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	<title>Commenti a: Storie di Ordinaria Patofobia</title>
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	<description>Sono Forse Io Il Custode di Mio Fratello?</description>
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		<title>Di: maria</title>
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		<dc:creator>maria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 04:49:36 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con quanto detto da fma, ma un parere, un giudizio dall&#039;utente, è valido solo se si comincia a modificare anche il pensiero ed il modo di agire dell&#039;utente, specie se italiano.... Visto che tutti crediamo e sappiamo che la propria salute è il bene più prezioso che abbiamo, avremmo sempre la tentazione di non esprimere mai a pieno un giudizio negativo, salvo cose brutte successe in precedenza, proprio con la speranza che per ogniuno di noi ci sia una corsia preferenziale....
Ho vissuto anche io momenti di panico per la salute di mio figlio, in ambulatori e ospedali, ma mi sono accorta anche che taluni contagi, si verificano anche in luoghi che non sono ospwedali.... Tipo ristoranti, supermercati, negozi vari e se vogliamo anche in chiesa, specie nei periodi freddi, in cui le porte e le finestre sono chiuse...
Spesso però non ci si pensa che un virus prima della fine dell&#039;incubazione, è comunque attivo pur lasciando il contagiato in apparente buona salute, tanto da fargli fare anche un bel giro in supermarchet, magari in discoteca e poi al confessionale di una chiesa, dove nessuno o quasi, si sognerebbe mai di disinfettare prima che si segga o entri il &quot;peccatore&quot; successivo...
Che poi alcune strutture sanitarie, siano gestite in un modo pessimo e raccappriciante, non ci piove.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con quanto detto da fma, ma un parere, un giudizio dall&#8217;utente, è valido solo se si comincia a modificare anche il pensiero ed il modo di agire dell&#8217;utente, specie se italiano&#8230;. Visto che tutti crediamo e sappiamo che la propria salute è il bene più prezioso che abbiamo, avremmo sempre la tentazione di non esprimere mai a pieno un giudizio negativo, salvo cose brutte successe in precedenza, proprio con la speranza che per ogniuno di noi ci sia una corsia preferenziale&#8230;.<br />
Ho vissuto anche io momenti di panico per la salute di mio figlio, in ambulatori e ospedali, ma mi sono accorta anche che taluni contagi, si verificano anche in luoghi che non sono ospwedali&#8230;. Tipo ristoranti, supermercati, negozi vari e se vogliamo anche in chiesa, specie nei periodi freddi, in cui le porte e le finestre sono chiuse&#8230;<br />
Spesso però non ci si pensa che un virus prima della fine dell&#8217;incubazione, è comunque attivo pur lasciando il contagiato in apparente buona salute, tanto da fargli fare anche un bel giro in supermarchet, magari in discoteca e poi al confessionale di una chiesa, dove nessuno o quasi, si sognerebbe mai di disinfettare prima che si segga o entri il &#8220;peccatore&#8221; successivo&#8230;<br />
Che poi alcune strutture sanitarie, siano gestite in un modo pessimo e raccappriciante, non ci piove.</p>
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		<title>Di: fma</title>
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		<dc:creator>fma</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:57:41 +0000</pubDate>
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		<description>Sono episodi dei quali tutti siamo stati perlomeno testimoni, quando non protagonisti. 
Si pensava fossero peculiari delle strutture pubbliche, finché non s&#039;è scoperto, da che il numero delle strutture private è diventato statisticamente significativo, che pure queste non ne sono esenti. 
Tanto più quanto più la loro dimensione aumenta e s&#039;allontana l&#039;occhio del padrone (quello che ingrassa il cavallo). 
Che non é una questione di pubblico, o privato, ma di qualità delle persone e di controllo del processo. 
Sulla qualità delle persone é doveroso lavorare, ma é illusorio attendersi una risposta in tempi brevi. Anche a partire da subito é facile prevedere che il giorno in cui la qualità del nostro popolo sarà al livello di quelli delle altre grandi democrazie occidentali, come usa dire l’astuto D’Alema, noi saremo tutti morti.
Sul controllo del processo, invece, qualcosa si potrebbe fare, da subito. Uno dei sistemi più noti ed usati per tenere sotto controllo un processo é la retroazione, governata da un segnale di feedback. 
Nulla impedisce di pensare che un simile sistema possa valere anche per i processi destinati a produrre ed erogare servizi. 
Non sarebbe male, per esempio, per migliorare il funzionamento della macchina, se si cominciasse a portare in primo piano il parere dell’utente, piuttosto che basarsi sul giudizio, autoreferente, che danno di sé gli addetti ai lavori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono episodi dei quali tutti siamo stati perlomeno testimoni, quando non protagonisti.<br />
Si pensava fossero peculiari delle strutture pubbliche, finché non s&#8217;è scoperto, da che il numero delle strutture private è diventato statisticamente significativo, che pure queste non ne sono esenti.<br />
Tanto più quanto più la loro dimensione aumenta e s&#8217;allontana l&#8217;occhio del padrone (quello che ingrassa il cavallo).<br />
Che non é una questione di pubblico, o privato, ma di qualità delle persone e di controllo del processo.<br />
Sulla qualità delle persone é doveroso lavorare, ma é illusorio attendersi una risposta in tempi brevi. Anche a partire da subito é facile prevedere che il giorno in cui la qualità del nostro popolo sarà al livello di quelli delle altre grandi democrazie occidentali, come usa dire l’astuto D’Alema, noi saremo tutti morti.<br />
Sul controllo del processo, invece, qualcosa si potrebbe fare, da subito. Uno dei sistemi più noti ed usati per tenere sotto controllo un processo é la retroazione, governata da un segnale di feedback.<br />
Nulla impedisce di pensare che un simile sistema possa valere anche per i processi destinati a produrre ed erogare servizi.<br />
Non sarebbe male, per esempio, per migliorare il funzionamento della macchina, se si cominciasse a portare in primo piano il parere dell’utente, piuttosto che basarsi sul giudizio, autoreferente, che danno di sé gli addetti ai lavori.</p>
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