) della Francia e della Germania di sostenere l’Italia, si capisce immediatamente che il governo italiano non ha più titolarità in campo economico.
L’alato discorso di sua Eccellenza il Presidente del Coniglio dei Ministri della Repubblica Italiana Cav. Berlusconi Dr. Silvio, tenuto qualche giorno fa, aveva avuto un effetto così depressivo sul mercato da far sperare più di uno che una laringite fulminante colpisse il Grande Imprenditore per impedirgli di parlare ulteriormente.
Non era andata molto meglio con quella che, bonariamente, abbiamo definito la supercazzola. L’insieme fumoso di intenti e prospettive definite con le parti sociali. Non se l’è filate nessuno.

Invece, quando parlano la signora Merkel e il signor Sarkozy, i mercati ascoltano e gli scambi riprendono allegramente. Berlusconi, Tremonti & co. non contano più un beneamato cazzo.
Certo, per ricevere i denari serviranno le riforme, ma queste le imposteranno Berlino e Parigi, a noi toccherà solo predisporci nella corretta posizione per riceverle (un bagnetto preventivo con acqua calda, lenitivo e crema idratante può predisporre la parte a ricevere le misure che si prospettano grosse e dure). Questo è quello che vuol dire “essere commissariati” che è la versione terzo millennio di “essere occupati” (militarmente, il lavoro non c’entra).
Non sperate nelle liberalizzazioni. Avvocati, notai e tassisti, solo per fare qualche esempio, sono già sul piede di guerra e quelli non li tocca nessuno. Le privatizzazioni arricchiranno un bel po’ di gente, si ricordi la vicenda Alitalia che doveva rimanere italiana a tutti costi e che ora diventerà di Air France con la differenza che i danari li incasserà Colaninno e non lo stato. Toccherà come sempre ai redditi fissi accollarsi la croce. Più tasse, meno pensioni, riduzione della copertura sanitaria, riduzione delle invalidità, abolizione dell’articolo 18. Cambiano i problemi, ma i culi rimangono sempre gli stessi. Nessuno si faccia illusioni.

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Le Cosce e gli X Men

24 giugno, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Informazione, latest

Cosce
A quanto pare cose come il debito pubblico, ritardo tecnologico, competitività, previdenza, crescita, risparmio energetico e politica estera a suon di bombe sono argomenti pallosi. La Rete, dopo l’”orgasmo democratico” dei referendum è in sonnolenza post coitale. Niente di meglio di una bella polemica sulle cosce al vento sul manifesto della dell’Unità di Roma.

Può piacere o non piacere, dicono. Appunto, non piace. Inutile cercare di rigirare le frittata. Un paio di gambe usate in quel modo sono offensive, punto e basta.
Chiedere scusa e ritirare i manifesti, grazie.

Scrive Caterina Soffici sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”. A pioggia segue il consenso di tante signore su Facebook e l’appiccicosa solidarietà di numerosi maschietti che, probabilmente, sperano in questo modo di passare dalla modalità sbirciata a quella palpata.
A rischio di apparire insensibile e benaltrista, la polemica mi appare stupida, superflua e del tutto inadeguata al clima nel quale i nostri culi sono immersi nella totale inconsapevolezza della bocca che continua ad agitarsi a cazzo di cane. Poi, vorrei aggiungere una cosa per le signore, una specie di regola d’oro:  diffidate dei maschi comprensivi e solidali, di quelli che, se portate una seconda per esempio, si dicono amanti della tettina a coppa di champagne  o di quelli che fanno i super femministi. La loro è solo voglia di trombarvi alla prima occasione. Provare per credere (in luogo pubblico possibilmente e con una 44 magnum a portata di mano).
Ovviamente, la regola ha eccezioni. Il mio ideale di fisicità femminea, ad esempio, non prevede gli air bag.

cosce eccellenti

Figli e Figliastri
Sembra che il fulcro della lotta al malaffare italiano sia il passaggio di Miche Santoro, Fabio Fazio e San Roberto Saviano dalla RAI a La7. Alla fine, se uno ci riflettesse, capirebbe che mentre la RAI è controllata da Berlusconi, almeno per ora, La7 è proprietà di Telecomitalia, società che ha un grande debito di riconoscenza con la sinistra italiana, ed in particolar modo con D’Alema, l’oscuro promotore di un’indegna speculazione al cui confronto l’affaire Alitalia è una fesseria.
D’altra parte, questo giornalismo da “red carpet”, questa lotta anti sistema i cui covi sono occultati nelle stanze d’albergo a cinque stelle e nelle ville a picco sulle rocce della costiera Amalfitana, questa azione sediziosa alimentata a ostriche e champagne, servita da macchine blindate che sfrecciano a sirene spiegate e confortata da modelle longilinee dai fulvi capelli, è una sorta di grandefratellismo dell’informazione dove al posto della realtà si proietta un modello astratto e teorico della stessa. Saviano, Fazio, Benigni e Santoro, non sono uomini qualsiasi, sono X Men.
Gli uomini normali, quelli senza superpoteri, scrivono per 1300 euro al mese, senza scorta, con i boss di mafia, camorra e ndrangheta seduti allo stesso caffè dove fanno colazione così che per minacciarli non serve nemmeno il fax. Ma questo è banale, noioso, demagogico e non interessa nessuno.

Santino di San Roberto Saviano

Ridicolo a Chi?

25 agosto, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Leggo oggi sul Fatto Quotidiano l’articolo in prima pagina di Marco Travaglio che se la prende con Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, per l’intervento fatto al meeting di CL: un intervento infarcito di ipocrisie tali da lasciare il dubbio “ma ce è o ce fa?”. Partendo dalla vergogna Alitalia-CAI e del relativo conflitto di interessi (di cui Sua Bassezza, incredibile ma vero, non è l’unico portatore) il passero viene infilzato come un tordo da Travaglio che, con la consueta feroce ironia, ne mette in risalto le contraddizioni. Tutto giusto.
Poi però il Travaglio si fa un paio di domande che, detto sinceramente, stonano un po’: “Che bisogno hanno questi cervelloni di rendersi ridicoli? E non sarà che, al posto dell’ometto ridicolo che ci governa, ne arriveranno altri più ridicoli di lui?

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Chi l’ha Detto che Siamo Poveri?

Lacrime e sangue : questo è quello che ci promettono per i prossimi anni quelli che fino a poche settimane fa bollavano come traditori dell’Italia chi metteva in dubbio “le magnifiche sorti e progressive” del nostro paese.
E così ci troviamo, per l’ennesima volta, a frugarci nelle tasche ( vuote) perché , come chiunque dotato di un minimo di buon senso aveva previsto, la nave sta affondando.
Non entro qui nel merito degli “indizi gravi di colpevolezza ” a carico di chi governa ( l’ ICI tolta ai ricconi, la vergogna del rientro dall’estero dei capitali tassati solo al 5%, i soldi bruciati con l’Alitalia) né mi voglio soffermare sul fatto che, come al solito, è il lavoro dipendente a pagare dopo essere stato scippato del 30% della quota del reddito nazionale negli ultimi dieci anni: no, qui vorrei parlare di un concetto apparentemente astruso ma in realtà molto semplice : il DIVIDENDO DIGITALE.

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Una Richiesta di Aiuto di una Studentessa Figlia di un Falegname

6 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Cazzotti, latest

Riceviamo e, senza nessun commento, pubblichiamo.
Alla cortese attenzione del Ministro Brunetta o chi si voglia

Caro Ministro
Ho 20 anni e studio conservazione dei beni culturali presso l’università degli studi di Udine. Le scrivo sperando consideri questa mia lettera, più che altro questo mio sfogo.

Sono figlia di un piccolo artigiano, un falegname che lavora (più che altro si spacca la schiena) da più di 30 anni nella ditta di famiglia che era del padre. Gestisce da solo questa piccola ditta. Fino a qualche tempo fa si stava bene, ora invece siamo prossimi alla chiusura. Siamo in 4 in famiglia e in poco tempo stiamo bruciando i risparmi di una vita. Scrivo a Lei ministro perché La stimo molto, vedo in Lei l’unica persona che può darmi una piccola speranza per il futuro. Leggi il resto

Ne Vale la Pena?

5 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cuore di Tenebra, latest

Continuare a scrivere, incazzarsi, pensare che sia possibile un mondo migliore e che le cose prima o poi cambieranno: ne vale la pena?

Non sono tanto le cose più eclatanti, un Presidente del Consiglio che di fronte a un calo del 2% (se va bene) del PIL per il 2009 dice che non è poi così drammatico, dimenticando che significa centinaia di migliaia di disoccupati in più o l’umiliazione degli anziani con la Misercard vuota a una cassa di supermercato, abbiamo, ahimè , subito un processo di mitridatizzazione e le consideriamo, come dire?, fisiologiche, insomma nella patologia normale di questo paese allo sbando

Parlo piuttosto delle piccole ma ( si diceva una volta ) emblematiche cose che accadono sotto i nostri occhi.

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Piccole Stranezze Italiane

9 dicembre, 2008 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane

Non ho molto tempo in questo periodo, quindi la mia (scarsa) informazione sui fatti del mondo dipende da quello che ca(r)pisco ascoltando la radio in macchina oppure guardando spezzoni di telegiornali. Ci sarebbero molte cose di cui parlare, in verità: dalla crisi economico-finanziaria che sta attanagliando il pianeta promettendo centinaia di migliaia di nuovi disoccupati alla social card destinata ai nuovi poveri, dalla CAI che non decolla nonostante i suoi imprenditori-patrioti al sempiterno scontro sotterraneo D’Alema-Veltroni che agita il PD. Oppure si potrebbe disquisire sulle strane azioni di alcuni noti amministratori locali o anche sulla miracolosa resurrezione dei fondi alle scuole private (leggi: cattoliche) che in un primo momento Tremonti aveva tagliato ma che poi ha dovuto reinserire in finanziaria per celeste “intercessione” del duo Gianni Letta-Cardinale Bertone.

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La “Bolla Informativa”

21 novembre, 2008 di  
Archiviato in Cazzotti, Informazione

I principali mass media diffondono ormai notizie secondo l’ondata emotiva del momento o, peggio ancora, inseguono anche loro la “bolla speculativa informativa” in quel momento in ascesa.

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La Lenta ed Inesorabile Spoliazione dei Diritti del Cittadino

Sono una persona assolutamente schiva e restia alla divulgazione di fatti personali, tuttavia in quest’occasione farò un’eccezione alla regola in quanto ciò che sto per raccontarvi è assolutamente funzionale al tema che intendo trattare in questo mio post.
Ero giovane, molto più giovane di adesso, ed era uno dei miei primi lavori. Come lavoro non era il massimo della vita, ma era il mio primo lavoro e per la prima volta avevo a disposizione soldi tutti miei senza dover chiedere “finanziamenti” ai genitori. Il lavoro inizialmente era un contratto di “Collaborazione Coordinata e Continuativa”, quasi tutte le mattine dovevo fare centinaia di chilometri con la mia auto in cambio di un miserrimo rimborso spese ed in più venivo pagato con ritardi mostruosi (fino al record di 3 mensilità).

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Colaninno: a Natale si Vola

8 novembre, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane

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Il Quadro

24 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Oltre il Confine

Oggi voglio dipingervi un quadro. Non vi piacerà. A me non è piaciuto quando ne ho messo insieme tutti i colori. Sono colori cupi.

Cominciamo dai dettagli locali, gli stessi che ho messo insieme per arrivare a quelli globali e quindi all’idea che sto per esporre.

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L’abitudine a un Moto Regolare

Il vecchio continente ha potuto offrire ai suoi cittadini una relativa stabilità per circa sessant’anni. Nella quantificazione cronologica sono stato largo, perché all’inizio di questo periodo si sono avuti anni poveri nei quali la speranza di miglioramento permetteva di sorvolare sulle reali condizioni di vita; così come alla fine stiamo avendo anni ricchi in cui le crepe strutturali del palazzo che abbiamo costruito non ci lasciano più dormire tranquilli. Insomma, non sono state tutte rose e fiori: ad alcune nazioni è andata meglio, ad altre decisamente peggio. Nel complesso, non ci si poteva lamentare.


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Il Caso Alitalia: Quanto Ha Pesato nelle Elezioni dell’Aprile 2008?

13 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Il Bello della Politica

Che la crisi Alitalia abbia avuto risvolti politici è fuori di dubbio. Tanto per il governo Prodi che per l’attuale governo Berlusconi. Non voglio stare qui a far della polemica su chi abbia gestito meglio la situazione, non è questa la sede. Soltanto vorrei comprendere come abbia inciso questa storia tipicamente e tragicamente italiana sull’andamento delle elezioni politiche dell’Aprile 2008.
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Chi è più Forte Vuole Avere Tutto, anche Ragione

2 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Lunedì sera, su La7 nel corso della trasmissione L’infedele, Gad Lerner ha proiettato un video che già mi aveva indignata alla sua prima diffusione su youtube che, al solito, ha preceduto i Media (che, comunque, non hanno speso molte parole, se si escludono i soliti noti).

Si tratta di una delle performance di Gentilini (il giullaresco primo cittadino della città di Treviso) a proposito degli immigrati. Ma al di là del video in sé (inquietante, oltre che per l’evidente e impunita posizione razzista anche per una neppure troppo velata apologia del fascismo), credo che una riflessione vada fatta in merito a queste sue parole:
Quello che io dico è la somma di quello che mi dicono i cittadini. Io sono un grande megafono. Non ho paura di nessuno e dico quello che voglio.”

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… e il Mondo Ride

29 settembre, 2008 di  
Archiviato in Caffè Amaro

Sarà che io sono di quelli che scrivono ancora Patria con la ‘p’ maiuscola…
Sarà che quando ascolto il nostro inno e vedo alzarsi la bandiera tricolore ad indicare una ricorrenza importante oppure a celebrare una bella vittoria sportiva provo un certo magone…

Sarà che mi infastidisce sentire un italiano riferirsi all’Italia dicendo “questo paese” anziché “il mio” o “il nostro paese”, perché vorrei che il pronome possessivo indicasse un senso di appartenenza che il “questo” al contrario, allontana…
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Del Porco non si Butta Via Nulla

25 settembre, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane

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