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Stranieri in Patria

12 novembre, 2007 di Grobo  
Archiviato in Cazzotti, Cronache Italiane, La diversa Opinione



italiab.gifLa cronaca di ieri è di quel tipo che si racconta da sola. Nessuno sforzo espressivo è richiesto al cronista, basta elencare brutalmente i fatti. Una rissa, due colpi di pistola, un morto, disordini prima negli stadi poi per le strade. Assalti ad edifici pubblici, alle caserme, scontri con la polizia. Il presidente della repubblica che si tiene costantemente informato, mezzi blindati per le strade della capitale a ristabilire, infine, l’ordine.

Per rendere un servizio completo è necessario aggiungere che non si tratta della cronaca di un fallito colpo di stato in uno degli otto paesi che guidano il mondo occidentale. I colpi di stato in Italia sono monopolio della polizia forestale. Si tratta di un tragico fatto di cronaca nera che, grazie al livello culturale di questo paese, si è evoluto secondo le regole narrative dell’operetta.

In ogni caso, non vogliamo aggiungere la nostra voce a quella dei Soloni che sfrutteranno questa occasione per fare ennesimo sfoggio di retorica trombona. Vorremo cercare di andare oltre i fatti e valutare gli aspetti meno evidenti della vicenda.
Ieri, nel corso di un’operazione di polizia le cui modalità di esecuzione sono ancora sotto indagine, è morta una persona. Nessuno sa molto di più. Non ci sono ancora filmati e nessuna testimonianza.
Eppure, a partire da un Gasparri che, ieri sera su La7, appariva in evidente imbarazzo nel cercare di conciliare le esigenze di polizia e tifosi laziali, gruppi sociali entrambi vicini al suo partito, fino al ministro degli interni della repubblica, tutti hanno sposato la tesi dell’operazione di polizia non condotta correttamente. In pratica, una rapidissima indagine condotta su giornali e televisione.

scontri.jpg

Eppure, se facciamo un leggero sforzo di memoria, è facile ricordare un altro episodio dove durante un’operazione di polizia è morto un giovane. Anzi, nel corso della stessa operazione, centinaia di persone sono state sequestrate e picchiate selvaggiamente in quella che è stata definita eufemisticamente una “sospensione delle garanzie democratiche“. Tutto questo davanti a centinaia di telecamere e con migliaia di testimonianze. Eppure, anche a distanza di anni dai fatti del g8 di Genova, ne’ Gasparri ne’ nessun ministro ha sentito la necessità di ipotizzare l’eventualità che a Genova ci sia stata un’operazione di polizia condotta male.
Sembra quasi che un morto per pallone richieda scuse più veloci e dimesse di un morto e di centinaia di brutalizzati per motivi politici. Probabilmente non sembra. Probabilmente è così.

carlo-giuliani.jpg  gabriele-sandri.jpg

Il motivo va cercato nel fatto che la classe dirigente di questo paese, dai politici ai giornalisti, è conscia del fatto che il suo potere si regge essenzialmente sul consenso di chi non trova nulla di strano nell’indossare una sciarpa colorata e bastonare a sangue chi porta la sciarpa di un altro colore.
Gasparri & Co. sanno benissimo che il loro dorato futuro è principalmente nelle mani di gente che si limita a ripetere quello che sente in televisione senza fermarsi a pensare nemmeno un secondo, la cui opinione si forma su quotidiani dalle pagine rosa e che, quando viene il momento, entrano in cabina elettorale con la stessa serena rassegnazione delle pecore ricondotte in ovile.
È per questo che il giovane di ieri è un martire e i mille di Genova devono essere dimenticati.

Bisogna prendere atto del fatto che, nonostante si parli la stessa lingua, questo è il loro paese. Questo è il paese di chi si fa sfruttare per pagare le rate del 42″ al plasma dove poi alternare la visione della partita a quella dell’Isola dei Famosi. Questo è il paese dove un referendum per abrogare una legge illogica e vergognosa sulla procreazione assistita va diserto e migliaia di persone assaltano caserme di polizia in nome di una rivalità incomprensibile.

Per chi si sentisse straniero in patria, si rassegni al fatto di essere minoranza e faccia il santo piacere di non rompere i coglioni.

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Comments

7 Risposte a “Stranieri in Patria”
  1. Emanuele scrive:

    Perfettamente d’accordo con l’autore dell’articolo.
    la Frase di Moretti:

    “Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioé che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c’è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un’isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza”

    …Comincia ad avere sempre più significato se rapportata appunto a questa società

  2. marco il buono scrive:

    Mi verranno pagati i diritti d’autore?
    Bel pezzo, ovviamente concordo.

  3. mauro scrive:

    abbiamo una società in cui la maggioranza di cittadini che vegeta anestetizzata dalla propaganda televisiva e succube della propria apatia diventa sempre più numerosa spero che altri mezzi d’informazione riescano ad invertire questa tendenza perché in giro è sempre più difficile trovare minoranze fuori dagli schemi che ci hanno assegnato.

  4. Silent Enigma scrive:

    Grobo, hai detto tutto tu.
    Ci aggiungo soltanto una minoritaria stretta di mano. ;-)

    Saluti da uno straniero in patria.

    @mauro: che dobbiamo fa’ allora? Sensibilizzare e ritrovarci incomunità più o meno virtuali sembra non basti. A quali mezzi d’informazione ti riferisci? Qui tocca tornare a scaldare le ciclostile e iniziare dai volantini

  5. mauro scrive:

    la mia speranza era riferita alle comunità più o meno virtuali, credo che oggi siamo più incazzati perché con questi strumenti ci possiamo informare meglio rispetto al passato, e tante cose che prima passavano completamente sotto silenzio oggi possono venir fuori, certo sembra che non basti a cambiare questa società perché percentualmente in pochi s’informano con questi mezzi e con spirito critico, credo che so non avessi avuto a disposizione la rete sarei rimasto allo scuro di informazioni che oggi per fortuna ho appreso, diciamo che ci sarebbe stata qualche pillola rossa in più.
    un saluto.

  6. Silent Enigma scrive:

    “…percentualmente in pochi s’informano con questi mezzi e con spirito critico”.
    Bersaglio centrato. Soprattutto sullo spirito critico: io non ne vedo, gli opinon maker di questo paese sono biscardi e striscia la notizia, quando va bene. La de filippi e costanzo, quando va male :-)

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