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Speciale Finanziaria 2008/2009: La Normalizzazione dell’Inganno e l’Impegno Personale

30 luglio, 2008 di mc  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani



Prima la norma sulle vertenze dei precari e l’abolizione degli assegni sociali a meno di specifiche condizioni, poi il dietrofront. Modifica del provvedimento sugli assegni e variazione nella norma relativa ai precari. Sarebbe troppo chiedere a dei professionisti di essere, anche per poche ore, coerenti con se stessi?

In realtà, a leggere gli articoli di stampa, ci si perde negli oscuri meccanismi attraverso i quali queste norme sarebbero state introdotte e il sistema con il quale si intenderebbe abolirle o modificarle.

L’impressione è quella di una vera e propria confusione mentale che si tenta di coprire con impenetrabili tecnicismi che dovrebbero dare l’impressione, a chi cerca di comprenderli, che leggi e programmazioni economiche non hanno niente a che fare con studio, lavoro e intelligenza, ma sono frutto di arte sapienziale alla quale si accede per predestinazione o per tramite di patti occulti con forze oscure.

Da tecnico quale orgogliosamente mi reputo, io ricavo solo l’idea che, nonostante la preponderante maggioranza, questo esecutivo non abbia scopi precisi se non quello di saccheggiare la città conquistata prima che la pacchia finisca e torni la legge.

A questo punto, visto che le persone che reggono il potere in questi giorni tristi della nostra storia non sentono la necessità di essere leali nemmeno con le proprie idee, va ribadito ancora una volta che non bisogna fidarsi degli annunci ad effetto attraverso i quali si introduce un provvedimento, si saggia la reazione e successivamente lo si smentisce. Bisogna vigilare e controllare che effettivamente i provvedimenti siano ritirati o modificati in termini civili ed accettabili.

Troppo spesso ultimamente abbiamo giudicato la realtà non attraverso la nostra percezione diretta, ma per tramite di ciò che ci racconta quotidianamente la macchina dei sogni che ci ostiniamo a chiamare “Informazione”.

Non possiamo, anzi non dobbiamo, fidarci più di nessun pifferaio. L’unica arma di cui realmente disponiamo sono i nostri sensi e la capacità critica che ci consente di interpretare i segnali che ci vengono trasmessi. Il resto sono storie che qualcuno ci racconta per farci addormentare, come se fossimo dei bambini.
E noi vorremmo crederci, perché dormire è bello e non conduce a sofferenza. Pensare, invece, ci obbliga a vivere e a lavorare. E lavorare, stanca.

A nessuno piace veramente lavorare, ma oggi non abbiamo più scelta. Ci siamo sottratti già troppo a lungo al compito di valutare e giudicare ciò che accade. Se vogliamo avere il diritto di decidere dobbiamo conquistarcelo faticando. Questo comporta necessariamente un impegno personale.
Sembra strano a dirsi in questi giorni che precedono le Grandi Vacanze, ma il modo migliore per salutarci deve diventare “buon lavoro”, perché nessuno cambierà le cose se non lo faremo noi stessi. E questa, secondo la mia personalissima opinione, è una affermazione difficilmente contestabile.

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Comments

17 Risposte a “Speciale Finanziaria 2008/2009: La Normalizzazione dell’Inganno e l’Impegno Personale”
  1. Angelika scrive:

    Caro CN, a me sembrano proprio tattiche pubblicitarie. Hai presente quando si prevede di lanciare un prodotto, ma prima di averlo sul mercato le grandi case produttrici ricorrono ad ampi battage pubblicitari e a luoghi circoscritti in cui addetti alla vendita ti fanno saggiare gratis il prodotto quando non te ne regalano un campione? Io ho proprio questa impressione. Posso capire che la strategia debba essere applicata per un prodotto commerciale, ma che usino la stessa tattica per far accettare più o meno consapevolmente delle norme che intaccano il diritto di vivere e di lavorare degli italiani, questo mi sembra mostruoso. E’ per questo, credo, che lanciano il sasso e nascondono la mano: non è per incapacità di tener fede alle proprie idee, è proprio perchè ci considerano, tutti, solo una gran massa a cui far gradire un prodotto nuovo. Penso troppo male? Sono paranoica? Non dimentichiamo chi regge le fila di tutto ciò!

  2. Il Gobb scrive:

    La comunicazione è FONDAMENTALE per “vendere” qualcosa: un’idea, un partito, una bugia.

    Hanno cominciato a educarci all’illegalità depenalizzando il falso in bilancio (ma è solo uno dei moltissimi esempi), approvato per motivi urgenti, emergenziali (vi ricorda nulla la litania dell’emergenza? >__<), giustificabili e rese accettabili con qualche aggiustamento della realtà qui e lì, qualche menzogna ben diffusa, qualche addomesticamento.

    È cambiato il concetto condiviso di normalità: se prima era normale fare oggetto di riprovazione un delinquente, oggi lo si ammira ed elegge anche quando, come ora, ha scoperto le carte (immunità? Ma scherziamo? O_O).
    L’anomalia mediatica è solo una delle molte… lo strumento utile a sovvertire la repubblica per scopi personali.
    Sempre detto che Silvio è un ottimo comunicatore.
    Lui e quelli che lavorano per lui.
    Purtroppo funziona, perché pochi italiani hanno le “competenze comunicative” o, semplicemente, la voglia per comprendere cosa accade dietro la cortina fumogena.

    • missblue scrive:

      “Sempre detto che Silvio è un ottimo comunicatore.
      Lui e quelli che lavorano per lui.
      Purtroppo funziona, perché pochi italiani hanno le “competenze comunicative” o, semplicemente, la voglia per comprendere cosa accade dietro la cortina fumogena.”

      Cavoli, se è vero…

      La capacità di comunicare, sapendo dove si va a parare, gliela riconosco come uno dei nodi cruciali della sua carriera politica.
      Ma, d’altro canto, è anche vero che siamo “noi” ancora fermi all’epoca del carosello.

    • E’ per questo che bisogna denunciare, sempre, i tentativi di alterare la realtà

  3. simona_rm scrive:

    @CN
    Perfavore -almeno per oggi- metti un banner con scritto “nuoce gravemente alla salute”………non ce la faccio……che dolore che dolore…

  4. ugasoft scrive:

    Comandante, alle prossime elezioni voterò TE, anche se so bene che non ti troverò in nessuna lista.

  5. Francesca scrive:

    Posso dire che non c’ho capito davvero una mazza?
    I media non hanno spiegato nulla e, se ce ne fosse stato bisogno, hanno fatto ancor più confusione.
    In due giorni hanno detto tutto e il contrario di tutto.
    La penso come Angelika, ogni “prodotto” ha bisogno di un lancio commerciale adeguato e questo è.

    Buon lavoro a tutti, quindi.

  6. ilBuonPeppe scrive:

    A nessuno piace veramente lavorare, ma oggi non abbiamo più scelta. Ci siamo sottratti già troppo a lungo al compito di valutare e giudicare ciò che accade. Se vogliamo avere il diritto di decidere dobbiamo conquistarcelo faticando. Questo comporta necessariamente un impegno personale.

    Niente da aggiungere

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