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Sull’Assolutismo della Chiesa Cattolica

22 ottobre, 2007 - 14:00 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti




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“È inaccettabile il relativismo dei valori, soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita”. Sono le parole di commento dell’Osservatore Romano alla sentenza della Cassazione che consente un nuovo processo per il caso di Eluana Englaro, da 15 anni in stato vegetativo, alimentata da un sondino che il Padre ha chiesto, da tempo, di staccare.




Sono parole che formano la solita vecchia e collaudata frase ad effetto che inorgoglisce il cattolico quadratico medio rassicurandolo di stare dalla parte giusta. Solo per farne due: un pensiero all’olocausto nazista e un pensiero al genocidio che si sta consumando in Birmania, non possono che confermare che la conservazione della vita -altrui- dovrebbe essere un valore al quale nessuno in nessun caso può assegnare un secondo posto. Nessuno. In nessun caso.

Ma allora anche: e’ inaccettabile l’assolutismo dei valori, soprattutto quando questi riguardano la conservazione o meno della vita. Sto pensando a certe crociate e al genocidio del 1994 in un paese chiamato Ruanda. Oppure in nome di un certo assolutismo, i valori, questo valore, il valore della conservazione o meno della vita, cambia? Ma questa e’ un’altra storia.

osservatore-romano.jpg

Se nel contesto adeguato, il commento dell’Osservatore Romano, esprime un concetto condivisibile, per altro credo condiviso, da tutta la società civile (formata da credenti, atei e agnostici), quando in gioco è la conservazione della vita -propria- mi chiedo se abbia un qualche senso il relativismo o l’assolutismo dei valori. Quello che è certo, è che il valore della vita si modifica a seconda che si tratti della -propria- o di quella -altrui-. Ma allora perché negarlo?

Il fatto e’ che per la chiesa cattolica la possibilità di perdere la sua caratteristica (autoproclamata) di unicità e quindi d’essere inserita nel contesto del relativismo, risulta inaccettabile. Non solo perché ne uscirebbe ridimensionata come importanza, ma anche perché significherebbe rivedere tutta una serie di posizioni, anche vecchie di diversi secoli, che devono rimanere sempre vere o sempre false dal momento in cui sono state enunciate. Non sarebbe più la chiesa cattolica.

E’ senza dubbio più facile utilizzare il torpore in cui sono avvolti, non certo per colpa loro, certi cervelli abituati a non più essere utilizzati. Cosi’ per la ricerca e il consolidamento dei consensi (evangelizzazione) è più indicato l’uso delle assolutistiche ma rassicuranti frasi ad effetto. Poco importa poi se con esse venga riscritto il significato di -pensiero razionale- e soprattutto, si vada sfacciatamente contro il comune buon senso.

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Comments

9 Risposte a “Sull’Assolutismo della Chiesa Cattolica”
  1. michelangelo scrive:

    Si Inviata la S.V. a partecipare ai miei funerali che si svolgeranno, mi auguro il più tardi possibile, per volonta di mio padre il giorno , bontà sua, che lui sceglierà. Nè fiori e nè opere di bene.

    Ma che bravi queati Radicali!

    Se un Radicale è l’uomo che sostiene tutte le libertà e lotta contro tutte le ingiustizie, io sono un Radicale.

    Se un Radicale è colui che lotta contro la pena di morte, io sono un Radicale. Se il Radicale dice non uccidete Saddam, io sono Radicale. Ma se un Radicale sostiene il diritto di morire, io non lo condivido pur rimanendo sempre un Radicale che sostiene un suo diritto.

    Sempre secondo me i Radicali hanno mille ragioni ed un solo torto: di avere inventato il diritto di morire.

    E solo in questo hanno vinto.

    Licenza di uccidere; chiedila alla cassazione.

    Ciò che l’uomo non conosce è la cosa più preziosa che ha: la mente profonda.

    In quella “domus magna” non esiste il suicidio, nè l’eutanasia e men che meno la licenza di uccidere concessa ai genitori dalla cassazione.

    La morte è un evento naturale e sacro come la vita.

    L’arroganza dell’uomo – figlia dell’ignoranza – ne ha fatto un diritto.

    Il diritto di morire – l’eutanasia.

    Il diritto di uccidere – la pena di morte.

    Il diritto della morte dignitosa – sofferenza e pietà.

    Il diritto del farsi suicidare – welby.

    Ora il diritto della volontà dei congiunti – per non soffrire loro.

    Il diritto di vivere è inconciliabile col diritto di morire.

    Il primo è sacro il secondo un delitto.

    E LA CHIESA NON C’ENTRA PER NIENTE IN QUESTE RIFLESSIONI.

    Su 100 commenti 99 sono a favore della la “cassazione”, così come su 100 persone 99 sconoscono la cosa più preziosa che hanno.

    Come può un cieco guidare altri ciechi?

    Diritto o delitto che l’UOMO rifletta.

    IL DIRITTO DI UCCIDERE

    Si spara al cavallo azzoppato – tanto non serve più.

    Si prendono i polipi con le mani – tanto al mercato ce ne sono a quintali.

    Si avvelenano gli orsi – forse perché azzannano qualche pecora.

    Il cacciatore spara con tanto di licenza – per scaricare le sue “tenzioni”

    Ora l’uomo per continuare il suo atavico istinto s’è inventato il diritto di morire, la morte dignitosa,il testamento biologico, dando diritto di uccidere ai medici, quanto prima alle istituzioni e persino ai familiari.

    Siamo passati dalla fobia della razza ariana (Hitler) alla follia della “razza sana”.

    Ma che bravo quest’uomo del 21° secolo

  2. Valerio scrive:

    Non mi è chiaro questo passaggio:

    "Sto pensando a certe crociate e al genocidio del 1994 in un paese chiamato Ruanda. Oppure in nome di un certo assolutismo, i valori, questo valore, il valore della conservazione o meno della vita, cambia? Ma questa e’ un’altra storia."

    Forse che il genocidio in Ruanda è stato commesso da una divisione di Guardie Svizzere? Non cadiamo nel "piovegovernoladrismo"…

  3. NonLineare scrive:

    @Valerio: Questa e' un'altra storia… e forse un tantino piu' complessa, ma, si "vocifera" di una certa connivenza di alcuni esponenti della chiesa cattolica, poi, gli hutu non erano certo simpatizzanti del relativismo. Sbaglio?

  4. Valerio scrive:

    Al di la del gettare il sasso e nascondere la mano, dovremmo allora arrestare gli insegnanti di quelle classi nelle quali si picchia il disabile mentre i bulli lo filmano con il telefonino? Mi sembra che la percentuale di responsabilità non sia tanto diversa. ;)

    Non lasciamoci trasportare dai pregiudizi quando scriviamo, né è conveniente inserire allusioni che avvelenano l'articolo senza informare.

  5. NonLineare scrive:

    Valerio: non e’ stata mia intenzione fare informazione. Mi limito, mi sono limitato, ad esporre un’opinione. Per me crociate e genocidio in Ruanda restano due esempi di come un certo modo di pensare, quello espresso nel pezzo, possa comunque produrre certi effetti.

    E’ evidente che abbiamo utilizzato fonti diverse per farci un’idea dei fatti accaduti in Ruanda. Confesso di non aver letto nulla edito paoline. Per me il ruolo e la reponsabilita’ della chiesa in quei luoghi, in quegli anni, e non solo in quelli, non e’ semplicemente quello di un osservatore che puo’ solo prendere atto di cio’ che e’ accaduto.

    Hai ragione, riguardo al gettare il sasso e nascondere la mano; saro’ lieto di leggere su MenteCritica o dove vorrai indicarmi, un tuo post nel quale racconti in Ruanda cosa e’ accaduto davvero e perche’.

  6. Valerio scrive:

    Non credere di avere a che fare con un cardinale: sono una persona a cui piace vederci chiaro, al di là di ogni pregiudizio.

    Tralasciando il paragonare le crociate (organizzate dai prelati svariate centinaia di anni fa) al genocidio del Ruanda (in cui, ripeto, non mi sembra di aver sentito parlare di guardie svizzere), mi sembra che ci sia una inversione logica nella tua ultima frase: non si possono portare prove contrarie ad un'insinuazione volta, come dici tu non a fare informazione (ma allora a cosa era volta? ad avvelenare il clima?); semmai saresti tu che dovresti portare delle prove a favore, alle quali rispondere con delle contro-prove per poter instaurare una discussione. Altrimenti potrei dichiarare di essere stato sulla luna ed invitarti a scrivere un post in cui dimostri il contrario.

  7. NonLineare scrive:

    Valerio, ma se tralasciamo tralasciamo poi di cosa di discute? :-)

    Ti invitavo a scrivere qualcosa sul ruanda dal momento che hai, diciamo, insinuato, che "volessi nascondere la mano". Non credo di averlo fatto; per esempio -ho scritto di "connivenze"- e non e' un argomento che hai ripreso.

    Il che porta alle possibiliata' che faro' sotto.

    Il genocidio (le cause del) in ruanda non e' un argomento che puo' essere dibattuto con delle prove (almeno non da noi comuni mortali). Non posso portarti le prove che la mia visione dell'accaduto sia quelle giusta. Pero' con il presupposto almeno della conoscenza della storia di quel paese si puo' tentare un confronto di opinioni, argomentandole.

    Mi pare ci siano tre possiblita' mutuamente non esclusive:

    1) di quel genocidio sai che non centrano la guardie svizzere;

    2) sei un troll;

    3) hai qualche parente tra le guardie svizzere.

    Per restare nel tema del post (che _non_ e' il genocidio), una altro esempio di assolutismo fuori posto, della chiesa, e' la sua posizione sull'uso del preservativo. Discutibile qui da noi. Fuori dalla logica del buon senso nei paesi del terzo mondo. Lo so che in africa non sono le guardie svizzere a scopare come ricci.

    Invece fuori tema magari puo' essere utile conoscere anche questo punto di vista.

  8. Valerio scrive:

    Proprio il fatto (da te dichiarato) di non poter dibattere con delle prove dovrebbe distoglierti dal formulare insinuazioni riguardo ad un argomento. E' brutto quando si citano come fonti delle proprie opinioni delle "voci di corridoio".

    E se proprio volevi far riflettere il lettore al riguardo, io in te avrei inserito il link nel post originale, non dopo un dibattito di svariati commenti.

    Non sono un esperto di genocidi, tuttavia tendo ad essere preciso nelle affermazioni, e tirare in mezzo le "voci" nel sostenere una tesi mi sembra un trucchetto fazioso e poco degno di una serietà che ritengo necessaria prima di premere il tasto "post".

    Con stima

  9. marco scrive:

    Sono d'accordo con il tuo post, che non problematizzare alcuni territori del pensiero per evangelizzare a forza di frasi a effetto e posizioni granitiche, anche a discapito o a rinuncia del reale, razionale e critico buon senso, è sicuramente più facile.

    Ma se usciamo dall'ottica dogmatica della Chiesa, ma si deve ancora discutere se il Relativismo sia da guardare in luce negativa??

    A uno sguardo filosofico e schietto, deve apparire chiaro e lampante che il relativismo è la cifra di tutte le cose, e dei valori in primis.

    Si tratta poi di ritagliare e prospettare su questo mare mobile di relatività e di punti di vista esistenziali (generati dai bisogni, dalla cultura, da un contesto di usi, costumi e condizioni effettive di vita) una trama di punti fermi e regole condivise su cui muoversi, e accordarsi.

    Ma lo sforzo che genera il panorama assiologico (di valori) che una società civile decide di seguire, non deve mai spegnersi, è una capacità che deve essere sempre rimessa in moto, interrogata a pié sospinto da ogni nuova fattispecie, dal cambiamento delle condizioni di vita dei singoli e dei tempi.

    E il caso di una vita al limite del vegetale, che riempie di dolore e tinge di desolazione le esistenze dei congiunti, credo sia un caso che richiede che questa designazione di valori vada rivista e rimessa in discussione.

    Non dico con questo che sia una cosa facile, né che rimettere in discussione equivalga a decidere per l'Eutanasia, ma semplicemente che prendere posizione a priori CONTRO il relativismo, arroccandosi su posizioni assolutistiche e su un immutabilismo dei valori, sia estremamente stupido e preconcetto.

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