25 aprile 2010: Silenzio
25 aprile, 2010 di Cuore di Tenebra
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Silenzio, perché sono tutti morti.
Silenzio, perché anche il ricordo è spento.
Silenzio, per le vite sprecate.
Silenzio, perché siamo tutti fascisti.
Tutti.

Critica della Liberazione
25 aprile, 2009 di Comandante Nebbia
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Da alcuni anni la ricorrenza del 25 aprile è occasione per aspri dibattiti. In realtà, secondo la mia opinione, gran parte delle argomentazioni sono superficiali, sterili, pretestuose ed hanno l’unico scopo di trasformare ogni discussione in polemica, l’unico sistema retorico che il pubblico italiano è in grado di capire e di apprezzare.
Sparare sulla Croce Rossa? beh, son Sempre 50 Punti…
10 maggio, 2008 di redazione
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Nuova vittima eccellente di Veltroni: a 102 anni si spegne di scoramento Albert Hofmann, il padre del suo bambino cattivo, l’LSD; pare che le sue ultime parole siano state “il PD m’ha superato, ha indotto le persone a fare cose molto più allucinogene di quelle che avrebbero fatto sotto l’effetto di dosi massicce di LSD”.
Veltroni “Ora anche l’LSD nel PD”: grande impegno di Franceschini e D’Alema per spiegargli che non si tratta d’un partitino di sinistra Leggi il resto
Un 25 Aprile di Liberazione per Tutti. nessuno Escluso
25 aprile, 2008 di Sara
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La scorsa settimana ero a svolgere il mio tirocinio nel reparto di gastroenterologia. Lì era ricoverato un signore gay. Gli hanno scoperto infezioni varie, tra cui l’HIV.
Ho assistito al momento in cui il medico gli ha annunciato la sua malattia, gli ha detto “questa volta gli anticorpi non sono negativi”, che è un modo per non nominare positivo che richiama sieropositività, cioè etichettatura istantanea. Il medico è stato carino con lui, come con tutti gli altri pazienti; ma non sarebbe neanche da precisare, già il doverlo fare mi rende un po’ triste -sarei incazzata se solo avessi più energie-.
Ma il problema non è questo. Il problema è che i medici hanno detto con tono rassegnato, quasi impotente che non possono parlare col suo compagno. E’ questo che non è giusto! Non è giusto non è giusto non è giusto!
25 aprile 1945-25 aprile 2007. Dalla guerra civile al golpe alla camomilla. (Speciale 25 Aprile)
25 aprile, 2008 di mc
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Esattamente un anno fa ho proposto questa nota sul 25 aprile e sul disappunto di vedere lo spirito del mio paese fiaccato e spento. Allora mi piacque immaginare che, se il colore delle divise li aveva divisi, i ragazzi del 1945 sarebbero stati certamente uniti nella tristezza guardando il degrado nel quale oggi vive la nazione che nacque grazie al sacrificio delle loro vite combuste in una lotta fratricida.
Anche se è passato un anno e la mia ombra si è allungata, leggendo questo pezzo mi sono commosso ancora come allora. Lo ripropongo perché, secondo me, la sua forza è ancora intatta. Buon anniversario. A tutti.
g.r.p.
25 aprile 2008

Il 25 Aprile 1945 era un mercoledì come il 25 aprile del 2007. Le analogie finiscono qui.
Quella data, con la liberazione di Milano da parte delle truppe partigiane, segna formalmente la fine di una guerra civile che straziò la terra e le popolazioni di questo paese contemporaneamente al conflitto mondiale.
Prima contro gli Alleati, poi contro i nazisti e infine gli uni contro gli altri, gli Italiani di allora bruciarono in una lotta senza quartiere le loro giovanissime vite.
Il tempo e la storia hanno attenuato la divergenza ed il rancore. Oggi senza imbarazzo, pur felici dell’esito finale dello scontro, si possono compiangere i visi ed i destini di tutti i ragazzi. Quelli con il fazzoletto rosso e quelli in camicia nera.
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Nino
25 aprile, 2008 di mc
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Piove. Nino è di guardia. Il Capitano gli ha dato la postazione più esposta, quella che guarda sul vallone. Da quella parte non può salire nessuno, ma il masso dietro il quale Nino si nasconde è spazzato dal vento e dal nevischio.

La Libertà è Femmina (Speciale 25 Aprile)
25 aprile, 2007 di miriam161
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Una resistenza tutta al femminile, poco illuminata e poco raccontata nei libri di storia, quindi pressoché invisibile e silenziosa. I valori femminili, il carattere, la tenacia, il coraggio, l’amore per gli uomini e per la vita sono la materia di questo ricordo. Donne partigiane. Donne che non solo non hanno avuto paura di assumersi responsabilità storicamente e culturalmente maschili per sostenere i vecchi ed i bambini di famiglia, ma che sono state anche capaci di schierarsi e combattere a favore della libertà, nelle diverse forme possibili.
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Diario del 1945 (Speciale 25 Aprile)
25 aprile, 2007 di nonna Anna
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Ho 11 anni, quasi 12 a dir la verità. Abito..ehm.. abitavo al Quadraro. Ora con la mia famiglia ci siamo trasferiti sull’Appia Nuova, a casa di alcuni parenti, perchè il mio quartiere è stato preso dalle truppe tedesche. Giusto qualche giorno fa, quando siamo andati a prendere le ultime cose, ho visto il mio quartiere cambiato: sulla Tuscolana ora ci sono delle buche per nascondere i soldati, hanno messo delle barriere per impedire il passaggio del nemico e casa mia è tutta in disordine a causa dei bombardamenti.
Che paura che ho avuto quando quel soldato tedesco mi ha chiamata a gran voce per dirmi che mi era caduto un bagaglio!
Oggi, come al solito, sono andata a prendere da mangiare con la mia tessera annonaria, e mi hanno strappato l’ennesimo quadratino in cambio di un pezzo di pane. Papà ha anche comprato più tessere per poter avere maggiore quantità di cibo; d’altronde, io sono solo la terza di cinque figli, e noi bambini abbiamo fame!
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Parla un Italiano, uno di Quelli che ha Ricostruito Questo Paese. Grazie Nonno Felice. (Speciale 25 Aprile)
24 aprile, 2007 di nonno Felice
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Il 25 Aprile segna una data storica che ricorda la proclamazione dell’avvenuta liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Tutto il popolo italiano ha festeggiato ogni anno questa data con manifestazioni alle quali hanno partecipato tutte le autorità per non dimenticare gli avvenimenti politici passati, per far sì che ciò che era stato non fosse più.
Si sperava che ci sarebbe stato lavoro per tutti, che avrebbe portato tranquillità alle famiglie, e che l’Italia potesse rinascere dalla tristezza della dittatura fascista. La lunga guerra aveva portato malattie che non potevano essere curate perchè mancavano i medicinali e per le quali morirono molti bambini, le persone erano affaticate per la continua denutrizione (ricordo ancora i cosiddetti “buiaccari”, ossia le trattorie dei meno abbienti), la povertà regnava sovrana.
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