Storie di Ordinario Capitale


La storia di Ryanair costretta a cancellare 2000 voli per “un errore di programmazione sui riposi del personale” è una rappresentazione plastica del “capitalismo a breve termine” che distruggerà la civiltà occidentale molto prima delle bombe atomiche di Kim Jong Un.
La storia recente racconta molti casi di top level manager incentivati su obiettivi a brevissimo termine che distruggono intere compagnie nel tentativo di raggiungerli. Il meccanismo è più o meno questo: il manager raggiunge l’obiettivo a ogni costo, anche compromettendo a livello strutturale la compagnia, prende il bonus e, prima che scoppi il caso, passa in un’altra azienda a fare lo stesso con la nomea di “manager di successo”. L’errore è sempre di chi resta perché “non ha saputo gestire in continuità” o di chi in quell’azienda ci lavora perché “il costo del lavoro è alto”, “la produttività è bassa”, “ci sono esuberi”, ecc.
In assenza di una cultura di seria responsabilità personale, tipo quella che, almeno fino a oggi, ha espresso la classe dirigente giapponese, il sistema dell’incentivo a breve termine è una bomba ad orologeria piazzata nei centri nevralgici dell’occidente. Oggi è Ryanair, ieri è stata qualche banca, domani sarà qualche altra cosa, ma prima o poi ci troveremo tutti col culo per terra.
La soluzione sarebbe quella di valutare gli effetti a medio termine delle decisioni manageriali prima di affidare i destini di grandi aziende nelle mani di pirati, ma la mia impressione è che gli azionisti non vogliano buoni manager, vogliono proprio i pirati che valorizzino i titoli nel brevissimo e speculare.
Se in occidente i ladri e gli speculatori sono al potere, non c’è soluzione che tenga.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi.
Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.