Statali e Lavoratori Privati: Figli Legittimi e Figli di 58


Oggi, tanto per cambiare, mi voglio fare dei nemici. Quanti dipendenti statali ci sono tra quelli che stanno leggendo questo post? Ce ne è uno solo, uno solo dico, che si prende la briga di spiegarmi perché se il ministero da cui dipende si riorganizza o ha problemi economici, oppure l’ospedale in cui lavora viene chiuso lui non potrà essere licenziato “per motivi oggettivi” e tornarsene a casa con le sue brave 15 mensilità di “indennizzo”?
No perché sono curioso e, dopo aver sentito le ridicole difese di tassisti e notai, sono pronto a rimanere stupefatto di fronte ad un’articolazione logica che mi convinca della bontà dell’esclusione.

Premessa: non rompete il cazzo con abbiamo la famiglia, facciamo le notti, lavoriamo come i muli, lo stipendio è basso, ecc. Perché queste cose, cari statali, le viviamo pure noi che non prendiamo lo stipendio dal ministero e dei piagnistei lamentosi ne abbiamo fatto il pieno.

 

Per tutti gli altri, quelli che come me subiranno la manutenzione dell’articolo 18 come rappresentato in figura, un’altra eccezionale aumento della qualità della vita. Quando riceverete la vostra brava letterina di licenziamento con le 15 mensilità di indennizzo e vi dovrete recare in qualche ufficio pubblico per iscrivervi al collocamento, mandare una raccomandata o semplicemente farvi prescrivere gli antidepressivi, potrete assistere all’allegro cazzeggiare dei dipendenti pubblici, al loro affrontare la vita con serafica lentezza, al loro scomparire dallo sportello per motivi fisiologici che prevedono l’utilizzo di un telefonino, al loro rientrare al posto di lavoro con la busta della spesa piena, al loro timbrare e andare a farsi i cazzi loro, consapevoli che la tutela del diritto del lavoratore, nel loro caso, si spinge fino all’estremo dell’obbligo di reintegro anche di fronte a casi eclatanti come gli insegnanti pedofili e le infermiere rapitrici di neonati.

Eccola, finalmente, la guerra dei poveri. Ah, l’invito a spiegare il perché di questa illustre eccezione è esteso anche ai sostenitori di questo governo che su queste pagine si sperticano nel parteciparci l’ineluttabilità del cambiamento che, a quanto pare, in Italia e col sostegno del Professor Monti, si estende solo a certe categorie mentre altre possono continuare a godere del paradiso terrestre.

Allego significativa lettera reperita in rete.

 

Dopo una intera vita lavorativa trascorsa come dirigente del pubblico impiego confesso la mia profonda delusione dopo la dichiarazione del ministro Fornero sulla esclusione dei dipendenti pubblici dalla nuova normativa sull’art.18. Infatti ho vissuto a proposito esperienze esemplari.

Come direttore di una struttura sanitaria complessa con oltre 200 operatori ( Dipartimento di prevenzione di una ASL del Lazio), per garantire un minimo di efficienza e di produttività  ho dovuto lottare non poco contro quei dipendenti che consideravano il “posto pubblico” un diritto acquisito ormai inalienabile “a prescindere dal loro comportamento.

Ma la battaglia principale che purtroppo ho dovuto combattere è stata quella contro la corruzione e l’assenteismo che evidentemente sono prerequisiti fondamentali che un dirigente deve garantire insieme alla funzionalità dei servizi. In un solo anno due operatori del mio Dipartimento(che effettua molte funzioni di vigilanza) sono stati arrestati in flagranza di reato.

Ebbene in un primo caso di assenteismo conclamato reiterato ed ingiustificato dopo oltre un anno ed infinite procedure di tutela (vari livelli di commissioni disciplinari) la ASL è arrivata a deliberare il licenziamento di una dipendente : assicuro che questo succede solo in casi gravissimi ed estremi.

Il locale Pretore del lavoro ne ha stabilito il reintegro nell’arco di 15 giorni in base al famoso art.18 ( a quelli che ora chiedono che sia il giudice a decidere in ogni fattispecie di linziamento come in Germania domando se ritengono i nostri pretori del lavoro omologabili ai giudici tedeschi).

Ben più grave il secondo caso che ha visto la mia Direzione Aziendale arrivare a deliberare il licenziamento di 3 dirigenti veterinari, di cui uno con il ruolo di primario per gravissime irregolarità commesse.  L’istruttoria si è protratta per 2 anni tra fortissime pressioni rendendo addirittura necessaria l’istituzione di una Commissione esterna di primari di valenza nazionale che ha confermato tutte le responsabilità dei tre dirigenti.

Si può quindi dedurre che quando infine la Direzione Aziendale ha deciso il licenziamento non aveva di fronte altre alternative. Ebbene a questo punto è risultato che la normativa contrattuale dei dirigenti prevedeva “il parere” di una Commissione regionale composta di 3 persone tra le quali ,guarda caso, il rappresentante sindacale dei veterinari: risultato parere “sfavorevole” per vizi formali e blocco della delibera  di licenziamento con  reintegro dei veterinari sospesi. E vorremmo escludere proprio questo mondo da una revisione dei meccanismi di licenziamento?
fonte: Corriere


58 commenti su “Statali e Lavoratori Privati: Figli Legittimi e Figli di

  • Davide

    Caro amico Dellefragilicose,

    come dipendente pubblico ti faccio notare che i base alla legge Brunetta attualmente vigente chi venga posto per due anni nella fascia dei fannulloni può essere subito licenziato. Quindi in base alle norme ora vigenti si potrebbe licenziare un quarto dei dipendenti pubblici ogni anno.

    Comunque ritornando alla riforma sull’art. 18, se venisse applicata al pubblico impiego avrebbe effetti opposti a quelli che ha nel settore privato.

    Il datore di lavoro privato licenzia chi lavora di meno per avere più profitti.

    Il dirigente pubblico, che è messo lì da un politicante solo per fare gli interessi di un partito o di una cosca politica, licenzierebbe solo in base ad interessi politici.

    Un dirigente pubblico comunque non avrebbe nessun interesse a licenziare perchè non paga lui gli stipendi ma pantalone. Tra il resto se licenziasse qualcuno, a differenza del settore privato, lui non potrebbe assumere nessuno perchè la Costituzione prevede che per assumere nel pubblico impiego ci vuole il concorso pubblico. In ogni caso è anni che non si fanno i concorsi pubblici e gli organici sono sotto dimensionati perchè non si può sostituire nemmeno chi va in pensione.

    Quindi i licenziamenti nel pubblico impiego servirebbero solo a colpire chi non si piega o chi non la dà al dirigente di turno. I veri fannulloni, purchè abbiano conoscenze politiche, non sarebbero minimamente toccati dalla riforma dell’art. 18.

    Comunque trovo giusto che tutti i dipendenti, pubblici o privati, siano trattati allo stesso modo.

    Ciao Davide

    • Comandante Nebbia

      io sono stato licenziato perché non piacevo ai miei capi, politicamente nominati e sostenuti (allora da AN, poi PDL) da un’azienda privata quotata in borsa.

      Se tu credi ancora alla favola che le grandi aziende non sono politicizzate, allora si vede che non conosci il mondo dell’industria.

      Ti garantisco che a livello dirigenziale la lottizzazione politica è prassi comune in qualsiasi impresa privata del nostro paese.

      • Davide

        Caro amico Comandante,

        “Se tu credi ancora alla favola che le grandi aziende non sono politicizzate, allora si vede che non conosci il mondo dell’industria.
        Ti garantisco che a livello dirigenziale la lottizzazione politica è prassi comune in qualsiasi impresa privata del nostro paese.

        Vero. Però nella maggior parte del settore privato un industrale che licenzia un operario molto bravo fa un danno a se stesso. Può avvenire ma è molto raro.

        Voglio sfatare un mito: non è vero che i dipententi pubblici sono di più in Italia che nel resto d’Europa.

        Nel nord Italia sono in media di meno, mentre sono molto di più nel sud Italia.

        Quindi se si applicasse agli statali l’art. 18 a venir licenziati sarebbero i dipendenti meridionali, in particolare siciliani.

        Ciao Davide

        • Comandante Nebbia

          le “risorse umane” in termini di valore sono morte come il signor Olivetti. Oggi serve gente economica, sostituibile e che non rompa le balle. Scimpanzé.

          Il valore si cerca a telecomando con la consulenza, rubando idee alla rete e facendo marketing.
          Viviamo in un modo di plastica che non dà valore alla qualità, ma al presso.

          Sveglia Davide. Gli anni 70 sono finiti.

          • Davide

            Caro amico Comandante,

            “Sveglia Davide. Gli anni 70 sono finiti.”

            Non ho dubbi al riguardo.

            Comunque sopra ti ho detto che trovo giusto che tutti i dipendenti, pubblici o privati, siano trattati allo stesso modo. Quindi la pensiamo allo stesso modo.

            Ciao Davide

  • Davide

    Davide scrive:
    Il tuo commento è in attesa di moderazione
    Cliccando il link di verifica che ti abbiamo inviato via EMail, il commento comparirà immediatamente.

    Non posso linkare l’email perchè Mediaset ha cancellato la mia vecchia email
    davide333@jumpy.it.

    Ora uso l’email nascosta.

    Ciao Davide

  • Doxaliber

    Per i casi descritti dal dirigente ASL bisognerebbe chiedere conto ai sindacati. Quei sindacati che si girano dall’altra parte quando vedono stagisti e co.co.co. fare un lavoro subordinato e però poi alzano fuoco e fiamme quando si tratta di mandare a casa ladri, assenteisti e parassiti. In ultima analisi se siamo arrivati a discutere l’abolizione dell’articolo 18 è anche grazie a questi sindacati, quelli che si giravano dall’altra parte quando TREU introduceva la cosiddetta flessibilità in entrata senza creare nel contempo appositi ammortizzatori sociali, ma poi non si pongono problemi a difendere l’indifendibile. Sì e oltre ai sindacati bisognerebbe chiedere ai padri, ai cinquantennni, quelli che non si sono posti il problema dei figli mandati al massacro per quattro soldi. Quelli che i “giovani sono sfaticati e ai miei tempi si lavorava per 50 lire”. Ora che tocca a loro piangono? Quelli che pensavano e pensano ancora di risolvere il problema della precarietà del figlio chiedendo al politico mammasantissima della sua circoscrizione. Troppo tardi signori miei, ora tocca anche a voi l’uccello di fiamma.

    Sugli statali è un’ingiustizia, ma anche lì credo che ogni cosa avverrà a suo tempo. Prima gli statali non erano nemmeno sottoposti alla disciplina privatistica dei contratti di lavoro, ora sì. Prima o poi toccherà anche a loro. In fondo il caso Grecia insegna, quando non ci sono più soldi è dagli statali che si recuperano. Licenziamenti in massa, tagli lineari degli stipendi, blocchi degli scatti di anzianità. Arriverà il momento. L’importante è che se ne stiano lì tranquilli pensando che a loro non toccherà la stessa sorte, un po’ come facevano i nostri padri con noi lavoratori flessibili. Ora flessibile non lo sono più, però ho imparato a fottermene e come me tanti altri. I padri hanno allevato i propri nemici in casa perché pensavano che corruzione, malaffare, scambio politico, strafottenza e spese fuori controllo non li riguardassero, ora dovranno soccombere.

  • ansgarius

    caro gianalessio, ti prego di mantenere la grande lucidità dimostrata in altre occasioni. questo è un atto di guerra o meglio, di guerriglia tra poveri. non addossare semplicisticamente alla categoria dei dipendenti pubblici la “colpa” di voler sopravvivere. ben altre sono le colpe dell’attuale sfacelo della solidarietà sociale. io le attribuirei, altrettanto semplicisticamente ad un coacervo di corruzione, clientelismo e incapacità professionale assistita, che definisco: demenza programmata.
    Forse se ne potrà uscire, ma credo solo aiutandoci reciprocamente e non certo con la “guerra tra poveri” che la nostra, cosddetta classe dirigente sta portando avanti con tanto zelo.
    un abbrccio, (da un nefasto babypubblicopensionato) Ansgarius

    • Comandante Nebbia

      Salve, il benaltrismo, termine che mi pregio di aver inventato insieme a menopeggismo, non mi piace.
      E’ vero, è la guerra dei poveri. Ma quale altra guerra mi rimane? Quanti di quelli che leggono abbandonerebbero la loro sedia per fare la guerra al palazzo?

      Il disordine sociale, la rivolta interna, il caos, l’aggredirsi reciprocamente sono risultati ineluttabili delle politiche restrittive discriminatorie.

      Mi spiace, ma se sei un baby opensionato e toccasse a me decidere, ti toglierei la pensione. Ridurrei ad un massimo di 3000 euro al mese le restanti, ecc.

      Non si può pretendere che quando arriva l’alluvione quelli del primo piano crepino senza fare rumore mentre quelli dei piani alti guardano la tv e non riescono a sentire il programma.

      La mia disgrazia sarà il vostro caos. E’ un avvertimento, ma soprattutto una minaccia.

      • Gilda

        Io mi alzerei dalla sedia, ma vorrei prima saperla fare la guerra. 🙂

        Comunque, non so se quello dell’alluvione e del palazzo e’ l’esempio più adatto: in fondo l’alluvione che ci riguarda non e’ un fenomeno cosi’ naturale e incontrollabile come, appunto, un’alluvione.
        Il fatto e’ che quest’alluvione potrebbe benissimo non essere un’alluvione, se le cose fossero fatte bene e in modo disinteressato. Sarà che ancora non appartengo a una categoria di lavoratori (e sono quindi estranea a certe dinamiche) ma io il problema non lo vedo tanto nel fatto che c’e’ qualcuno che non rimane inculato, quanto che c’e’ qualcuno che ci rimane. Anzi, neanche in questo: il problema lo vedo nella società italiana che va a rotoli quotidianamente in ogni ambito, e nell’atteggiamento “menefreghista” del governo di turno che invece di risolvere i problemi (o quantomeno provarci) si accontenta di mettere qualche toppa (neanche ben cucita) qua e là, e nello stesso menefreghismo della gente che finche’ non viene toccata direttamente da un problema, non crede neanche nella sua esistenza (figurarsi, quindi, nella possibilità di risolverlo).

        p.s. ogni tanto ricevo strane mail da mc a proposito di commenti apparentemente inesistenti..

        • Comandante Nebbia

          la risposta è e rimane il caos. Se sei tra quelli che affogano di chi è in scialuppa hai il diritto di fottertene se non ti stendono la mano per tirarti su.
          Si rovesci pure la barca. Non è il paradiso a cui si ambisce e la solidarietà è una cazzata per tenerci buoni.

          Pane per tutti, magari non tanto, ma per tutti. ordine e amicizia. Molto pane per alcuni e fame per altri=paura, caos, disordine.
          Questa è la vera rivoluzione, fottersene delle regolette del cazzo secondo le quali devi prenderlo nel culo e stare zitto. Se aspetti che i bolscevichi si affianchino a te per assediare il palazzo d’inverno finisci sotto un ponte.

          la paura è un’arma e va usata.

  • ivana

    sono una dipendente postale, lavoro in un grande centro, non a contatto con il pubblico , che entrasse in vigore anche per noi l’articolo 18 , non ci rimarrebbero che 4 o 5 persone su 800 che siamo

  • Antonello Puggioni

    Hai detto bene: eccola, finalmente, la vera guerra dei poveri. Ci sta pure un mio personale interrogativo, puramente ozioso: se finiranno per mandarci in pensione a 70 anni e oltre, com'è che il sottoscritto, a 49 anni, è troppo vecchio per lavorare?

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      Giovanotto, io ne ho 52 e ogni mattina mi devo tingere i capelli se no non mi fanno entrare. A 70 non ci arrivi, stai tranquillo. Se è questo che ti preoccupa non hai considerato gli effetti della malnutrizione, della mancanza di cure e del dormire col riscaldamento spento. Appena crepo ti vengo a trovare nel sonno e ti racconto.

    • Antonello Puggioni

      Io non ho più capelli. Ma se crepando, e le condizioni al contorno ci sono tutte, potessimo andare a togliere il sonno di chi dico io ti aspetto con trepidazione.

  • paolo

    premesso che comprendo benissimo la logica della guerra tra poveri etc etc etc. ma non me ne cala nulla… io la penso come segue

    i baby pensionati vanno mandati a fare lavori socialmente utili da subito sino ai 65 anni, pena la privazione della pensione. Vanga in mano a pulire le scoline delle strade per evitare che due gocce di pioggia si traformino in una alluvione (o che due fiocchi di neve paralizzino una città)

    non ci devono essere pensioni superiori a tot eur – diciamo 3000 ? , comprese quelle già erogate.

    gli enti inutili con stipendi a 4-5 zeri per non fare proprio nulla da decenni vanno immediatamente chiusi ed i loro impiegati inviati alla rai per un nuovo reality che si chiamerà “La Miniera” e che dovrebbe risollevare gli ascolti della povera (nostra) azienda

    gli statali devono essere assimilati in tutto e per tutto ai lavoratori privati.
    a chi viene preso a rubare perchè timbra e va in giro a fare i cazzi suoi o perchè percepisce emolumenti fregandosene della qualità e salute pubblica, va pignorato ogni bene, suo e dei familiari di primo grado, e messo all’incanto.
    ..per la verità riguardo agli incarichi pubblici di una certa levatura io sarei per la soluzione di una volta “alla romana”: quando ti vengo a prendere se ti sei suicidato allora bene lascio tutto agli eredi, se ti trovo vivo e ti devo campare in galera allora mi prendo ogni tuo bene come fondo spese anticipato e vendo i tuoi figli al mercato degli schiavi – oggi rinominato Mercato Fornerino della Flessibilità in Ingresso.

    ma finitela una buona volta di difendere l’indifendibile che la produttività cortesia e puntualità di voialtri lavoratori del pubblico la conosciamo ormai tutti avendola testata più volte.. Forti e arroganti con i deboli , deboli e servili con i forti, ecco quello che siete.
    E basta anche con la storiella che ci sono tante brave persone che si sobbarcano il lavoro degli altri che non fanno niente, chi se ne frega !
    non si vedono, non le incontro mai quando ne ho bisogno negli uffici pubblici e soprattutto se siete tanto bravini perchè non fate lavorare anche tutti gli altri ??? a me nessuno dei colleghi si permette di farmi lavorare il doppio anche per lui… come mai ?
    valà che è piu comodo fare finta di niente, non farsi nemici che tanto i problemi sono degli altri, perchè voi invece quando avete necessità di una risposta o di un qualsiasi riscontro da parte della PA sapete bene come fare, sapete quali canali interni attivare e quindi il problema della inefficienza dei colleghi fannulloni alla fine non vi tocca mai in prima persona.

    e per finire mi fanno sorridere i commenti qui sopra, veramente pensate che nel privato verra licenziato chi lavora meno allo scopo di fare piu profitto ??
    sveglia !!!! per fare piu profitto verrà licenziato chi costa di più e chi non si piega ad una nuova forma contrattuale proposta al ribasso.
    e chi saranno mai questi soggetti che non vogliono il Bene della Nazione ? forse quelli che in passato si sono sbattuti di più e proprio per questo guadagnano di piu e non vogliono accettare lo svilimento della professionalità ?? (quella vera non quella degli Albi dei professionisti della minchia).

    il tutto nella logica che, molto presto, qui la professionalità non servirà piu a un beneamato pene, visto che già siamo periferia del mondo e del mercato.
    quello che servirà qui, per i lavori che ancora saremo gentilmente autorizzati a svolgere in loco, sarà una massa di lavoratori poco istruiti e scarsamente preparati , poco consapevoli e per nulla politicizzati, poco legati all’ambiente ed ancora meno ai colleghi.
    in una parola ? …sostituibili. Con tutto ciò che ne consegue.

    Scordialmente
    paolo

  • Davide

    Caro amico Paolo,

    “gli statali devono essere assimilati in tutto e per tutto ai lavoratori privati.”

    Se conoscessi le norme sul pubblico impiego scopriresti che dal punto di vista giuridico i pubblici dipendenti sono in una condizione di svantaggio rispetto ai lavoratori privati. Questo dal punto di vista giuridico, mentre la realtà è differente.

    Comunque attualmente non esiste nessuna legge che vieta di licenziare i dipendenti pubblici. Se i licenziamenti non avvengono è solo per motivi politici.

    Introdurre la riforma dell’art. 18 nella Pubblica Amministrazione senza cambiare le norme che la regolano, non avrebbe pressochè nessun effetto. Anzi rispetto alle leggi attualmente vigenti renderebbe, di fatto, ancora più difficile licenziare un pubblico dipendente.

    Ciao Davide

    • paolo

      Caro Davide
      innanzitutto grazie per la pacatezza nel tuo commento che io non ho invece precedentemente usato, sono in linea di massima consenziente alla tua analisi amministrativo-legale.
      in alcune occasioni probabilmente non si licenzia per motivi politici, pubblico poi vuol dire tante cose, tante realtà, dagli immobiliaristi aci e siae alla maestrina che lotta per un posto di ruolo a 500km da casa.
      ma la solidarietà di casta tra i pubblici dipendenti tutti, basata su ritmi di lavoro completamente avulsi dal mercato dei servizi, su mutui a tassi agevolati, su linee di credito differenti, su orari ridotti, su prepensionamenti, e su tutti quei vantaggi non solo economici che non saprei come definire se non rendite di posizione, ha sinora impedito in ogni settore di isolare i fannulloni e di defenestrarli. Non ultimo, scusami mi ripeto, il fatto che chi è all’interno non debba sottostare ai bizantini processi cui invece sono sottoposti gli “altri” .
      Allora credo che prima di invocare la solidarietà dell’Internazionale dei Lavoratori, sia necessario dimostrarla da ambo le parti a fatti e non a chiacchere.
      La prossima volta che devo prendere una mattina di ferie per svolgere di persona una pratica che in qualsiasi paese civile (parlo della Cina non della Svezia) si fa in 10 minuti , proprio in funzione della decantata solidarietà tra lavoratori allo sportello gradirei trovare competenza ed efficienza, o perlomeno volontà, in presenza della quale mi accontento anche se manca la cortesia. buona serata

  • Vittorio Mori

    Io ho 39 anni, lavoricchio in proprio, sono tra quelli “fortunati” che hanno il “culo al caldo”, come in genere si dice qui dentro. Antico proverbio recita “chi è sazio non può capire chi ha fame”, indi non riesco ad esprimermi sulle guerre tra poveri. Io sono un uomo che cerca la pace, forse perché se lo può permettere, e soprattutto perché non ho figli, ed ho anche un po’ accantonato il progetto di fare famiglia, visto come vanno le cose in Italia. Però, ecco, una cosa, sono certo di averla capita. La rivoluzione francese non si è fatta tramite accorate lettere, marce della pace o sit-in. E’ stato uno stramaledetto, caotico, orribile, bagno di sangue. Però è stato forse l’unico modo per fa sì che i ricconi (cosiddetti nobili) del tempo mollassero parte delle loro enormi rendite di posizione. Io sto vedendo un ritorno ad una situazione simile, in Europa. La compressione della cosiddetta “classe media” verso il basso, e un’elite ricchissima, che si serve di ventriloqui ben vestiti (i cosiddetti tecnocrati) che ci spiegano che “deve essere così” – per delle ragioni squisitamente matematiche (???). Ritengo sia fisiologico un ritorno a situazioni caotiche e di tutti-contro-tutti. Tutto qui (e scusate se ho detto delle ovvietà).

  • Bruno Carchedi

    Caro Dellefragilicose,
    ti ricordo che la Corte di Cassazione negli anni ha più volte stabilito che lo Statuto dei lavoratori, e quindi anche l’art. 18 nella nuova versione che consentirà i licenziamenti arbitrari, si applica anche al settore pubblico e che la Fornero non più di due giorni fa ha dichiarato: “Non era nel mio mandato e potere intervenire sugli statali. Questo non vuol dire che non interverremo. Il governo valuterà cosa deve essere fatto. Se ne occuperà il ministro Patroni Griffi”.
    Aggiungo che la divisione fra i lavoratori, questa volta fra quelli che lavorano nel privato e quelli che lavorano nel pubblico (non statale, ma pubblico) è una tecnica padronale vecchia come il mondo e che bisognerebbe stare attenti a basare le proprie analisi sulla base di una sola lettera di un dirigente Asl pubblicata, non a caso, sul Corriere.

    • Comandante Nebbia

      Buonasera Carchedi,
      Dellefragilicose se moi. L’occasione mi è gradita per dirle che mi piacciono molto i suoi articoli anche se, a volte, mi appaiono ingenui in alcune considerazioni. Ovviamente non è colpa sua, ma del diverso sentiero che da anni ho imboccato dopo aver, probabilmente, percorso parte della strada su cui si trova lei.

      Nel merito, caro Carchedi, è mia opinione che la “solidarietà di classe” sia una delle leve sulle quali chi sta plasmando il futuro di questo paese.
      Io faccio la guerra dei poveri perché, come già detto, la guerra al palazzo non si farà mai proprio perché si preservano sacche di privilegio facendo pensare che facendo i buoni ci si potrà salvare.

      E’ il sistema che usavano i nazisti per controllare migliaia di ebrei nei campi di concentramento con pochi uomini., è il sistema che usano le aziende prima di licenziare dichiarando gli esuberi, ma senza mai individuarli in modo che molti pensino di essere al sicuro e continuano a far funzionare la baracca.

      Io dico, invece, che se c’è guerra c’è per tutti e se il signor statale si sta chiuso in casa invece di scendere in piazza perché il governo lo ha garantito, lui non è garantito da me. Il disordine e il caos sono side effects che il signor Monti non può cancellare perché noi abbiamo la “solidarietà di classe”. La paura e l’incertezza sono l’unica leva posso attivare e lo faccio.

      Mi perdoni, non intervengo sulla questione relativa alla corte costituzionale. Ecco, la ascriverei ad uno di quegli aspetti che, prima, ho definito ingenui sperando che lei non se ne abbia a male. Non mi veniva un termine più eufemistico. Confido nella sua indubbia intelligenza.

      • Davide

        Caro amico Comandante,

        “Io faccio la guerra dei poveri perché, come già detto, la guerra al palazzo non si farà mai proprio perché si preservano sacche di privilegio facendo pensare che facendo i buoni ci si potrà salvare.”

        Forse perchè sono tendenzialmente di destra, ma faccio un po’ fatica a capire i tuoi ragionamenti.

        Non ho mai creduto alla cosiddetta lotta di classe. Intanto non capisco chi sarebbero i buoni e i cattivi.

        Che la società italiana sia piena di privilegi e semi privilegi (notai, tassisti, ordini professionali, dipendenti pubblici ecc.) è vero. Però in Inghilterra è stata la Thatcher, un governo di destra duro, che ha abolito tutti i privilegi alle categorie sopra elencate. Ha fatto delle ferocissime liberalizzazioni che non hanno risparmiato nessuna categoria.

        Non per questo i poveri alla fine sono stati meglio. Anzi sono aumentate le diseguaglianze. La stessa cosa è avvenuta in quegli anni con i presidenti di destra negli USA.

        Quindi è giusto togliere tutti i privilegi, ma non credere che poi la cosiddetta guerra di classe sia più facile.

        Comunque per tornare ai dipendenti pubblici torno a ripetere che dal punto di vista legale non esiste nessuna norma che vieti i licenziamenti. Aggiungere la riforma della Fornoro non avrebbe assolutamente nessun effetto.

        Già adesso ci sono norme che prevedono il licenziamento per i dipendenti pubblici in eccesso. Ho letto un rapporto di Ricolfi che dimostra che il 90% dei forestali calabresi o la metà dei dipendenti pubblici della regione Sicilia sono in esubero.

        Se non vengono messi in mobilità non è per problemi giudiridici ma solo politici. Quindi questo discutere della riforma Fornero al pubblico impiego lo trovo una presa per il culo.

        Ciao Davide

        • Comandante Nebbia

          i buoni sono quelli che fanno i miei interessi, i cattivi sono quelli che mi creano problemi.

          il resto non mi interessa. non è certo per i motivi di cui parli che non è stato estesa la modifica ai dipendenti pubblici. rischiava di crollare il castello di consenso su cui si regge l’oligarchia al potere. Sicilia, campania, puglia e secondo me pure lombardia stipendiano centinaia di migliaia di elettori. il caso della sicilia è infame.

          • Davide

            Caro amico Comandante,

            “i buoni sono quelli che fanno i miei interessi”.

            Vero. Vedo che hai capito che io sono buonissimo.

            Ciao Davide

          • Davide

            Caro amico Comandante,

            “bene, ti mando l’IBAN del mio conto svizzero.
            in funzione dell’accredito sarai più o meno ricordato nelle mie preghiere”.

            Spiacente ma io pago solo in contanti. Da uomo a uomo senza intermediari.

            Ciao Davide

          • Comandante Nebbia

            italiani. al dunque c’è sempre la scusa pronta.
            come diceva quel film?
            tutti chiacchiere e distintivo.

            a noi manco il distintivo, solo le chiacchiere.

            mandami il tuo che ti mando 10 euro per simpatia cos’ ti mangi un gelato alla mia salute.

          • Davide

            Caro amico Comandante,

            “mandami il tuo che ti mando 10 euro per simpatia cos’ ti mangi un gelato alla mia salute.”

            Grazie ma non mangio gelati. Comunque brinderò alla tua salute.

            A proposito è bello il tempo in val Pusterei? Da noi oggi ha fatto un brutto temporale.

            Ciao e buona notte.

            Davide

  • Gianluca Borsetti

    Ve la racconto per gongolarmi, perché vi seguo e mi siete simpatici ma é una scena che la sera di questo famoso 23 marzo sarà capitata in altri uffici di questa fantastica Italia. 
    Situazione: azienda sana con lavoro, mercato mondiale, stabilimento nuovo, investimenti ponderati a lungo termine, fatturato reale e importante, Europa e Regione hanno anche aiutato per le oltre 100 persone nuove e assunte a tempo indeterminato in meno di 8 anni più le ultime 20/30 assunte gli ultimi due anni solo con agenzia interinale. Rara e invidiata realtà locale ma é finita la pacchia dei tempi indeterminati, abbiamo anche un primo piccolo calo ma nulla di preoccupante, piuttosto c’é qualche cliente che non paga.
    Ore 19 del 23 marzo. Io, tra i primissimi assunti, salgo in ufficio: “Buonasera, mi scusi il disturbo, sotto i dipendenti mi chiedono dell’art. 18 e io rispondo che non é cambiato nulla. Il reintegro sul posto di lavoro anche se era legge veniva spesso sostituito con 6 mensilità o qualcosa di più”.
    Papi (soprannome affettuoso del mio datore di lavoro): 
    “Si, é vero, si arrivava anche a 15 mensilità ma non é ancora passato in parlamento, é tutta una barzelletta per far contenti i sindacati”. 
    Io: “Si ma ora siamo arrivati a 27 mensilità. Comunque per ora sta passando, sono aggiornato”.
    Cerco sotto le righe di ricordargli l’iPhone che mi ha già sgamato diverse volte sul posto di lavoro, già che ci sono. 
    Papi: “E quindi?”.
    Io: “E quindi io ho 31 anni e diversamente da molti qui non sono sposato, non ho figli, non ho il mutuo, la vettura é pagata. Fosse per me che non mi indebito la nazione sarebbe già in bancarotta, mi piace avere giuste esigenze, insomma, quando li potrò vedere tutti assieme quei soldi in una volta sola?”
    Papi: “Ma sei venuto a chiedermi 27 mensilità?”. 
    Prende la sua piccola calcolatrice nascosta e fa 2500€ lorde per 27 uguale a… non dice la cifra: “Ma é una rapina, 10 come te e io chiudo”. 
    Io: “Ho capito ma se domani il Sole 24 Ore titola che un posto di lavoro puo valere 60/70 mila Euro lordi non dicono mica nulla di sbagliato. Ci sono anche 10.000€ di TFR. Io sono venuto a parlarle da persona civile, un po’ ormai mi conosce”. 
    Papi mi guarda, sorride, rispettabilissimo, mi ha sempre colpito la sua somiglianza con Tremonti, la stessa “erre”, gli occhiali, ora anche un po’ l’età, sempre i diversi Sole 24 sulla scrivania: “Ma io non ti licenzio”. 
    Io: “Come no? Sono sempre in ritardo quando faccio il turno del mattino, lavoro con due cellulari, quando posso o sono fuori a fumare o alla macchinetta del caffè”.
    Papi: “E io non ti licenzio, ti faccio vedere una cosa, guarda quanti CV arrivano tutti i giorni”.
    Si alza, apre uno scaffale, mi indica in basso, mi dice che sono gli ultimi 6 mesi, una pila di 30/40 cm, impressionante, un po’ la cosa mi spaventa, mi fa vedere quelli arrivati nel pomeriggio, li lasciano nella buca, lui li legge sempre tutti, da lodare, io non so se troverei il tempo e la voglia.
    Io: “A me ogni mattina invece arriva una mail con 20/40 annunci di lavoro, ne tolga l’80% di fasulli, insomma, qualcos’altro trovo e comunque quando li metterò da parte tutti quei soldi, un pacchetto di sigarette costa 5€, 20€ di benzina sono 11 litri, giro con un duemila. Sa che vivo nell’alloggio del notaio, pago tutto e tutti ma la vita é oramai troppo cara. Con quei soldi me ne vado in America, ho un amico che mi aspetta. Hanno anche abbreviato i tempi e i modi per licenziare, é più facile.”
    Papi mi sorride ancora: “Ma io non ti licenzio.” 
    Io: “Lunedì faccio il primo, cosa facciamo, sa che faccio fatica ad arrivare alle 5, mi viene a prendere lei a casa così non faccio ritardo?”.
    Papi: “Ma se arrivi in ritardo devo farti la lettera”.
    Allora gli sorrido io: “Va bene, allora ci teniamo aggiornati”.
    Povero Papi, anche se é sabato pomeriggio sto lavorando più volentieri, gli “voglio bene”, abbiamo un sacco di spese e ora abbiamo anche 27 mensilità da tirar fuori per un dipendente che sogna gli States. 
    Sempre che non cambino la legge ma sono fiducioso di questo governo. Non vedo così tanto clamore. 🙂

    • Comandante Nebbia

      Sei proprio bravo Gianluca e pure simpatico.
      vedi caro, dopo i tassisti, i notai e gli statali ecco un’altra categoria quella dei 31enni che guadagnano 2500 al mese, che hanno il sogno dell’america e a cui le 27 mensilità farebbero un gran comodo.

      Vedi che ho ragione quando dico che siamo all’ognuno per se Dio per tutti? A te fa comodo, a me che ho 52 anni, famiglia e debiti da pagare no. Scomettiamo che se mi cacciano a calci in culo le 27 mensilità me le mangio in due o tre anni e poi a 55 anni che faccio?

      E’ per questo, simpatico Gianluca che anche tu, che pensi che stai per fare un affare, devi capire che dovrai veramente andare in America perché qui, chio non ha niente da perdere non andrà a morire sotto un ponte per non dare fastidio e mettendosi in un sacco di plastica per non puzzare.

      • Gianluca Borsetti

        É realtà, cronaca. Non sono palle. 
        La legge non é comoda per nessuno e molte volte non lo é stato neanche per me ma credo più nella mia costituzione  che in qualsiasi Dio e quindi mi attengo nei limiti della mia approvazione a rispettare la società in cui vivo e non creare disordine. 
        Sono stato l’unico a non firmare a lui in persona l’approvazione per le telecamere interne e sulla macchinetta del caffè. 
        Io non ho neanche mai formulato un giudizio personale su questa cosa.
        É un vizio di forma della democrazia in cui vivo che permette a chi ha le possibilità economiche di avere legittimamente da un giudice il permesso di vedere cosa mangio e cosa bevo. Questo é solo l’esempio più innocente di cosa vuol dire sapersi muovere con i soldi. 
        C’é anche da dire che ci va più fegato oggi ad essere un imprenditore quotato e onesto allo stesso tempo. 
        Quando hai una srl, magari importante lo stato viene sempre a bussare perché ti trova e il cancello devi aprirlo, puoi scappare qualche volta se puoi e sei capace ma paghi lo stesso e le sue preoccupazioni non le vorrei veramente, grazie. 
        Se hai realtà del mondo devi essere molto interessato a tutto ciò che accade attorno a te per comprenderlo e sperare di vivere in un posto migliore. 
        Io non sono un professore di italiano ma credo di comprenderlo bene. 
        La legge é chiara, semplice e ha dei dati: dai 15 alle 27. Stop. 
        É 50 anni che vediamo che a qualcuno può piacere una legge e ad un’altro no. 
        E se siamo in questa situazione dove 11 litri di presunta benzina costa 20€ o che devo anche solo immaginare un mutuo ciclopico per la famiglia in un posto di lavoro in Italia dove é pazzesco tutto ciò che succede ma di certo io non c’entro nulla.
        70mila miliardi di PIL mondiale e un milione di miliardi in realtà in circolazione. 
        Credimi, comunque vada ci si scanna tra poveracci. 

        • Comandante Nebbia

          non metto in dubbio nemmeno una virgola della tua storia. anzi te ne racconto un’altra. Persona, molto valida, assunta da un po’, Azienda in leggera crisi. Ieri mattina lettera di licenziamento, Motivo: se passa la legge ti devo dare 27 mensilità. Ora ti faccio un regali perché ti do la liquidazione senza che passi dal giudice. E quello che facevo io? Prendo uno in prova a contratto a tempo determinato e poi lo cambio. Vorrà dire che pago di più il commercialista.

          Ora, quello che per te suona come un’opportunità, per un altro è significata la strada. Lo so che a te conviene l’ordine, ma a lui no.
          Chissà come andrà a finire. Certo, se uno vuol dormire, la gente che fa chiasso è fastidiosa, ma chi non ha alternativa continua a far chiasso.
          Che dobbiamo aspettare che quelli che stanno a posto supportino quelli con sedere nella pzzanghera in nome della “pace tra i poveri”?

          Bene. Incominciamo a prenotare i pullman per notai, evasori, tassisti e impiegati comunali per la prima manifestazione contro i licenziamenti per abbassamenti costo del lavoro. 500 bastano? No facciamo 1500 va, che sicuramente ci sarà un sostegno grandioso.

          Io credo che tu te ne fregherai quando mi licenzieranno. Sono sicuro che leggerai la notizia e poi ne discuterai con i colleghi alle macchinette. Forse ci ropenserai se troverai la macchina bruciata, ma questo è il paese nel quale stai andando a vivere. 27 mensilità e 10k di liquidazione, vai pure in America. Ti consiglio il New Jersey. Ci ho vissuto a lungo ed è lo stato con il miglior rapporto qualità/natura.
          Io, che sono salernitano poi, passavo le serate con due amici della polizia originari della provincia di napoli a rompere il cazzo ai nigga. Loro si divertivano un mondo. Io non tanto.

          • Gianluca Borsetti

            Davanti ad una telecamera non chiacchiero e per i colleghi sono discorsi difficili o inutili e l’entusiasmo può esserti anche passato da un bel pezzo. 
            Io le cose preferisco dirle davanti e ammettere, non ho nulla da nascondere, mi piace vivere in pace. 
            Si ha una soluzione trovando due problemi che si incontrano ma devono essere capaci. 
            Pensi che sia una soluzione definitiva?
            Quanti conoscevano l’articolo 18?
            E da quanto tempo se ne parla fuori dalla quotidianità dell’isola felice che é l’Italia di quelli ancora fortunati che lavorano?
            Di quelli che un lavoro non lo trovano e non perche non lavorano e basta, ascolto storie terribili.
            Quante persone sarei dovuto andare a denunciare in quello che ho visto da quando ho 16 anni?
            Tutti vedono, nessuno parla. 
            Grazie del consiglio per gli States, sinceramente non so ancora, quando hai i soldi per gli avvocati é un Davide contro Golia. 

          • Gianluca Borsetti

            Io ho esposto un fatto accaduto. Rileggendolo riscontravo molti argomenti attuali in cui rispecchiano molti problemi che accadono in Italia. 
            Prima fra tutti la pila di CV, credimi il mio infilato li in mezzo contava quanto gli altri, non mi sono mai fatto aiutare da nessuno. 
            Le agenzie interinali e di selezione servono prima alle aziende e poi ai giovani. 

          • Comandante Nebbia

            No guarda che mi sei simpatico davvero per quel poco che ti conosco e il tuo commento è molto significativo.
            Lo posso pubblicare come articolo su MC? Magari in forma anonima se preferisci.

          • Gianluca Borsetti

            Buona Domenica comandante, non ho dormito stanotte, non perchè pensavo di avere i soldi in tasca ma piuttosto il contrario, so benissimo che il licenziamento dev’essere illegittimo e la mia é solo una buona provocazione in una situazione singolare ma reale. 
            É possibile anche che domani a fine turno al mio titolare per la prima volta venga a controllarmi e che non gli piaccia come ho scopato per terra. Ha tutto il diritto di farmi una bella lettera, tanto per premunirsi anche lui.
            Se non le vivi in prima persona certe cose non puoi arrivarci ancora di più se sei un ministro professore. 
            Grazie per l’appoggio, molte volte non è facile confrontarsi con gli altri, credevo addirittura di essermi rincoglionito ed essere il solo a pensarla in questo modo. 
            Un po’ mi sono pentito ad aver messo in mezzo il racconto del mio posto di lavoro dove molte cose funzionano come devono funzionare per legge oltre ad essere assunto e pagato come esige anche il buon senso civico e morale, magari non perfettamente al 100% ma meglio che montare mobili a 20€ al giorno, in Grecia pochi sanno che ad un colloquio presso un’azienda che voglia assumere si parli oggi di 18€ al giorno, in regola. 
            Voglio anche aggiungere che non sono affatto un lavativo approfittatore e il bello che non sono neanche un leccaculo; ho sempre potuto con educazione, rispetto e un po’ di normale informazione confrontarmi con persone che valgono come esperienza di vita e lavorativa molto più di me.
            Non ho assolutamente esagerato o inventato qualcosa in quello che ho scritto e in quello che ho capito, se il licenziamento non viene “proceduralmente” eseguito dal datore di lavoro in modo perfetto l’indennizzo è per legge garantito. Lo stesso ministro più volte sintetizza verbalmente con l’opzione o indennizzo o il reintegro via giudice senza vie di mezzo, esattamente il contrario di quando afferma dopo che ci sono situazioni e situazioni.  
            É curioso voler anche notare che ripete il numero di queste 27 mensilità con spessore e orgoglio, devo aggiungere che i sindacati in realtà  chiedevano anche di più? Non ricordo se trenta o trentatré. In Inghilterra si arriva a 80000£. Qui il testo ufficiale limita il mio caso a 14 ma premia per l’anzianità fino a 27. 
            É curioso. Un sacco di cose di questa riforma non sanno quali conseguenze avranno, alcune esattemente.
            Io vedo piuttosto piccole attività che non pagano una, la mensilità puntuale, figurati 27 e chiudono pure. 
            Non si capisce più chi sta comandando nella guerra dei consumi in questa crisi di consumi. 
            Ma li mangiano letteralmente questi soldi? Si parla solo di soldi, che non ci sono. 
            Quante grosse aziende abbiamo in Italia? Una ed é Confindustria, se sei un pesce piccolo sono problemi tuoi. 
            Per competere devi investire secondo il mercato. Le mie 27 mensilità sono un indice infimo rispetto ad un punto percentuale di un titolo in Borsa. 
            I giochi li fanno i grandi, é l’Europa che lo chiede. 
            Ai miei colleghi ho piuttosto detto che negli USA non hai il posto fisso ma hai una professione e ti fai il culo come qua ma ti parlo di 1000/1500 dollari lordi la settimana di contratto a norma in un posto dove con 15 dollari fai il pieno e 30€ ti compri le scarpe nuove. 
            Cercando notizie nel web nella notte oltre ad aver letto il testo ufficiale, ho riscontrato che non sono il solo ad avere questi dubbi. Il Sole24Ore titola “l’indennizzo diventa regola”, Italians di Severgnini titola addirittura con “Ma io lo provocherei, un licenziamento per avere 15 mensilità!” e ancora La Stampa riporta una pagina del Sole24Ore del 24 marzo che titola: “Non sono chiari i criteri da adottare in tribunale, molta discrezionalità per le decisioni dei giudici”. Ma va? É fino adesso dov’eravate? Non fa notizia o solo per i sindacati?
            Avevo trovato anche un articolo dove riportava i dati dei reintegri decisi dal giudice e sono molto bassi, tipo un centinaio a livello nazionale, quest’ultimo sta sempre un po’ dalla parte del lavoratore e cerca sempre di disporre il reintegro ma solitamente è concesso al lavoratore la scelta e preferisce i soldi. 
            Non é il caso di farne un articolo, anche se inizialmente volevo pubblicarlo come tale. Fino ad ora i provvedimenti disciplinari sono state situazioni molto sofferte e labili per entrambe le parti. 
            Simpatico piuttosto il recente account su Twitter di @elsafornero con un solo tweet: 
            “Buongiorno amici di Twitter. Tra poco inizierò a “twittare” anche io… Il tempo di imparare.”
            Gli é stato subito risposto: 
            “@ilFranti: “@elsafornero: Buongiorno amici di Twitter. Tra poco inizierò a “twittare” anche io… Il tempo di imparare.” Ma quanto ci metti? LICENZIATA”
            Mi sono sentito di aggiungere questa mattina: 
            “@ilFranti, 15/27 mensilità appena assunta a meno che il datore di lavoro esegua un licenziamento perfetto. Dico bene @elsafornero ? Grazie. ”
            Speriamo non sia un fake piuttosto che mi risponda.
            Immagina quegli ex-extracomunitari  che vorrebbero tornare al loro paese con 27 mensilità o una persona veramente appena assunta. La fantasia fa brutti scherzi. 
            Sarei il primo, qui in Italia sono una banda di matti da legare. Potremo parlarne per ore. 
            Vuoi uno spunto? Perché a volte ci vogliamo così male usando la legge e ci vogliamo così bene violandola?
            Sono io quello sbagliato?

          • Comandante Nebbia

            No, non sei quello sbagliato, vedi la cosa dal tuo punto di vista.
            Cosa sono 27 mensilità per te? 27*2500=67500
            come te le tassano? come tfr? allora gli togli il 23%, diventano 51975 nette. Mi hai detto di aver maturato 10k di buonuscita che mappano a altri 7 netti. Facciamo conto pari: 60k

            Se sei un tecnico superspecializzato e trovi lavoro nel giro di 3,4 mesi hai fatto un affare. resta da chiedersi perché se sei tanto bravo il tuo vecchio datore di lavoro ti ha cacciato. Era in crisi? Allora i 60k li vedi col binocolo. Mettiti in fila con gli altri creditori.

            Se poi non sei questa specie di Messi del tuo lavoro, incomincia a guardare veramente le offerte di lavoro che ti arrivano: tempo determinato, stage, 1200 euro al mese alla massima professionalità, trasferimento in culo al mondo, automunito, orari flessibili. Insomma, quando sei per strada non sei tu a dettare le condizioni,
            Con 60k, se hai casa di proprietà, senza mutuo, campi un paio d’anni. In due anni trovi un nuovo lavoro che ti soddisfi? Forse sì, ma forse anche no.

            Cpn 60k ti puoi mettere in proprio? Hai un mestiere, una professione? Certo, non è che senza di te, fino ad oggi, la gente non ha vissuto.
            Vuoi andare in America? Benissimo. Le case costano poco. Quello che compri qui a 400k là lo prendi a 200k$. Ma col fitto ti uccidono, perché l’america è terra di nomadi che cambiano continuamente lavoro e posto. Con 60k ci vivi un anno e mezzo, devi prendere la green card e trovare uno sponsor. Auguri.

            Il lavoro dipendente è un patto: uno privilegia una rendita bassa, ma costante e se fa il suo dovere riceve in cambio una stabilità che è parte integrante della retribuzione.
            Se uno vuole i quattrini, col cellulare che suona a ogni ora e il rischio di rimanere disoccupato dalla sera alla mattina fa il freelance, ma in questo caso becca 3,4k a botta come un puttanone di lusso.

            In Italia si vuole creare una sorta di ibrido. Il freelance con lo stipendio del dipendente a tempo indeterminato. Va molto bene a chi, in generale, deve abbassare il costo del lavoro, ma non incoraggia l’occupazione, non apre ai consumi e introduce solo caos e entropia che, a mio parere, saranno serviti senza risparmio sulle tavole di tutti.

            scusa gli errori, ma la sera sono praticamente cieco

          • Gianluca Borsetti

            Buongiorno Comandante. 
            Chiedo venia anche io per gli errori, scrivere non é il mio mestiere anche se mi piace molto. 
            Approvo e condivido cosa ha scritto. 
            Cosa aggiungere? L’ennesimo governo ha creato l’ennesima cazzata? Forse. 
            É uscito anche che il tutto potrebbe essere incostituzionale proprio perché il diritto al lavoro é fondamentale. 
            A questo punto valeva mettere nero su bianco che il posto fisso ha un prezzo e un mercato per poterselo vendere. 
            Personalmente cosa farei con quei soldi che per ora rimarranno virtuali?
            Sarò sincero perché ammetto e mi vanto della mia singolarità nel vedere a mio modo le cose nel mondo: credo ora e non lo penso da ieri di guadagnarci di più facendo il lavapiatti a Londra o il cameriere in America per imparare bene l’inglese che continuare a rimanere in Italia e farmi fottere in continuazione da tutti. 
            I soldi? Da parte. 
            Mi serve piuttosto uno zainetto, un biglietto aereo e tanta voglia di imparare. 
            Un giorno saprò meglio come spenderli, magari in dollari. 🙂

          • Gianluca Borsetti

            Per ora comunque mi ritengo MOLTO fortunato. Ora io sto lavorando. 
            Credimi, vedere quella pila di CV é come vedere una massa di persone disperate davanti al cancello del mio posto di lavoro. 
            Non é stato bello e devo dire bravo al mio titolare che ha saputo toccare subito un tasto serio per riportarmi alla realtà. 
            Questa é la vera emergenza sociale. 
            Il Welfare ha provato ad occuparsene con questa riforma. Chi vivrà vedrà. 
            Purtroppo. 

  • Davide

    Caro amico Gianluca,

    “Io: “Si ma ora siamo arrivati a 27 mensilità. Comunque per ora sta passando, sono aggiornato”.”

    In caso di licenziamento ingiusto il dipendente avrebbe diritto a 27 mensilità.

    Ora se si applicasse la legge Fornero al pubblico impiego, un dirigente non licenzierebbe più un dipendente neanchè se gli facesse la pipì sul tavolo tutti i giorni.

    In caso di licenziamento ingiusto la pubblica amministrazione dovrebbe pagare al dipendente una cifra esorbitante.

    Però a questo punto interviene immediatamente la Corte dei Conti e fa pagare al dirigente che ha fatto un licenziamento illegittimo tutte le 27 mensilità fino all’ultimo centesimo più gli interesi e le spese legali.

    Ciao Davide

    • Gianluca Borsetti

      In effetti. Chissà quante se ne stanno pensando le testoline di alcuni italiani. In quello non ci batte nessuno. 
      Il mio Papi stasera era ancora in ufficio. Io penso tre ma per lui saremo già in quattro. Le cause con i dipendenti le si sono aggiustate così come volevano loro. Ora si é definita la cosa. Per adesso é ancora presto. 

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