Luca, Kai, Sonia, Manuela, Angela. Ieri, Oggi, Domani, Sempre 32


Ieri sera, giorno di grandi partenze per le vacanze, ho deciso di usare il treno per tornare a casa dopo il lavoro per evitare di finire bloccato nel traffico.
Quando sono arrivato alla stazione c’era tantissima gente. Alcuni, carichi di bagagli si muovevano in diverse direzioni, altri, spesso giovanissimi, avevano organizzato bivacchi improvvisati a base di panini, bibite gelate e zaini utilizzati come poltrone.

I soliti senegalesi, con le loro voci pastose e le facce sempre allegre e un po’ di poliziotti sparsi in giro, con i cappelli sollevati sulla fronte arrossata e le pesanti divise macchiate del sudore di un pomeriggio spietato.

Io sono un uomo molto sicuro di me. Il mio aspetto ed il mio addestramento mi mettano al riparo da molti guai, però ad un certo punto mi sono fermato e, anche solo per un attimo, ho avuto paura. Mi sono guardato intorno con terrore. E’ stato inutile. Quello che mi è balenato in mente sarebbe potuto accadere non una, ma mille e mille volte ancora. Ero, anzi,  eravamo tutti indifesi di fronte ad una furia che sarebbe potuta scatenarsi senza preavviso e senza apparente motivo. I tempi sono maturi perché sia di nuovo la paura, anzi il terrore, la pietra angolare intorno alla quale il nostro sistema costruisce la struttura cristallina del suo potere.

Anche se spesso non è facile ammetterlo, ciascuno di noi è parte sostanziale del Paese in cui vive. Chi vuole può partire coi distinguo, coi “ma” o con i “se”. La realtà, forte della sua stessa essenza, ci obbliga a fare sempre i conti con lei, indifferente alle nostre opinioni o al nostro tentativo di sfuggirle.

E’ per questo che le ferite che subisce una nazione sono e rimangono ferite di tutti. Anche se a nostri occhi possono apparire invisibili, le cicatrici della storia del nostro paese sono le nostre cicatrici.

Non è per vendetta che noi dobbiamo continuare a ricordare. Non è per vendetta che, anche se passerà molto tempo ancora, non ci stancheremo di cercare i responsabili. Non è per vendetta che quando verrà il momento faremo finalmente giustizia, si trattasse anche solo di coprire d’infamia i nomi giusti. Quelli veri.

Lo dobbiamo fare perché noi abbiamo questa terra in prestito dai nostri figli e rendergliela pulita è un dovere che va oltre noi stessi.

E che nessuno si illuda. Lo faremo.

Buon lavoro a tutti.


32 commenti su “Luca, Kai, Sonia, Manuela, Angela. Ieri, Oggi, Domani, Sempre

  • Angelika

    Buongiorno Comandante, sei mattiniero! Tu hai messe su carta le tue paure e hai dato modo ai miei stessi pensieri di prendere corpo. Anche io, in determinati luoghi, torno con la memoria a certi avvenimenti del passato e mi accorgo come te, che siamo tutti in balia dei primi folli, siano essi organizzati e non.
    Nonostante tutto, continuiamo a vivere la nostra vita, sperando che nulla accada.

  • alan zivojinovic

    da Piazza Fontana a Ustica a Bologna. sempre la stessa storia. nessuna verità processuale, oppure una verità processuale con dei connotati un po’ surreali. Ed era già chiaro allora. Per Piazza Fontana no, ma dopo ero già abbastanza grande e ricordo che tutti, ma proprio tutti avevano da subito la percezione che i colpevoli non sarebbero mai venuti fuori. AZ

      • Laura Costantini

        Non ne sono certa. Ho un ricordo nitido solo di Bologna e ricordo lo sconcerto davanti a quelle immagini. Ancora oggi, quando passo per la stazione di Bologna, rivivo quel momento e mi viene la rabbia. Perché non riesco ad essere sicura che i responsabili si troveranno. Ho l’impressione, davanti a tragedie così, di essere un piccolo criceto nella ruota. Io corro, ma saranno sempre altri a decidere se e quando fermare la mia corsa.
        Laura

        • Carmine...

          Io non posso ricordarmi della starge di Bologna. Sono nato sei anni dopo. Ma ogni anno, quando rivedo quellie immagini, quelle macerie mi viene un pensiero: chissà cosa pensavano le vittimi prima di morire.
          Forse è un pensiero stupido, ma riesce a farmmi immedesimare in una tragedia che per forza di cose non ho visto e rende ancora maggiore la percezione di quel che è successo.
          Se per un solo i responsabili avessero questo mio pensiero, sarebbero tanti i rimorsi che uscirebbero da soli allo scoperto.
          Speriamo che un giorno si possa guardare in faccia chi ha messo quella bomba.
          Carmine…

  • carlo

    non ho ben capito, avevi paura di una nuova strage di bologna…….non penso siano cosi stupidi da rifarlo

  • Oris

    Inutile dire che viviamo sempre con il pensiero che copre piccole parti della relatà e delle possibilità….

    Cerchiamo di vivere pensando a quello che ci fa vivere.

    Anche la paura e il ricordo del terrore servono ogni tanto.

  • Saamaya

    non è per vendetta: per onestà e per giustizia, alla memoria delle vittime che, appunto, è anche una nostra ferita.

  • missblue

    Uno scrittore, a me molto caro, diceva di non mandare a chiedere per chi suonasse la campana, essa suonava anche per te.. Sempre, aggiungo io.

    Ma è proprio giusto così:un Paese che vuole dimenticare la propria storia, sarebbe un Paese che accetta di perdere la propria identità.
    Siamo, tutti, quello che siamo come risultato delle nostre esperienze, sia dirette che di quelle indirette.
    E ‘ questa presa di coscienza, autentica e pulita, secondo me, il punto dal quale è necessario iniziare..

  • lupoalburnino

    Mi ricordo quanta apprensione, quanta paura e quanta sofferenza procurò la strage di Bologna. Certi ricordi, come tanti altri simili, non si cancellano nè dalla memoria, nè dal cuore. In quella stazione morirono persone di ogni età senza alcuna colpa. I vigliacchi che compirono quel folle, non lo chiamerei folle, attentato senza aggettivo, sono solo vigliacchi. L’attentato alla cieca è il gesto più vigliacco che si possa compiere. Non capisco come non lo capiscano gli attentatori. Non sono neppure bestie. Che cosa sono?

    • Comandante Nebbia

      Alla cieca?
      Ho letto un po’ di cose ultimamente che mi hanno convinto che poche cose sono successe per caso in questo paese.

      Stupidamente e vigliaccamente sì. Alla cieca no.

    • Oris

      A volte sei tenero Lupo. L’uomo è assolutmente capace delle più alte opere come delle più basse nefandezze. Spesso nemmeno prova rimorso.
      L’orgoglio invece è una delle cose che prova più spesso, spesso addebita le colpe dei propri sbagli ad altri, così come i meriti di altri a se stesso.

  • marcoilbuono

    Ho fatto la naja a Bologna, quante ore passate a guardare quella lapide, quante volte gli occhi mi si sono inumiditi leggendo i nomi, le età, immaginando le storie, quello che hanno lasciato.
    Si sono inumiditi e per fortuna si inumidiscono ancora.

  • simona_rm

    “I tempi sono maturi perché sia di nuovo la paura, anzi il terrore, la pietra angolare intorno alla quale il nostro sistema costruisce la struttura cristallina del suo potere.”

    ….spaventosamente vero ed attuale.

    Un pezzo importante CN. Importante e necessario. Gazie.

  • lupoalburnino

    Non è questione di tenerezza, Oris. Per come sono fatto, mi ripugna colpire alle spalle soprattutto contr i bambini. Non sono un seguace della moderna pedagogia la quale predica che i bambini non vanno sfiorati nemmeno con un fiore. Non sono neppure per le punizioni corporali fini a se stesse, qualche volta anche violente, ma uno schiaffetto ogni tanto con i propri figli, ve lo assicuro, non fa male: è terapeutico!
    La “mazziate” di una volta, che derivano dal detto “mazzate e panelle fanno i figli belli”, che non condivido in toto, non hanno creato poi una società di alienati e di psicologicamente disturbati ed io provengo da quella generazione. Qualche disturbo ce l’ho anch’io, ma non sono state le mazziate di mia madre a procurarmelo, ben altro. Mi sembra che i bambini e i giovani di oggi abbiano molti più problemi di quelli di ieri. Certo un’analisi psicologica e sociologica è più adatta a giudicare. Io sono stato in mezzo ai bambini e sto in mezzo alla gente, ma non mi sembra che questa generazione e qualla immediatamente precedente siano più “normali” di quella di ieri.
    Quindi la vigliaccheria e i colpi alla cieca, nel senso di colpire nel mucchio, mi disgustano e mi disturbano, perchè mi fanno dubitare fortemente che chi compie questi gesti possa essere annovarato tra gli esseri umani. Neppure tra gli animali…
    Sulla strage di Bologna so quello che sanno gli altri attraverso la stampa. La polemica tra Fini e Cofferati di oggi posso capirla, ma non capisco la difesa d’ufficio della destra. Perchè gli estremisti di destra sono meno violenti e sanguinari di quelli delle brigate rosse?
    Gli italiani hanno davvero la memoria corta! Se ricordassero Hitler, Mussolini e Stalin…

  • Francesca

    CN, oggi mi hai fatto rabbrividire.
    Per più di sette anni ho vissuto praticamente in stazione come pendolare.
    Quei nomi li ricordo.
    Ciò che fa più male è che il 2/08 si fa’ la solita scenetta della celebrazione ma intanto i colpevoli e i colpevoli/mandatari non sono noti e quindi le vittime non hanno trovato giustizia.
    Io ci spero ma credo rimarrà anche questa fra le altre vicende oscure.

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