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Social Card: 200mila Persone Ancora in Attesa dei 120 Euro di Arretrati

13 marzo, 2009 - 8:00 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest




Condividi Social Card: 200mila Persone Ancora in Attesa dei 120 Euro di Arretrati. Alessio in Asia ti ringrazia.
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Lo scorso autunno il Governo Berlusconi aveva strombazzato ai quattro venti la sua ricettina – nient’altro che una pezzetta calda, sia chiaro, ma meglio di niente… – per cercare di arrestare il progressivo impoverimento di larghi strati della popolazione italiana: la social card, 40 (quaranta) euro al mese per i più poveri tra i poveri. Ma come è andata a finire?





E’ andata a finire che 200mila persone attendono ancora di veder caricata la propria Carta acquisti con i 120 euro dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Inoltre, sarebbero tanti anche coloro che hanno chiesto e ottenuto la social card a partire dal 1° gennaio 2009 e ai quali il Governo aveva garantito pubblicamente il riconoscimento degli “arretrati”.

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«Ma ad oggidenunciano le Acli - nessuno ha ottenuto i 120 euro, e della proroga promessa non v’è traccia».

Il Governo aveva fissato una prima scadenza al 31 dicembre 2008 per concedere, a chi avesse presentato la domanda entro quella data, la ricarica retroattiva dei mesi di ottobre, novembre e dicembre: 40 euro al mese, 120 euro in tutto.

Di fronte al ritardo con cui era partita la macchina organizzativa (oggettivamente più lenta e complicata di uno spot televisivo) e alla complessità oggettiva delle operazioni, le Acli avevano chiesto di spostare la scadenza al 28 febbraio. Il Governo aveva accolto la richiesta annunciando più volte pubblicamente la predisposizione di un decreto per la concessione di 2 mesi di proroga.

Ma «la data del 28 febbraio è passata è il decreto non c’è stato – spiegano le Acli – I 120 euro “promessi” non sono stati mai caricati sulle carte di circa 200mila persone che restano senza soldi e senza risposte».
Che fine ha fatto il decreto?

berlusconi-affronta-la-crisi1bandanas

Perché quando si tratta di fare un Lodo Alfano per salvare Berlusconi dalla galera, o un decreto salva Rete4 per tutelare gli interessi economico-propagandistici del padrone (sempre Berlusconi, tra l’altro), Parlamento e Consiglio dei Ministri fanno le notti in bianco e in 2 o 3 giorni tutto si risolve, mentre quando ad essere in gioco sono le misere vite di centinaia di migliaia di poveri e anonimi pensionati, questi signoroni ricchi e bugiardi se ne strafottono? A chiederselo sono le Acli e tutti i poveri pensionati poveri e ingannati.

Perciò, le Acli chiedono al Governo di

  1. mantenere la promessa fatta
  2. e, inoltre, vista la crisi economica generalizzata, avanzano una proposta: «Abolire i requisiti anagrafici per l’accesso alla social card».

Il Governo, infatti, aveva ipotizzato inizialmente una platea di beneficiari della social card pari a 1 milione e 300mila cittadini. E aveva stabilito per questo – adottando un condivisibile criterio selettivo, riconoscono le Acli – una serie rigorosa di requisiti tra cui due principali:

  1. reddito Isee inferiore ai 6000 euro
  2. età del richiedente inferiore ai 3 anni (bambini) o superiore ai 65 anni (pensionati).

social-card-bruciare-picBiani

Ma le Carte acquisti finora distribuite sono state tuttavia solo 560mila, meno della metà del previsto. E i dati a disposizione del Caf Acli dimostrano che il 40% di coloro che avrebbero diritto alla Carta secondo il requisito del reddito, ne rimangono esclusi per via dell’età (hanno meno di 65 anni).
La proposta avanzata dal presidente delle Acli Andrea Olivero è conseguente: «Abolire i requisiti anagrafici per l’accesso alla social card, perché si può essere “poveri” a 60 come a 65 anni, con figli di 3 anni piuttosto che di 5. Il requisito dell’età è quello meno comprensibile e giustificabile. Abolendolo rimarremmo comunque entro le previsioni di spesa ipotizzate dal Governo».

La risposta del Governo per ora non è pervenuta. Provate a scrivere una e-mail a Berlusconi.

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Comments

8 Risposte a “Social Card: 200mila Persone Ancora in Attesa dei 120 Euro di Arretrati”
  1. Mimuovo scrive:

    complimenti per questo post, genialmente intervallato da vignette fulminanti. così si fa informazione, bravi!

  2. felipegonzales scrive:

    E’ una vergogna.
    Ho citato una tua frase sul mio blog, nel post http://felipegonzales.blogspot.com/2009/03/elemosina.html
    Ciao

  3. lembo11 scrive:

    il decreto l’hanno poi fatto (decreto interdipartimentale 15964 del 27/2/09 pubblicato sulla G.U. 56 del 9/3). Hanno prorogato al 30 aprile il termine per presentare la domanda e ottenere gli accrediti dei periodi pregressi per chi ne ha diritto. In effetti, tra gli innumerevoli provvedimenti da brividi emanati da questo governo, la social card è stato l’unico che ha fatto traballare l’invincibile macchina massmediatica berlusconiana, che normalmente oscura o traveste o ridicolizza le notizie scomode. Bisognava correre ai ripari.
    Volevo aggiungere un paio di cose a quanto scritto da Alessio.Chi ci guadagna da questa operazione? Qualcuno ha chiamato la social card più appropriatamente social mastercard. Come in vari stati nordamericani, in Inghilterra, Olanda, Polonia etc. le carte prepagate pensate per aiutare le persone in difficoltà, recano il simbolo dei 2 cerchi della mastercard o della controllata maestro.Sembra quasi un format alla Grande Fratello o Chi vuol essere milionario che mastercard piazza in giro per il mondo. Oggi mia figlia è tornata da scuola dove qualcuno era andato a propagandare la Family Card, promossa dalla Provincia di Milano. Entro nel sito, leggo la locandina, comincio a compilare il modulo per la richiesta…non ci posso credere, di nuovo i 2 cerchi rosso e giallo della mastercard.
    Questo è quel che scrive Altroconsumo sul numero del 27 novembre 2008…”la social card non è a costo zero per lo Stato, infatti, oltre a quello che finisce nelle tasche dei pochi italiani che rientrano tra i meritevoli di aiuto, ci sono i costi relativi allo strumento stesso.Parliamo dei costi di produzione della tessera, di circuito, di pagamento e di ricarica. La produzione fisica della tessera costa circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti), quindi già 650 mila euro sono stati utilizzati. Il circuito di pagamento chiede una percentuale all’esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso. Quindi, auspicando a una compartecipazione dell’esercente alla spesa, sono, a essere ottimisti, altri 6 milioni di spesa statale…”

    Ma l’aspetto particolarmente odioso di questa operazione è che il tetto di reddito da non superare (6000 o 8000 euro l’anno a seconda dell’età) tiene conto anche delle indennità concesse ai disabili, ai ciechi, ai sordomuti.Un’autentica vergogna, un’infamità.Non so se l’ultimo decreto interdipartimentale basterà a tamponare la caduta d’immagine berlusconiana. Il decreto prevede la possibilità di implementare il fondo (art. 12) con “Versamenti a titolo spontaneo e solidale”. Se il malumore aumenta,sentiti i sondaggisti,in prossimità delle elezioni europee prevedo una cospicua donazione con assegno firmato da Berlusconi davanti alle telecamere di Porta a Porta.

    • O-ren Ishii scrive:

      Uhm… e quindi? Preferiamo chi esprime le proprie idee, non chi copia/incolla idee (o link a idee) altrui. Ovviamente non c’è nulla di sbagliato nel citare se ne vale la pena, ma in questo caso?
      Se voleva essere un pezzo ironico o sarcastico o addirittura satirico direi che questo Robecchi (che non so chi sia) abbia mancato di parecchio l’obiettivo.

  4. lembo11 scrive:

    con il commento inviato ieri cercavo di esprimere le mie idee, oggi volevo solo segnalare una cosa che mi sembrava divertente. Non abbiamo lo stesso senso dell’umorismo, o ti piace Tremonti.

  5. Marista scrive:

    social card, un fallimento che sembra proprio dipenda.. dall’INPS che incamera i fondi e come tutti gli Enti li mette in un pozzo.. bancario! E ci risiamo col PADRONE DI FATTO. Le banche con mille scuse e dall’alto della loro indiscussa ( da tutti alla fine anche dalla genta comune)impunità, fanno i comodacci loro, li investono, li giocano, li usano per raggiungere i parametri di basilea 3, chi lo sa non te lo dice di certo. Ma non son loro? E perchè questi soggetti privati hanno mai usato danaro loro? Sempre e solo il nostro.. behhhehh, si è levato un belato? Noooo, ora andiamo a toccare il bersaglio sbagliato così col prossimo governo qualunque sia, siamo da capo a 4. Poi vi dico, dopo essermene accertata, come e perchè , al di là delle accertate collusioni banche+politica ( stanno in Parlamento i loro emissari diventano Presidenti della Repubblica per dirne euna.. ) + malavita + traffici armi e droga + grande ( si fa per dire) industria decotta, si possono fare gli affaracci loro guadagnando un fottio , senza darci nemmeno una elemosina, con i nostri soldi, che ormai da un pezzo sono.. “cosa loro” , e noi che facevamo? chi lo sa: il calcio, le gambe delle donne, no al fascio, puri e duri! Si al fascio, viva il sindacato e no al papa ! e intanto camminavamo sulle sabbie mobili, spero di sbagliare.

  6. Marista scrive:

    Dunque, lo ha spiegato bene la Gabanelli a Report, i soldi delle nostre tasse vengono conferiti in un conto , tenuto da una Banca , ciè da un privato che entra nella proprietà di quei danari in base all’articolo 1834 c.c Depositi di danaro. La Gabanelli dice di non sapere oggi chi è il fortunato banchiere, chiunque sia, tiene i nostri soldi e ci fa quel che vuole, li investe certo, non siamo nel west, e noi non sapremo come, anche se quei soldi apparterrebbero al Popolo Italiano. Da quello che la Gabanelli definisce un buco nero, escono i soldi per enti locali, INPS ( quindi anche le carte di credito), ma se la banca oppone i “tempi tecnici” il governo s’ha da stare zitto. Quindiil Governo può esercitare la moral suasion, chiedere, dichiarare, promettere, ma la social card non la pagheranno. Intanto incassano gli interessi come minimo. Mi chiedevano tempo fa, e se la banca se li gioca e li perde? Avremo altre tasse e non ce lo diranno mai. E sta solfa va avanti da tanto tempo, in questo modo hanno distrutto in passato maggioranze, governi, fatto chiudere enti (utili) mantenuto enti inutili, arricchito alcuni, impoverito molti. Noi che facevamo? vedevamo il calcio, tifavamo, ci rimbecillivamo a guardare la carrà e buongiorno
    e Pippo baudo, oggi abbiamo: Totti, Santoro, floris, Vespa, fazio, le varie Addario, belen, tutta gente strapagata che vale tanto oro quanto pesa, pensateci un po’, vengono pagati per quello che riescono a non farci capire nè fare, altro che pubblicità, quella c’entra si e no.

    l’articolo 1834 c.c Depositi di danaro.

    recita: Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero alla richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi…

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