Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Speciale Elsa 1/2: Signora fornero, augurarle male è l’unico diritto che ho" è stato scritto da Rita Pani. Ogni autore ha la sua opinione personale che non sempre corrisponde a quella di Gianalessio Ridolfi Pacifici ma a tutti è garantita l'opportunità di esprimersi purché siano rispettate queste regole. Il sito mentecritica.net non ha fini di lucro, è gestito su base volontaria ed a spese del curatore. Il sito non è aggregato a partiti o movimenti e non sostiene nessuna organizzazione politica.
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Ma che si può scrivere su un ministro della Repubblica Italiana, che rinnega la Costituzione? Tutto il nostro apprezzamento, perché forse è l’unica spregevole donna che se ne fotte del perbenismo di circostanza e dice la verità.
La Costituzione Italiana, è rimasto un vetusto simbolo a memoria dei sogni perduti. Una foto sbiadita di quel che avrebbe potuto essere, se avessimo avuto la coscienza e il rispetto della storia. E le nostre lacrime odierne, hanno perso anche il gusto di sale che una lacrima ha.
Che ha detto di così abominevole, quella faccia da mummia incarognita, che si discosti dalla realtà? Che il lavoro (o l’impiego) non è un diritto, ma qualcosa che si deve meritare. Forse su questa seconda cosa potremmo obiettare, ma per il resto potremmo anche smettere di perdere del tempo prezioso e soprassedere. Perché in Italia, il lavoro, ha smesso di essere un diritto molto tempo fa, o forse nemmeno lo è stato mai.
È almeno dal tempo in cui chiusero gli Uffici di Collocamento, destinando i compiti alle agenzie private che l’articolo 1 e 4 della Costituzione sono stati abrogati, o peggio, da quando si è iniziato a parlare di “mercato” del lavoro, che è iniziata la sodomia collettiva. Ma all’epoca eravamo ancora impegnati a sognare di poter diventare americani, e ce ne siamo infischiati.
In fondo, quel che ci fa male, è solo la sprezzante arroganza della carogna lacrimante che non ci pensa nemmeno di perdere tempo per prenderci per il culo, in maniera politicamente corretta. Lei lavora. Sarei rimasta più male, conoscendo i dati reali della vita che ci sta intorno e dentro, se avesse ricordato al giornalista che la intervistava, che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, e che lo stato italiano deve – per Costituzione – impegnarsi perché ad ogni cittadino sia riconosciuto il diritto a lavorare.
Quel che posso fare oggi non è indignarmi, ma parificarmi alla loro arroganza, arrogandomi anche io dei diritti che in un paese normale o civile, non mi sognerei mai di avere. Il diritto di disprezzare le istituzioni e la feccia che da tempo immemorabile ha smesso di rappresentarle. Il diritto di non ritenermi parte integrante di questo stato. Il diritto alla mia NON partecipazione al voto, e il diritto – caso mai si presentasse l’opportunità – di rendere tutti gli sputi in faccia che ho preso negli ultimi vent’anni della mia vita da gente che, oggi, se avessi un bel paio di baffi, spedirei in Siberia a cavare carbone a piedi nudi.
Però, terrei a ricordare a lei, signora fornero, che negare il diritto al lavoro è uguale a negare il diritto alla vita. Vorrei dirglielo ancora una volta, quanto lei possa essere una merda, non solo indegna di rappresentare le istituzioni, ma indegna per qualunque tipo di lavoro lei creda di aver meritato. Così, da disoccupata oltraggiata, da persona che a morsi è riuscita a ritagliarsi il diritto di scrivere quello che pensa, in completa autonomia e totale libertà, quel che le posso augurare è di scordarsi una notte di togliere uno dei collari d’oro che ostenta di giorno, e di restarci strozzata.
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A proposito di merda:
http://youtu.be/YAXo-b7ahFQ
“Ma che si può scrivere su un ministro della Repubblica Italiana, che rinnega la Costituzione?”
Mettila così: questi lo fanno perché sono carogne, quelli di prima perché erano ignoranti. Il risultato non cambia ma c’è una bella differenza.
“Il diritto di disprezzare le istituzioni…”
Assolutamente d’accordo, ma con una precisazione. Io disprezzo le istituzioni in ordine di responsabilità decrescente, per cui al primo posto c’è il popolo italiano.
se il lavoro non è un diritto cara signora Fornero, perchè si impegna così tanto nel volerlo regolare? e se non è un diritto non è nemmeno un dovere; allora con che cosa le paghiamo le tasse?
Mi piace la Rita quando s’incazza.
Questa tizia, tal Fornero, potrebbe essere benissimo la moglie del Megadirettore Galattico dei film di Fantozzi ( http://www.youtube.com/watch?v=wlQRqjNdKwg ) – con le poltrone di pelle umana, l’acquario coi dipendenti e lo studiolo stile francescano (sai, l’austerity). Sempre lì stiamo, dagli anni ’70.
Cara Rita, condivido in pieno quanto ha scritto e, anche se non ha i baffi, lei dimostra tutta la dignità di donna senza compromessi.
La Fornero è una bestia in libera uscita che scarica diarroiche sentenze sulla nostra faccia e sulla Costituzione, sfrontatamente arrogante sui diritti altrui. Supportata dall’altro bestione, il suo padrone che la protegge ed esalta le sue qualità di spargiletame.