Soldi, Soldi, Soldi! 7


Evviva! Inauguriamo la nuova stagione italiana, guidati dal nuovo (?) governo, all’insegna della ricchezza e del benessere: più soldi per tutti! Da ora in poi non ci saranno più i problemi della terza o della quarta settimana, niente più famiglie che non arrivano alla fine del mese, basta con i giovani che restano con i genitori perché non sanno come tirare avanti.
Il quarto governo di Sua Bassezza ci dà il benvenuto con una pioggia di soldi che non avremmo mai creduto possibile. Certo, era doveroso da parte loro, viste le promesse elettorali, ma davvero c’è qualcuno che ancora crede alle promesse che i politici fanno in campagna elettorale? E invece eccole qua, uomini di poca fede, promesse mantenute!
Ma vediamole in dettaglio.

Io sono proprietario di un appartamento di 95 mq di categoria A3 (abitazioni di tipo economico), che ha una rendita catastale pari a 422,98 euro; un appartamento che quindici anni fa sono riuscito a comprare grazie al fatto che si trova in una zona PEEP di estrema periferia, tramite l’attività (e altre mille vicissitudini che non vi starò a raccontare) di una cooperativa. Una situazione assolutamente comune, tanto da essere condivisa da quasi tutto il quartiere.
Per questo appartamento l’anno scorso ho pagato 112 euro di ICI. La finanziaria 2008 (art. 1, comma 5), l’ultima del governo Prodi, ha introdotto un’agevolazione che riduce l’ICI di un ulteriore 1,33 per mille con un tetto massimo di 200 euro. In questo modo, io avrei dovuto pagare per il 2008 solo 56 euro di ICI; esattamente la metà dell’anno scorso. Il risultato di questo intervento è, di fatto, l’abolizione dell’ICI su gran parte degli appartamenti più piccoli, quelli in cui vivono le famiglie a più basso reddito.

Gli slogan della campagna elettorale del (cosiddetto) centro-destra li abbiamo sentiti tutti; uno dei tormentoni preferiti era proprio quello dell’abolizione dell’ICI; uno slogan che la maggior parte degli italiani si è bevuta, non sapendo che questa operazione era stata già parzialmente realizzata dal governo precedente. Se però è comprensibile l’ignoranza dell’italiano comune, non è comprensibile il silenzio del (chiamiamolo così, ma solo per convenzione) centro-sinistra: non c’è stato un solo politico che si sia azzardato a difendere l’operato del (suo?) governo, dicendo che l’abolizione dell’ICI era cosa praticamente fatta. Ci sarebbe da chiedersi perché, ma è un discorso che faremo un’altra volta.

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In effetti non si tratta di un’abolizione totale, ma solo di una riduzione: riduzione che, come ho detto, va incontro alle esigenze delle famiglie con reddito più basso, diventando per molti un’abolizione totale. Chi ha case più grandi o di maggior pregio, continua a pagare e si ritrova con una detrazione di diventa più insignificante man mano che aumentano le proprie disponibilità.

Ora il nuovo governo passa dalle promesse ai fatti, cominciando con l’ICI. Problema: se per le famiglie più povere l’ICI è stata già abolita, a chi la tolgono? A tutti gli altri, è ovvio. Qualcuno è sorpreso del fatto che il nuovo governo agevola i più ricchi?
Poco importa se l’ICI è un’imposta locale e dovrà essere compensata con contributi statali, andando così a realizzare l’esatto opposto del federalismo fiscale tanto sbandierato. La Lega Nord, per un attimo si distrae, si dimentica delle sue lotte, rinuncia ai suoi principi e lascia fare; questa sì che è coerenza.

L’altro provvedimento promesso in campagna elettorale e ormai in dirittura d’arrivo è la detassazione degli straordinari. Sembra davvero una bella cosa.
Peccato che i precari non sappiano neanche cosa siano gli straordinari; magari li fanno perché costretti ad orari assurdi, ma non prendono certo un solo euro in più per questo. Peccato che nelle piccole e piccolissime aziende di straordinari non si possa parlare neanche per il personale più stabile; quando va bene si prende un contentino a Natale. Peccato che l’unico straordinario che possono fare i pensionati è nel ruolo di nonni. Peccato che lo straordinario che interessa alle aziende sia prevalentemente quello del personale più specializzato, persone che, per loro fortuna, sono già in una posizione migliore rispetto alla media. Peccato che questo spinga le aziende a spremere i dipendenti che ha già, invece di assumerne degli altri.
Sembra una bella cosa, ma ancora una volta non riguarda la fascia più bassa dei lavoratori, quelli che più di tutti gli altri faticano a far quadrare i conti.

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Tra l’ICI e gli straordinari arriveranno nelle tasche degli italiani (secondo lor signori) parecchie centinaia di euro in più. Certo, a chi sta già bene. Per chi non arriva alla fine del mese cambierà poco o niente, ma questo agli italiani non lo dice nessuno, nemmeno l’opposizione (cavolo, non ricordo più il significato di questo termine…).
Per concludere il discorso con cui ho iniziato, il mio straordinario è pari a zero, per cui quello che ci guadagno da tutto questo sono solo i 56 euro residui di ICI. Wow!!!

Tra qualche giorno ci arriverà addosso questa pioggia di soldi, e il popolo bue è già pronto a fare festa. Ed è giusto così, abbiamo ciò che ci meritiamo.