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Solo Tre Parole: Delirio, Solidarietà, Magliari

25 luglio, 2008 di mc  
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane



Delirio

Berlusconi commenta con queste parole la conversione in legge del lodo Alfano:

“Mi chiedo chi risarcirà la mia immagine sporcata per 14 anni e le spese per i processi”.

Queste sembrano le parole di un uomo che abbia ricevuto un’assoluzione per formula piena e non semplicemente la sospensione dei processi di cui ha goduto grazie a un arbitrario atto d’imperio. Sono sicuro che Berlusconi sia sinceramente convinto che si tratti della stessa cosa. La sua visione della realtà, infatti, è totalmente deformata dalla rilevante curvatura spaziale che la preponderante massa del suo ego impone all’universo a guisa di buco nero.
Gli va riconosciuto, comunque, il merito di aver imposto la sua follia ad un’intera Nazione. Cosa che, d’altra parte, ha tristissimi precedenti nella storia recente di un paio di paesi europei che che amavano salutarsi a braccio teso.

Solidarietà

Dopo le accuse che Giuliano Tavaroli ha rivolto a Fassino, le alte cariche dello stato (gli Impunibili) e le camere tutte hanno voluto tributare la loro solidarietà biparmigian al segaligno Piero che ha ringraziato commosso. Dopo le parole di Berlusconi sull’arresto di Del Turco e le telefonate e i bigliettini all’ex presidente della regione Abruzzo, anche quelli biparmigian, è ovvio che la solidarietà è un grande valore per la nostra classe politica. Solidarietà reciproca e strettamente limitata alla Casta, ovviamente. Degli altri chissenefrega?

Magliari

La soluzione del problema Alitalia procede anche se la legge Marzano non sarà modificata nel Consiglio dei Ministri di oggi. Anche gli orchi, ogni tanto, devono riposare.
Con la modifica della legge Marzano si potrà dividere la compagnia in due. Una bad company dove piazzare i debiti e una mini compagnia che sarà titolare dei diritti di rotta e dei crediti dell’Alitalia. Poi, magari, la piccola compagnia potrebbe essere privatizzata, mentre la bad company potrebbe rimanere pubblica. Il tutto con esuberi di personale superiori a quelli previsti dalla cessione all’Air France che si sarebbe comprata anche la parte bad della company.
Qualcuno ancora si chiede perché gli italiani siano convinti che Berlusconi li farà arricchire. Certo, non si arricchiranno tutti, anzi saranno pochissimi, sempre gli stessi, magari i suoi amici. Ma qualcuno pure si arricchirà. Per gli altri se ne parlerà a babbo morto. Vedi voce “Solidarietà”.

Siccome il gioco è sempre lo stesso io scrivo sempre le stesse cose. Ecco un pezzo che ho scritto il 15 dicembre 2006, mentre imperava l’altra corrente del partito unico. Altri “amici”, ma sempre gli stessi sistemi. Non ho tempo di rivederlo alla luce più politically correct di MC e quindi ve lo passo nella versione originale. Sappiate, però, che l’età mi ha reso più buono e ora, di notte, dormo.

Prima ti Convinco, poi Privatizzo e alla Fine ti Fotto

Privatizzare conviene. Quello che bisognerebbe chiedersi è: a chi?. Stamattina La Padania e Il Manifesto, trovano singolare comunanza d’intenti, titolando sull’indisponibilità di De Benedetti e di Benetton a rilevare la compagnia di bandiera, “se le condizioni non cambiano“. E’ evidente che le condizioni che dovrebbero “cambiare”, sono relative soprattutto al taglio dei costi, con riferimento specifico a quelli del personale. Quindi De Benedetti e Benetton sarebbero disposti a rilevare Alitalia, se prima lo stato si accollasse il problema dei lavoratori in esubero. Ecco, a queste condizioni, chi non la comprerebbe?

L’idea dell’imprenditoria italiana sulle privatizzazioni è molto simile a quella del trentenne scanzonato che mette su casa da solo per scopare in tutta tranquillità. Poi, però, pretende dal papà una mano per pagare il fitto e che mamma gli lavi e gli stiri la biancheria, tutte le settimane. La cosa ha tristi precedenti. Già la privatizzazione della Telecom, è avvenuta con un’interpretazione del capitalismo così bizzarra, che avrà fatto rivoltare come una trottola Adam Smith nella sua tomba. A suo tempo Olivetti comprò la Telecom dallo stato utilizzando i proventi della compagnia che stava rilevando come garanzia per pagarla. Come se uno di noi andasse in concessionaria e pretendesse di avere una macchina dando in garanzia quello che risparmierà in autobus possedendola.

Quindi il concetto che esprime il maturo capitalismo italiano è quello che è disposto a rilevare l’impresa pubblica, purché gli oneri rimangano pubblici e gli onori diventino privati. In questo caso il sogno di De benedetti e di Benetton sarebbe che gran parte del disavanzo Alitalia fosse trasferito allo stato, mentre rotte, aeromobili, proprietà immobiliari e contratti diventassero di loro proprietà.
In queste condizioni siamo tutti magnati della finanza. Quale sarebbe il valore aggiunto che questi grandi capitani d’industria intendono portare se prima di intervenire pretendono che qualcun’altro si accolli il debito?

Lo stesso discorso si applica pari pari al concetto di sanità pubblica. Molti, ammalati di un liberismo inconsapevole ed ingenuo, sono assoluti assertori della totale privatizzazione della Sanità. Ne ho sentiti mille dire: “datemi quello che mi togliete dalla busta paga, che a pagarmi l’assicurazione ci penso io“.  Ma qualcuno sa veramente come funzionano le assicurazioni private? Basta guardare negli Stati Uniti. Se una persona ha una patologia cronica che richiede cure costose, non troverà mai nessuna assicurazione che si assumerà il rischio della sua polizza. Se poi la patologia interviene dopo, quando si è già assicurati, l’assicurazione può riservarsi il diritto di non rinnovare il contratto alla scadenza. E vi siete chiesti chi si accolla le spese di queste persone e dei milioni di “cicale” che dopo aver avuto indietro i soldini della sanità pubblica, invece di fare un’assicurazione, se li sono spesi? La risposta è semplice: la comunità.

In un sistema nel quale l’assistenza sanitaria è totalmente privatizzata, la gran parte degli oneri ricade sul pubblico mentre, le polizze pagate dai sani vengono incassate dal privato. Questo comporta la creazione di una sanità perfetta e funzionante per chi ha sottoscritto carissime polizze blindate (parliamo di decine di migliaia di dollari all’anno) e una sanità pubblica da terzo mondo.
L’eliminazione degli sprechi è l’ottimizzazione delle procedure è un obbligo. Se questo può venire attraverso una privatizzazione, va benissimo. Se invece si pretende di lasciare lo Stato a pagare i debiti e limitarsi a sedere alla cassa, questo si chiama furto di proprietà pubblica. Se qualcuno la chiama privatizzazione, vuole fotterci.

15/12/2006

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Comments

81 Risposte a “Solo Tre Parole: Delirio, Solidarietà, Magliari”
  1. Ma il nick “cogitoergovomito” e’ gia’ stato preso, vero?

    Che peccato. :-(

    • simona_rm scrive:

      prendi “cogitoergovomito II”.
      Così io sarò “cogitoergovomito III”

      Iniziamo la dinastia dei disgustati.

    • tritumbani scrive:

      quoto

      • simona_rm scrive:

        ciao, cogitoergovomito IV.

        • missblue scrive:

          …e V.

          • La prossima volta che deciderò di scrivere qualcosa vi avviso.
            Almeno non fate colazione.

            • missblue scrive:

              ahahaha!
              Ma questo è già cabaret consapevole o, la prossima volta, verremo davvero contattate prima?!!! :mrgreen:

            • simona_rm scrive:

              Tu sei cogitoergovomito 0 (zero)
              fondatore morale della discendenza dei disgustati. Quello che nelle saghe dinastiche viene sempre raffigurato come eroe mitico. Però devi comprarti un cavallo e buttare quella Fiat Punto.

            • lupoalburnino scrive:

              Caro CN, effettivamente i temi non cambiano molto da un pò di tempo a questa parte. Quello che andava bene cinque anni fa, va più che strabene anche oggi: Berlusconi non si smentisce sia con le leggi ad personam sia con l’arricchimento suo e degli amici. Una cerchia sempre più stretta. Adesso è il turno di Alitalia, ma la solfa è identica.
              Però, una novità ci sarebbe, a ben guardare.
              Pochi giorni fa Berlusconi è stato a Napoli per svolgervi il CDM, poi è andato all’assemblea del coltivatori diretti. Nel corso del suo intervento ha raccontato: “Prima di arrivare in questa sala sono stato fermato da un folto gruppo di donne napoletane, le quali, nel ringraziarmi per la fine dell’emergenza rifiuti, hanno gridato “Silvio, santo subito”. Io ho sisposto: “Santo si, ma non subito!”
              CN, questo signore, nonchè cavaliere, nonchè presidente del consiglio dei ministri, crede davvero che sarà proclamato santo: sta facendo un sacco di miracoli, di cui è invidioso anche S. Antonio, il taumaturgo.
              Ma io credo che aspiri sulla terra a ben altro…
              Posso darti un suggerimento? Rileggi un mio articolo di qualche tempo fa dal titolo “Mi era sembrato che anche Carneade volesse stare zitto…”.
              Potrebbe risultare buono con i tempi che corrono.
              Salutoni!

        • azz…non nominate il mio nick invano!

          • simona_rm scrive:

            non abbiamo ancora inventato il reato di “nomina vana del capostipite”, siamo una dinastia giovane.
            (e poi scusa, per te è tutta pubblicità gratis, quando ti ricapita?)
            ;)

  2. Francesca scrive:

    L’idea dell’imprenditoria italiana sulle privatizzazioni è molto simile a quella del trentenne scanzonato che mette su casa da solo per scopare in tutta tranquillità. Poi, però, pretende dal papà una mano per pagare il fitto e che mamma gli lavi e gli stiri la biancheria, tutte le settimane.La cosa ha tristi precedenti. Già la privatizzazione della Telecom, è avvenuta con un’interpretazione del capitalismo così bizzarra, che avrà fatto rivoltare come una trottola Adam Smith nella sua tomba. A suo tempo Olivetti comprò la Telecom dallo stato utilizzando i proventi della compagnia che stava rilevando come garanzia per pagarla. Come se uno di noi andasse in concessionaria e pretendesse di avere una macchina dando in garanzia quello che risparmierà in autobus possedendola.

    esempi azzecatissimi, mi hai fatto crepare dalle risate! :mrgreen:

    L’atteggiamento bipartizan dei politici mi fa contorcere le budella.
    Sono sempre schierati al cospetto sia degli amici che dei nemici, sempre che di nemici si tratti.

    Mi autoproclamo cogitoergovomito VI :mrgreen:

  3. cogitoergovomito IV scrive:

    ciao

  4. ilBuonPeppe scrive:

    Attenzione a dare i numeri :D
    Quando arrivate a XV, bisogna poi saltare a XVII, perchè c’è un posto già occupato. Anche se quello in effetti fa poco “cogito”…

  5. F.Maria Arouet scrive:

    Desinit in piscem, mulier formosa superne.
    Perché quando si parla del signor B. finisce sempre allo stesso modo?
    Appena qualcuno elenca a un uditorio, concreto o virtuale, le malefatte di B. (per lo più vere), l’uditorio si produce in un crescendo di attestati di disistima che sfocia inevitabilmente in una specie di gara a chi é più disgustato.
    Nessuno si spiega, né spiega agli altri, il motivo del perdurare di tanto successo, eppur si muove (quasi si potesse infettarsene), se non individuando nei sostenitori di B., in modo implicito o esplicito, per un verso o per l’altro, in modo elegante o rozzo, dei minus habens.
    Nessuno avanza un’ipotesi che serva a scoprire le cause di tanta fortuna, e dunque possa servire a individuare un percorso per batterlo.
    Come se (riprendo un tema già accennato in un altro post), ciascuno fosse, sia pure inconsapevolmente, troppo preso dalla soddisfazione del “suo proprio particulare”, nello specifico il desiderio di chiamarsene fuori, per poter pensare al bene comune, che sarebbe poi quello di disfarsi del signor B.
    Spero naturalmente di sbagliarmi. Ma finché gli oppositori di B. si accontenteranno di darsi di gomito e parlarne male la vedo dura.

    • A te l’onore di avanzare ipotesi illuminanti (che non siano già state elaborate, poichè in realtà molte delle migliori menti critiche ci si sono spese!!)

    • Adetrax scrive:

      Nessuno si spiega, né spiega agli altri, il motivo del perdurare di tanto successo, …

      Evidentemente c’è molto “consenso” intorno alla sua persona, così a modo, così suadente e seduttrice, così protettiva verso gli amici, così portata a interpretare le parti necessarie per orientare l’opinione pubblica verso situazioni che molti agognano in segreto.

      Diciamolo, B. è il volto “pulito” al quale molti si affidano sapendo di non potersi mostrare così come sono; con la sua fronte spaziosa ci ricorda un vecchio amore del passato molto concupito dalle donne e vezzeggiato dagli uomini; metaforicamente parlando potrebbe essere uomo e donna contemporaneamente.

      Quando esagera nel colorare la realtà lo fa a fin di bene e come si fa a non perdonarlo se mentre la spara grossa ti fa capire che la sta sparando veramente grossa ?

      Ma la vera arma segreta di B. è che basta la sua presenza per far scomparire gli altri competitori: ne vedete uno che sia in grado di offrire orizzonti significativamente migliori e che non sia relegato in percentuali prossime all’unità ?

      In passato ci ha provato Prodi, ma ormai abbiamo capito che sono un’unica banda di amici che giocano partitine di calcio in squadre diverse (anche se a qualcuno piace fare autogoal), ma che al fischio finale si riuniscono in riunioni di famiglia stile pappa e ciccia.

      Alla prima legislatura B. chiese platealmente “dov’era il timone di comando”, ora ha capito dov’è e come lo si manovra; recentemente ha dichiarato: “ormai non mi ferma più nessuno” e ci credo visto che non vedo nessuno che “voglia fermarlo”, anche perchè non ce n’è uno che non abbia capito da che parte conviene remare.

      Il tempo dei convenevoli e delle scaramucce è finito, ora si fa sul serio perchè, come dicono tutti, “non c’è più tempo”.

      In ogni caso, a mio avviso, B. non è il centro del problema, lui è un “dito che punta alla luna”, quindi ormai è inutile continuare a guardarlo da vicino per vedere dove va e cosa fa come se fosse un animale raro.

      Ammetto però che la sua osservazione in stile “bird watching” può essere intrigante, un autentico spasso che può creare forte dipendenza anche negli osservatori occasionali.

    • simona_rm scrive:

      Non finisce sempre allo stesso modo. Non siamo solo “tarallucci&vino”, si è parlato molto seriamente di B, anche se non in questo post. E continueremo a parlarne….(temo per anni). Non solo cercando risposte, ma anche ipotizzando soluzioni.
      Di tanto in tanto si deve affrontare il problema in maniera più distaccata, proprio perchè ne siamo totalmente assorbiti. Parlo per me, che da quando B ha vinto nuovamente le elezioni, sono finita in una ossessione che non mi abbandona neanche nel sonno. E non è sano. Ciò che mi ridona brevi momenti di equilibrio è il rendermi conto che riesco ancora ad ironizzare sulla causa del mio disgusto.
      rosa rosae rosae rosam rosa rosa
      rosae rosarum rosis rosas rosae rosis (ricordo solo la 1a decl. ero uno scandalo in latino)
      (e baci)

    • Oris scrive:

      Pancia. Il cervello dei popoli.

    • Nessuno si spiega, né spiega agli altri, il motivo del perdurare di tanto successo,

      Credo che scriverò qualcosa con le mie opinioni.
      Spero che tu vorrai fare altrettanto.

  6. Adetrax scrive:

    Cosa che, d’altra parte, ha tristissimi precedenti nella storia recente di un paio di paesi europei che che amavano salutarsi a braccio teso.

    Insomma, B. non saluta proprio a braccio teso, ma non essendo una cima, il braccio tende naturalmente a slanciarsi verso l’alto.

    Ora però per confermare il fatto che occupa tutto l’arco parlamentare dice che lui fa una politica di sinistra.

    Mi pare giusto, se la sinistra non la fa, la fa lui meglio dell’originale; con la Robin tax che prende ai ricchi di sinistra per dare ai poveri di destra siamo già sulla buona strada ;-)

  7. scusate ho perso il conto…posso sapere e capire quanti fratellini e sorelline ho? :P

  8. Silvio : Italia = Italia : Silvio

    E se la maggioranza degli Italiani lo vota e lo vuole,
    che se lo tengano pure, l’IMMUNE.

    • alberto scrive:

      “L’IMMUNE”
      perbacco, come titolo si presta bene a film, libri e articoli.
      titolo “l’immune”
      sottotitolo in piccolo “alla giustizia”
      clap clap clap
      te lo frego

      • tritumbani scrive:

        sarebbe più calzante IMPUNE

      • andrea scrive:

        voi scherzateci con ” L’IMMUNE” …che mi ricorda l’innominato…ci riesce sempre a uscire fuori del seminato e non farsi beccare dal padrone della semina…siccome la GIUSTIZIA italiana ce l’ha sempre con lui…LUI L’IMMUNE
        o l’innominato fa approvare dai suoi scagnozzi o i suoi bravi una legge che
        blocca don abbondio di celebrare questa GIUSTIZIA che potrebbe nuocerlo
        e non fargli abbracciare la bella ITALIA che doveva sposare la sinistra.

  9. simona_rm scrive:

    @CN

    “La sua visione della realtà, infatti, è totalmente deformata dalla rilevante curvatura spaziale che la preponderante massa del suo ego impone all’universo a guisa di buco nero.
    Gli va riconosciuto, comunque, il merito di aver imposto la sua follia ad un’intera Nazione.”

    Comunque, un fisico/lirico non l’avevo mai conosciuto…..non credevo neanche esistessero

  10. andrea scrive:

    dopo questa estate calda-tiepida-umida-ventosa-piovosa-temporalesca-fulminante e in qualche caso anche grandinaia, LUI , l’innominato ha detto che non ci sarà un Autunno caldo, come c’è stato tutti gli anni e che mi ricor- do da quando ci sono i sindacati che fanno sul serio -per così dire-. ma LUI ha detto che è superiore ai sindacati, come è sempre stato superiore alle leggi di questo Paese che LUI governa, che ha governato e che continua a governare a ‘moto proprio’ – direi ‘moto perpetuo’- tutti l’applaudono perché ha ripulito Napoli e Paesi circoscritti…con l’esercito, con l’aviazione e con la marina militare. però non ci fanno più vedere se veramente ‘la mmonnezza’ è sparita o spartita tra i vari partiti che hanno vinto le elezioni…

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