Sollievo, non si rimanda. Il 12 settembre i tedeschi decideranno se abbiamo diritto di vivere 6


Tiriamo un sospiro di sollievo. In questo agosto merdoso, mese che come al solito si consuma tra code in autostrada, negozi chiusi, facce vuote e lunghi pomeriggi senza senso, finalmente una bella notizia: Il salvastati non slitta. La consulta tedesca deciderà, come aveva promesso, il 12 settembre se io, tu, voi e tutti quelli che come noi trascorrono la vita passando da un mandolino all’altro e mangiando spaghetti, possiamo continuare a campare sulle loro spalle o se dobbiamo metterci in fila per assicurarci un buon incrocio a Berlino o Dusserdolf per lavare i vetri delle loro Volkswagen, Audi, Mercedes e BMW (altro che quelle merde di fiat).

Quando, tanti anni fa, pensavo all’unità politica di questo continente, mai mi era venuto in mente che questo potesse concretizzarsi nel fatto che la mia vita dipendesse dalle decisioni prese da un’oscura “consulta” tedesca composta, magari, da rubizzi consumatori di birra e salsicce, dai placidi ed immensi culoni abituati alla calda poltrona del benessere germanico.
No, chiariamoci, non ce l’ho con loro. Ognuno pensa ai cazzi suoi, è dura legge del mio cuore (altro che non c’è sesso senza amore, c’è eccome il sesso senza amore). E’ solo che non fa piacere essersi ridotto a fare la parte del pesce in boccia, quello che campa solo se il padrone gli mette il mangime e gira in tondo tutta la giornata bevendo e respirando l’acqua dove ha appena cacato e pisciato.

Che sia colpa mia non c’è dubbio: io, e qualche altro per la verità, mi sono cibato venti anni di berlusconi, di ministre porno e di consigliere bocchinare senza un fiato, gustandomi le intercettazioni e valutando criticamente l’operato dei chirurghi estetici della minetti e della naomi (quella di berlusconi che è venuto in letizia).
Ora, sempre senza dire ne’ a e ne’ ba, mi appresto a cibarmi della riduzione delle province (che si fa, non si fa, forse si fa, ma no non si fa, però si fa, ma si deve considerare, discutere, no non si fa, ma si deve fare, ma forse sarebbe meglio rivedere, prima però si deve fare, ma forse è meglio analizzare, capire comprendere, valutare), della riduzione di auto blu (280 milioni all’anno solo di risparmio? e quanto cazzo costano tutte allora?), dell’alleanza pd-sel-udc, dell’alleanza idv-fil, del cambio nome del pdl, della ridiscesa in campo di berlusconi (altrimenti si fanno le primarie), di sanremo condotto da quella specie di supposta di glicerina di fazio e dall’altissimo vate saviano che ci spiegherà gli intrighi della mafie tra una canzone di povia e un ritornello della pausini, delle miss italia che non sfileranno più in bikini, ma porteranno il costume coprente in modo che tutti noi si possa più agevolmente resistere alla lusinga diabolica del peccaminoso onanismo.

Ecco, invece di ingrassare sulla mia poltrona o correre come un disperato in bicicletta vestito come una specie di pantani fatto di acido, avrei potuto non credere, disobbedire, combatterli. Togliergli le auto blu, se necessario passando sulle “forze dell’ordine” che tanto sono in albergo ad orbetello, sbatterli dentro e fucilarli o impiccarli senza nemmeno un razionale preciso, ma così a simpatia ed antipatia che la giustizia e è un lusso che si possono permettere solo le nazioni civili.

Ora, invece, sono qui, insieme a quei lecchini di giornalisti del corriere, ad aspettare che il 12 settembre la “consulta” decida di che morte io debba morire.
Bene. Bene. Anzi, benissimo.


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