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Default Italia: L’Euro è Salvo, mò ci Dobbiamo Salvare Solo Noi

27 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia

Nella notte, mentre tutti voi dormivate come dei cazzoni, i nostri grandi capi sono rimasti svegli. Non per trombare, almeno stavolta hanno lavorato, come dicono, per salvare l’Euro.
Bene, bene. L’Euro è salvo, beato lui. Certo, si tratterà di mettere un po’ in moto le rotative della zecca della BCE per stampare Euro, ma come diceva il mascellone “il numero è potenza”.  Chi ha comprato a 100 i bond di Atene si vedrà restituito 50, forse, ma va bene. Uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro dell’ ‘uccello di fiamma, così tutti capiscono che anche io ho letto il Bignami di Storia della Filosofia.

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Se non Ora, Quando?:Tutti i Giorni, in Ogni Piazza , in Tutte le Città

11 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, latest

Oggi, finiti gli impegni e vista la giornata di sole: ho deciso! Vado al centro e mi faccio un bel caffè! Lascio lo scooter e gironzolo di qui e di la. Mi ritrovo alla libreria nella galleria Alberto Sordi (non nomino la Feltrinelli per non fare pubblicità). Mi piace l’odore dei libri, sfogliarli, poi mi siedo su una seggiola e leggo alcune pagine di una recensione sull’ultimo libro di Stephen Hawking: The Grand Design. Lascio la libreria con in testa il multiuniverso, i buchi neri nani che sono intorno a noi e devo stare attento a non entrarci anch’io e trovarmi nel mio universo parallelo. Che casino!

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L’Italia è un Teatrino. E’ Giusto che il Presidente del Consiglio sia un Impresario

27 giugno, 2008 di  
Archiviato in Informazione

Come scrissi un po’ di tempo fa, ci si aspetterebbe che un personaggio come Berlusconi, uno coi miliardi (di euro), con giornali, televisioni, flotte di aerei privati, grattacieli, case e palazzi in tutto il mondo, schiere di servitori, potenti amicizie internazionali e ogni altra cosa che una persona ordinaria come me non riesce nemmeno lontanamente a immaginare, sia al di sopra di certe cose e che abbia decine e decine di galoppini pronti a svolgere le faccende meno importanti e i lavori sporchi al posto suo.

Invece no. Silvio è e rimane quello che è sempre stato. Un piccolo impresario di rivista d’avanspettacolo. Certo, ha fatto la grana, anzi i dané. Certo, ha fatto successo, ma in fondo non è mai cambiato veramente. E’ il quadro desolante e squallido che emerge dalla seconda tranche delle intercettazioni dei colloqui di Silvione con Agostino Saccà che l’Espresso, senza alcuna pietà per la nostra dignità nazionale, ci propone oggi.

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Santa Rita, Pronti al Colpo di Spugna: Malati di Cuore

e così, mi hanno rubato anche la nascita. E, con essa, l’innocenza.

I pediatri degli anni Sessanta raccomandavano alle future mamme di partorire in strutture mediche. Non voglio fare dietrologia, probabilmente erano mossi da scrupoli seri. Fino alla decade precedente l’Italia era ancora, sotto molti aspetti, un Paese arretrato e le morti di parto non così infrequenti. Quest’operazione di “pedagogia di massa” non appariva quindi peregrina: e del resto la stragrande maggioranza dei miei coetanei del Centro e del Sud (ma anche dell’area non milanese) continuava a veder la luce in casa.

I miei genitori, onesti operai animati dal proposito – il proposito pugnace e ingenuo di chi ha conosciuto le privazioni – di accogliere nel migliore dei modi quella che sarebbe stata la loro unica figlia, incuranti dei sacrifici economici, accettarono il consiglio di rivolgersi a una delle cliniche più lussuose e accreditate, situata nel centro di Milano: la Santa Rita, naturalmente.

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Alberto Sordi. La Nostra Bandiera in Bianco e Nero

24 febbraio, 2008 di  
Archiviato in Schermo dei Sogni

Qualche tempo fa scrivevo su queste pagine che guardare i film di Alberto Sordi mi aveva insegnato di più che leggere Gramsci. Quando il solito intellettuale – che tra i tanti libri letti, si deve essere perso quello con la definizione di “paradosso” – mi cazziò nei commenti dicendomi che Gramsci andava comunque letto, pensai di nuovo a quel che avevo scritto e mi risolsi a concludere che, in fin dei conti, il paradosso c’entrava poco perché, tutto sommato, era vero.

alberto_sordi.jpg

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