Standard e Poor’s: Italia Retrocessa in BBB 6


Anzi in BBB+ per la precisione, che un “+” non si nega a nessuno. Il motivo principale sarebbe quello che le politiche di austerity bloccano la ripresa in Europa. Ma non c’è da preoccuparsi troppo, ora arriva la fase 2, il “Cresci Italia” e a Standard & Poor’s glielo ficchiamo dritto su per il culo.

Nel caso specifico dell’Italia, Standard & Poor’s esprime il timore che le riforme strutturali, quali le liberalizzazioni, ad esempio, possano essere bloccate dalle corporazioni che, in questo momento, detengono privilegi non giustificati dalle attuali condizioni di mercato. Notai, tassisti, farmacisti, commercialisti, avvocati e compagnia bella non c’entrano nulla, ovviamente. Loro pensano solo alla qualità del servizio, alla tutela del cliente ed al rispetto delle regole. Ci mancherebbe che qualcuno pensasse che sono solo interessati ai cazzi loro.

Sull’operazione di Standard & Poor’s, hanno espresso opinioni tutti in Europa, tranne i vertici italiani. Colpa di S&P che tira fuori queste cazzo di novità alle 22.30 di un venerdì sera d’inverno, quando tutti sono a casa, con la copertina sulle gambe a guardare la televisione bevendo una tisana di finocchio e tiglio. Solo Bossi, lucidamente, riassume la situazione con una profonda e puntuale analisi della situazione socio-politica-economica: “Andiamo in malora“. Un commento da bocciofila per il leader di una formazione politica ormai inesistente che rappresenta gli interessi di una nazione che non è mai esistita. A dire il vero ci prova pure Bersani che, imitando Crozza, ci avvisa che è stata “Sconfessata linea Merkel”, qualsiasi cazzo di cosa questo significhi.

Nel frattempo, la Grecia si ritira dal tavolo delle trattative per la ristrutturazione del debito. Nell’aria aleggia un “chi ha avuto, ha avuto e chi ha dato ha dato” che oltre ad un default conclamato di cui solo i fessi non si erano ancora accorti, rischia di scavare voragini profondissime in numerose banche d’Europa.

Non l’ho mai detto, perché pensavo che fosse la catastrofe finale e, anche per scaramanzia, non fosse il caso di nominarla per non correre il rischio di evocarla, ma credo che sia tempo di iniziare a conservare banconote fior di stampa e monetine fior di conio. Fra qualche anno, potrebbero avere un discreto interesse collezionistico.
Per l’Italia, procurarsi una carriola è quasi d’obbligo. Un utile  portafoglio da portare in giro a fare la spesa nel giro di qualche anno, dopo la stampa delle Nuove Lire. Fendi e Bulgari stanno già studiando dei modelli di design con i manici in pelliccia per lei e in pelle anticata per lui. Pezzenti sì, ma stylish. Siamo o non siamo italiani?


6 commenti su “Standard e Poor’s: Italia Retrocessa in BBB

    • Comandante Nebbia

      mi permetto di osservare, rispettosamente, che cercare di dipingere la realtà italiana come se, pur vivendoci immersi, si fosse di un altro pianeta, limita la limpidezza delle opinioni e la loro affidabilità.

      Ognuno di noi, anche io, cerca di mettere una distanza tra se e quello che sta accadendo. Per disprezzo, per stanchezza, per misantropia, non importa. Purtroppo, nel bene o nel male siamo cellule di un corpo malato. Forse sarebbe tempo di conciliarci con l’idea che ciascuno di noi porta un pezzo di malattia e, in nuce, un’ipotesi di guarigione.

      Senza pretesa di insegnare nulla, perché io sono il primo che deve imparare.
      Ti saluto con affetto, nonostante tutto.

  • valerio

    La borsa è cresciuta lo spread è calato e Standard e Poor’s l’ha preso in culo. Continui pure a declassarci ormai è senza credibilità, anzi ci fa piacere perchè ci fa pubblicità.

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