Sul Ponte Sventola Bandiera Bianca 28


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Ora che la serrata dei camionisti è finita e tutti hanno detto di tutto e di più, proviamo anche noi a dire la nostra in modo che nessuno possa dire che ci si tiri vigliaccamente indietro quando c’è qualche sentenza da sputare o qualche cazzata da sparare.
La prima considerazione da fare è che in Italia i camion sono un’arma più potente dei carri armati.
E’ sicuramente una questione di numero. Nel nostro paese ci sarà un carro armato ogni mille camion (e per fortuna aggiungerei). Poi, abbiamo capito che se i carri si fermano, i camion continuano a camminare, mentre se si fermano i camion, i carri devono rimanere in garage per mancanza di nafta. Infine, anche dispiegando tutta la forza corazzata dell’esercito italiano, non si riuscirebbe mai a presidiare tutti i gangli essenziali di comunicazione. Le merci continuerebbero a viaggiare e nessuno rimarrebbe senza spumante e panettone come stava per capitare a noi.

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Per riassumere, abbiamo avuto l’ennesima prova che il nostro paese è affetto da una particolare patologia: la spina dorsale di pastafrolla. La catena di decisione, di assunzione di responsabilità e di autorizzazione che si è stabilita in Italia impedisce qualsiasi azione che preveda rapidità, determinazione e precisione.
Il terrore delle reazioni della stampa, la paura che “qualcuno si faccia male”, l’incubo di inimicarsi una componente dell’elettorato e la certezza che, se le cose andassero male, a pagare sarebbe sempre chi non conta un cazzo, paralizzano le strutture di intervento di questo paese.

Intendiamoci, io non metto in discussione il diritto di negare la prestazione lavorativa per far valere le proprie ragioni. Non se ne discute nemmeno. Qui stiamo parlando di qualcosa di diverso. I blocchi stradali, i pestaggi, la negazione di servizi essenziali e l’inibizione del diritto costituzionale alla libera circolazione non si chiamano sciopero e nemmeno serrata. Sono azioni militari e vanno definite con un termine adeguato: rivolta.

Il ricorso alla rivolta è diventata una pericolosa abitudine italiana. Basta pensare ai tassisti che bloccano le città ed al migliaio di “tifosi” che, incontrastati, tengono in scacco per ore la capitale del nostro paese con la polizia chiusa nelle caserme per “evitare il peggio“. E quale sarebbe il peggio? Sarei curioso di saperlo.
Probabilmente non ci si rende conto fino in fondo del fatto che si inizia a respirare una strana aria in Italia. Presi nelle loro complesse alchimie politiche e nella creazione quotidiana di un nuovo mostro, i principi di Roma hanno dimenticato che tra le loro responsabilità c’è anche quella di garantire un arbitrato al di sopra delle parti e di farne valere le ragioni.

Con le buone, certamente, ma anche con la forza se necessario. Quando ad usare la forza è un governo democraticamente eletto non è mai un bene, ma è sempre meglio di quando la forza la usano corporazioni private per imporre i loro interessi alla collettività. L’uso della forza è una terribile responsabilità ed deve essere una prerogativa esclusiva del governo di un paese.

Quando si aprono le carceri ogni tre anni, quando i procedimenti penali impiegano anni per arrivare a sentenza definitiva, quando chiunque ritenga di aver subito un torto si sente in diritto di presidiare il territorio e limitare la libertà degli altri, quando i “tifosi” di una squadra di calcio si costituiscono a forza militare ed occupano una città, si diffonde nella gente l’impressione che non esista più un ordine superiore, che la gestione della giustizia e del diritto sia un’attività da condurre in proprio con i mezzi di cui si dispone. Questa è una barbarie che in questa penisola era stata eliminata duemilatrecento anni fa quando la legge di Roma aveva stabilito un diritto che, ancora oggi, si studia e si applica in tutto il mondo.

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Dobbiamo pretendere che le cose cambino e che cambino applicando le regole democratiche che ci siamo dati. Non abbiamo bisogno di uomini d’ordine. La nostra storia ci ha insegnato che una scelta di questo tipo conduce inevitabilmente alla catastrofe. Nello stesso tempo non voglio nemmeno guardare con occhi diversi la mazza da baseball che mi hanno regalato tanti anni fa. L’idea di portarmela alla prossima riunione di condominio non mi sorride affatto.


28 commenti su “Sul Ponte Sventola Bandiera Bianca

  • cruman

    Sarei curioso di sapere in che modo le cose potrebbero cambiare. Sono 60 anni che a chiacchiere le proviamo tutte e non cambia mai niente. Abbiamo fatto anche dei casini non indifferenti tipo mani pulite e il 99% dei meccanismi sociali e politici che hanno agevolato tangentopoli è ancora intatto esattamente come prima delle inchieste, le incarcerazioni e i suicidi.

    Rivolta, rivoluzione, io dico che è ora che qualcuno in questo paese si incazzi davvero. A costo di rischiare. Siamo allo sfascio e un'oligarchia di mezzi uomini continua a prenderci per i fondelli. Continua ad usarci come pedine e ficcarci le mani in tasca per qalsiasi cosa, sicuri che in questo paese di spine dorsali di pastafrolla (perchè siamo noi ad averle non lo stato) nessuno farà più di una protesta su un blog.

    Io penso, per fare un esempio deficiente, ai motociclisti, che sono l'unica soluzione alla congestione del traffico e all'inquinamento (visto che la ricerca in campo automobilistico cerca solo di darti macchine più veloci) che sono stati penalizzati molto più di quello che già erano e paradossalmente proprio in nome dell'ambiente, quando in realtà servivano solo altri soldi e avevano paura a chiederli a quelli coi macchinoni che inquinano davvero (solo che i politici hanno i macchinoni non le moto). Senza contare lo stato delle strade italiane, che sono un suicidio per i centauri. In una situazione simile parigi è stata invasa da un milioni di motociclisti e non si sono schiodati finchè qualcuno non ha ammesso di aver fatto una fesseria senza precedenti. Qui al limite troviamo qualche post in giro. E ho fatto un esempio innoquo.

    Siamo in un paese in cui bastano 48 ore di pioggia per essere messi in ginocchio. Basta mezzo sciopero o qualche paese dell'est che chiude i rubinetti del gas per un po' di ore. Viviamo nell'emergenza e vogliamo continuare a fingere che tutto vada bene.

    Noi non sappiamo nemmeno che cosa sia uno sciopero. Uno vero. E mi riferisco alla francia, agli stati uniti, dove movimenti sindacali hanno portato avanti battaglie prolungate e dolorosissime perchè era l'unica maniera di ottenere giustizia. Noi siamo buoni di vedere solo se riusciamo ad andare dall'amante o allo stadio e se non ci riusciamo è colpa di quelli stronzi che protestano.

    I camionisti reggono questo cazzo di paese. Se si fermano loro, niente più cibo, niente più benzina, niente più medicine (che per la maggior parte è pure un bene) eppure sono trattati come la feccia della feccia, senza contare le implicazioni sociali del sistema lavorativo in cui sono finiti.

    Sapete da quanto tempo non fanno uno sciopero serio i camionisti? Quasi 10 anni. E per due giorni di disagio qua stanno tutti a parlare di fascismo, di gente che si approfitta della loro posizione.

    Visto che il trasporto pesante è fondamentale nel nostro paese dovremmo preoccuparcene un po' più del semplice mandare affanculo un camionista quando sorpassa. Le condizioni in cui lavorano sono anche alla base di molti incidenti mortali. E ce l'ho anche con le aziende che non si fanno scrupoli ad assumere gente inaffidabile proveninete da paesi mai sentiti che chiedono 30 euro al giorno per guidare 18 ore.

    E che cosa vogliamo fare? Riempire qualche altro blog? Mandare un camionista a striscia la notizia? Il livello di evoluzione di un paese è facilmente definibile, se i suoi problemi li fa risolvere al gabibbo.

    E allora invece di stare sempre a far finta che va tutto bene e invece di lamentarsi per i propri piccoli disagi, quando ogni giorno della nostra vita ci lasciamo prendere per il culo da chi ci manovra e anche col sorriso sulla faccia, per una cazzo di volta io sono dalla parte di chi si incazza e pianta su un casino epico!

    I pestaggi i casini, sono sintomatici, la gente già di per sè non è esattamente un animale razionale, mettici l'esasperazione e la tensione ed ecco i risultati. Accettiamo che due si prendano a sputi a un incrocio per la precedenza e stiamo a scandalizzarci se succede qualche casino per lo schifo che c'è in questo paese.

    Forse la finiremo di guardare il nostro bel giardinetto e scagliarci contro tutto quello che ci rovina i fiori e proveremo una volta a incazzarci davvero. Visto che con gli altri sistemi non c'è una persona che possa dire di aver risolto qualcosa di davvero importate in questo paese del terzo mondo.

  • cruman

    scusate gli errori di grammatica, ma non ho chiuso occhio stanotte è ho scritto il commento in 45 secondi netti. Forse è per questo che sono finito, giustamente, in coda di moderazione.

  • MenteCritica

    Sbloccato.

    La tua posizione non mi convince Cruman.

    Se i camionisti reggono questo paese è un errore come quello di avere un'unica (o una unica :mrgreen: ) canna del gas a cui stare attaccati.

    Stai pur sicuro che se il governo varasse una legge che impone di spedire il 30% delle merci usando le ferrovie o le navi invece dei camion per eliminare questa dipendenza e svuotare le strade dal trasporto pesante, ci ritroveremmo di nuovo i caselli occupati e i camionisti sul piede di guerra.

    Quello che secondo me sfugge un po' a tutti e che è il limite generale della tua posizione, secondo me, è che non sono possibili azioni collettive di rivolta in una situazione sociale dove la tutela dei singoli interessi è diventata regola di vita.

    Chi dovrebbe costruire queste barricate, chi dovrebbe portare avanti la rivoluzione che auspichi?

    Io sono terrorizzato dalla violenza, la conosco troppo bene per auspicarne l'utilizzo come sistema per dirimere le controversie.

    Mettiamo che dopo questo tuo sfogo veramente scoppiasse la rivoluzione che ti auguri. Dove credi che porterebbe se a farla è un insieme di persone senza un obiettivo ed il cui unico scopo è la tutela del proprio interesse?

    Mi ripeto per l'ennesima volta che c'è una sola rivoluzione possibile. Quella della rieducazione di se stessi. Solo dopo potremo sperare di fare qualcosa insieme agli altri. Fino a quando non diventeremo dei singoli migliori di adesso, non potremo mai ambire ad una nazione migliore.

    Quello al quale non riusciamo a rassegnarci è che, in questo momento, non esistono soluzioni. La situazione è degenerata troppo ed il cammino necessario per ripristinarla è, probabilmente, più lungo delle nostre vite.

    Dissi e ribadisco che la nostra generazione dovrebbe sottoporsi al sacrificio storico di invertire il processo e iniziare la risalita, senza speranza di vedere la superficie.

    Il nostro è un obbligo storico e morale che non prevede nessuna ricompensa, se non quella della consapevolezza di aver fatto il nostro dovere.

  • cruman

    be' spero proprio che tu non parli di violenza e rivoluzione per un paio di tafferugli. Allora dovremmo chiudere gli stadi, tutte le strade, il parlamento e la casa di un sacco di famiglie.

    Sulla consapevolezza e l'evoluzione personale sai benissimo che siamo d'accordo.

    Ora però sto parlando di situazioni arrivate all'estremo. Qui basta un niente e siamo tutti in ginocchio. E per questo purtroppo non si può aspettare un tempo superiore alle nostre vite. Come non si può aspettare per sistemare la devastazione a cui è giunto il nostro sistema (mondiale).

    Bisogna intervenire. Subito.

    Ora dal tuo commento pare che i camionisti alla prima cosa che non gli è piaciuta abbiano cominciato a menare le mani. Non è così. Sono anni che vivono una condizione quasi surreale e ora per due giorni di sciopero si fa un casino molto più condizionato dal fatto di non poter fare gli affari propri che dal concetto di civiltà.

    Sfido chiunque a dire di essersi interessato dello sciopero delle guardie giurate o degli orchestrali. Secondo quello che dici le vere grandi lotte sindacali sono state degli errori e io non lo penso.

    Ma se partiamo dal presupposto che chiunque protesti lo faccia per il proprio tornaconto allora staremo sempre tutti zitti e buoni a farci sodomizzare. Non c'è dubbio. E a volta capita incidentalmente che l'interesse di una categorie si ridistribuisce su tutta una nazione, se questo interesse coincide con la giustizia sociale.

    Purtroppo la stessa critica che muovi a me si può muovere al 99% delle persone che non sono d'accordo con lo sciopero e cioè che non sono d'accordo solo perchè ostacola i loro interessi privati. E' un cane che si morde la coda e il risultato è sempre staticità e vantaggio per chi ha potere di approfittare di questa staticità.

    Bisogna muoversi e smuoversi. Non c'è tempo. Non ce n'è più.

    Ora vediamo il fastidio o la violenza. Quando saremo completamente allo sbando la violenza sarà nelle nostre case e nessuno potrà fare niente.

    E' curioso che proprio io stia qui e proprio qui a sostenere le lotte sindacali, ma almeno nella lotta mi è rimasta un po' di speranza. Anche io sono terrorizzato dalla violenza, ma essere terrorizzato dalla violenza significa essere terrorizzato dall'uomo (e infatti lo sono) perchè l'uomo è violenza quasi sempre.

  • cruman

    vorrei anche sottolineare che il ministro bianchi era informato di questo sciopero da mesi e NIENTE è stato fatto per evitarlo o per prevenirne i disagi almeno quanto possibile. I giornali non ne hanno parlato se non a cose fatte. E sapete perchè? Perchè chi ci governa (che quasi mai ha disagi da scioperi o proteste) pensa sempre "tanto sti pecoroni poi si rimettono sempre in gregge". E al ministro bianchi nessuno ha detto niente per la sua incompetenza, tutti se la prendono coi camionisti, perchè l'incompetenza di bianchi non ci impedisce di andare allo stadio.

  • MenteCritica

    Non so perché il commento va in moderazione, forse usi parole che l'antispam blocca.

    Comunque mi sembra che si stia travisando. Io sono della stessa opinione di chi ha scritto il pezzo. E' ovvio che il diritto ad astenersi dal lavoro non è assolutamente in discussione. E' in discussione il blocco delle strade e la violenza operata su chi non intendeva aderire alla serrata (è questo il termine corretto visto che si tratta di imprenditori e non di salariati).

    Queste cose non sono tollerabili, mai. Se così non fosse chi stabilisce il limite al quale ci si deve arrestare quando si opera una rivendicazione?

    Bloccare le strade si può? Arrestare il traffico dei treni si può? Incendiare macchine e cassonetti si può? Prendere degli ostaggi si può? Uccidere si può?

    Le regole vanno stabilite per legge, non possono essere delegate all'interpretazione dei singoli altrimenti è il caos.

    Bastava astenersi dal lavoro per 10 giorni. Niente benzina, niente panettoni, niente zampone e gli effetti si sarebbero avuti lo stesso.

    certo, star fermi 10 giorni sarebbe costato di più ai singoli coinvolti. Loro hanno ritenuto di dover condividere questo costo con me, con te e con tutti noi.

    Sarebbe potuto pure andare bene, ma avrei preferito essere consultato.

    Chi decide quanto è grave un mio problema, io? Allora la prossima volta che gli ascensori non funzionano in ufficio o se ritengo di non essere pagato adeguatamente, mi incateno sui binari della Roma Firenze e blocco il traffico ferroviario per una giornata.

    Se le cose prendono questa piega è il caos.

    Sul resto credo che tu ti debba rassegnare. A meno che tu non abbia una buona ricetta, che ti pregherei di proporci, bisogna attendere la notte con disperata ma operativa rassegnazione.

    E' chiaro che lo sfogo è liberatorio, ma non credo che abbia altre funzioni.

    In ultimo, scusami lo ritengo necessario, personalmente non ritengo sia giusto attribuire una valenza negativa ad una pratica sessuale che se svolta tra persone adulte e consenzienti, non è ne meglio ne peggio di altre.

  • cruman

    Hai ragione, infatti io parlavo di sodomia non preventivamente autorizzata (dal contraente intendo).

    Tu usi un po' troppo i suggerimenti retorici di Shopenauer e non vale generalizzare un discorso per renderlo vulnerabile. Come ho detto, sul trasporto su gomma si regge il paese, sull'ascensore di casa tua no. Credo.

    Quando poi si innescano certe situazioni si finisce quasi sempre per prevaricare e qui le cause stanno nella natura stessa dell'uomo.

    Non discuto che i metodi a volte trascendano e che sicuramente con l'intelligenza che è tipica di mentecritica le cose si sarebbero potute fare meglio. Siamo d'accordo.

    Io rivendico solo il fatto che sia comprensibile che dopo anni di angherie, di prese in giro e di ladrocinio, qualcuno punti i piedi in modo sgarbato (ripeto a livello sociale non privato, perchè questo è un problema sociale nel nostro paese). E rivendico anche il fatto che chi protesta contro gli scioperi (e tu sai bene che avrebbero protestato per un fermo del trasporto merci anche senza i blocchi), lo fa sempre ed esclusivamente perchè interessi personali.

    Mi fa strano anche sentire che ora gli scioperi sono sempre movimenti di criminali. Quando c'era il berlusca gli scioperi erano sacrosante rivendicazioni sindacali, di quei sindacati nati nella cultura della sinistra. E c'erano blocchi dei cantieri, blocchi delle ferrovie, blocchi stradali eccetera eccetera eccetera. Ora per risolvere il piccolo problema dato dal fatto che i sindacalisti sono al governo, quando c'è uno sciopero non si parla più di sindacati ma di gentaccia che ostacola il corso sociale ed economico del paese.

    Sui modi siamo d'accordo. L'uomo tendenzialmente tende a fare le cose nel modo peggiore possibile. Ma io una soluzione l'ho data anche se un po' qualunquista (cioè è ora che qualcuno si inalberi seriamente), invece da quelli che si insolentiscono per gli scioperi non ho sentito soluzioni, se non quelle che si provano da decenni senza risultati oppure il gabibbo.

    I grandi successi storici sindacali in occidente sono costati enormi sacrifici e a volte vite umane e abbiamo strade intitolate a sindacalisti. Anche io vorrei che tutto si risolvesse pacificamente, ma persino nel movimento di Ghandi ci sono state vittime. Non è che si possa pretendere più di tanto da questa scimmia vestita che è l'uomo, ma io un di subire sono un po' stufo. Io per esempio vorrei avere il diritto di scegliere come curarmi ma non me lo fanno fare. Che faccio? In questo paese incivile l'unico modo di farsi sentire è fare qualcosa di violento. Guarda i giornali, se non ammazzi qualcuno o se non scopi una velina non ti si filano nemmeno. E i giornali scrivono quello che la gente vuole leggere. Ci stiamo lamentando di un sistema creato da noi e destinato a scomparire.

  • MenteCritica

    Cruman

    se non c'è una legge dello stato a stabilirlo, non accetto la tua classificazione dei problemi in base ad una graduatoria che non tiene conto della mia scala personale di valori.

    Quindi, fino a prova contraria o a promulgazione di opportuna legge, secondo la mia personale scala di valori, camion e a ascensore sono sullo stesso piano. Tu hai una opinione diversa ( :mrgreen: ), io ne prendo atto, ma me ne frego.

    E' utile insistere sul fatto che non mi lamento per lo sciopero o per la serrata. Questa cosa non è in discussione. E' in discussione, e secondo me è assolutamente necessario che lo sia, il mio diritto a non essere coinvolto in una rivendicazione senza che io ne abbia dato il consenso.

    Sono consapevole che, se una categoria si ritiene minacciata, io corro il rischio di non poter fruire dei suoi servizi, ma il mio dovere sociale è solo quello di pazientare ed attendere che la questione si componga.

    Essere preso in ostaggio e subire una limitazione della mia libertà non mi compete.

    Quando i tifosi ritengono di essere stati trattati male dalla squadra o dalla federazione hanno tutto il diritto di non andare allo stadio, ma non quello di invadere ferrovie, città ed autostrade. Se passa il tuo principio, anche chi pensa di aver avuto troppi rigori contro ha il diritto di bloccare la nazione. Tu probabilmente dici che il calcio non è così importante da giustificare azioni di questo tipo. Ma questa è solo una tua opinione, ci sono milioni altri che la pensano diversamente e se non c'è la legge a tutelare i nostri diritti, la loro protesta vale quanto quella dei camionisti.

    Odio assumere atteggiamenti paternalistici, specialmente nei confronti di una persona come te che compensa la minore esperienza con una eccezionale intelligenza, ma parli troppo blandamente di violenza e vite umane sacrificate.

    Io ho pochissima fiducia della gente che mi circonda ora che sono disarmati. Figurati come mi sentirei se avessero in mano delle mazze o, peggio, delle pistole. Berlusconi non c'entra. L'hai tirato in mezzo tu. Qui, io e chi scrive con me, non abbiamo mai fatto sconti a nessuno. Nonostante la tendenza, le cose peggiori che si possono leggere in rete su questo governo si trovano su MC e DFC.

    Non potrebbe essere diversamente, io sono di sinistra, loro no.

    In questo paese incivile l’unico modo di farsi sentire è fare qualcosa di violento. Guarda i giornali, se non ammazzi qualcuno o se non scopi una velina non ti si filano nemmeno. E i giornali scrivono quello che la gente vuole leggere.

    Forse è vero, ma non non mi sembra giusto. Senza tirare in mezzo Shopenauer (io sono un maledetto tecnico e non ho studiato filosofia) di quello che è vero ne prendo atto, ma cerco di lavorare e vivere in funzione di quello che che mi sembra giusto.

  • cruman

    e secondo me tu parli un po' troppo blandamente di totale soggettività. Questo è lo stesso concetto di libertà di cui parlavamo prima. Non si può basare tutto sulle opinioni del singolo. Mi spiace per te, ma una graduatoria di importanza sociale esiste già e anche le leggi la definiscono (con una diversa punizione della loro violaizone). Se poi vuoi impostare tutto il discorso su "i tifosi contano quanto un servizio essenziale della società e il mio ascensore conta quanto l'approvigionamento dei beni primari" allora nessun discorso per quanto bello porterà mai da nessuna parte e nessun problema verrà mai risolto, perchè non si può affrontare TUTTO e contemporaneamente. E pazientare serve a quello che è servito fino ad oggi: niente. Tu fai filosofia eccome, perchè solo in termini filosofici il tuo ascensore conta come il trasporto dei beni necessari, nella pratica, nella vita vera NO e su questo non ci piove. Ma se vogliamo metterla come dici tu (visto che "Non accetti" altro) possiamo continuare a parlare anni o smettere ora che avrebbe lo stesso risultato.

    Il mio principio non fa passare da nessuna parte quello che dici tu. O mi sono spiegato male o hai voluto capire male.

    E, spiace a me ora essere paternalista con te che c'hai trecent'anni, ma tu, vivendo in una socità, sei costantemente coinvolto in cose che non solo non vuoi ma nemmeno sai. Sia legalmente che non. Quindi il tuo diritto a non essere coinvolto è spesso calpestato e spesso per vantaggi personali (stavolta veri).

    Se a te sembra giusto che il tuo ascensore conti come i beni primari nazionali allora forse è proprio il concetto di società che ti sta stretto.

    io non parlo con leggerezza della vita umana, per quanto avrei molto da dire visto che gli interessi di gente potente mi impediscono di salvare la mia, ma nemmeno mi giro dall'altra parte di fronte all'indiscutibile e storico fatto che tutte le ri o e voluzioni sono passate attraverso sacrifici e l'uomo non è ancora abbastanza evoluto per farne a meno e purtroppo non ha più il tempo per aspettare pazientemente di diventarlo.

    A me sembri molto più filosofo di me.

  • cruman

    p.s. so bene che il berlusca l'ho tirato fuori io, non mi sono riferito a niente che hai detto tu o altri. mi chiedevo solo perchè l'informazione abbia cambiato il modo di parlare degli scioperi da quando ci sono i sindacalisti al governo. E i giornali fanno una campagna denigratoria in modo da far sembrare gli scioperanti dei criminali.

  • SacerNaos (ex-Temple

    Concordo con CRUMAN su tutta la linea (può sembrare incredibile!)

    La debolezza è incazzarsi via blog (l'ho detto varie volte) e poi tornarsene tranquilli alle proprie occupazioni dopo essersi sfogati. Andiamo in palestra, allora!

    Il pacifismo mi ha rotto i coglioni come tutti quelli che "bisogna moderare il linguaggio", "bisogna essere civili", (cioè quale sarebbe civiltà?)

    Se continuiamo a grattarci le palle le cose non cambieranno mai e tantomeno con MC o dellefragilicose dove nessuno nessuno si incazza(tranne Cruman e a volte me quando non prendo gli psicofarmaci) e poi solo un po' di sarcasmo (molto "di sinistra")

    A me (forse sono infantile) avrebbe fatto piacere non avere il panettone per Natale, avrebbe fatto piacere continuare a vedere fabbriche chiuse, perchè sennò ci dobbiamo accontentare di Grillo che sbraita, di Luttazzi che parla solo di merda (comunque ha ragione) e di MC che denuncia pacatamente senza far incazzare.

    Muoiono operai tutti i giorni in questo paese (4 al giorno) e ame non me ne importa un c@@@o di avere il panettone a Natale….

  • SacerNaos (ex-Temple

    ah, un'ultima cosa…

    non tiriamo in ballo la filosofia per così poco (pippe mentali e generalizzazioni "tanto per" non sono strutture filosofiche di analisi…)

    (a questo punto difendo anch'io la mia categoria…e se mi gira indico uno scipero e blocco tutti i filosofeggiamenti ovvero chiacchiere a vuoto…)

  • MenteCritica

    Bene,

    credo che tutti abbiano espresso il loro pensiero con sufficiente chiarezza.

    Sta a chi legge farsi la propria opinione.

    Noto con disappunto che fioccano i guerrieri ed i rivoluzionari esenti leva mentre il senso dell'umorismo latita, visto che le preoccupazioni per il panettone sono state oggetto di severo monito.

    Segno dei tempi. Purtroppo "farsi i debiti con la bocca" è prassi comune. Il grasso che serve per far scattare bene il percussore di un fucile automatico, invece, viene scambiato per marmellata di more.

  • cruman

    non mi piace il fatto che continui a tentare di indebolire i discorsi degli altri mc. Non mi piace proprio. Estremizzare i concetti per renderli ridicoli o eccessivi è un brutto sistema di dialogare. Io non sono un guerriero. Non nei termini che intendi tu anche se nella mia vita porto avanti lotte molto, ma molto pericolose.

    Il fatto che io sia d'accordo con un po' di sano insolentimento anche sgarbato (quando ci vuole) non significa che io sia un rivoluzionario con gli ormoni con la cartuccera e che non veda l'ora di sparere qualcosa.

    Non mi piace il fatto che uno o la pensa come te o ha da qualche parte un gene di malasanità mentale. Esistono delle ragionevoli vie di mezzo, soprattutto quando starsene fermi non risolve niente.

  • MenteCritica

    Malasanità mentale? Indebolire i discorsi altrui?

    Mi attribuisci affermazioni ed intenzioni che non sono mie.

    A questo punto preferisco tacere, probabilmente non sono in grado di esprimere il mio pensiero in termini meno ambigui.

    Credo che la discussione sia ampiamente esaurita e non intendo cimentarmi sul piano delle valutazioni personali. E' una cosa che non mi interessa.

    lascerei che a parlare siano le posizioni che abbiamo espresso.

  • cruman

    "Noto con disappunto che fioccano i guerrieri ed i rivoluzionari esenti leva mentre il senso dell’umorismo latita, visto che le preoccupazioni per il panettone sono state oggetto di severo monito." parla invece di questo e spiegamelo.

    eravamo in tre a parlare, uno sei tu l'altro è temple…se hai usato il plurale è ovvio che….

  • Fra

    Non essendo abitudinario di questo blog forse posso dare un commento imparziale.

    Concordo con Cruman quando dice che l'immobilismo e' inutile. Purtroppo e' anche una caratteristica degli italiani. Non siamo abituati a rivoluzioni. E non sto parlando di decapitare la classe politica, ma di smetterla di accettare passivamente ogni sopruso. Basta poco per iniziare.

    Mentecritica (almeno in questo post) ha usato piu' volte la Reductio ad absurdum, cosa lecita in un aula di tribunale ma poco educata quando si dialoga fra amici. E non ci si puo' difendere sempre con la scusa del sarcasmo: non e' facile intuire le intenzioni di chi scrive (a meno che non sia un fan di emoticon e atrocita' simili); e' facile scambiare battute per offese.

    Infine, non credo che i disagi legati a questo sciopero siano stati piu' del solito. Quando scioperano compagnie aeree, ferrovie o trasporti pubblici, i disagi di chi lavora sono anche

    peggiori. Sono sicuro molti episodi di violenza sono stati distorti ed amplificati dall'opinione pubblica.

    Un ultimo commento. Io vivo in Belgio da due anni. Non e' un paradiso come immaginano gli italiani. Anche qui c'e' chi vuole la secessione, siamo senza governo da 6 mesi, la vita e' cara rispetto agli stipendi ed i soprusi sono molti. L'unica differenza e' che non ci sono stampa e TV a fare da cassa di risonanza. Voglio dire: tutti sono al corrente dei problemi, ma non se li sentono ripetere ogni momento da comici e affini.

    Se una parola non basta, mille saranno inutili…

  • cruman

    "Mentecritica (almeno in questo post) ha usato piu’ volte la Reductio ad absurdum, cosa lecita in un aula di tribunale ma poco educata quando si dialoga fra amici. E non ci si puo’ difendere sempre con la scusa del sarcasmo"

    esattamente quello che intendevo con furbizia. se non lo stimassi lo percuoterei con l'elenco telefonico di città del messico.

  • mc

    Probabilmente, visto che tutti sono d'accordo, ho espresso i miei pensieri in forma scorretta.

    Me ne scuso e cercherò di fare tesoro dei consigli che mi sono stati dati.

    Mi spiace se qualcuno si è irritato per quello che ho detto. Non era questa la mia intenzione.

    Buonasera e grazie.

  • ilBuonPeppe

    Sono d'accordo con l'autore dell'articolo.

    Intendiamoci, scioperare è un diritto sacrosanto, e i problemi lamentati dai camionisti sono reali e gravi; ma non si può accettare il sequestro di persone incolpevoli.

    E lasciano perplessi anche tempi e modi, sia della protesta che della sua conclusione. Alla fine hanno accettate quattro soldi senza affrontare minimamente i problemi; questo squalifica la protesta.

    http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?story...

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