Supermercati e Déjà Vu
24 maggio, 2008 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane
Pierluigi, un lettore, ci propone e noi volentieri pubblichiamo.
Ieri ero in fila al supermercato. Mi guardo intorno e noto che quattro file più in là c’era una cassa meno affollata, dove insomma la coda era più breve.
Così prendo il carrello, faccio retromarcia, badando bene a non far cadere il mio bel vinello, aggiro un paio di scaffali, gimkano una colf filippina e, zakkete! sono a destinazione. Sorrido soddisfatto..
Noto però che la coda sembra solo meno lunga, ma non è meglio dell’altra: qui la cassa è più in fondo delle altre e ha una fila altrettanto lunga..insomma, vedevo solo la punta dell’iceberg.

Mentre imbarazzato realizzo il tutto, ecco arrivare una irresistibile sensazione di dejavu..hmm, all’inizio non capisco di che si tratta.
Poi guardo per aria e ci arrivo: il dejavu era tutto intorno a me; avevo cercato di fare il furbo, correndo da una fila all’altra per fare prima, ma ero riuscito solo a sprecare tempo e pure a rischiare di fracassare il mio dolcetto di ovada..
E il dejavu? Beh, amici, non vi ricorda, tutto questo, l’attitudine propria dell’homo italicus? Cosa c’è di più italiano che cercare di fare il furbo, magari a scapito degli altri, senza ottenere alcun vantaggio, anzi, magari facendosi solo del male?
L’unica differenza tra me ieri nelle vesti di casalingo e l’homo italicus sta in questo: io mi sono accorto di aver fatto una ca..ata, e magari la prossima volta resterò nella mia cara fila. L’italiano invece non realizza, e continua con le sue furberie, per quanto deleterie antieconomiche e irrazionali possano essere.
Ma che sto a dire? Di cosa parlo? Provo con qualche esempio.
Alitalia? Miliardi di Euro sprecati, direttori generali superpagati e dimissionati uno dopo l’altro, offerenti preziosi fatti scappare. Prestiti (a fondo perduto) dallo Stato come se piovesse. E tutto per non licenziare qualche centinaio di dipendenti che chiunque capirebbe sono troppi, TROPPI!! Anche garantendo a tutti i licenziati degli ammortizzatori sociali si risparmierebbero milioni di Euro. E allora?

Monnezza de Napule? Prima all’estero (credete a me che ci vivo) c’era chi non conosceva Napoli, mentre gli altri sapevano di quanto fosse bella, ma anche dei suoi problemi di camorra e delinquenza comune. Ora all’estero la conoscono tutti. Indovinate perché? Una mia amica inglese ieri mi ha detto: ah, per Pasqua sono stata in Croazia. Croazia? Eh sì, avevo prenotato a Napoli, poi per “the rubbish story” (!?) sono andata in Croazia.

Porcellum? Beh, un governo sgarrupato durato due anni vi pare poco?
Certo, ora c’è una maggioranza solida in Parlamento, no?
PDL e Lega infatti sono già in luna di miele…
A me queste vicende mi sembrano nient’altro che storie di furbetti, che cercano di saltare le file, ma finiscono per rompere il vino… E non imparano…

dal nostro lettore Pierluigi
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Bravo Pierluigi, hai colto perfettamente il punto.
Sicuri che l’italico homunculus sia pronto a non saltare le file?
Il “male minore” lo usa per giustificare le scelte della sua squadra ma lo dimentica per quelle dell’altra.
Chi si mette a fare qualcosa fregandosene delle voci che sente e prendendosene la responsabilità verrebbe come minimo tacciato di “decisionismo estremo”: in italia il compromesso è la legge ma non fatto tra “ciò che si deve fare e ciò che si può”, ma tra “ciò che si deve fare e quello che ti lasciano fare”.
Se fai qualcosa sicuramente dovevi farla in un altro modo, meglio, non hai pensato a questo e a quello, hai fatto come vuoi e quindi sei cattivo.
Se non la fai sei un buono a nulla, a meno che tu non appartenga alla sessa squadra, allora non ai agito perchè “non c’erano le condizioni” o perchè non agire era il “male minore”.
Italiani, non si può accontentare tutti, qualcosa s’ha da fare, facciamo!
Qualcosa faremo bene, altro male, qualcosa sarà fatto solo per “alcuni” (come sempre) ma almeno qualcosa d’altro verrà fatto per tutti.
Non mi sembra che la politica ultimamente avesse tanta voglia di fare qualcosa di utile o almeno di tangibile…
Speriamo nel futuro, tra il non fare etico, il fare Demagogico e il fare Pragmatico preferisco il terzo
, con tutti i suoi limiti.