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Storie di Cani e Padroni: dov’è finita la Rivoluzione italiana?

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Il mio coinquilino si chiama Scassino, è un cane. Non nel senso che è una brutta persona o che sia qualcosa di più di una Pecora, ma nel senso che è proprio un cane. In realtà non si chiama Scassino, ma mia madre lo ha ribattezzato così in onore della sua grande abilità a rompere le scatole, proprio come me. Ma questa è un’altra storia.

Scassino non ha rapporti fantastici con gli altri cani, preferisce le persone. Tanto che quando lo porto a spasso cerca sempre di saltare addosso ai passanti, o comunque di elemosinare qualche carezza da qualche anima buona e generosa. Il più delle volte non è difficile trattenerlo: è un cucciolo, e per quanto possa essere bestiale e cocciuto, la mano che regge il guinzaglio lo è ancora di più. Purtroppo però, Scassino non è solo rompiscatole, bestiale e cocciuto: Scassino è anche pazzo, forse schizofrenico. Capita infatti che, mentre passeggiamo tranquilli tra le vie della nostra città, decida di importunare i passanti con scatti fulminei, troppo fulminei anche per la mia fulminea mano. E così qualche tempo fa è capitato che sfoggiasse la sua follia davanti alla persona sbagliata, toccando con il muso la mano di una schifata signora di seconda età in compagnia del presunto marito che (più fulmineo dello stesso Scassino e delle sottomissive scuse della sua padroncina) mi ha sbattuto in faccia la sua energica rabbia ringhiandomi (proprio come farebbe Scassino) di “tenerlo fermo questo cazzo di cane!”. La vecchia Gilda (di origini romane e ben abituata all’irritabilità degli abitanti delle grandi metropoli) non si è stupita più di tanto della reazione del signore, che forse in fondo aveva anche le sue buonissime ragioni. La nuova Gilda, però (da abitante di una cittadina molto più civile e accogliente di Roma) è rimasta interdetta davanti a una reazione di questo tipo, tanto da chiedersi quale abominevole rabbia repressa possa quell’uomo aver avuto dentro di sé. La risposta è facile: l’Italia è un paese di merda, e forse lo sarebbe meno se la rabbia di quell’uomo invece di finire nelle povere orecchie di Scassino e della sua padroncina, finissero sulle facce e sui culi (c’è poi tanta differenza?) di chi la merda in questo paese l’ha creata.

Scassino ha iniziato ad alzare la zampa e marchiare il territorio da circa un mesetto. Devo dire che per me è stato un bel sollievo vederlo raggiungere tale traguardo: avevo infatti avuto dei diverbi con un paio di abitanti della mia via, che si lamentavano una volta del fatto che pisciasse sul marciapiede, un’altra che lo facesse in mezzo alla strada, un’altra ancora che ci provasse sul tombino. Ho ingenuamente pensato che sul muro non avrebbe rotto i coglioni a nessuno, ma il mio ottimismo era decisamente infondato.  Qualche giorno fa, infatti, mentre Scassino urinava splendidamente rilassato sul muro di una traversa della via in cui alloggio, sento una voce dall’alto che (quasi come un messaggio divino) mi informa che “è vietato”. Cosa sia vietato e dove questo sia stato scritto, non è dato saperlo. Io, che non avevo alcuna intenzione di mettermi a discutere, ho fatto amabilmente finta di niente, distogliendo indifferentemente lo sguardo dopo una veloce occhiata alla donna (sempre di seconda età) affacciata alla finestra di casa sua. Dopo aver ripetuto il messaggio divino un altro paio di volte, la donna ha poi deciso di complimentarsi con la mia persona: “Brava, fai finta di niente… scema!”. Io, che continuavo a non avere alcuna voglia di discutere, ho continuato anche a far finta di nulla e quando Scassino ha riabbassato la zampa ho ripreso la nostra passeggiata, interrogandomi sulle ragioni di quella donna tanto combattiva. Sono infatti una persona civile, raccolgo sempre la cacca che Scassino lascia in giro (salvo quando la fa in mezzo ai cespugli, visto che funziona da fertilizzante) e non butto mai le cartacce per terra. La pipì però mi mette un po’ in crisi: non saprei bene come raccoglierla, e trovo impensabile girare con un secchio di varechina per 4-5 volte al giorno. Mi viene poi anche un po’ da ridere a pensare (non dico alla comunità di piccioni che scagazza sulle teste della gente) ma almeno agli alcolisti anonimi che bazzicano la mia zona tutte le sere, e che marchiano il territorio molto più spesso e fastidiosamente del mio povero cane, che come tale (al contrario degli umani) non può conoscere la funzione di un water. Mi chiedo dunque quale sia la frustrazione che quella povera donna ha dentro di sé. La risposta è simile alla precedente: l’Italia è un paese di merda (e di piscio) e forse lo sarebbe meno se la rabbia di quella donna si rivolgesse agli alcolisti anonimi che scambiano la via per un cesso pubblico, invece di prendersela con un piccolo e indifeso Scassino in compagnia della sua altrettanto piccola e indifesa padroncina.

Queste sono solo stupide storielle che forse vi hanno anche fatto perder del tempo che ultimamente è prezioso più della benzina, ma grazie a Scassino e alle furie che ha generato in alcune persone che ha incrociato sulla sua strada, ho capito qual è il problema degli italiani: la loro rabbia è talmente incontrollabile da non avere un obiettivo, e da accontentarsi anzi di sfogarsi sull’ultimo dei cittadini anziché prendersela col Primo e suoi superiori che, al sicuro nelle loro abitazioni di lusso, pubblicizzano l’alcol in televisione e non si prendono neanche la briga di provvedere le città di bagni pubblici idonei ad ospitare i fluidi che un qualsivoglia alcolista anonimo abbia bisogno di espellere all’ennesima birra tracannata per strada. E non solo certa gente se la prende con l’ultimo cittadino di questo paese, ma se la prende anche con l’ultimo problema di questo paese. Ed è questo il vero motivo per cui non ci sarà mai nessuna Rivoluzione in Italia: non è vero che gli italiani sono indifferenti, è solo che i nostri Indignados (almeno molti della seconda età, ma anche della terza e della prima) sputtanano tutta la loro rabbia e la loro energia ad inveire contro l’innocuo e ingenuo Scassino e la sua altrettanto innocua ed ingenua padroncina, continuando imperterriti ad ignorare Cani e Padroni decisamente più importanti e criminali di me e del suddetto Scassino. Insomma, in fondo non è vero che non combattono: sbagliano solo a prendere mira.

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I governi non mi piacciono in generale, che siano produttivi o fallimentari. Non mi aggrada che pochi scelgano per molti, anche quando i pochi siano scelti dai molti in una più che utopica unanimità. Fatta questa premessa, se non ti piace, ti invito a: smettere di leggere, catalogarmi sotto il termine che ritieni più adatto e dimenticarti di me e di queste poche righe che hai letto per caso.

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