Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Storie di Ordinaria Disoccupazione. Porno, Perché No?" è stato scritto da Angelika .
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Qualcosa sulle mie aspirazioni lavorative devo pur raccontarvela. Non su quello attuale, ma su quello che mi sarebbe piaciuto fare quando, appena laureata, mi accompagnava la convinzione che tutte le porte mi sarebbero state aperte. Come no! E che porte!
Il lavoro che sognavo era quello di diventare una giornalista, ma non d’assalto: non mi ci vedevo proprio a correre dietro al malcapitato di turno e a strappargli una confessione. Piuttosto, qualcosa come una rubrica fissa, un angolo tutto mio dove poter esprimere le mie opinioni. Sì, ho visto troppe puntate di Sex and the City, è vero, ma qualche anno fa non esisteva ancora.

Insomma, mi ero da poco trasferita nella grande città e sopravvivevo con lavoretti saltuari e poco gratificanti. Un giorno, consultando il solito giornale specializzato, i miei occhi famelici colsero questa inserzione: “cercasi giovane editorialista, anche senza esperienza, per rivista a carattere erotico“.
Beh, andava tutto bene fino al carattere erotico, però chi ero io per giudicare? Scrittori diventati famosi, avevano iniziato proprio con Playboy ed io facevo la schizzinosa? E poi non potevo negare che la faccenda assumeva contorni piuttosto attraenti per la mia curiosità. Cercai il compromesso con la mia coscienza, che devo dire ben poche volte si è fatta sentire e mi dissi: “vado a dare un’occhiatina, tentar non nuoce..”
Previo appuntamento telefonico mi recai al luogo convenuto. Molto chic l’ingresso, molto dignitosa e con una nuvola di capelli grigi la signora alla reception e, soprattutto, non c’era la solita bolgia che sempre mi aveva accolta agli innumerevoli colloqui di lavoro. La faccenda mi mise di buon umore. Ero sola, quindi avevo molte più chance. Eh sì, non mi sfiorò il pensiero che ero sola per ben altri motivi, ma a chi mi conosce è ben nota la mia incapacità a cogliere certi segnali…
Fui subito introdotta nell’ufficio di un giovane uomo alto e ben vestito. Costui si presentò, mi mise a mio agio, mi parlò della sua famiglia, mi fece fare il giro della casa editrice presentandomi a molte altre ragazze che lì lavoravano. Erano tutte donne, ora che ci penso, ma là per là non ci feci caso. Intanto io gli avevo messo sotto il naso il mio curriculum di cui andavo molto fiera. Eh, beata innocenza!
Lui lo scorse tutto con vivo interesse, mi fece alcune pertinenti domande e poi…

Poi mi sfoderò davanti agli occhi ben tre produzioni della sua casa editrice. Ebbene, mi confessò il capo, la casa editrice di sua proprietà sfornava produzioni pornografiche a tutti gli effetti, ma aveva bisogno di trovare personale e purtroppo un annuncio a chiare lettere non aveva trovato seguito. Invece, scrivere “rivista erotica”, gli aveva procurato diversi colloqui. Non pago di ciò e notando che io non mi scomponevo affatto (non poteva immaginare il turbinio di pensieri nel mio cervello), passò a sviscerarmi con cura ogni singola pagina delle pubblicazioni e a spiegarmi quali sarebbero state le mie mansioni. In una, una specie di fermoposta, dovevo limitarmi a scrivere brevi commenti alle foto che tanti buontemponi mandavano nelle pose più esilaranti. Non potrò mai dimenticare l’immagine di due signore ormai in età, con guepiere, reggicalze, mascherina nera d’ordinanza sugli occhi e adipe e cellulite a gò gò che richiedevano un giovane stallone per i loro giochi…
La seconda invece era una sorta di fotoromanzo in chiave porno, con una famosa attrice a fare da protagonista che oggi ha appeso gli arnesi del mestiere al chiodo e fa l’attrice di tendenza. Qui avrei dovuto scrivere i dialoghi. Potete immaginare lo sforzo culturale che mi si richiedeva. I fruitori di certe pubblicazioni si accorgono subito se il dialogo è moscio, se la storia non ha nerbo, se la trama non è penetrante!!
La terza rivista finalmente era una sorta di Playboy nostrano con un pizzico di letteratura in più. E qui il livello saliva: dovevo scrivere dei racconti pornografici con grande abbondanza di parolacce. La cosa mi fece dare in un soprassalto: fin lì andava bene quasi tutto, ma le parolacce proprio no. Vedete, non si tratta di una questione morale, è che proprio non mi vengono e quando qualcuna mi scappa per un impeto d’ira, la trovo immediatamente ridicola nella mia bocca.

Ma ormai ero in ballo. Non volevo dirgli in faccia che non avrei accettato il lavoro che mi offriva (appariva così entusiasta!), quindi mi toccava una manovra diversiva. Avrei finto grandissimo interesse, poi mi sarei inventata un marito geloso e possessivo e con uno studiato “le farò sapere” avrei guadagnato velocemente l’uscita, senza farmi mai più vedere. Non era lo scandalo che mi preoccupava, però pensavo al futuro: cosa avrei scritto nei miei curricula una volta terminato quest’incarico? Il capo comunque fu tanto impressionato dalla mia freddezza da confessarmi che ormai per quel posto eravamo in ballo io ed un altro ragazzo, ma lui avrebbe preferito senz’altro me. L’evenienza di trovarmi a competere per un posto di lavoro con un solo altro concorrente non si è mai più ripresentata…
Dopo diversi “grazie e prego e mi farò viva quanto prima e le farò sapere”, mi dileguai verso l’uscita e la libertà, certa che mai più avrei avuto a che fare con un simile figuro. Beh, avevo dimenticato da lui il curriculum con tutti i miei dati. Là per là non me preoccupai: quando mai un possibile datore di lavoro si era premurato di richiamarmi??? Invece mi richiamò, ancora e ancora finché non si accorse che io per quel lavoro proprio non ero tagliata. Nell’ultima telefonata che mi fece, si lasciò andare a dirmi che l’avevo così impressionato che era disposto ad aspettare una mia decisione per un altro po’ di tempo e che mi avrebbe tenuto il posto…
Che tenerezza, e poi dicono che c’è disoccupazione!!
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Articolo divertente. Grazie per averlo condiviso
Solo una frase, in tutta questo racconto, mi ha lasciata perplessa. Quella riportata qui sopra.
Premetto che di carattere sono solita considerare tutto cio’ che e’ lecito, ancorche’ quello che puo’ apparire ridicolo, dignitoso o comunque “non indegno”.
Per questo mi ha colpita un termine come “figuro” per un imprenditore che stava facendo solo il suo lavoro finalizzato a soddisfare un bisogno diffuso: quello di alcune persone che sentono l’esigenza di “quel tipo” di giornalismo e di letteratura.
Possono essere gusti che non condividiamo ma non fanno parte del mondo criminale.
Trovo ad esempio molto piu’ dignitoso il signore del racconto piuttosto che le decine di capitani coraggiosi “salva compagnie aeree” o i grandi finanzieri “arruffa il piu’ possibile”.
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Cara Chiara, ho usato il termine “figuro” perché mi ha sempre fatto ridere vederlo scritto, ma soprattutto per rendere più risibile l’immagine di me, giovane e spaesata, alle prese con un mondo che non mi apparteneva proprio. Hai presente? La vergine innocente stile Harmony che si trova a dover sottrarsi alle mire dello zozzone di turno. In realtà, hai ragione tu: il proprietario della casa editrice fu molto corretto all’epoca del colloquio, non so poi se avrebbe mantenuto la sua correttezza in seguito, ma non ho prove in mano per dubitarne. Però, se ne avessi scritto senza l’enfasi che ci ho messo, il pezzo non ti avrebbe divertita affatto!
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…però….
tutto sommato, io ci avrei pensato.
l’eros non è sempre e solo volgarità, magari avresti trovato una chiave intrigante. Sex and city , del resto, racconta anche di sesso a vari livelli.
io mi sarei divertita a scrivere….magari con uno pseudonimo!
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Ma non erano pubblicazioni erotiche, erano porno. Comunque, all’epoca, pensavo che altre e più dorate porte mi sarebbero state aperte. Quanto mi sbagliavo!
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Anche se porno….non cambio idea
Dai, però, se hai tenuto fede ai tuoi pensieri non rammaricarti adesso.
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chi era l’attrice famosa?? sono curiosissimo….
Molto carino questo post mi sono fatto due risate, pero’ devo complimentarmi per la coerenza dimostrata nel non accettare il lavoro.
Non e’ da tutti
Un saluto
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Lo sai che non mi viene in mente il nome? Non avrei difficoltà a scriverlo, ma proprio non lo ricordo più anche se so come è fatta fisicamente. Non è Moana Pozzi, però era una bionda procace e piccoletta che poi è passata a fare prima uno spettacolo comico in tv e poi alcune particine in qualche film non porno. Da un pò di tempo non la sento più, ma sono certa che adesso non giri quei film. Coerenza? Sei rileggi la mia risposta al precedente commento, capirai che più che coerenza era certezza di posti migliori!
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con la coerenza avevi fatto una bella figura pero’….;-)
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già. Mi sono lasciata scappare l’occasione di tacere.
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se mi pagano bene un lavoro del genere lo accetto ad occhi chiusi!
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Ah, Prefe, adesso anche io! D’altra parte, a vedere come stanno conciando la scuola, sorvolerei anche sul problema parolacce che all’epoca mi sembrò insormontabile. Oggi mi salgono alle labbra pure nel sonno, se sogno la Gelmini!
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condivido in pieno Chiara
Non ti si chiedeva di partecipare attivamente, inoltre la persona sembrava educata e appunto dignitosa.
In altri colloqui ti chiederanno forse ben altro e avrai a che fare con persone che ti disgusteranno davvero
Ogni lavoro lecito e dignitoso per la persona che lo compie ritengo sia valido, sempre però compatibilmente con la propria etica.
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Questo pezzo voleva essere divertente senza alcun intento moralizzatore! All’epoca ero giovane e molto ingenua e anche parecchio provinciale: e poi, pensavo che avrei trovato di meglio. Oggi, accetterei senz’altro, come ho già scritto.
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Penso che sia suo diritto rifiutare un lavoro perche’ stride con le proprie convinzioni. Era sicuramente un lavoro onesto, e magari alcuni lo avrebbero anche trovato divertente (legittimamente, non sto facendo il puritano). se pero’ Angelika non lo ha ritenuto idoneo al suo modo di essere penso sia giusto cosi’. Non si deve derogare ad una propria convinzione solo perche’ conviene, altrimenti non ci sarebbe limite alle deroghe.
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in seguito, ahimè, ho derogato. Una volta ho persino lavorato da un dentista: un’esperienza da togliermi il sorriso per tutti i mesi in cui rimasi lì. Non scherzo, non è una battuta)
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ti credo sulla parola
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Certo che in un fotocosoporno “se la trama non è penetrante” cosa rimane?
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me lo chiedevo anche io, mentre il tizio mi parlava del meraviglioso apporto che avrei potuto dare a tutta la rivista!
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si!!! ma l’attrice chi era????
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Non ho davvero capito perchè rifiutare a prescindere un lavoro del genere per un po’ di parolacce. L’unica giustificazione che mi viene in mente è bigottismo. Non dico ipocrisia perchè non ti conosco e dò per scontato che tu sia in buonafede, però…
Era un lavoro curioso e originale, con l’opportunità di scrivere e creare contenuti sempre nuovi, e con un po’ di coraggio e determinazione anche di dire qualcosa di nuovo in un ambiente stantìo e logoro come quello del porno.
Alan Moore dice bene riguardo al porno: “non capisco perchè per una cosa brutta come la guerra siano stati scritti capolavori della letteratura e del cinema, mentre il sesso -che è una cosa bellissima- viene sempre raccontato da produzioni mediocri e prive di spessore”, o una cosa del genere.
Decisamente non approvo la tua scelta, io avrei accettato immediatamente.
Ma magari ti pagavano troppo poco?
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Ohhh, subito a tacciarmi di bigotta! Una cosa non l’ho scritta perchè non era un tema su cui volevo mettere l’ accento (di solito i miei articoli sono stati molto poco ilari), bensì sulla mia incapacità a vedere oltre il mio naso e farsi quattro risate sull’accaduto. Uno dei motivi principali del mio rifiuto, tra gli altri, fu che il proprietario del giornale mi propose un genere di contratto secondo il quale avrei avuto ben poche assicurazioni, del tipo: ti assumo a settembre, poi a giugno ti licenzio per non pagare i contributi, poi ti riassumo sempre allo stesso livello etc..Insomma, di tutta la presunta pornaggine, la cosa più disprezzabile mi sembrò proprio il tentativo di sfruttarmi per evitare di pagarmi il giusto. Se non è un buon motivo questo…
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Ah sìsì, un motivo buonissimo, direi l’unico buono per rifiutare il lavoro
Alla domanda che ti poni nel titolo però, mi pare che tu non abbia risposto…
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Ho risposto. Perché, finché i contratti rimangono capestri anche nel porno, non ne vedo l’utilità. Se invece mi avesse assicurato un lavoro sicuro e ben pagato, oggi probabilmente sarei ancora lì e non come oggi, sull’orlo della disoccupazione certa, grazie a Gelmini e company.
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Io voglio il super adesivo di Cicciolina. LO VOGLIO. ORA.
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che adesivo?
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Quello dell’immagine a corredo del tuo articolo
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Puro Antiquariato
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Invece a me queste cose fanno particolarmente incazzare!
Ma dico: a me NON importa quali problemi può avere una rivista porno a mettere un annuncio per la ricerca di personale, io trovo davvero una presa per i fondelli indurre le persone a presentarsi per un colloquio descritto in un modo…e poi scoprire che la posizione offerta è tutt’altro!
Mi sento defraudata della mia libertà di scegliere e del mio tempo!
Io dico che che dovrebbero essere denunciati!
Ben s’intenda che lo dico indipendentemente dal fatto che, in questo caso, centrava una rivista erotica..
Grazie Angelika.
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Ecco, magari quello indicato da te e’ l’aspetto fastidioso di tutta la faccenda.
Comunque, ti dico la verita’, sara’ perche’ sono una curiosa di natura ma io un’esperienza del genere l’avrei fatta.
Scrivere fiabe o racconti erotici la differenza fra buon gusto o cattivo gusto sta solo nel come vengono scritti e non nel genere.
Ho letto racconti reputati “seri” che sarebbero stati DAVVERO da censurare.
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“Scrivere fiabe o racconti erotici la differenza fra buon gusto o cattivo gusto sta solo nel come vengono scritti e non nel genere.”
Sono daccordo, però ogni esperienza non può prescindere dal carattere e dalle attitudini del soggetto contraente.
Ci sono lavori che, personalmente, non farei proprio mai perchè non mi ci sento assolutamente portata, e non hanno nulla a che fare con l’erotico. Per dire..
E poi francamente, l’impedimento per Angelika nell’accettare la proposta non mi è assolutamente sembrato di nautra etico-morale. Altrimenti, non ci sarebbe neanche andata.
Quindi, a mio avviso, liberissima di avervi rinunciato.
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Ripeto: l’unica cosa veramente porno era il contratto che mi offriva. Ma se ne avessi parlato, avrebbe fatto ridere?
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sapessi: almeno qui il lavoro c’era! A volte, più d’una, con tanto di annuncio di lavoro in mano mi sono presentata alla sede del colloquio e per tutta risposta mi è stato detto che non avevano alcuna mansione da offrire. Menomale che all’epoca ero disoccupata e avevo diverse giornate da buttare! Però, che rabbia e che senso di umiliazione e impotenza!
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“Però, che rabbia e che senso di umiliazione e impotenza!”
Già..
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A proposito di porno…avete mai letto Pedro Juan Gutierrez? E’ uno scrittore
Cubano e devo dire che il sesso e’ preponderante nei propri scritti.
Ho un opinione e vorrei sapere la vostra
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No, mai letto. In compenso, ad otto anni ho letto Paura di Volare di Erica Jong, scrittice che negli anni ’70 era considerata la più innovativa in termini di letteratura sfrontata e scandalosa. All’epoca non capii il significato del titolo, anche se molti critici ci vedevano una sua impossibilità di amare. Oggi, posso dire la mia: secondo me, voleva proprio dire che aveva paura di volare in senso stretto, perché per gli tutti amanti che ha descritto e gli amplessi avuti non mi pare esternasse alcun timore!
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Non concordo sul libro. La paura non era relativa agli amplessi ma all’accettarli senza sensi di colpa. Questo almeno è quanto ho capito io.
a.y.s. Bibi
P.S. ma dove l’hai pescata la copertina di Supersex?..Ifix, tchen tchen!
Troppo ridicolo eppure è andato avanti vent’anni e mi ricorda pure il grido di jucas casella quando cammina sui carboni ardenti!
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Dici che avesse sensi di colpa? Io non me ne sono accorta. Non sono io che impagino i post. E’ tutto merito della redazione di Mentecritica! Santi subito, per le belle trovate che hanno!
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ad 8 anni? e ci sei riuscita? complimenti
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Sarò schietto: mi pare proprio che il tuo comportamento sia stato scorretto nel non dire subito a chiare lettere che quel lavoro non ti interessava. Forse ti imbarazzava dire ad una persona educata e professionale che ritenevi la sua un’attività di cui vergognarsi?
Se fosse stato un possibile datore a tenerti sospesa per giorni come l’avresti presa?
Sarebbe bastato dire che l’impiego ti metteva a disagio in quanto contrastava con le tue convinzioni, una stretta di mano e arrivederci.
Che poi quanto avrà portato via, due ore al giorno e per di più da casa?
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Scusami se m’intrometto, ma mi pare che proprio ilpianod ellaq scorrettezza non dovrebbe essere usato in difesa del datore di lavoro, in questo caso!!!
Non sorvoliamo sul punto di partenza che ha generato tutta questa “avventura”, ovvero: un falso annuncio!
Angelika, per come la vedo io, è stata presa abbastanza in contropiede, spiazzata, perchè convinta di doversi cimentare in “altro” rispetto a quello che, invece, le è stato proposo! O no?!
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Sì MissBlue, hai proprio centrato tutta la faccenda! Grazie!
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da casa? Guarda che si tratta di diversi anni fa, non esisteva il telelavoro, io non ero motorizzata come oggi e la sede si trovava in una zona pure scarsamente coperta dai mezzi pubblici. Non voglio parlarti poi dell’orario di lavoro. Comunque, per spiegarti il mio comportamento, il mio non fu certo dettao da disonestà: in realtà, non solo non avevo (all’epoca) la faccia di dire chiaramente cosa pensassi perchè ero molto timida e inesperta, poi ero alle prime esperienze lavorative e non sapevo neanche bene come comportarmi durante un colloquio di lavoro e poi non mi è mai piaciuto disilludere qualcuno con un secco no, come forse avrei dovuto fare anche in altre occasioni. Mi riservavo di tornare a casa e di parlarne con chi era più esperto di me, cosa che feci. Vorrei però che si ricordasse che il pezzo ha volute esagerazioni per caricare di ironia tutta la vicenda. Non mi rincorse certamente per mesi! Ma insomma, devo proprio svelarvi tutte le mie tecniche narrative per farvi ridere un po’ ?
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Iniquo non fa sconti a nessuno….sinceramente il bello di MC e’ che c’e’ sempre una voce dissonante (e non sono sarcastico).
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D’accordo sulle voci dissonanti, ma prima di parlare e per di più a spiovere, sarebbe magari meglio leggere con più attenzione (detto con piglio da maestrina!)
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Dopo un’ulteriore attenta lettura faccio notare che tutte le precisazioni sono arrivate nei commenti, dal pezzo non si evinceva né la collocazione temporale né lo stipendio pornograficamente basso.
Che poi l’annuncio fosse falso è un po’ un’esagerazione, soprattutto tenendo conto del labile confine che separa erotismo da pornografia.
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Mi piacerebbe che tu mi dicessi dove ho tacciato di immoralità il proprietario della rivista. Il mio unico ripensamento era dovuto alla mia intrinseca incapacità di scrivere parolacce. Non ho mai detto che chi le dice finisce all’inferno e io in paradiso. Anzi, ti dirò di più, mi piacerebbe essere più sboccata, ma c’è sempre tempo. Insomma, non mi pare di scorgere nel pezzo neanche una nota di condanna. Era tutto sul filo del dvertimento, come speravo si fosse capito.
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Il problema è che non sono stato io a muoverti l’accusa di aver tacciato il proprietario di immoralità.
Per quanto riguarda l’intento ironico del pezzo devo confessare di non averlo afferrato, temo che la brutta aria che tira mi abbia fatto perdere la propensione al riso.
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Hai ragione, non sei stato tu a dire che mi ero comportata da bigotta. Tu mi hai dato solo della scorretta! Ebbene, di datori di lavoro che ti fanno attendere per mesi ne ho contattati molti, moltissimi. Direi che la scorrettezza è proprio una loro caratteristica. Forse a te non è mai capitato, magari appena ti sei presentato ad un colloquio di lavoro hanno fatto carte false pur di averti, ma a me invece la norma è stata proprio quella di attendere risposte per mesi, anni, e non riceverne mai. Hai presente la frase di commiato “le faremo sapere”? Ebbene, solo cominciando a lavorare nella scuola, dove ci sono graduatorie precise e i dirigenti non possono sorvolare su di esse, ho avuto il dono di non sentirla più. Se permetti, in tutta la mia vita lavorativa è stata l’unica volta in cui non ho accettato una proprosta di lavoro e per i motivi che ho spiegato poi. Anche sulla propensione al riso ti do ragione: anche io l’ho persa, tanto è vero che gli articoli che ho proposto finora a MC sono sempre stati piuttosto seri. Questo era un episodio della mia vita che avevo scritto e pubblicato sul mio blog almeno due o tre anni fa
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sorry, ho cliccato ma c’era la continuazione. Dicevo, un articolo dedicato al mio blog che aveva tutta un’altra connotazione. Sul finire di questa estate, mi pare in agosto, ho pensato di proporlo a MC per alleggerire la sensazione, data dai miei precedenti post, di essere una persona perennemente arrabbiata. Quando l’ho scritto, le condizioni mie personali (per quanto sempre precarie lavorativamente parlando), erano improntate alla speranza. Il mondo mi pareva più roseo, la società migliore. Oggi stiamo come stiamo, non credo di dover aggiungere altro.
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Angelika, se mi dai l’indirizzo del tuo blog te ne saro’ grata.
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So bene che la scorrettezza è prerogativa comune di chi esamina i candidati, però questo non sminuisce un comportamento scorretto tenuto dal candidato.
Anche io a volte sono stato scorretto e mi è capitato pure di essere sadicamente soddisfatto dal mio comportamento, però ho sbagliato perché bisognerebbe sempre essere inattaccabil.
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Sempre inattaccabili? E cosa dovremmo essere? Robot oppure angioletti scesi dal cielo? Il comportamento di Angelika è perfettamente comprensibile tenendo conto della giovane età, della scarsa esperienza e della timidezza. Piccolo aneddoto: cercavo lavoro disperatamente. Leggevo tutti gli annunci che trovavo. Mi colpisce uno in cui si cercavano hostess per congressi. Richiesta bella presenza e una certa facilità nel contatto con il pubblico. Ok, telefono. Il tizio mi chiede di tutto, dal codice fiscale alle misure fisiche (sai quella cosa 90/60/90?) fino a giungere alla domanda che gli interessava veramente: lei è sola? In che senso, chiedo io. Single. No, rispondo, veramente sono sposata (lo ero da pochissimi mesi per inciso). Silenzio dall’altra parte, poi il tizio riprende: ma lei ha capito che tipo di lavoro le stiamo offrendo? Certo, mi picco io, hostess per congressi. Ma lei, insiste il tipo, ha capito che tipo di hostess? Pur nella mia abissale ingenuità di allora comincia ad insinuarsi un dubbio: perché, scusi, che tipo di hostess cercate? Sospiro del tipo: un’hostess disposta a trascorrere del tempo con i clienti, ad accompagnarli a cena e, nel caso, a passare con loro parte della nottata. Lui non mi vede, ma io impallidisco. Ha capito adesso? Non rispondo, mi limito ad attaccargli il telefono in faccia. Altro che hostess, cercavano quelle che oggi si chiamano escort.
Laura
p.s. mi sono sempre chiesta perché escort, come la vecchia Ford… bah
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Io sto con Angelika…..te l’ho detto facevi prima a dire che lo avevi fatto per coerenza…;-) logicamente scherzo, non trovo nulla di bigotto nella sua decisione…..e mi sono pure fatto due risate con l’articolo. Iniquo ma non sarai mica Sgarbi sotto mentite spoglie?
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Mi hai offeso nel profondo, non ti faccio più amico ecco.
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p.s. mi sono sempre chiesta perché escort, come la vecchia Ford… bah
in Russia si chiamano “devochki”… e non esiste nessuna auto che porti questo nome.
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Ciao Angelika
Questa estate sono stata in Montenegro, ho incontrato varie mie amiche d’infanzia, ed ho saputo che la maggior parte non abita più lì.
In particolare, ho saputo di una mia amica, laureata in legge con il massimo dei voti, emigrata in Germania, che dopo aver invano fatto vari umilissimi lavori (dalla badante alla cameriera, per finire con la donna delle pulizie), nonostante la sua laurea (presa in Germania!) e il suo curricula studiorum, è finita per fare l’attrice porno dopo aver fatto anche la ballerina di lap dance. Ti assicuro che non è l’unico caso, tante mie coetanee che hanno studiato come me e che sono nate in quel disgraziato paese, finiscono per fare questi lavori.Io non oso dire nemmeno “chi te lo ha fatto fare?”, in quanto conosco (purtroppo) la schifosa realtà della mia Terra. Mi vergogno un pò di esser stata così fortunata rispetto alle mie ex connazionali, forse perchè ho una madre italiana.
Per fortuna noi possiamo ancora scegliere, e nel tuo caso, mi sarei comportata come te: ma questo perchè non sono in un particolare stato di bisogno o perchè non ho trovato tutte le porte chiuse in faccia, ma nel caso contario, non so come mi sarei comportata…
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….fortunata si! Ma non e’ una colpa.
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Luminal, concordo con te in toto. E non vergognarti: a volte penso che trovarsi in certe situazioni è solo e davvero questione di sfortuna o fortuna, come nascere in qualche miserabile villaggio africano oppure in qualche palazzo di Manhattan. Il mio rifiuto al lavoro, come ho già detto, fu dettato dal fatto che mi si offirva un contratto economico da strozzino. Quella mi sembrò la cosa più brutta. Ti assicuro che di lavori non adatti alla mia preparazione culturale ne ho fatti parecchi e, oggi come oggi, con l’aria che tira, sento che devo preparami a ricominciare a cercare di nuovo, con la differenza che non ho più vent’anni e che ho accumulato tanta esperienza lavorativa in un campo che non interessa a nessuno, anzi, ti ridono in faccia (sono un’insegnante). E se dobbiamo dirla tutta, neanche l’attrice porno posso fare più: a quarant’anni , per quanto ben conservata, credo che non mi assegnerebbero neanche la particina di quella che si limita a frustare il deretano del pervertito di turno! E poi, scusatemi, ma io i film porno li trovo proprio comici…
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Una varietà di giudizi: io avrei fatto così, io avrei fatto cosà. Nessuno che si sia posto una domanda: “Se mi fossi davvero trovato nelle stesse condizioni cosa avrei fatto?”
E nessuno che si sia posto un’altra domanda: ” Ma gli altri come sono fatti dentro?”
Non mi è sembrato che Angelika abbia emanato sentenze, tranne per il “figuro” già spiegato perchè.
Non è questione di morale, di etica, di essere schifiltosi, di scorrettezza: è solo questione di vedere le cose in modo diverso che può piacere o non piacere. Non diamo subito patenti…
Poi, a me è sembrato solo un racconto divertente con nessun altro intento.
Non bisogna solo piangere o fare i filosofi, tutti quanti noi. Si può anche sorridere!
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…scusami Lupo, ti rispondo perchè hai esordito con “Nessuno”.
Non ti riporto quello che ho scritto io nei vari interventi a questo articolo, sono però a chiederti una cortesia: vorresti leggerli…e poi spiegarmi, secondo te, in quale passaggio ho peccato di scarsa analisi.
Non sto usando del sarcasmo, assolutamente, ma da un pò di giorni ho comel’impressione, generale, che mi so spiegare malissimo
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Cara missblue, non mi sono rivolto a te. Tu hai parlato di scorrettezza iniziale da parte del presunto datore di lavoro.
Ho letto tutti gli altri commenti e mi è sembrato di capire che quasi tutti (avrei dovuto scrivere: quasi tutti. Ti chiedo scusa!) hanno avuto più comprensione verso il datore di lavoro che verso Angelika, la quale ha solo raccontato una sua esperiena.
Almeno a me così è sembrato, anzi così è.
E mi sono permesso di dire che ciascuno di noi è fatto in un certo modo. Ma poichè nell’articolo non ci sono condanne verso quel tipo di lavoro, ma solo un “divertissement”, divertiamoci tutti. Con quello che usccede in Italia…
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articolo bellissimo e commenti pessimi.
sembra che ormai bisgna essere anticonformisti per forza.
ma pensate che sia divertente e creativo passare il tempo a scrivere nei fumetti dei pornofotoromanzi cose tipo “puff pant puff pant”, “vengooooo”, “sbrodoloooooo”??
Poi come ha deto Angelika uno che ti propone contratti osceni e ti porta al colloquio con un inganno… ma io mi meraviglio che non gli hai detto in faccia che era un’idiota!
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Eh, ero proprio una tonta. E comunque, anche oggi, se non raggiungo il giusto grado di arrabbiatura è ben difficile che mi sfuggano parole ingiuriose…
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Ugasoft, aggiungo che hai ragione: in questo mi distinguo al contrario. Non anelo al sesso a tre o in ammucchiate, non bevo, non fumo, non dico parolacce, non mi piace la coca cola, non strillo quasi mai e dico sempre grazie e prego e posso? , non guardo i tronisti e i reality ma mica perché sono una santa, noooo, è proprio perché sono fatta così. Mi accorgo però che vado controcorrente e da parecchi anni ormai, ma che ci posso fare? Vi sono diventata antipatica adesso?
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Caro Lupo, menomale che mi dai un pò di sostegno!
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Bigotta per non aver accettato di scrivere per delle vignette porno è veramente un pò troppo.
Non se l’è sentita. Non va giudicata più di tanto.
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Vorrei fare un’altra considerazione: è vero che le esperienze vanno fatte perchè possono arricchire anche il proprio bagaglio culturale, ossia conoscere meglio la vita. Ma è poi sempre vero?
Quando si si legge sui giornali di stupri e di violenze, le donne che li hanno subiti dicono quasi tutte che il violentare si era presentato con gentilezza e ben vestito. Poi si è rivelato quello che veramente era…
Il “figuro” era cordiale, ben vestito, gentile, ma Angelika era davvero sicura della sua serietà? Voi ne siete veramente certi?
La favola di Cappuccetto Rosso e di Biancaneve e i sette nani non vi dicono nulla?
Il mondo pieno di falsi e bugiardi non è cambiato affatto. Anzi, se ci giriamo intorno non solo in fatto di porno e violenze, è diventato peggiore.
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E’ anche vero che a volte una rondine non fa primavera.
A volte “i figuri” editori di riviste e film porno potrebbero essere delle persone correttissime e bravissimi padri di famiglia, ed invece i manager ed i professori universitari sono quelli che “palpano” di più le loro segretarie.
Comunque sono d’accordo anche con te lupo….la mia è solo una piccola precisazione …
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Dimostra quello che ho detto all’inverso!
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Insisto col dire che le violenze sono una cosa, il porno e tutto cio’ che e’ connesso un’altra, e le due cose non sono assolutamente collegate.
Addirittura la violenza e’ piu’ frequente dove il porno e’ assente.
Quindi il mondo diventa peggiore per le violenze, ma non certo per il porno che e’ un prodotto e niente piu’. Un prodotto che non e’ piu’ deleterio di un pacchetto di sigarette, che fa persino piu’ danni.
Il porno, diversamente dalla violenza, non ci viene imposto. Scegliamo noi di entrarci, sia come utilizzatori che come addetti ai lavori.
Lupo, so che mi comprendi. Se si inizia ad abbinare termini che hanno accezione negativa a cose che negative non sono, automaticamente si crea il meccanismo perverso “rom-rapitoridi bambini”
Scusa la precisazione
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Cara Klara, non sono d’accordo completamente con te. E’ vero che il porno, a sè stante, non è violenza, ma se io, psicologicamente un pò instabile, guardo un film porno, non può venirmi la voglia di imitare quello che ho visto? Meno male che non tutti sono così. Per fortuna gli uomini non sono tutti violenti e stupratori, ma certamente i film porno in genere eccitano a tal punto che alcuni poi fanno cose orrende.
Nelle case dei violentatori, quando vengono presi, c’è sempre una dovizia di film porno. Mi sai spiegare perchè?
A me viene il dubbio che si ispirino.
Non mi date addosso pensando che io stia dicendo che condanno i film porno. Ho solo sottolineato anche un altro loro aspetto.
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Quasi non credo ai miei occhi.
Non c’è nesso di causalità, uno stupratore è tale perché non riesce a controllarsi e ha una visione della donna come un oggetto da usare.
Se uno psicologicamente un po’ instabile va a teatro e guarda Romeo e Giulietta si ammazza insieme alla fidanzata biasimiamo Shakespeare? Se uno non proprio sano legge Superman e si fionda dal decimo piano facciamo causa alla DC Comics? Non diamo più notizie di cronaca nera altrimenti potrebbero esserci gli emulatori?
Dire che «certamente i film porno eccitano a tal punto che poi alcuni fanno cose orrende» è fuori dal mondo, gli stupratori farebbero ugualmente danni anche senza porno (percentuali altissime di stupri anche dove il porno non arriva); hanno tanto materiale a luci rosse proprio perché sono ossessionati dal sesso, non il contrario. Tizio non diventa maniaco stupratore perché ha tanti filmini porno né questi lo incitano, ma ne ha tanti proprio perché è ossessionato dal sesso.
Confondere la causa con l’effetto porta a non capire ciò che si analizza ed in più fa arrivare a conclusioni decisamente dannose.
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Caro Iniquo, come al solito non c’intendiamo. Il Lombroso diceva che il delinquente nasce delinquente, ma spesso la sua delinquenza rimane allo stato dilatenza se vive una vita di normalità, ossia in un ambiente che non gli suggerisce azioni delinquenziali.
Non ho detto che lo stupratore è uno stinco di santo. Ho detto solo che che se gli si mette in mano, meglio nella mente, la possibilità di poter esprimere le sue tendenze è possibile che lo faccia più facilmente dopo aver visto un film porno.
Che poi possa farlo anche senza…
L’una non esclude l’altra.
La vita non è solo nera e bianca: ci sono anche le sfumature!
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Infatti le teorie di Lombroso sono state superate dall’antropologia criminale da almeno qualche decennio.
Negli angoli di mondo dove non arriva il porno le violenze sono più alte, esattamente come in quelli dove la prostituzione è più perseguita; anzi, si ritiene che la visione di un porno per chi è ossessionato dal sesso lo plachi temporaneamente (è anche una questione fisica oltre che psicologica).
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Qualcuno di voi a mai letto le interviste fatte a ragazze che lavorano nel mondo del porno? Ha mai letto del dolore, del sangue, delle malattie, della cocaina, di tutto quello che viene loro imposto? Delle supposte analgesiche? Dei cicatrizzanti in pomata che sono costrette ad usare? Il porno non è solo Cicciolina o Moana Pozzi, il porno è una macchina di montaggio dove gli ingranaggi sono i corpi di donne costrette (per soldi, per scelte sbagliate, per miraggio di successo) a subire decine di amplessi nel giro di poche ore. Io con alcune di loro ci ho parlato, le ho guardate negli occhi, ho visto delle anime spente, delle persone disperate. Pensiamoci prima di ergerci a difensori di un fenomeno come la pornografia.
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Fortunatamente non è tutto così, comunque se lo fanno per scelta mettono in conto anche le pomate, le supposte ed il sangue (aggiungo la cacca che sgorga indesiderata dopo penetrazioni anali e mancate pulizie dell’intestino ed il vomito per “affondi” troppo marcati).
Cocaina e malattie sono invece degenerazioni di chi tratta gli “attori” come schiavi.
Pensiamoci prima di generalizzare le storture.
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A un mondo che genera questo tipo di storture rinuncio volentieri, anche quando c’è gente che “sceglie” di farsi fare questo genere di cose. Ma, ovviamente, è una mia opinione dovuta, probabilmente, ad eccesso di sensibilità umana o forse a bigottismo, chissà…
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Purtroppo tutto ha storture criminali, anche il sacerdozio.
Secondo il mio punto di vista possono anche farsi defecare in bocca se ne sono consapevoli, il corpo è loro e… de gustibus non disputandum est.
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Caro Lupo, su questo punto non concordo con quanto dici e non concordo proprio perche’ conosco un certo mondo. QUEL certo mondo.
Iniquo ha espresso cio’ che anche io ho piu’ volte affermato e cioe’ che il porno e la prostituzione hanno effetti “calmanti” su personalita’ disturbate ossessionate dal sesso e non il contrario.
Ci sono studi sociologici che lo dicono.
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Non servono gli studi sociologici, il fatto è che il porno, se legale e fatto con deontologia professionale (anche se non ho idea del livello, alto o basso, che ha raggiunto nel settore, ma credo che il minimo dovrebbe essere il controllo sistematico dell’età e della salute dei “performer”- chiamarli attori, non me ne vogliano, è un po’ troppo) dovrebbe costituire una sorta di “sfogo lecito” di fantasie altrimenti potenzialmente criminogene, in questo essendo simile all’ horror e allo splatter: rappresentazioni di ciò che giustamente non si può mettere in pratica ma che è impossibile imporci di non pensare. Perchè non siamo santi e reprimere non significa avvicinarsi alla virtù ma trasformare un individuo in una bomba a tempo: meglio che si “sgonfi” pian piano piuttosto che “esploda”. Il principio è valido anche per la prostituzione, che includerebbe rischi per le “lavoratrici” simili a quelli descritti da Laura Costantini per il porno, ma questo non è un buon motivo per censurarla in toto, anzi: un controllo più stretto da parte di Stato e società e la rimozione di un tabù non farebbero che toglierlo dal novero dei mestieri legati al crimine e almeno avvicinarlo ad un mestiere qualunque. Puntare i riflettori senza ipocrisie sul fenomeno farebbe eviterebbe certi orrori che nella segretezza e nel non-detto solitamente prosperano.
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Chiunque può essere un potenziale stupratore, la soluzione sarebbe non andare più a colloqui di lavoro.
Fa pensare il voler per forza dubitare proprio di questo tipo di datore di lavoro.
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Iniquo, ma tu te le inventi le cose?
Dove hai letto quello che testè hai scritto?
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Mi riferivo a questo:
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Mi sai dire cosa volevo dire io?
A seguire: la teoria del Lomdroso è stata superata da ricerche e studi più approfonditi, è vero. Anche Freud è stato superato addirittura dai suoi allievi. Però, sia l’uno che l’altro rimangono due pilastri nelle loro discipline. Giotto superò il maestro, ma non è detto che il suo maestro sia stato una schiappa.
Poi, ciascuno faccia come crede, ma non sono d’accordo che i primi esploratori della psiche debbano essere trattati come “inesistenti”: l’incipit è loro.
Ho posto degli interrogati, non ho fatto delle affermazioni ultimative!
Come “Così è se vi pare”!
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Non inesistenti, ma errati.
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Caro Lupo, le affermazioni del Lombroso sono semplicemente sciocche, oltre che superate e confutate come erronee. Dire che un delinquente nasca tale, dà ragione a tutti quelli che pensano che le persone di colore siano più stupide rispetto a quelle bianche, più portate alla violenza, che i rom rapiscano e rubino per motivazioni genetiche, che gli ebrei fossero tutti degli usurai brutti e con il naso adunco; ma andiamo! Seguendo quella teoria sarebbe possibile modificare all’origine il problema, castrando ladri, ammazzandogli i figli etc. Dal dire che alcune persone nascono deliquenti al dire che sarebbe meglio eliminarle tutte per eliminare la delinquenza il passo e breve, chiarisco che per eliminazione non intendo solo quella fisica ma anche soprattutto quella di facoltà: ad uno stupratore\ pedofilo si taglia il pisello, ad un assassino o un ladro recidivo si toglie un pezzo di cervello con un coltello rompighiaccio(pratica di moda in USA nei 50 /60).
Scusate l’intromissione.
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Forse implicazione nelle violenze sessuali, più che il porno lo hanno le religioni monoteiste che considerano il sesso e l’atto sessuale come riprovevole e intrinsecamente sporco è sbagliato. Nei paesi integralisti musulmani la percentuale di stupri è altissima e l’impunita la norma.
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Non solo nei paesi integralisti musulmani; anche in quelli cristiani.
E fino a pochi anni fa era impunita e spesso giustificata anche in Italia.
Le leggi consentivano allo stupratore (o agli stupratori anche in branco) di redimersi offrendo del denaro in risarcimento alla vittima.
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Era sotto inteso, le implicazioni e la virulenza con cui il cattolicesimo entra nella vita dell’italiano medio e tremenda e lascia ben poche tracce notabili dagli interessati, ma si evince immediatamente ogni volta che si ride di argomenti tabù! Il matrimonio e la famiglia sono una cosa sacra e il diritto ad una puttana qualificata a risolvere le prurigini dei matrimoni disfatti e stanchi è inviolabile! Questa è una legge non-scritta.
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Caro Carlo, quando parlate sembrate il vangelo. Beati voi! Non ho letto da nessuna parte che le teorie del Lombroso sono del tutto errate. Sono superate, ma per i tempi del Lombroso andavano più che bene. E poi non credo, e non l’ ho detto che quelle teorie, se applicate, porterebbero a tagli di “uccelli”, alla supremazia dei bianchi sui neri o di colore, a considerare geneticamente pericolosi i rom, ecc. Non siamo ritornati al nazismo. O no?
Il progresso o la scienza parte da dei presupposti giusti, non giusti, poi si va avanti e si possono trovare strade più appropriate, più percorrebili. Alla prova dei fatti tutto è opinabile.
In psicologia, per es., ci sono più vie per curare i pazienti, quella psichiatrica e quella psicologica ed anche un’altra, che voi conoscete meglio di me. Gli psichiatri sostengono che i malati vanno curati con gli psicofarmaci, gli psicologi con l’analisi sul lettino e altri psicofarmani e lettino.
Mi sapete dire, Iniquo e Carlo, chi ha ragione?
Non potrebbero aver ragione tutti o nessuno? Perchè la ricerca continua?
Io sono l’uomo del dubbio come sapete. Non riesco ad interpretare una sola parte, non mi identifico in una sola posizione.
Quando altri scienziati troveranno strade diverse cosa direte? Quelli di prima avevano torto, per cui gli scienziati di oggi verrano buttati a mare? Credo proprio di no. Hanno aperto una strada che deve essere costruita fino all’infinito.
Sicuramente mi sbaglio. Ma posso pensarla come a me sembra più percorribile la strada della ricerca?
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Internet?
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Sulle cure possibili siamo d’accordo, però il nostro caro misuratore di crani non cercava cure ma voleva far risalire a tratti fisionomici la commissione dei crimini.
Più che paragonare la cosa alla psicologia ed alla psichiatria io la comparerei alle teorie sulle popolazioni del Nuovo Mondo che le volevano prive di anima.
Le teorie di Lombroso andavano bene per i suoi tempi perché erano funzionali allo Stato liberale (quello dove votava l’uno virgola qualcosa della popolazione): identificare cause genetiche che determinino la commissione di reati, guarda caso i cosiddetti crimini di povertà e comunque sempre attribuiti in toto al popolino.
Da qui l’opposto dell’altra scuola di pensiero che voleva tutti i reati causa del contesto sociale, giustificandone quindi gli autori; questa scuola subì evoluzioni che portarono ad un calcolo del contesto sociale considerato in accoppiata con il libero arbitrio del singolo. Ma di determinismo lombrosiano niente.
Ricordo davvero poco di antropologia criminale, spero che qualcuno possa essere meno vago di me ed eventualmente correggere le mie pecche.
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Caro Lupo, mi dispiace sembrare un vangelo non è mia intenzione.
Ma considero sbagliata la tua idea di considerare ogni teoria come possibilmente giusta o sbagliata, perchè penso che tolga significato alla ricerca stessa. Non tutto alla prova dei fatti è opinabile: Non è opinabile l’uccidere, il provocare dolore fisico e psicologico per la ricerca, non è opinabile il classificare le persone in base a razza, sesso, religione, fede politica e quant’altro per arrecarle danno e discriminazione.
I primordi di una scienza sono sempre “inficiati” di modi e metodi poco ortodossi come la fisiognomica, la frenologia, antropometria, la psicocinetica e altre sciocchezze che indirettamente o direttamente riguardano psicologia, psichiatria, neurologia. Lombroso faceva parte a pieno titolo di queste pseudoscienze. Dire che una persona è un criminale solo perchè ha il cranio fatto ad una data maniera e aggiungo io perchè da piccolo è caduto dalla seggiola e semplicemente sciocco e facilmente confutabile.
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dalla seggiola è semplicemente sciocco, perdonatemi l’errore
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Voi avete sempre “il difetto”, (non in senso negativo o di censura, solo perchè mi è venuto in mente questo termine in questo momento) di puntualizzare ogni cosa come se fosse sempre possibile. Non ho parlato di omicidi, non ho parlato di infliggere dolore fisico, non ho parlato di classificare le persone. Su questo sono d’accordo con te.
Ho detto solo che la scienza può partire anche in maniera inconsueta senza un disegno preciso come la muffa di Sabin (!?). Poi l’osservazione e l’applicazione ne determinano la possibilità di procedere su quella strada, abbandonarla, correggerla, approfondirla.
Le strade sono diverse. Il mio è un discorso generale.
Dopo il Lombroso si è risvegliata la sociologia che ha posto alcuni paletti forse più esatti. Ho detto forse perchè ancora oggi molte teorie sociologiche vanno aggiornate se non addirittura abbandonate. Ma se il Lombroso non avesse detto la sua, probabilmente coloro che non condividevano le sue teorie non si sarebbero fatti avvanti. Così con Freud.
Si può partire anche in maniera non proprio esatta, sbagliata, ma gli approfondimenti successivi possono condividere, correggere, abbandonare.
Anche le persone durante il percorso della loro vita cambiano opinione, idee, modi di vivere, amori, mogli, amanti, ritorno di fiamma.
Non capisco il perchè di questo irrigidimento…
Tra l’altro, voi non lo sapete ancora e vi invidio, si invecchia pure e il corpo e la mente subiscono tali e tante trasformazioni che voi neppure ve lo immaginate. Se si, solo a livello visivo o razionale. Vi auguro di subirle effettivamente molto molto più in là.
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(Ma chi siamo/siete noi/voi per giudicarla?
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E io che volevo farvi fare quattro risate! Mi hanno data della bigotta, della scorretta e non so che altro. Ripeto, nel pezzo non ci sono accenti moralistici se non per creare più ilarità. Se poi alcuni ce li vedono, posso citare il famoso detto: omnia munda mundi (interpretato nel suo significato contrario). Eppure, inviandovi questo aneddoto della mia vita, volevo vedere se era possibile mettervi a parte di altre avventure ugualmente ridicole capitatemi nel corso degli anni. Mah, vedo che non è cosa e mi perdonino MissBlue e Luminal e Kiara e tutti quelli che hanno capito lo spirito del pezzo. Vorrà dire che tornerò a fare la seriosa e a parlare di scuola o di donne maltrattate, va bene così?
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OT: dopo aver visto una delle foto : lancio un “ifix tchen tchen”
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tutto cio mi lascia perplesso: e’ un lavoro come tanti eppure ci si fa mille problemi.
- “mamma mamma ho un nuovo lavoro! sono una giornalista di una rivista porno e mi pagano 2000 euro al mese con contratto a tempo indeterminato!”
- “O mio dio! non potevi andare a lavorare in un call center come tutti gli altri? o cielo! Come potro’ dirlo alle mie amiche ? oddio che vergogna per la famiglia!”
Ecco quello che molti si immaginano: siccome la rivista e’ porno e’ un lavoro “sporco” sbagliato.
Lavorare in un call center a proporre “offerte irripetibili” (io le chiamo truffe ma vabbe’) invece e’ il lavoro giusto.
Anzi, meglio puntare a fare la velina, o il politico, guarda quanto vieni ammirato e apprezzato!
E’ questo ribaltamento di valori che proprio non mi va giu’
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Credo proprio di non aver capito se la tua è una critica a me per non aver accettato il lavoro o una constatazione generale. Mi spiego nuovamente: il motivo per cui ho rifiutato il lavoro non era di ordine morale, ma di altro genere. Tutto il resto sono solo chiacchiere e abbellimenti per rendere più gradevole e ironico il pezzo, anche se mi è stato contestato pure questo, cioè che non fosse divertente. E vabbè, non faccio la comica di professione, mi riciclerò nell’accattonaggio, sperando di incontrare la generosissima Donnacannone. Continuo quindi a non comprendere il perché di tanti strali. Ma sarà che ho perso, oltre alla capacità di scrivere chiaramente e quella di far sorridere, anche la capacità di comprendonio. P.S. Tra le mie aspirazioni adolescenziali e non, non c’è mai stata quella di diventare un’attrice/velina/ballerina/ragazza copertina. Senza falsa modestia, me lo sarei pure potuto permettere, almeno all’epoca, ma ho avuto la fortuna di essere spalleggiata da una famiglia che mi ha educato ad avere ben altre aspirazioni. Non credo proprio che i miei, se avessi accettato quel lavoro, si sarebbero sconvolti più di tanto, sapendo come sono fatta. Ma di sicuro non avrebbero accettato che sgambettassi come una mucca alla fiera del mercato, come queste ragazze che partecipavano alle selezioni per diventare velina. Io non ho visto il programma, ma me ne hanno parlato: addirittura, venivano inquadrati molti genitori con le lacrime agli occhi (di felicità?) alla vista delle figlie mezze nude che si esibivano e sfilavano appunto come mucche al mercato. Mancava solo che gli controllassero i denti. Che depressione. Ma tant’è, se sono questi i programmi che riscuotono successo, perché poi rimango tanto perplessa dalla piega che ha preso questa società? Quale istruzione posso ancora impartire, che valori posso aggiungere, se il retroterra culturale è questo?
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no, non era una critica per te, solo una constatazione generale
Hai diritto di scegliere di fare un lavoro in cui mediamente ti odiano almeno 20-25 persone l’anno (gli alunni) e di non scegliere il lavoro dell’articolo in cui avresti fatto felici due signore 50 enni dando loro alcuni commenti “maliziosi”, daro’ la colpa di tali scelte all’esuberanza e all’inesperienza della gioventu’, rimango pero’ incerto anche su una possibile presenza di sadomasochismo
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ah ah
mi hai fatto ridere! Ero piombata nell’incertezza di sapere spiegarmi, un pò come MissBlue, per intenderci!
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Ci sono alcune domande che emergono, anche se non proprio chiaramente, dall’articolo e dai commenti. Giusto per esemplificare:
“Che razza di persona è quella?”
“Quanta gente ci sarà che legge le sue riviste?”
Vi racconto una cosa che ho scoperto qualche giorno fa. Stavo guardando le statistiche di accesso al mio blog pleonastico (nome o aggettivo? Mah…!)
A metà luglio ho pubblicato un articolo (qualcuno forse lo ricorderà, che è passato anche qui) intitolato “… e intanto noi parliamo di pompini”; ovviamente non si parlava di pompini nell’articolo, ma di politica.
Da quel giorno i criteri con cui i navigatori arrivano sul mio blog sono cambiati; la parola più cercata sui motori di ricerca, con la quale sono poi arrivano su pleonastico, è “pompini” e sue combinazioni. Oltre il 30%.
Ecco cosa cerca la gente su Internet. Probabilmente ho scoperto l’acqua calda, ma la cosa mi ha colpito.
Concludendo, quelle riviste hanno una notevole clientela e quel tizio non è altro che un imprenditore come un altro, che cerca di mantenere al meglio la sua attività. A volte con stratagemmi scorretti, certo, ma si fanno cose molto peggiori anche senza bisogno di pubblicare riviste porno.
Intendiamoci, non lo sto giustificando, dico solo che tutto questo rientra in una sorta di “normalità” rispetto alla quale è inutile (e un po’ ridicolo) nascondersi dietro un dito.
Angelika non si è sentita di accettare, quindi ha fatto bene quel che ha fatto. Chi era che qualche giorno fa aveva risposto ad un’offerta per la gestione del personale e poi si è vista proporre una vendita diretta? Non è la stessa cosa?
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No, non è la stessa cosa.
In questo caso non si parlava di mansioni totalmente diverse, ma di scrivere materiale pornografico invece che erotico. La distinzione spesso è labile e comunque si tratta sempre di uno strumento per eccitare.
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E con ciò?
L’hanno attirata con una proposta di lavoro mentre l’offerta reale era un’altra. Succede tutti i giorni; non è corretto, ma non è neanche un dramma.
Quando sono entrato in banca (tanti anni fa), l’ho fatto vincendo un concorso per programmatore; e mi hanno messo in sala macchine a fare l’operatore. Cosa cambia rispetto alla situazione di Angelica?
La pornografia è legale fino a prova contraria; diverso sarebbe stato se le avessero chiesto di svolgere un’attività illegale. L’aspetto morale è una questione squisitamente personale, per cui non c’è una decisione giusta o sbagliata: ognuno decide (e decide bene) per sè.
Ma il tizio che le ha offerto (scorrettamente) il lavoro non è più criticabile di quello che mi ha messo in sala macchine.
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Dico solo che la mansione era la stessa richiesta, solo variava di poco il contenuto degli scritti.
Sulla liceità ovviamente sono d’accordo.
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Il BuonPeppe ha perfettamente ragione. Angelika non me ne voglia. Il suo articolo mi è piaciuto moltissimo, ma…
Se guardate i commenti del suo post vi accorgete che sono fino ad ora 68, mentre l’articolo di “ventopiumoso”: Immaginazione, Disinformazione…ne ha appena 13.
Tra i due articoli , belli ambedue, mi sembra più importante per il tema trattato quello di ventopiumoso per il suo contenuto e le implicazioni sociali ed umane che vi sono evidenziati. Eppure…anche i lettori di MC si sono soffermati molto di più sul post di Angelika perchè riguarda un tema pruriginoso. Angelika, non volermene!
Il BuonPeppe, ha colpito nel segno!
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Non necessariamente un basso numero di commenti è sintomo dell’interesse destato.
Spesso si sviluppano discussioni fatte di botta e risposta, in altri casi si è talmente d’accordo con l’autore che ci si dovrebbe limitare a scrivere un “concordo”.
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Concordo.
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Divertente!
Comprendo il tuo rifiuto, da giovane di belle speranze credevi che il futuro ti avrebbe riservato un posto migliore e giusto per le tue doti, quindi hai scelto un’altra strada. Secondo me avresti potuto diventare una scrittrice di romanzi erotici di successo!
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Sei troppo buono! Finora mi limito a scribacchiare qua e là senza troppe speranze. No, non voglio fare la falsa modesta, ma anche per scrivere romanzi erotici ci vuole capacità. Da me, al massimo, sarebbe uscita una trama piena di bollori inespressi alla romanzo Harmony. Serie Blu però.
P.S. vi chiederete forse come mai sia così edotta sui racconti Harmony. Francamente, quando avevo 15 anni, ne ho letto qualcuno rubato a mia cugina pià grande. Poi, quando ho visto che erano di una noia mortale, (tutti uguali, cambiava solo l’ambientazione e il colore dei capelli dei protagonisti), ho abbandonato la lettura. In più, su di me producevano un effetto non previsto: li trovavo comici!
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Non ti preoccupare,anche io ne ho letti un paio! La madre della mia ragazza è innamorata di quelle illusioni e li lascia sempre in macchina, quando poi si sale a trovarla e si prende a prestito per andare al fiume, sono veramente divertenti! Li uso soprattutto per irritare il mio amore
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Beh l’unico film porno che ho visto per intero mi ha fatto sbellicare dalle risate, avevo le lacrime agli occhi; sarà forse una peculiarità di quelle opere dalla trama infilata per forza e contro ogni buonsenso.
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Umberto Eco diceva qualcosa del tipo che: se una scena normalissima, inutile, noiosa durava più dell’umano sopportabile allora si era davanti ad un film porno, da qui la proporzione diretta: maggiore è la lunghezza della scena priva di significato maggiore sarà la possiblità che si assista ad una scena di sesso esplicito.
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Quindi le puntate di “Porta a Porta” dovrebbero finire in amplessi multipli?
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Teoricamente Sì, ma noi vediamo solo quello che succede sul palco e non dietro le quinte, inoltre, quando la parte “ufficiale” della puntata finisce le telecamere vengono spente quindi solo chi assiste sà. Ok, basta… non riesco ad immaginare per più di due secondi Vespa che pratica un rimming perfetto(anni di esperienza) a Fini/La Russa/Bertinotti/uno a caso.
Forse è per questo che non guardo Porta a Porta è troppo Hardcore, continuerò a guardare solo porno di 70enni che si fanno inchiappettare da dei cavalli sbronzi su di una scala a chiocciola.
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sto a mori’ dal ridere… oddiomamma!
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No AngeliKa non sei stata ne bigotta e ne scorretta e credo che non l’avresti fatto neanche oggi che sei con il c… a terra per amor di patria di “ercolino” & c. . Penso che ognuno debba vivere secondo le proprie convinzioni… Non è detto che queste restino sempre uguali, ma ci sono dei punti fermi che non rispettiamo ci conducono alla perdita dell’autostima…
Perciò.. Leggendo il tuo racconto mi sono fatta quattro risate e pensato “beata ingenuità, le è andata bene; il suo istinto l’ha salvata”.
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