A Proposito di Desaparecidos: Storia di Polda
19 febbraio, 2009 - 9:30 di tenebra
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Il 25 Novembre 2008 è morta, all’età di 86 anni, Polda Barsottini che avevo conosciuto alcuni anni fa.
Polda era emigrata 70 anni fa in Argentina per tentare di uscire dalla miseria e dalla fame che affliggevano i paesi di montagna in quegli anni.
Era nata a Levigliani, in Versilia, a pochi chilometri da S.Anna di Stazzema, là dove i tedeschi spalleggiati dai fascisti locali, solo pochi anni dopo avrebbero fatto una delle stragi più efferate della storia della seconda guerra mondiale in Italia con 560 donne, vecchi, bambini trucidati a sangue freddo.

Forse è destino che questi luoghi, bellissimi e aspri, siano segnati dai colpi delle tragedie collettive e individuali e mi auguro che abbiano, oramai, pagato il loro prezzo alla storia e alla crudeltà degli uomini.
Ma della Storia, con la esse maiuscola, a Polda non interessava, lei aveva attraversato l’Oceano Atlantico per garantire a sè e ai figli che sperava di avere, un futuro migliore, insomma a Polda interessava una storia normale, con la esse minuscola, fatta di lavoro, passioni, piccole e grandi cose della vita di ognuno,
E così è stato fino a 25 anni fa quando i militari della dittatura argentina hanno arrestato suo figlio, Guillermo studente d’architettura di 23 anni e la sua fidanzata, incinta, mentre scrivevano su un muro “Libertà per i prigionieri politici”.
Guillermo dopo 7 mesi di detenzione e di torture è diventato un “desaparecido”, la sua fidanzata è stata scarcerata ma per le torture subite ha perso il figlio di cui era incinta.

Qui la storia di Polda è cambiata, è divenuta una madre di Plaza de Mayo e per 20 anni ,con ostinazione, ha chiesto, preteso, notizie di suo figlio sapendo in cuor suo che Guillermo non c’era più, fatto sparire, probabilmente, in uno di quei famigerati voli della morte durante i quali gli oppositori al regime venivano gettati nell’ Oceano Atlantico, lo stesso che Polda aveva attraversato con tante speranze anni prima, da aerei militari.
Polda e Guillermo avevano la cittadinanza italiana ma nessun ambasciatore, nessun governo del nostro paese ha mai mosso un dito perché le fosse restituito il corpo del figlio o almeno le fosse detto che fine aveva fatto.
E così Polda , gli ultimi anni della sua vita li ha trascorsi tra l’Argentina e l’Italia per testimoniare il suo dolore e quello di tutte le madri di Plaza de Mayo e per dirci la loro voglia di lottare contro tutte le dittature.
Polda avrebbe voluto che la sua fosse una storia normale, ma altri l’hanno costretta ad entrare nella storia con la esse maiuscola ed io, che non sono credente, per un attimo voglio illudermi che Polda, ora, abbia trovato un po’ di pace accanto al suo Guillermo.

A Proposito di Desaparecidos: Storia di Polda è di

Non saprei cosa dire.
E’ una storia bruttissima. Ho visto Garage Olimpo e ancora non riesco a dimenticare le scene finali.
ed era solo un film…
“… che tempi sono questi, quando parlare di alberi è quasi un delitto, perchè su troppe stragi comporta silenzio …” E’ un passo di “A coloro che verranno”, poesia di Brecht. La scrisse negli anni del nazismo e quando la lessi la prima volta (nel 1976) la immaginavo lontana dal mio tempo. Mi sbagliavo, ovviamente. E’ terribilmente attuale, tutto il sangue versato, il dolore subito, le umiliazioni, le torture. Tutto il male che che persone oneste hanno dovuto patire, tutto si perde nel discorrere di alberi, di calcio, di automobili, di fighette e fighetti. Siamo soffocati da una valanga di informazioni inutili, fuorvianti, anestetizzanti, e anche noi che cerchiamo di non dimenticare, anche noi se ci isoliamo dagli altri che temgono viva la memoria, finiamo nel calderone del pensiero uniformato. Anche se conosco la tragedia Argentina, mi vergogno ad ammettere che non avevo mai sentito parlare di Polda.