Sopravvivere al Petrolio si Può
9 gennaio, 2008 di ilBuonPeppe
Archiviato in Il Pianeta che Ride
Il 2008 ci ha accolto con due notizie indipendenti ma strettamente legate tra loro. La prima è che a Milano è partito l’ecopass, cioè la possibilità di entrare gratuitamente nel centro cittadino solo per le auto ecologiche; l’altra è che il petrolio ha toccato la quotazione di 100 dollari al barile. In mezzo a queste due notizie sta una serie di problemi drammatici che nessun governo, locale o centrale, di destra o di sinistra, ha mai affrontato seriamente: l’inquinamento, il traffico, l’approvvigionamento energetico, la salute pubblica, solo per citare i principali.
Partiamo da Milano. Quella di limitare l’accesso al centro ai soli veicoli ecologici non è certo una novità assoluta; in molte città si fa già da tempo: l’esempio più comune, proposto dai sostenitori dell’iniziativa, è Londra, dove effettivamente si sono avuti risultati positivi (ma loro sono inglesi e, anche se questo non è misurabile, fa una bella differenza). Solo che non si tiene conto del fatto che la rete di trasporto pubblico presente a Milano non è neanche paragonabile a quella londinese: tra metropolitana, bus e taxi, per muoversi a Londra non c’è bisogno di avere la patente. Provateci a Milano.
E tanto per non sparare a casaccio, proviamo a dare anche qualche numero. Milano ha 75 km di metropolitana, Londra oltre 400; nell’area a traffico controllato Milano ha 18 stazioni della metropolitana, Londra 50; a Milano un suv Euro4 circola liberamente, a Londra pagano tutti. Per non parlare della frequenza con cui passano i bus o della facilità con cui si trova un taxi.
Tralasciando poi ogni commento sul concetto di veicolo ecologico (se l’automobile è un veicolo ecologico, la bicicletta cos’è?) e sulla guerra che è cominciata relativamente a deroghe ed eccezioni, rimane un fatto innegabile: l’unica vera discriminante di tutta questa storia è il denaro. Chi ha il portafoglio pieno, se ne frega allegramente dell’inquinamento: paga e passa senza tanti problemi. Chi invece non ha grandi disponibilità dovrà riorganizzare la propria vita; soprattutto coloro che l’auto Euro4 o Euro5 non ce l’hanno semplicemente perché non si possono permettere di cambiarla.
Il risultato di questa iniziativa è che le fasce più povere della popolazione (e quindi, guarda caso, anche gran parte degli stranieri) tenderanno a non entrare con la propria auto nel centro di Milano; tra qualche mese il sindaco presenterà le cifre dei primi rilevamenti e, piena di orgoglio, si farà bella di una diminuzione del traffico di qualche punto percentuale. Che non risolve il problema del traffico né quello dell’inquinamento, ma fa bella figura nel suo curriculum.

Cambiamo argomento, anzi no. Il petrolio ha raggiunto la fatidica soglia dei 100 dollari al barile; che non significa niente, come tutte le soglie psicologiche, ma sembra sia un evento sconvolgente. Io ricordo che qualche anno fa Beppe Grillo si tirava addosso un sacco di polemiche dicendo più o meno: “spero che il petrolio raggiunga i 100 dollari, così smetteremo di usare l’automobile o almeno smetteremo di usare la benzina per farla camminare“. Beh, spiace dirlo ma la profezia del buon Grillo non si è avverata; anzi, è prevedibile che il prezzo continuerà a salire e che le automobili continueranno ad essere alimentate con i suoi derivati.
Il petrolio è una risorsa in via di esaurimento, il suo prezzo cresce senza sosta, crea un sacco di problemi, eppure noi ne utilizziamo sempre di più. Di questo passo saremo noi ad estinguerci, ben prima del petrolio.
Cosa fare? Tra chi finge che il problema sia così complesso da non avere soluzioni, e chi si rifugia in palliativi sostanzialmente inutili, è evidente che non c’è alcuna intenzione di affrontare seriamente la questione, come dimostra il sindaco di Milano (il fatto che la sua sia una famiglia di petrolieri è solo un caso…).
Eppure…
Chiudere completamente il centro cittadino al traffico privato; potenziare il trasporto pubblico; organizzare punti di raccolta e smistamento per le merci; vincolare gli incentivi solo ai veicoli che non usano idrocarburi. Queste sono solo alcune delle proposte da molto tempo a disposizione, con tanto di piani di applicazione particolareggiati, dei nostri politici.
Cosa ci vuole perché la politica si svegli e si decida a fare qualcosa di veramente efficace per la salute dei cittadini? Perché è della nostra salute che stiamo parlando, anche se non l’abbiamo nominata.
Tanto per cominciare si dovrebbe impedire di fare politica a chi ha interessi in conflitto (dove ho già sentito questa espressione?) con la salute dei cittadini: petrolieri e produttori di automobili prima di tutto, e non vado oltre perché altrimenti il discorso non finisce più. Chi svolge certe attività non deve fare politica, neanche indirettamente, non può neppure esprimere un’opinione sulla politica, gli dovrebbe essere perfino impedito qualsiasi contatto con i politici.
Certo, lo so che non sarebbe democratico, ma se la democrazia ci ha portato a questo, forse dovremmo interrogarci sul concetto di democrazia.
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Prima o poi anche i veicoli euro 5 pagheranno, se non altro perche` occupano spazio, fanno rumore e non sono a inquinamento zero.
E` stato dimostrato che ogni volta che si inibisce il passaggio delle auto, moltitudini di umani riempiono gli spazi vuoti (con buona pace dei negozianti).
Camminare e/o usare la bici e` tutta salute in piu`, senza contare che ci “sarebbero” tantissime soluzioni alternative per la mobilita` a medio e corto raggio (1 – 20 km.), basterebbe prenderle in esame e soprattutto educare i consumatori a spingere in quella direzione.
Sono felice del prezzo a 100 dollari al barile, lo avevo auspicato parecchi mesi prima di Grillo, solo che per me quella soglia e` solo psicologica (anche perche` finora l’euro forte ha parzialmente compensato il rincaro), i veri benefici arriveranno a 140 – 150 dollari al barile.
Per il resto concordo, alla fine sembra che certi rincari siano piu` utili di ogni discorso di etica, rispetto dell’ambiente, ecc.
Il conto alla rovescia e` iniziato, spero che un benefico quanto brusco risveglio non tardi troppo.
Se il prezzo della benzina è determinato per la maggior parte da tasse, i nostri governanti, forse, “hanno interessi” in conflitto, da qui il disinteresse a trovare delle soluzioni idonee….
Dobbiamo lavorare su noi stessi, dobbiamo convincerci che la salute non è un optional, che l’emissione di anidride carbonica e di altri sottoprodotti dati dall’uso di combustibili fossili , quali il pulviscolo l’ossido di azoto e zolfo, sono associati a serie conseguenze sulla salute oltre che sull’ambiente.
Conseguenze che hanno anche dei costi sociali, per esempio quelli sanitari.
( alla fine chi paga? Noi naturalmente e due volte!)
Ma non è solo un problema di salute!
Il petrolio e gli altri combustibili fossili, nessuno sa dire quando, si esauriranno e comunque dato che la domanda energetica globale è destinata ad aumentare, mantenendo il corso attuale delle cose, l’offerta non potrà reggere la crescita.
Dobbiamo quindi cercare altre strade per “sopravvivere” al petrolio!
La ricerca scientifica promette soluzioni ragionevoli per la produzione di energia da fonti alternative…
Sorvolando sull’energia nucleare (questione controversa),
Che fino a fatto l’energia solare?
condivido molto la conclusione di Peppe. Molto
luna, credo che se si parla di interessi economici, gli introiti delle accise sui carburanti ed eventualmente multe e quant’altro fanno da contraltare alla spesa pubblica che si sostiene per l’assistenza sanitaria di quelle persone che cronicamente, per lo stile di vita che ci è “imopsto”, finiranno col contrarre patologie respiratorie (se va bene) o tumori (ad andamento crescente).
se davvero fossero interessi di “buona gestione” della pubblica amministrazione, un buon amministratore si adopererebbe per abbattere le emissioni a livello locale con qualsiasi incentivo. in realtà sono interessi piuttosto personali, quelli in gioco