Esternalizzazioni da non Dimenticare: Intervista ad una Lavoratrice Ex Eutelia
28 febbraio, 2011 di diabolicomarco
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dM: Leggo sul comunicato del 15 febbraio scorso pubblicato su http://www.eulav.net/ che la situazione di AGILE è gravissima. Da quanto tempo lavori senza essere pagata?
F: Da tre mesi… Ci hanno pagato l’ultimo stipendio (novembre) a tranche del 50% a gennaio.
Ieri è stato messo in pagamento il 30% della tredicesima, circa 300 euro. Immagini che l’erogazione dello stipendio diluito e parcellizzato in questo modo non permettono di pianificare neanche la spesa di un mese. In più si va a lavorare con sempre meno entusiasmo, venendo meno il piacere nel fare il proprio lavoro. La comunicazione a livello aziendale è minima, direi inesistente. In alcuni gruppi viene addirittura impedito di andare in ferie, per produrre e non pesare sui bilanci aziendali. Purtroppo in queste situazioni la mente umana gioca brutti scherzi e qualcuno si sente “padrone” delle vite degli altri.
Progetto Politico Contro le Devastanti Politiche Di Esternalizzazione
8 giugno, 2010 di Lidia Undiemi
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Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Lidia Undiemi che descrive un progetto politico di contrasto alle esternalizzazioni speculative.
Come già detto in passato, non ho difficoltà a considerare la flessibilità lavorativa come un valore produttivo nazionale che va incoraggiato e tutelato.
Quello che è intollerabile, però, è l’utilizzo criminale degli strumenti che regolano la flessibilità che portano a retribuire il lavoro come “a tempo indeterminato”, ma a trattare le persone come “liberi professionisti”.
La flessibilità è un valore che il dipendente offre all’imprenditore insieme alle sue conoscenze e come tale va retribuito come si retribuiscono le competenze. Questo vuol dire che un lavoro flessibile va retribuito in maniera più rilevante di un lavoro fisso.
Questo criterio, così semplice e naturale, è già ampiamente radicato nella mentalità comune.
A nessuno sembra assurdo pagare 100 euro al giorno per affittare una vettura che, magari, ne costa solo 10.000. E’ evidente che il vantaggio di poter usare una cosa e poi restituirla va retribuito a chi si assume l’onere di acquisire il bene, manutenerlo e renderlo disponibile a richiesta.
Chi conta di dover usare a lungo una macchina e intende averla nelle proprie disponibilità senza preavviso e senza prendersi il disturbo di affittarla, andarla a prendere e riconsegnarla, spende 10.000 euro e l’acquista. Nei dieci anni medi di vita, la macchina verrà a costare 10 euro al giorno invece di 100, ma ovviamente rimarrà in garage quando non serve e nei 10 euro al giorno saranno comprese le tasse e le spese di manutenzione.
Così, un lavoratore flessibile fa l’investimento di formarsi e manutenersi(formazione, esperienze, ecc.). Investimento che, come nell’auto a noleggio, va retribuito in aggiunta al servizio.
Chi aggira questa regola naturale e insita nel funzionamento del mercato compie un’azione criminale perché non solo condiziona il presente del lavoratore, ma mina il sistema previdenziale e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo.
A livello microeconomico è l’utilizzo improprio dei contratti a progetto a rappresentare l’abuso criminale. A livello di grandi industrie, il meccanismo passa attraverso le esternalizzazioni che portano a rendere flessibile un rapporto di lavoro fisso senza, però, pagare l’aliquota di compensazione testé descritta.
Questo saccheggio, al momento, è come un iceberg. Quello che si vede è solo una minima parte del pericolo incombente. Le forze politiche sono colpevolmente assenti. A questo punto possono essere definite complici in quanto molti partiti e sindacati .
Spero che questa iniziativa di Lidia, , non si limiti alla proposta e si concretizzi rapidamente in fatti visibili a tutti. Tutti noi abbiamo bisogno di punti di riferimento operativi. Se Lidia e l’IDV possono diventarlo, sarò felice di sostenerne l’azione.
Costo del Lavoro e Competitività: Sostiene Galbusera…
4 maggio, 2010 di fma
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Sostiene Galbusera che una presa per il culo così, lui, non se la sarebbe mai aspettata. Meno che meno dall’INPS.
Galbusera è un mio vicino di casa, un metalmeccanico in pensione, abituato fin dalla più tenera età a considerare certi doveri come ineludibili. Tra cui, non suoni strano, pagare le tasse. Perché i lombardi non sono tutti piccoli imprenditori, ci sono anche i lavoratori dipendenti e i pensionati. Galbusera lavora all’appuntamento con il fisco lungo tutto l’arco dell’anno.
- Perché, – sostiene – le cose, per farle bene, bisogna farle per tempo.
Così, quando va in farmacia, sempre più spesso, non si scorda mai di mettere sopra il banco, con le ricette, la tessera sanitaria, affinché lo scontrino rechi il suo codice fiscale, condizione indispensabile per fruire della detrazione d’imposta sui ticket. Al netto della franchigia, s’intende.

- Pensano che i primi 129,11 euri li spendiamo per il viagra. – sostiene ridendo.
La stessa cosa la fa col dentista, col cardiologo, perfino col veterinario.
- Per le spese veterinarie, la ragione di un’ulteriore franchigia mi sfugge.- sostiene pensieroso
Da ognuno pretende fattura, col suo bravo bollo da euri 1,81, altrimenti non vale. E mano a mano inserisce i dati nel PC, badando di non mischiare farmaci e parafarmaci, di non sommare all’importo delle fatture il bollo, e via e via e via.
Con l’anno nuovo, passata la Befana, comincia a riordinare le carte. Quelle sue e quelle della moglie; che, ahimè, non usa per le proprie cose la sua stessa acribia. Nei suoi scontrini le creme antirughe e gli scovolini interdentali convivono allegramente con i sartani e le statine:
- Lina, quante volte te lo devo dire che le cose vanno tenute distinte? cosa ci vuole? una laurea?
Sono mali di pancia, ma qualcuno se li deve pure accollare.
- Certo che se lo fai la prima volta, poi sei fottuto. - sostiene Galbusera. Non si capisce se si riferisca alla Lina, o al fisco.
A ogni buon conto, alla fine di gennaio, lui è pronto. Aspetta solo che l’Agenzia delle Entrate metta in rete il Modello Unico e il 730, con le relative Istruzioni.
Perché entrambi? Ma perché solo se avrà studiato bene le Istruzioni del Modello Unico, 126 pagine quest’anno, potrà calcolare quanto il fisco gli deve, cioè verificare, quando sarà il momento, se il CAF, al quale si rivolgerà per il 730, avrà fatto i conti giusti.
I moduli di solito sono disponibili verso la fine di febbraio.
- Vorrei anche vedere, – sostiene Galbusera, – che dovessimo penare per pagare le tasse. –
Li scarica e comincia a compulsarli.
- Cose fastidiose, – sostiene Galbusera – da fare con calma.-
Aspettando che arrivi CUD 2010. Che a dire il vero dovrebbe già essere arrivato. La legge parla chiaro: Il CUD deve essere consegnato al contribuente entro il 28 febbraio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati.
Siamo alla metà di marzo e del CUD ancora nessuna notizia.
Per informarsi telefona alla sede provinciale dell’INPS.
- Signore, – si stupisce l’impiegata – siamo appena alla metà di marzo! –
- Lo so. – fa lui – Ma è previsto che io lo debba ricevere entro la fine di febbraio.-
- Aspetti almeno la fine del mese. Sono in spedizione.
- Che vuol dire che sono in spedizione? che sono stati spediti, o che stanno per essere spediti?
- Signore, gliel’ho già detto, credo di parlare italiano: sono in spedizione! C’è tempo fino a tutto maggio!
A Galbusera i dipendenti dell’Amministrazione dello Stato non sono mai piaciuti fino in fondo, neppure quando se li ritrovava accanto, in corteo, addirittura in prima fila a reggere lo striscione rosso dei CUB Alfa Romeo.
Aspetta un paio di settimane e non succede nulla. Pensa bene di visitare il sito dell’INPS: hai visto mai che il CUD si possa scaricare come il 730. Purtroppo scopre che per saperlo bisognerebbe avere il PIN. La cui prima metà, di 8 cifre, si può avere immediatamente, basta inserire i propri dati personali nel questionario, ma la seconda metà no. La seconda metà sarà recapitata per posta, all’indirizzo di residenza, esperite doverose verifiche per via telefonica.
Per fortuna l’occhio gli cade sul servizio INPS Risponde.
Scrive allora Galbusera:
“Buongiorno. Sono a chiedervi copia del CUD 2010, relativo alla posizione VDCAI N.110X3, il cui originale non mi è mai pervenuto.”
“Gentile utente, – gli risponde l’INPS – alla Sua richiesta del 29/03/2010 19.09.12 è stato assegnato il Protocollo INPS.CCBFF.29/03/2010.0215029 -
Passa qualche altro giorno e dall’INPS gli riscrivono:
“Gentile utente, con riferimento alla Sua richiesta con numero di protocollo INPS.CCBFF.29/03/2010.0215029 del 29/03/2010 19.09.12, Le comunichiamo quanto segue: i modelli CUD 2010 sono in fase di spedizione. La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPS Risponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.”
- O cazzo! – sostiene d’aver pensato Galbusera.
Stizzito riscrive all’INPS:
“Sono ancora io, il titolare della pensione VDCI N.110X3. Devo fissare l’appuntamento con il CAF. Quando pensate di mandarmi il CUD?
P.S. Non riditemi che è in spedizione. Non saprei che farmene.”
E l’INPS, immediatamente:
“Gentile utente,
alla Sua richiesta del 09/04/2010 18.35.27 è stato assegnato il Protocollo INPS.CCBFF.09/04/2010.0436241”
E di lì a qualche giorno:
“Gentile utente, con riferimento alla Sua richiesta con numero di protocollo INPS.CCBFF.09/04/2010.0436241 del 09/04/2010 18.35.27, Le comunichiamo quanto segue: riceverà per posta nei prossimi giorni i documenti richiesti. La ringraziamo per aver utilizzato il servizio INPS Risponde, non esiti a contattarci per ulteriori richieste.”
Sostiene Galbusera d’aver avuto un attimo di smarrimento e la tentazione fortissima di mandarli affanculo.
Ma la sua natura di vecchio combattente ha presto il sopravvento.
Vorrà dire che lui e la Lina andranno di persona alla sede provinciale dell’INPS, a chiedere soddisfazione.
La sede provinciale dell’INPS, per chi non lo sapesse, è in via Cazzolopone al numero 8, che più in centro di così non si può. Una zona dove il rapporto tra macchine che cercano un posto e posti per parcheggiare, bene che vada, è di dieci a uno. Quel giorno è ancora peggio. Deve esserci un qualche evento in città. Al terzo giro di isolato fa scendere la Lina e la manda a staccare il ticket.
- Non ti preoccupare, tu stacca il numero, io giro finché trovo posto e ti raggiungo.- dice, salutandola con la mano. Di dietro già suonano a distesa.
Sostiene Galbusera d’averci impiegato un’ora e passa a trovare un posto e d’essere stato vittima, nel frattempo, di tre prepotenze grosse così, dei veri e propri scippi di parcheggio che gridano ancora vendetta al cielo. Non i soliti prepotenti dei SUV, come si sarebbe portati a pensare, no: prima due ragazze con la Smart, poi una signora con l’Opel Corsa, per ultima la Ritmo di un marocchino con la marmitta tenuta su dal fil di ferro.
- Terùn! – confessa d’essersi lasciato scappare Galbusera, fuori dalla grazia di Dio.
- A che punto siamo? – domanda accostandosi alla Lina, seduta di sghembo su uno strapuntino, in coabitazione con un giovane rasta.
- Abbiamo il 76 – gli risponde lei serafica
- Che vuol dire?- la guarda, nervoso.
- Che ce n’è trenta davanti.
- Ah! – fa il Galbusera chinando la testa sul petto.
Finalmente, dopo un’ora e passa, sul display prende a lampeggiare il 76, mentre l’altoparlante scandisce col tono ufficiale degli aeroporti:
- Il settantasei si rechi alla postazione sei, il settantasei è atteso alla postazione sei. –
Sostiene Galbusera che per un attimo gli è parso d’essere alla Malpensa, quando chiamarono l’imbarco per Sharm-el- sheikh.
Segue brusco risveglio davanti alla funzionaria dell’INPS, che alla loro richiesta d’avere una copia dei CUD, anziché arrossire, non sa trattenere un gesto di stizza.
- Ma benedetta gente! ma è tutta mattina che stampo CUD! ma non potete aspettare che vi arrivino a casa?
- Quando?- s’inalbera il Galbusera – Siamo al venti di aprile, fin quando dobbiamo aspettare?-
- Ma sono in spedizione! Ma cosa facciamo se tutti i pensionati e i cassintegrati vengono a chiederci la copia del CUD? Ci spariamo?
- Potrebbe essere una soluzione. E perché non li avete spediti quand’era il momento?
Questo l’impiegata non lo sa. Mica è lei che spedisce i CUD.
Sostiene Galbusera che, tornando al parcheggio, s’è divertito a fare quattro conti. Secondo lui, sommando alle sue spese di telefono, benzina, parcheggio, pedaggio autostradale, i costi per gli stipendi degli impiegati INPS che gli hanno dato retta e la relativa quota di spese generali, la copia del CUD che stringe tra le mani non costa meno di 50 euri.
Sostiene Galbusera che un paese in cui una copia di CUD, di cui non ci sarebbe alcun bisogno se l’originale arrivasse nei tempi dovuti, costa 50 euri, è un paese destinato a soccombere. Soprattutto se la maggior parte dei suoi abitanti non lo capisce, oppure non lo ritiene un problema grave. Cioè non capisce che l’unico modo per indurre i capitali a non migrare in Polonia, dove il lavoro costa meno, è quello di far sì che la differenza del costo del lavoro, in negativo, sia compensata da un’equivalente differenza nell’efficienza del sistema paese, in positivo.
Sostiene, il perfido Galbusera, che finché i dipendenti di Eutelia, o chi per loro, continueranno a salire sul tetto pensando in quel modo di indurre il padrone a investire da noi anziché altrove, senza capire che i soldi si muovono non per cattiveria ma per convenienza, non avremo alcuna speranza di cavarcela.
Sostiene Galbusera che s’immagina l’obiezione:
- E cosa dovremmo fare? la guerra tra poveri?
Sostiene che lui la risposta ce l’avrebbe, ma che se la tiene per sé.
Licenziamenti Telcomitalia: Te la do io la Censura!
27 aprile, 2010 di dellefragilicose
Archiviato in Censura dell'Informazione, Il Lavoro degli Italiani, latest
Ora che, grazie all’oscuramento di zio Google, su questo sito di sfigati siamo rimasti in quattro gatti, per lo meno ci possiamo togliere lo sfizio di dirci le cose come stanno.
Da un paio di mesi Telecomitalia, l’azienda i cui vertici tecnici, secondo Oscar Giannino, vengono nominati su indicazione dei servizi segreti, ha deciso di efficientare il suo settore informatico. Certo, l’efficientamento (leggi esternalizzazione, cessione di ramo d’azienda, cassa integrazione, esuberi, licenziamenti) è stato necessario per mettere riparo ad errate scelte manageriali, ma si sa, cane non mangia cane e a prendere la stecca a culo rimangono i dipendenti. Quelli che non contano un cazzo.

Alice di Telecomitalia
Agile Eutelia, Telecom Italia, Voicity Omnianetwork, Comdata e Trascom: Esternalizzazioni e Disoccupazione
21 aprile, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, Informazione, latest
Relazione riassuntiva dell’intervento presentato il 14 aprile nell’ambito dell’incontro su “Esternalizzazioni e tutela del lavoro: le possibili linee di intervento in ambito comunitario“.
Le strategie di outsourcing dominano i mercati economici e finanziari, sia pubblici che privati. Il mondo del lavoro è stato travolto da questo nuovo modo di intendere i rapporti economici, e poco si conosce sulle conseguenze di tali politiche nel settore dell’occupazione, in materia di condizioni di lavoro e, di riflesso, in tema di protezione ed inserimento sociale.
Il pesantissimo bilancio dei nuovi disoccupati nei 27 paesi dell’Unione Europea, spinge inevitabilmente a considerare l’attuazione di indagini volte alla comprensione delle dinamiche che hanno generato tale disastro sociale, con la conseguente attuazione di politiche correttive, anche attraverso interventi legislativi mirati a risolvere tali problematiche.
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Buone Notizie: Agile ex Eutelia, è Commissariamento!
20 aprile, 2010 di redazione
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, Informazione
Eravamo rimasti in pochi a crederci, meno ancora disposti a combattere questa battaglia che va oltre la sentenza del Tribunale di Roma, di rigetto dell’allucinante concordato chiesto dall’azienda e che dispone il commissariamento straordinario per la Agile ex Eutelia.
Italia Nera: Storie di Crimine Efferato
19 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, Il Lavoro degli Italiani, latest, Storie Italiane
Quella che state per leggere è una storia torbida dalle tinte forti. Se non siete in grado di affrontare la crudezza di certe descrizioni, smettete di leggere qui e spostatevi su un altro sito più adatto alla debolezza del vostro stomaco.
Se, invece, avete deciso di continuare a leggere, sappiate che questo sito declina ogni responsabilità legale sugli effetti che la lettura di questa storia potrà fare su di voi e sulla vostra vita.
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long night till tomorrow
15 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, Il Lavoro degli Italiani, latest
Il Centro Direzionale di Napoli. Una Manhattan dei poveri progettata da un architetto giapponese e realizzata secondo gli standard costruttivi di Casal di Principe. Un luogo impersonale e remoto dove imperversa l’acciaio inossidabile arrugginito,non ci sono tre metri di pavimentazione integra e le cui scale mobili mai entrate in funzione e ora definitivamente vandalizzate conducono a parcheggi sotterranei inibiti a chi non è in grado di difendersi da un’aggressione fisica.
Il Centro Direzionale. Tre o quattro torri della Regione Campania affittate a costi paragonabili al PIL della Grecia. Le torri Telecom, Enel, Wind. La torre dell’AGCOM con i suoi comandi della guardia di Finanza e della Polizia Postale.
Il Centro direzionale. Le decine di piccoli uffici sorti per suggere l’umore mieloso che sgorga generoso dall’alveare pubblico. Centri per l’erogazione di corsi di formazione finanziati dalla regione o dalla comunità europea, società di consulenza informatica, urbanistica, legale, banche, finanziarie, consolati. Intorno, centinaia tra bar, ristoranti, pizzerie, negozi di abbigliamento e regali sempre brulicanti delle migliaia di impiegati che prendono il caffè, mangiano e comprano cose inutili.
di
Ci torno per tre giorni dopo due anni di assenza. Ne ho trascorsi diversi lì, ma ora lavoro altrove. Il primo giorno ho un’impressione, passo le ore libere dei restanti due per verificarla.
Per strada poca gente, molto meno di quella che ricordavo. Mancano sicuramente i ragazzi, i consulenti, i lavoratori a progetto.
Il venti per cento dei negozi sono chiusi, sbarrati. La totalità di quelli che vendevano cose inutili quali libri, dischi, regalini o gadget non esistono più. I ristoranti sono semivuoti. Nessuno nei tavoli all’esterno a godersi il bel sole d’aprile. Molti, da soli, mangiano panini seduti sulle panchine che danno sui giardinetti spellati pieni di merda di cane.
Poca gente anche al bar a dispetto della passione dei napoletani per il caffè.
L’unico posto che è rimasto simile a quello che ricordavo è il tabaccaio/ricevitoria. Fila per comprare le sigarette, fila ancora più lunga per giocare al lotto, al gratta e vinci o per giocarsi una “bolletta” alle scommesse. Resto qualche minuto e arrivano tre donne anziane. I numeri, il gratta e vinci, il superenalotto. Una dice di essersi trascinata fuori dal letto solo per giocarsi i numeri.
Incontro un amico che non vedo da tempo. E’ una persona per bene, un uomo onesto che ha sempre fatto il suo dovere. Mi racconta che la Telecom ha deciso di cedere il dipartimento in cui lavora e che questo preclude al licenziamento suo e di altre duemila e ottocento persone con l’escamotage della cessione del ramo d’azienda. Ha cinquanta anni, due figli adolescenti e, anche se non lo dice, si vede che ha paura. E’ un ingegnere elettronico, ma non sa cosa fare. O forse proprio perché è un ingegnere non lo sa. E’ nell’età nella quale ci vuole stabilità e invece deve ricominciare da zero come è successo ai suoi colleghi dell’Agile ex-Eutelia la cui sede deserta e sbarrata è a poche centinaia di metri a linea d’aria di distanza.
Ritorno a casa su un treno semivuoto. Devo cambiare carrozza perché qualcuno ha vomitato nel cesso e la porta non si chiude. Quando lo dico al ferroviere scuote la testa e passa avanti senza dire niente.
Ora si potrà comprare una cucina componibile o una nuova lavastoviglie con il contributo dello stato. Il Corriere, subito sotto il coccodrillo per Raimondo Vianello, dice che questo servirà per riavviare l’economia.
Bene. Bene.
Agile Eutelia, Telecom Italia, Voicity Omnianetwork, Comdata e Trascom: Tutele Europee per le Esternalizzazioni
12 aprile, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani
Giorno 14 Aprile alle ore 15.30, presso l’aula Magna della facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si terrà l’incontro “Esternalizzazioni e tutela del lavoro: le possibili linee di intervento in ambito comunitario”.
Parteciperanno gli europarlamentari di Italia dei Valori Luigi De Magistris e Sonia Alfano, la responsabile nazionale del settore “Trasformazioni d’impresa e tutela dei diritti” di Italia dei Valori Lidia Undiemi e Lucia Castellana.

Si darà, inoltre, ampio spazio alle testimonianze di alcuni lavoratori coinvolti in politiche di esternalizzazione che hanno comportato la “precarizzazione” o addirittura la perdita di tantissimi posti di lavoro. In particolare, saranno trattati i seguenti casi simbolici di gestione dei lavori in outsourcing:
- Agile/(ex) Eutelia/gruppo Omega;
- Telecom Italia;
- STMicroelectronics/Numonyx;
- Apas;
- Assistenza Tecnica Unificata (ATU) presso gli uffici giudiziari;
- Voicity/Omnianetwork, Comdata e Trascom relativamente alle attività di call center.
Lo scopo dell’incontro è quello di individuare le possibili linee di intervento in ambito comunitario ai fini della concreta attuazione dei diritti dei lavoratori rispetto alle vicende circolatorie delle imprese. In questo contesto, il principale punto di riferimento normativo è la Direttiva 2001/23/CE in tema di “Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti”.
In sostanza, cosa possono fare le Istituzioni europee nell’ipotesi in cui le tutele predisposte dalla legge comunitaria non trovano, di fatto, applicazione in uno o più stati membri a causa di distorsioni di mercato largamente diffuse?
E’ possibile seguire l’incontro su e iscriversi all’evento su facebook .
Agile Eutelia: Aspettando il Commissariamento
8 aprile, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest, Storie Italiane
Il disagio sociale dei lavoratori (ex) Eutelia: è solo un problema di “scatole cinesi” o esiste una precisa responsabilità delle pubbliche amministrazioni committenti e dei giornalisti che hanno trattato il caso?
I lavoratori Agile (ex) Eutelia sono vittime di un sistema speculativo che affonda le sue radici nella politica di assegnazione degli appalti aventi ad oggetto la produzione di beni e servizi pubblici.
I dirigenti delle amministrazioni appaltanti hanno il dovere di organizzare le attività pubbliche nell’interesse collettivo, tenendo bene a mente che il coinvolgimento dei privati deve essere effettuato solo se ciò risulta collettivamente conveniente.
L’interesse collettivo non potrà mai essere soddisfatto con continui fallimenti societari finalizzati alla speculazione finanziaria, i cui costi, anche in termini di perdita dei posti di lavoro, si ripercuotono negativamente sui conti pubblici.
Ovviamente, non possiamo aspettarci che il mercato dei beni e dei servizi pubblici si regolamenti da solo. I dirigenti pubblici dovrebbero porre in essere una serie di regole idonee ad evitare meccanismi speculativi.

Esternalizzazioni: Cosa si Nasconde Dietro le Strategie Telecom Italia per l’Information Technology
2 aprile, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest
L’annunciata cessione del ramo IT Operations da parte di Telecom Italia comporterà la precarizzazione di 2150 posti di lavoro(1). Per comprendere la pericolosità dell’operazione è necessario fare un accenno ai risvolti di carattere legale, aziendale e sociale prodotti dalla politica di outsourcing attuata da Telecom Italia negli ultimi anni.
Dal 2000 ad 2006 Telecom Italia ha ceduto 15 rami d’azienda con circa 2700 lavoratori. Le attività esternalizzate sono riconducibili a svariate funzioni: gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare; fatturazione bollette telefoniche; gestione autoparco; amministrazione del personale; manutenzione hardware e software; gestione logistica; gestione delle polizze sinistri; gestione protocollo, posta ed archivi cartacei; manutenzioni e servizi ambientali; gestione servizi di sicurezza; gestione servizi radiomarittimi.

Note
- in realtà circa 3000, comprendendo i lavoratori già attualmente in SSC N.d.R. [↩]
Basta Esternalizzazioni
26 marzo, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani, latest
Aiutiamo i .
Inizia la cronaca del lavoro. Tutte le verità nascoste sui problemi del lavoro in Italia.
Durante l’incontro si farà un accenno ad altre esternalizzazioni che hanno provocato disastri sociali, fra cui Eutelia, Voicity, SAT e Numonyx.
