
Siccome lo citiamo ogni volta che le spara grosse per dirgli come siamo in disaccordo con lui, quella volta che ne dice una giusta, gli dedichiamo una rassegna stampa tutta per lui. E ci vuole, visto che quando Benedetto XVI fa il comunistone, quello vero e non quello all’acqua di rose tipo Don Walter, per intenderci, sulla stampa non gode del solito trattamento privilegiato.Eccolo defilato su Repubblica.it, ai margini su Corriere.it e seminascosto su La Stampa.it. Vuoi vedere che gli unici veri comunisti sono rimasti i cardinali? Fra poco le loro tonache e le loro papaline rimarranno le uniche cose rosse che vedremo su giornali e tv. Comunque, grazie compagno. Ogni tanto qualcuno che tira fuori i coglioni e dice qualcosa di veramente rivoluzionario ci vuole.
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Tag: Informazione, legge-biagi, ratzinger
dellefragilicose
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8 commenti
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27 Ottobre, 2007 a8:34
Pingback da MenteCritica · Spasibo Tovarish Mario Draghi
19 Ottobre, 2007 a 9:21
tusaichi
viva il papa.
19 Ottobre, 2007 a 10:37
Emanuele
Beh ok ma…lui dice cosi solo perchè altrimenti non si riesce a fare “famiglia”, altrimenti non gliene fregherebbe sto granchè. Imho
19 Ottobre, 2007 a 14:37
tusaichi
@emanuele
almeno qualcuno di potente, anche se per interessi trasversali, è disposto a perorare la causa precariato.
Guarda, me l’ha detto proprio oggi una persona che stimo molto
“ci sono mille strade sbagliate per arrivare ad una soluzione giusta”.
forse ho capito ora cosa intendesse.
19 Ottobre, 2007 a 18:29
nina
Io dico che se lo dice anche il Papa, I Cattolici che governano questo paese, non potranno far finta di non sentire.
21 Ottobre, 2007 a 0:21
Adetrax
Il ringraziamento in russo mi ha fatto rizzare un po’ di peli
Comunque il precariato e` il risultato di una societa` che ha troppi problemi e troppo poche persone che pensano e soprattutto attuano soluzioni utili a risolverli.
Si potrebbe cominciare con la revisione della legge che disciplina certe forme di lavoro precario, onde evitare alcune degenerazioni (ma ovviamente l’azione sarebbe inutile se ci si fermasse li).
L’Italia e` una repubblica fondata sul lavoro, ma il lavoro presuppone l’organizzazione del lavoro e per organizzare il lavoro occorrono idee valide, capacita` e volonta` di attuarle; scaricare tutte le responsabilita` e le aspettative sui datori di lavoro e` eccessivo e ingiusto, bisognerebbe che anche la politica facesse la sua parte.
Purtroppo forse ci aspettiamo troppo dalla classe politica italiana; essa non ha il rigore giapponese o l’etica calvinista / protestante, nicchia fra un cattolicesimo di facciata e un comunismo opportunista, esercita la mediazione e il compromesso a volte equivoco come un mantra universale capace di risolvere (sulla carta) qualunque situazione scomoda; alla fine che presa volete che abbiano i richiami papali se nella sostanza i politici non li ascoltano o al massimo li interpretano a modo loro ?
Prendiamo ad esempio l’indulto, e` vero che il papa precedente l’aveva chiesto in via del tutto eccezionale in occasione del giubileo del 2000 (come offerta estrema di perdono, occasione di redenzione e riconciliazione, ecc.), poi abbiamo visto per quali motivi e` stato dato l’indulto e anche a chi e` stato dato; detto fra noi, nel frattempo nessuno ha fatto qualcosa di significativo per evitare che si debba assurdamente rifare fra meno di 2-3 anni.
21 Ottobre, 2007 a 14:11
Adetrax
Ecco chi magari mettera` in pratica i buoni propositi:
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/industriale-operaio/industriale-operaio/industriale-operaio.html
e` chiaro pero` che queste cose possono avvenire solo se le cose funzionano e in un clima di reciproca fiducia e rispetto.
22 Ottobre, 2007 a 9:31
Marco il buono
Se era ingerenza le altre volte, è ingerenza pure questa, anche se condivisibile.
Capo c’è posta per te.